tradimenti
Il nuovo collega
MrMrsMister
11.06.2026 |
38 |
2
"Si sedette e si guardò intorno per prendere confidenza con l’ambiente, cercando di rallentare il battito del suo cuore..."
Matteo non era un uomo particolarmente geloso. Anzi, Laura aveva sempre pensato che quella sua sicurezza tranquilla fosse una delle cose più affascinanti del loro matrimonio.Lavorava da anni nella stessa azienda, e da qualche mese aveva assunto un nuovo collaboratore: Karim.
“È bravissimo,” diceva spesso tornando a casa. “Timido da far paura, però. Se gli fai un complimento si imbarazza subito.”
Laura ascoltava distrattamente all’inizio, seduta sul divano con le gambe raccolte sotto di sé. Ma col tempo Matteo iniziò a raccontare dettagli sempre più specifici.
“Ogni giorno nello spogliatoio fa effetto quando si cambia, hai presente quei fisici da atleta? non credo quel ragazzo si renda conto dell’effetto che fa, è timido anche in quel frangente, si cambia velocemente e quasi nascondendo il più possibile il suo corpo”
Laura rideva, credendo che il marito stesse esagerando per scherzo. Ma Matteo continuava.
“Nello spogliatoio tutti cercano di fare i fenomeni. Lui invece si cambia in silenzio, velocissimo. Però… impossibile non notarlo.”
Quelle conversazioni iniziarono a lasciare qualcosa nell’aria.
Una sera Laura gli chiese: “Ma quindi è davvero così bello?”
Matteo sorrise mentre si versava un bicchiere di vino. “Più che bello… impressionante. E la cosa assurda è che sembra non accorgersene, anzi, sembra quasi che se ne vergogni.”
Da quel momento Laura iniziò a immaginarlo.
Non sapeva quasi nulla di Karim. Solo frammenti: pelle molto scura, spalle larghe, modi gentili, occhi bassi quando qualcuno lo fissava troppo. E soprattutto quella timidezza che Matteo descriveva sempre con un misto di divertimento e curiosità.
Più il marito ne parlava, più Laura si sorprendeva a fare domande.
“È fidanzato?” “Esce con qualcuno?” “Quanti anni ha?”
Matteo la prendeva in giro. “Ma guarda che interesse improvviso.”
Laura negava ridendo, ma dentro sentiva crescere una curiosità nuova. Non soltanto fisica. Era il contrasto ad attirarla: un uomo dall’aspetto quasi intimidatorio che però sembrava impacciato come un ragazzino.
Nei giorni successivi, Matteo cercava di spiare sempre più dettagli di Karim, quasi come se i suoi occhi fossero guidati dalla curiosità di Laura. Ma un dettaglio lo tenne per sé, almeno per il momento.
Notò che gli slip gli stavano estremamente stretti, in modo irreale, coprivano all’interno qualcosa di enorme.
Tornando a casa pensava a quella visione ma si rispose che i suoi occhi avevano sbagliato, che non poteva davvero avere un pisello di quelle dimensioni, nonostante Karim, dall’alto della sua timidezza, cercava di metterlo rivolto verso il basso per non far vedere la protuberanza.
Il giorno successivo il suo dubbio venne chiarito. A Karim, scivolò l’asciugamano uscendo dalla doccia. Rimase completamente nudo solo per un secondo, ma fu abbastanza per risolvere l’arcano.
In quel secondo Matteo riuscì a vedere chiaramente il pisello enorme di Karim, non in erezione, lungo quasi fino al ginocchio, grosso quasi come un avambraccio, venoso e con una forma sproporzionata ma perfetta.
Karim cercò di coprirsi il più velocemente possibile.
“Ma Karim… se dovessi invitarlo a cena un giorno?”
“Morirebbe d’ansia” rise lui.
E colse l’occasione per raccontargli quanto visto i giorni precedenti, ma col beneficio del dubbio.
“Passami il numero allora. Magari glielo chiedo io.”
Matteo la fissò qualche secondo, divertito più che sorpreso. “Vuoi davvero conoscere il famoso Karim?”
