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Pulizie (stra)ordinarie


di Ciclistabo
22.05.2026    |    6.284    |    4 9.7
"Chissà come sarebbe stato averlo dentro tra le cosce, ma purtroppo per lei, vuoi per la situazione, vuoi per l'eccitazione continua di quella mattinata, l'uomo venne in fretta, senza nemmeno..."
Lisa come ogni lunedì mattina andava a fare pulizie a casa di Giulia, una conoscente della sua migliore amica. L'appartamento non era grande, la donna ci viveva col marito e i suoi due figli. Quella mattina però quando arrivò a casa, Giulia che stava per andare a lavoro le disse che in camera c'era il marito, febbricitante, ma di fare tutto quello che doveva senza stare a pensarci, che tanto non l'avrebbe disturbata.
- “Magari fai la camera da letto per ultima, così sarà già sveglio e lo fai uscire un attimo”.
- “Sicura che posso? Se sta male”.
- “Macché, stamattina aveva appena 37 di febbre, ma sai come sono gli uomini, secondo lui sta morendo”, rispose sorridendo.
Lisa iniziò il suo lavoro e poco dopo Giulia uscì di casa. Lavorava in quella casa da un paio di mesi, fino a quel momento non aveva mai avuto modo di conoscere il marito, lo aveva visto solo in foto sui profili social della moglie. Sapeva che era alla guida di un'azienda abbastanza conosciuta, che fosse un uomo facoltoso, d'altronde lo si notava dalla casa e dal tenore di vita che avevano, i vestiti di marca e i continui viaggi che facevano. Le prime due ore Lisa lavorò senza problemi, quasi dimenticando che in casa ci fosse qualcun'altro, però ad un certo punto fu costretta a bussare alla porta della camera, doveva passare l'aspirapolvere e voleva avvisare prima di fare rumore. Prima di bussare si avvicinò alla porta, sperando di sentire dei rumori, non voleva svegliarlo di botto, orecchiando sentì qualcosa e allora bussò, ma l'uomo non rispose, bussò più forte ma nulla, lo fece una terza volta e ancora niente. Si preoccupò pure, non era possibile che non avesse sentito il suo bussare, così prese coraggio e aprì leggermente la porta. Quando aprì rimase sorpresa, l'uomo era nudo, con una mano sul cazzo duro che guardava la TV con le cuffie. Quando la vide subito si coprì con il lenzuolo, lei imbarazzata uscì immediatamente e richiuse la porta.
- “Scusami, dovevi dirmi qualcosa?”, chiede l'uomo.
- “Mi scusi lei, volevo chiederle se potevo accendere l'aspirapolvere”, rispose.
- “Non ti sento. Apri pure”.
Lisa aprì leggermente la porta e stavolta era coperto, anche se dal lenzuolo poteva notare che qualcosa era ancora ben sveglio.
- “Dovrei accendere l'aspirapolvere, volevo avvisarla prima di fare rumore”.
- “Certo, fai pure”, rispose lui sorridendo.
Lisa tornò in cucina e fece quanto doveva, seppur col pensiero verso quell'uomo. Aveva sempre avuto la curiosità di vederlo dal vivo, mai avrebbe pensato che l'avrebbe visto in quel modo però. Da come anche lui la guardò, o meglio la squadrò dalla testa ai piedi, si rese conto che Giulia non le aveva mai parlato di lei. Sembrò quasi contento di avere una donna delle pulizie così, d'altronde quella di prima era un'anziana signora. Cercò di non pensare a quanto accaduto, tornò alle sue pulizie ma il pensiero era sempre lì, a quanto successo prima e anche verso quel corpo nudo. Doveva ammettere che i suoi 50 anni li portava molto bene.
Finito con la cucina, cameretta e bagno, toccava tornava da lui, bussò forte da subito e stavolta l'uomo rispose subito. Entrò, era ancora disteso sul letto coperto sempre dal lenzuolo, ma senza cuffie e mentre guardava un film normale. Non che quello di prima non lo fosse, non aveva visto nemmeno cosa stesse guardando, aveva ipotizzato si trattasse di un film porno ma in realtà non lo poteva sapere. L'uomo si scusò, ma non per quanto accaduto prima, solo per il fastidio che magari gli poteva dare in quel momento.
- “Non si preoccupi”, disse lei, “faccio veloce anzi”.
- “Innanzitutto dammi pure del tu, mi fai sentire troppo vecchio. E poi, fai pure con calma, è un piacere avere della bella compagnia”, rispose sorridendo.
Lisa ricambiò il sorriso, per quanto riguarda l'età aveva ragione, in fondo si toglievano solo 10 anni, mentre quella specie di complimento la imbarazzava un po'. Inutile dire che pulire sapendo di essere osservata la metteva a disagio, poi sapendo che sotto il lenzuolo era pure nudo e a rincarare la dose ci pensò quello che sembrava essere un film normale dove proprio in quel momento ci fu una scena di sesso. Cercò di non farlo, ma più di una volta buttò l'occhio sulla TV, nel silenzio della stanza i gemiti dei due protagonisti si facevano sentire, scena in cui non si vedeva granché ma di un alto tasso di eccitazione. Quelle scene che tra l'altro a Lisa piacciono molto, che spesso sono la miccia che accende il desiderio e l'inizio di una bella scopata col marito. Ma la situazione lì era diversa, da parte sua c'era imbarazzo totale, lui invece sembrava goderne tant'è che voltandosi a guardarlo di sfuggita lo notò che la guardava con quel sorriso beffardo di chi vuole metterti proprio in imbarazzo.
- “Ti dà fastidio? Se vuoi porto avanti”, chiese lui.
- “N..no, no. Tranquillo”, rispose lei un po' rossa in viso.
