tradimenti
Onde di desiderio
MrMrsMister
04.08.2025 |
2.492 |
2
"Inizio muoversi su di lui con movimenti lenti mentre sentiva le sue mani sui fianchi e sul suo seno, sempre più decise e potenti..."
Era una normale serata di fine estate nel sud Italia.Il sole calava lento all’orizzonte, sciogliendosi in sfumature d’arancio e oro sulla superficie calma del mare. La spiaggia era quasi deserta, eccezion fatta per pochi passanti silenziosi e per una coppia che sedeva sotto un gazebo di tela bianca, sorseggiando vino fresco.
Era la loro terza sera di una vacanza che presto avrebbe preso una piega inaspettata.
Lei si chiamava Laura. Portava un copricostume in sangallo leggero e un costume a due pezzi che esaltava ogni curva senza bisogno di sfarzo. I suoi occhi, nascosti dietro lenti da sole scure, tradivano qualcosa che non era semplice vacanza: era attesa. Al suo fianco, Marco, suo marito, la osservava con un sorriso calmo, quasi assorto, come se sapesse già tutto, e in effetti, sapeva.
Laura si alzò con movimenti lenti, sensuali, lasciando che il vento marino accarezzasse la sua pelle abbronzata. Marco rimase seduto, accennando solo un cenno del capo, come a dirle: "vai!"
Lui era lì, a pochi metri, in piedi sulla battigia. Uno sconosciuto, almeno per ora. Alto, muscoloso, pelle color ebano, con spalle larghe e sguardo penetrante. Indossava solo un costume a slip bianco, facendo capire dalla protuberanza all'interno che di grande non aveva solo le spalle, e portava una collanina di cuoio al collo, semplice ma virile. I loro occhi si incrociarono. Nessuna parola. Solo il mare e il battito dei cuori.
Laura lo raggiunse senza fretta, come attratta da una forza magnetica. Si fermò a un passo da lui, guardandolo con la testa leggermente inclinata. Lui sorrise, un sorriso sicuro, caldo come la sabbia sotto i piedi.
Camminarono lungo la riva, lasciando che le onde bagnassero le caviglie. Le mani iniziarono a sfiorarsi appena, poi si cercarono con più decisione. Marco li guardava da lontano, seduto sotto il gazebo, il bicchiere ancora mezzo pieno. Non c’era gelosia nei suoi occhi. C’era complicità. C’era forse anche un pizzico di eccitazione trattenuta, nascosta dietro il volto rilassato.
Laura non si voltò. Non ce n’era bisogno. Sapeva che Marco era lì, che avrebbe aspettato. Quella sera non c’erano promesse da tradire, solo desideri da lasciar fluire, come le onde che si rincorrevano sulla riva.
La notte sarebbe scesa presto, ma per loro il tempo si era già fermato.
Le orme nella sabbia si confondevano mentre Laura e lo sconosciuto camminavano sempre più lontano, verso un’insenatura nascosta tra le rocce, dove il rumore del mare copriva ogni altro suono. La luce del sole calante disegnava giochi di ombre sui loro corpi, e l’aria salmastra sembrava densa di tensione elettrica.
Marco si alzò lentamente dal gazebo. Si stirò, fece qualche passo verso la riva come per sgranchirsi le gambe, poi cambiò direzione e si incamminò in senso opposto. Alcuni turisti distratti lo videro svanire tra le dune, apparentemente deciso a tornare al resort.
Ma non era così.
Rientrato nel sentiero tra le piante basse di macchia mediterranea, fece un’ampia curva fino a raggiungere un punto più alto. Da lì, seminascosto tra le rocce e il verde, aveva una vista perfetta sull’ansa dove Laura e lo sconosciuto si erano fermati. Nessuno poteva notarlo, ma lui vedeva tutto.
Laura sapeva.
Sentiva gli occhi di Marco su di sé, lontani ma presenti, come un filo invisibile che li univa anche ora. Ma non si voltò. Non rallentò. Lasciò che le mani forti dell’uomo le scorressero sulle braccia nude, che la sua voce calda le sussurrasse qualcosa in una lingua che non capiva del tutto, ma che intuiva con ogni fibra del corpo. Capì però il suo nome. Si chiamava Karim.