“Sono curiosa ormai, e poi, se non sei sicuro di cos’hai visto, magari posso fare anche io una verifica.” disse Laura sorridendo.
Lui scrollò le spalle e glielo passò senza pensarci troppo.
Laura salvò il contatto, ma non disse altro.
Quella notte però rimase sveglia a lungo, con il telefono illuminato tra le mani. Continuava a scrivere e cancellare messaggi.
Alla fine inviò soltanto:
“Ciao Karim, sono Laura… la moglie di Matteo :)”
La risposta arrivò quasi subito.
“Oddio. Spero di non essere nei guai.”
Laura sorrise nel buio.
Cominciarono a parlare.
All’inizio erano messaggi innocenti. Karim era educatissimo, quasi impacciato. Ogni tanto sembrava preoccuparsi di dire qualcosa di sbagliato. Laura invece, protetta dalla distanza dello schermo, diventava più audace.
Scoprì che Karim era molto diverso da come l’aveva immaginato.
Sensibile. Autoironico. Terribilmente insicuro.
Quando lei gli confessò: “Matteo parla spesso di te.”
Passarono minuti prima della risposta.
“In che senso?” “Ma lui sa che mi stai scrivendo?”
Laura esitò.
Poi scrisse: “Dice che è difficile non notarti. E no, lui non lo sa! Ma mi ha raccontato qualcosa di te e gli ho rubato il tuo numero, spero non ti dispiaccia”
Il silenzio successivo sembrò infinito.
Infine arrivò: “Non so cosa rispondere.”
Ed era proprio quello, forse, ad affascinarla più di tutto.
Nessuna arroganza. Nessun gioco da seduttore.
Karim sembrava sinceramente destabilizzato dall’attenzione di una donna come lei, dalla moglie di un suo capo.
Dopo giorni di conversazioni, Laura propose di vedersi per un caffè. Specificando subito:
“Ricordati che Matteo non sa niente!”
Karim tentò quasi di rifiutare. “Non mi sembra una buona idea…”
Ma Laura ormai era troppo incuriosita.
Si incontrarono in un piccolo bar lontano dall’ufficio.
Quando Karim entrò, Laura capì immediatamente che Matteo non aveva esagerato.
Era enorme.
Elegante in modo semplice, con una camicia scura che tendeva sul petto muscoloso e movimenti sorprendentemente controllati, quasi prudenti. Ma gli occhi… gli occhi erano quelli di qualcuno che non sapeva davvero dove guardare.
«Ciao,» disse lui piano.
Laura si sentì improvvisamente timida quanto lui.
Parlarono per quasi due ore.
E lentamente quella tensione iniziale si trasformò in qualcosa di molto più sottile. Karim iniziò a rilassarsi. A sorridere davvero. A sostenerle lo sguardo qualche secondo in più del necessario.
Quando lei gli sfiorò la mano per caso, lui trattenne il respiro.
Laura lo notò. E notò anche che qualcosa nei suoi pantaloni si stava muovendo.
Laura rientrò a casa con il cuore ancora accelerato.
Matteo era in cucina, intento a preparare qualcosa da mangiare, con la solita calma rilassata che lei adorava. Sollevò lo sguardo appena sentì la porta chiudersi.
«Allora?» chiese subito, divertito. «Com’era il famoso appuntamento segreto?»
Laura si immobilizzò. «Tu… lo sapevi?»
Matteo scoppiò a ridere. «Laura, hai chiesto il numero di un mio collaboratore dopo settimane passate a farmi domande su di lui. Non era esattamente difficile da capire.»
Lei arrossì, togliendosi lentamente la giacca. «E non ti dà fastidio?»
Matteo la osservò per qualche secondo prima di avvicinarsi. «Ti sei divertita?»
Laura annuì piano.
E allora gli raccontò tutto.
Il bar. L’imbarazzo iniziale. Il modo in cui Karim evitava quasi di guardarla negli occhi. Le mani grandi strette attorno alla tazza di caffè. Quel misto di sicurezza fisica e totale inesperienza emotiva che lo rendeva incredibilmente affascinante, quella mezza erezione che stentava a restare nei pantaloni.
Matteo ascoltava in silenzio, con un sorriso sempre più evidente.
«Quindi era nervoso davvero?» chiese.
«Terribilmente.» Laura rise sedendosi sul bancone della cucina. «Credo fosse convinto che tu potessi licenziarlo da un momento all’altro.»
«Poverino dai.»
«No, davvero Matteo… quando gli ho detto che eri tu a parlare continuamente di lui, pensavo gli venisse un infarto.»
Matteo abbassò lo sguardo ridendo tra sé. «Me lo immagino.»
Laura si fermò un istante. Poi disse sottovoce: «Però gli piaccio.»
Quella frase cambiò l’aria nella stanza.
Matteo si avvicinò lentamente fino a fermarsi tra le sue gambe. «Ah sì?»
Lei annuì. «Si vedeva benissimo.»
«E tu?»
Laura sostenne il suo sguardo. «Sono curiosa.»
Per qualche secondo nessuno parlò.
Poi Matteo le accarezzò una coscia con calma. «Karim non farà mai il primo passo. Te lo dico subito.»
«Lo so.»
«È troppo rispettoso. E troppo terrorizzato da me.»
Laura scoppiò a ridere. «Domani al lavoro morirà dall’imbarazzo.
—
Ed effettivamente andò esattamente così.
La mattina dopo Karim arrivò in ufficio più silenzioso del solito.
Quando Matteo entrò nell’open space e lo salutò con un tranquillo: «Buongiorno Karim.»
Lui quasi si alzò di scatto dalla sedia.
«B-buongiorno.»
Matteo dovette trattenersi dal sorridere.
Durante una riunione il telefono di Karim suonò diverse volte con la notifica di messaggi.
Era Laura.
Siccome Matteo doveva andare via tre giorni per un importante incontro di lavoro, voleva approfittarne per organizzare una cena e continuare la conoscenza.
Allegando una sua foto con un abito scollatissimo scrisse: “Come saprai oggi Matteo parte. Ci vediamo per cena?”
Karim rispose semplicemente: “Ok”.
Posò il telefono silenziandolo e ricominciò ad ascoltare Matteo mentre pensava alla moglie.
Matteo arrivò a casa nel primo pomeriggio, preparando la valigia iniziò a chiacchierare con Laura prima della partenza: “ci vediamo tra qualche giorno.” “spero che la riunione vada bene.” “ho visto Karim oggi, stava scrivendo a te vero?” disse sorridendo.
“chissà”. Sorrise Lura e diede un bacio al marito sulla porta di casa. “ci vediamo Giovedì”.
Laura iniziò a preparassi, riempì la vasca da acqua calda per un bagno rilassante, tanta schiuma e un bicchiere di vino, musica soffusa. Prese il telefono e si scattò una foto. L’inquadratura era semplice, non volgare. Dalla schiuma nella vasca si intravedevano i suoi enormi seni e le gambe leggermente accavallate. “non sono ancora pronta. Ci vediamo stasera allora?” --- Karim --- INVIO!
“sono imbarazzatissimo. Ma ci sarò”
Laura indossò un abito morbido, elegante ma estremamente provocante, la schiena completamente nuda, scollatissimo, senza reggiseno, tacchi, una spruzzata di profumo e si dirige verso il ristorante nel quale aveva prenotato un tavolo in terrazza, appartato e vista mare.
Karim era già li. Semplice e timido anche nell’abbigliamento. Una camicia bianca che metteva in risalto i suoi muscoli, un paio di pantaloni attillati che lasciavano ben poco all’immaginazione.
“sono un po' in imbarazzo, non so se sia giusto, Matteo è il mio capo” disse Karim sottovoce sforzandosi enormemente a non fissare troppo il prorompente seno di Laura che a fatica rimaneva composto nel vestito.
“siamo due persone a cena che hanno piacere di conoscersi. Non c’è bisogno di imbarazzarsi”
Il cameriere li fece accomodare e versò loro acqua e vino.
Laura spostò la sua sedia per essere più vicini.
L’atmosfera era rilassata, attorno a loro non c’era nessuno, il cibo era buono e il vino fresco aiutò ad allentare la tensione.