Si lasciò andare. Le loro sagome si fusero in un bacio fitto, lento, forte, con gesti decisi ed esplorazioni lente e consapevoli. Non c’era fretta. Era un gioco sottile ma chiarissimo, in cui ognuno sapeva il proprio ruolo.
Non ci volle molto prima che il copricostume cadesse sulla sabbia ancora tiepida, così come il reggiseno del costume, facendo così emergere un seno più grande del previsto, naturale, morbido e pronto per le mani forti dello sconosciuto.
Marco trattenne il fiato per un momento. Non era dolore, né rabbia. Era qualcosa di più complesso, più viscerale: un misto di desiderio, complicità e dominio silenzioso. Aveva concesso quel momento, eppure non aveva mai smesso di possederlo.
Laura, tra un bacio e una carezza, alzò lo sguardo per un attimo verso la collina. Non lo vedeva, ma lo sentiva. Sapeva che era lì, come un’ombra vigile, silenziosa. E proprio per questo, continuò.
Lasciò che Karim le sfiorasse la schiena, le stringesse forte il seno, le spingesse forte il suo sedere verso il suo cazzo già duro e prepotente mentre la baciava sempre più appassionatamente. Il mare era il loro sottofondo, il cielo la loro coperta, e dietro tutto, in un luogo che solo loro tre conoscevano, si stendeva un equilibrio delicato, audace, erotico perfettamente costruito.
L’ombra delle rocce li avvolgeva come un sipario naturale, proteggendoli dal resto del mondo. Le onde continuavano a infrangersi con ritmo lento, ipnotico. Laura era appoggiata a una roccia piatta, il viso rivolto verso il mare, il corpo mezzo nudo, coperto solo dalle forti mani di Karim che voleva esplorare in ogni centimetro di pelle, in modo deciso ma rispettoso.
Karim, la osservava, stesa sulla roccia, in silenzio, poi, con rispetto ma decisione, le spostò leggermente lo slip, sentendo sulle dita tutti gli umori che già colavano dalla figa di Laura. Si ferma. Dal basso la guarda negli occhi come a chiederle il permesso di entrare ancora più a fondo in quel momento sospeso.
Laura sorrise. Non parlò. Tirò fuori lentamente il telefono dalla piccola borsa intrecciata che aveva portato con sé. Lo accese, controllò che ci fosse linea. C’era.
Si voltò leggermente, cercando la luce migliore, quella che le accarezzava il suo grosso seno sospeso, i suoi slip leggermente spostati e il viso desideroso di Karim, lasciando all’immaginazione ciò che solo Marco avrebbe compreso fino in fondo. Si sedette sul bordo della roccia, si tolte definitivamente gli slip. Sollevò una gamba, lasciando che la lingua di Karim iniziasse ad assaporarla. Poi, guardò l’obiettivo e scattò.
Una, due, tre foto. Cariche di tensione, erotismo e di promesse mute. In una, Karim compariva dietro di lei, appena sfocato, con lo sguardo rivolto verso la sua figa fradicia, come un guardiano oscuro. In un’altra, la mano di Laura era appoggiata sul petto dell’uomo, muscoloso, scolpito, mentre lo guardava con occhi pieni di desiderio.
Ne scelse un paio. La più erotiche, le più potenti: un primo piano del suo volto arrossato dal sole e dall'eccitazione, il suo seno morbido stretto dalle sue mani forti, lo sguardo eccitato. E in fondo, appena visibile il grosso cazzo di Karim che esce dal suo costume.
Aggiuse solo due parole, un messaggio breve:
“Ti penso.”
Lo inviò a Marco.
Dall’altra parte della collina, lui lo ricevette quasi subito. Lo schermo si illuminò tra le sue mani. Guardò la foto con attenzione, trattenendo un respiro che sapeva di sale e voglia. Il messaggio non era solo per stuzzicarlo. Era un richiamo, un legame sottile, il filo che li teneva connessi anche mentre lei era tra altre braccia.