“scusa se te lo dico, ma sto facendo molta fatica a non guardarti la scollatura sai” disse Karim con voce fioca.
“lo so. Ma non devi sforzarti.” Disse Laura girando il busto in favore di Karim “se ti piacciono le mie tette puoi guardarle quanto vuoi. Perché pensi che io mi sia vestita così sennò”. Appoggiò una mano sulla coscia di Karim, sentendo la sua tensione nelle gambe e senza aspettare troppo, sotto la tovaglia fermò la sua mano sul cazzo di Karim. “o mamma mia!!ma davvero???” solo al tatto era incredula di quella dimensione. “ora però sono curiosa anche io!” “forse è il momento di andare. Hai mai visto la casa del tuo capo?”. Laura sorrise.
Karim era sempre più imbarazzato e non riuscì a trattenere l’erezione.
“seguimi in macchina. Ti faccio strada”
Parcheggiarono l’auto in cortile e si diressero verso casa, con poche parole, tanta curiosità e il brivido del proibito.
“siediti sul divano Karim, rilassati, ti preparo qualcosa da bere ok?”
Lui sembrava una statua, si muoveva lentamente e con paura come se ogni passo potesse rompere un silenzio rispettoso. Si sedette e si guardò intorno per prendere confidenza con l’ambiente, cercando di rallentare il battito del suo cuore. Prese un cuscino la appoggiarsi sulle gambe per nascondere la sua erezione.
“eccomi, ecco il tuo drink”.
Karim si girò sentendo la voce di Laura. E vide lei entrare in sala, con due drink in mano, uno per lei e uno per lui. Era completamente nuda!! La sua camminata lenta e sensuale faceva muovere i suoi enormi seni come una danza erotica esplosiva ma raffinata.
“ e togli pure il cuscino da li” disse ridendo. “ bevi un sorso e rilassati”
Lei appoggiò sul tavolino il suo bicchiere macchiato di rossetto, il piccolo rumore del vetro sul tavolo è stato l’unico rumore in quella stanza.
Karim era immobile, con gli occhi che scannerizzavano l’intero corpo di Laura, la tua pelle, le sue caviglia sottili, le sue gambe, i suoi fianchi, il suo enorme seno e il suo collo elegante….ogni centimetro del corpo di Laura entrava nel cervello di Karim.
“ho capito, non riesci a lasciarti andare, allora sarò io a soddisfare la mia curiosità”
Laura slacciò la cintura di Karim, gli sfilò i pantaloni e gli tolse la camicia. Si alzò per vedere quel fisico statuario e le mutande che non riuscivano a contenere il cazzo gigantesco di Karim.
“non coprirtelo con le mani. Ci penso io”
Gli sfilò le mutante. E in quel momento rimase immobile anche lei. Non pensava potesse esistere un cazzo così grande e grosso. Lo voleva. Tutto per lei.
Non bastavano le due mani per tenerlo tutto. Un bastone nero duro come il marmo.
Iniziò a leccarlo, dalla base alla cappella per più volte, mentre lo fissava negli occhi e vide la tensione abbandonare il corpo di Karim una leccata alla volta.
Spalancò la bocca completamente, più che poteva, era questo l’unico modo per poter prendere quel cazzo enorme in bocca.
Leccò e succhiò, tra eccitazione e incredulità, lo toccava, lo accarezzava, quasi fosse un pezzo pregiato da tenere con cura.
La mani di Karim le accarezzavano i capelli, cercavano la sua pelle, i suoi seni. Forti e dolci allo stesso tempo cercavano l’esplorazione di quel magnifico corpo sensuale.
Entrambi volevano che quel momento non finisse mai, ma avevano la curiosità da proseguire.
Laura si coricò sul divano e Karim allargò le sue gambe con le mani. Avvicinò il viso alla figa già bagnata di Laura. E mentre la leccava in modo sublime sentiva i gemiti di piacere di Laura che facevano da sottofondo ai suoi pensieri. Leccare quella figa gocciolante e vogliosa ma evidentemente sottodimensionata rispetto al suo enorme cazzone.
Karim si alzò, il suo fisico statuario rimase davanti a lei per un istante con l’intento di farsi ammirare ancora qualche istante mentre le gambe di Laura si spalancarono pronta a riceverlo dentro di se.
Si avvicinò, strofinando dolcemente il suo grosso cazzo sulla figa di Laura, appoggiandolo sul suo corpo steso dimostrò che il corpo minuto era quasi sottodimensionato per quella dotazione.
Le palle poggiavano sulla figa mentre la cappella arrivava quasi al seno di Laura che lo stringeva tra eccitazione e spavento erotico.
Tenendolo in mano iniziò ad appoggiare la cappella alla figa di Laura che era sempre più eccitata e vogliosa di sentire il suo bastone dentro di lei. “non avere paura” gli disse mentre accompagnava i suoi fianchi verso di lei.
Lentamente il cazzo di Karim entrò dentro di lei, poco alla volta, per farsi strada in quel corpo minuto ma voglioso come nessun’altra.
Inizialmente non riuscì ad arrivare in fondo ma entrato fino a metà si fermò per un attimo, guardandola in faccia, già arrossata, già piena di piacere e goduria.
Lei si sentiva piena! Un cazzo gigantesco era dentro di lei e lo sentiva tutto e ad ogni minimo movimento lo sentiva ancora di più.
Iniziarono entrambi a muoversi lentamente con movimenti dolci e regolari, le mani di Karim forti e rispettose esplorarono il corpo di Laura. I suoi fianchi sinuosi, il suo seno, i capezzoli venivano pizzicati con decisioni facendola eccitare sempre di più.
Molto lentamente il corpo di Laura iniziò ad abituarsi a quella dimensione, Karim riuscì a spingere il suo cazzone tutto dentro di lei ma sempre con delicatezza. Non c’era alcun bisogno di grossi colpi per farsi sentire, ma lei lo voleva. Lo voleva sempre di più.
“scopami!! Scopami più forte!!”
Laura allungò le braccia fino a far arrivare le mani a stringere il culo di Karim per portarlo tutto dentro di sé, forte! Sempre più forte! E Godeva! Godevano entrambi!!!
Dopo quasi mezz’ora di scopata intensa e devastante un filo di voce di Karim “sto per venire”.
A quel punto, senza pensarci troppo su, Laura spinse ancora più forte il bacino di Karim verso il suo facendolo ondeggiare. Non gli dava modo di uscire, non gli dava modo di scappare e lo faceva godere sempre di più.
“AHHHHHHHHHHH” come un idrante Karim iniziò a venire dentro la figa di Laura che si sentiva riempita da un cazzone disumano e da una sborrata calda, gloriosa ed estremamente abbondante.
Rimasero ancora qualche istante incastrati, con le mani di Karim sui seni di Laura che era esausta!
Lasciò la presa del bacino di Karim, che lentamente fece uscire il suo cazzo ancora duro dalla figa di Laura e tenendolo in mano si diresse verso il bagno.
Lei restò sdraiata, incredula e stravolta, sentiva colate e colate di sperma di Karim uscire dalla sua figa slabbrata e larga come non lo era mai stata.
Quando Karim tornò da lei aveva una faccia soddisfatta ma allo stesso tempo intimorita per quello che aveva fatto, ma soprattutto con chi.
“scusa” le disse porgendole una pezza.
“SCUSA????? Io ti dico grazie” gli rispose alzandosi e pulendosi.
Ancora completamente nudi si abbracciarono, lei in punta di piedi. Lui le accarezzava la schiena, e lei toccava ancora incredula il suo cazzo che nel frattempo era tornato a riposo, ma ancora smisurato.
Lui si rivestì, si baciarono e si salutarono.
“ci rivedremo vero?” chiese Laura.
“mi piacerebbe si. Non dire niente a Matteo però”
Un sorriso, un ultimo bacio e chiuse la porta.
Laura si fece una doccia veloce e si mise a letto.
Prese il telefono per mandare un messaggio a Matteo :”sei arrivato in hotel?io vado a letto. Buonanotte. Ah ancora una cosa. Spero non ti dispiaccia, ma stasera ho scopato il tuo collega Karim”.
(parte 2??)
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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