Marco sorrise, con quella calma da uomo che non teme di perdere ciò che ha già scelto. Spense il telefono e si rimise in cammino. Non per andare via, ma per restare ancora un po’ lì, vicino ma invisibile, spettatore silenzioso di un atto che, in fondo, parlava anche di lui.
Intanto, giù nella cala, Laura si voltava di nuovo verso l’uomo. Era il suo turno. Si alzò e lentamente gli tirò giù il costume. Si fermò per un attimo. I suoi occhi erano spalancati. Una sola parola gli uscì dalla bocca sottovoce "OH CAZZO!" Quasi scioccata e imbarazzata dalla dimensione del cazzo di Karim. Duro! Alto! Grosso! Marmoreo!
Era il loro gioco. E tutti conoscevano le regole.
Il mare si era fatto silenzioso, come se perfino le onde trattenessero il fiato.
Laura stese il suo copricostume sulla sabbia per poter far sdraiare Karim, lo coricò con una spinta decisa e senza pensarci troppo prese il suo cazzo prima forte tra la sua mano sinistra, quella con la fede, e poi in bocca. Dolcemente, le sue labbra avvolgevano la cappella pulsante ed enorme, la sua salita colava lungo tutto il suo cazzo enorme, ogni tanto si distanziava un pò spuntando un pò di saliva sulla sua cappella, prima di tornare giù e ingoiarlo fino a quanto riusciva a sopportare.
Sentiva le mani forti di Karim che le stringevano il seno tirando a sé, per andare verso di lui.
Una volta soddisfatta la sua voglia orale, Laura si pulì le labbra con un lento movimento del braccio, fece qualche passo con le ginocchia verso il centro di quel corpo muscoloso e voglioso.
Con una mano prese il cazzo di Karim e indicò lui la strada verso la sua figa già larga e vogliosa.
Inizio muoversi su di lui con movimenti lenti mentre sentiva le sue mani sui fianchi e sul suo seno, sempre più decise e potenti.
Il suo viso mostrava godimento, il suo bacino anche, le sue dita strinsero i capezzoli del grande seno di Laura che sobbalzava ad ogni colpo, facendole capire che voleva di più.
Così si tolse, si coricò e spalancò le gambe, lasciando chiaramente vedere la sua figa già slabrata.
Karim iniziò a leccarla per sentire ancora una volta il suo splendido sapore per poi riconoscersi al miglior piacere.
La sua enorme cappella si appoggiò nuovamente sulla sua figa per qualche istante, prima di ricominciare a scoparla con colpi forti, decisi ed incessanti.
Il suo enorme seno sobbalzava allo stesso ritmo del cazzo di Karim che la faceva bagnare sempre di più
Poco dopo i due sentirono dei passi avvicinarsi.
Si voltarono, e Laura riconobbe Marco nella penombra.
Prese tra le mani il viso di Karim e guardandolo negli occhi gli disse:"continua più forte che puoi!è mio marito"
Marco si avvicinò con rispetto ed eccitazione, diede un bacio alla moglie mentre veniva scopata dal ragazzo col cazzo più grosso che avesse mai preso.
La sentiva eccitata.
E si eccitò anche lui mentre toccava l'enorme seno di sua moglie sobbalzare mentre Karim la scopava.
In estasi e con gli occhi chiusi, Laura disse sottovoce "mettimelo in bocca!"
In meno di un secondo il cazzo di Marco smorzava le urla di godimento di Laura, mentre lei, dolcemente ma in modo deciso le stringeva forte le palle.
Quella scena eccitò tutti più di qualsiasi altra cosa successa fin'ora.
Laura si mise in ginocchio con la sua figa che ancora colava, incrociò le braccia per mettere il suo seno esposto a Marco e Karim.
I suoi occhi erano fissi sui due cazzi davanti a lei, in mano a chi l'aveva fatta godere con non mai.
Il suo seno fu subito innondato da un'enorme quantità di sperma da parte dei due, come un'orchestra erotica e porca voluta da tutti.
Si coricarno tutti e tre, immobili, guardando la notte stellata, il corpo di Laura pieno del loro sperma, e le sua mano destra sul cazzo di Karim, e la sua sinistra su quello di Marco.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Onde di desiderio:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