- “Certe scene gli attori le rendono proprio reali, non trovi?”, chiese ancora rincarando la dose.
- “È il loro lavoro”.
- “Beh certo. Poi se ci metti che sono anche belli da vedere, viene quasi impossibile non pensarci”.
Lisa non rispose, non capiva dove volesse arrivare.
- “Lei è proprio stupenda. Penso sia il sogno erotico di tanti uomini”.
- “Non la conosco…ma non si può dire il contrario in effetti”.
- “Prima c'era stata una scena simile e mi ero fatto prendere…la mano”, disse ancora sorridendo.
Lisa ricambiò con un mezzo sorriso, ora capiva il perché di quel discorso, si voleva giustificare per come lo aveva trovato prima.
- “Non ti preoccupare. Anzi scusami se sono entrata senza avvisare, ma avevo bussato e non rispondevi”.
- “Tranquilla…. sarà colpa anche della febbre che ti alza la temperatura”, continuò ridendo.
Lisa sorrise ma continuò a fare le sue cose, più delle volte dandogli le spalle per evitare anche di guardarlo, anche perché ogni volta che si voltava lui la ammirava, o forse era più concentrato a guardarle il culo, quei leggins stretti d'altronde ne esaltavano la forma. E come se non bastasse vedeva il lenzuolo muoversi, come se si stesse toccando. Quella scena nella sua testa però invece di darle fastidio le piaceva, d'altronde non stava facendo nulla di male, stava solo lavorando.
- “A proposito. Giulia ha messo i soldi per te sul comò”, disse lui.
- “Grazie. Comunque qui ho finito, metto i vestiti negli armadi e poi vado”.
- “Ah ok”, rispose lui quasi dispiaciuto. “Allora se hai finito col bagno io andrei a fare la doccia”.
- “Si si, puoi andare”.
Lisa uscì dalla camera e si spostò in lavanderia, da quello stanzino sentì l'uomo entrare in doccia. Stava per andarsene quando vide che all'asciugatrice mancavano pochi minuti alla fine e così decise di aspettare e piegare quegli ultimi panni prima di andarsene. Nell'attesa ripensò a quanto successo prima in camera, i suoi sguardi, quelle battute e quei discorsi, si chiese chissà cosa avrebbe pensato la moglie se avesse saputo. Pensò anche a poco prima, la scena di lui nudo disteso, con il pisello in bella mostra. A pensarci bene doveva ammettere che quell'uomo aveva il suo perché, quella mantenuta della moglie non se l'era scelto solo per i soldi che aveva. Il suono dell'asciugatrice la risvegliò da quei pensieri, tirò fuori i panni e si spostò in cucina, sedendosi sul divano a piegarli. Dopo qualche minuto sentì il rumore della porta del bagno che si apriva, non fece in tempo ad avvisare che era ancora lì che se lo trovò davanti…completamente nudo.
- “Oh cazzo. E tu che ci fai ancora qua?”, chiese stupito nel vederla.
- “Eee…stavo piegando le ultime cose e ora vado”, rispose balbettando per la visione di quell'uomo nudo davanti a sé.
- “Pensavo fossi già andata via”, disse ancora senza curarsi di coprirsi.
Lisa cercò di non guardarlo, anche se lo sguardo si soffermava senza volerlo su quel corpo e soprattutto su quel membro che non era per nulla male, bello teso e grosso, tra l'altro sembrava muoversi e indurirsi sempre di più, nonostante non lo toccasse, sarà stato per colpa sua?, pensò.
- “Diciamo che come prima volta che ci vediamo, mi hai visto per bene”, continuò facendo una battuta e ridendo.
- “Eh sì”, rispose lei imbarazzata e un po' rossa in viso.
- “Sei diventata rossa, dai non penso che non hai mai visto un uomo nudo. Ti da fastidio?”.
- “Beh, diciamo che non capita mica tutti i giorni di stare a parlare con uno “sconosciuto” che ti sta nudo davanti. Poi tu non fai nemmeno nulla per coprirti”.
- “Ah è questo il problema? Da come guardavi sembravi interessata”.
- “Ti sbagli. Ti ricordo che ho un marito”.
- “E io una moglie”.
- “Già. Che mi paga per lavorare”.
- “Se è quello il problema, aspetta allora”.
L'uomo si spostò verso l'ingresso, nel frattempo Lisa lo guardò anche da dietro, non riusciva a non farlo, cercò di piegare velocemente le ultime cose così da andarsene, sapeva che la situazione si stava scaldando. Ma lui tornò con un portafoglio in mano. Si avvicinò al divano dove lei era seduta, si fermò a pochi passi da lei. Le era vicino, troppo vicino, con quel bel membro ben vispo e teso che le stava a pochi centimetri dal viso. L'uomo prese delle banconote e gliele fece vedere. Lisa rimase a bocca aperta, non contò quante fossero, forse 4 o 5, ma non era quello a cui pensava, piuttosto al gesto.
- “Valgo così poco?”, disse alzandosi in piedi, sfidandolo.
Dei soldi non le importava nulla, era curiosa di vedere fino a dove quell'uomo sarebbe arrivato.
- “Ne posso mettere altre”, rispose prendendone altre due.
- “Mmhhh, vediamo…per questi ti posso dare al massimo una mano”, rispose maliziosa pensando che lui la smettesse.
- “Va bene”, rispose invece lui deciso.
Erano un mucchio di soldi, se quell'uomo le stava dando tutte quelle banconote solo per una mano, evidentemente voleva dire che la desiderava davvero molto.
- “Quindi?”, chiese l'uomo deciso, non aveva voglia di continuare a giocare, parlava seriamente lui.
Lisa non sapeva cosa fare. In altre occasioni sarebbe già andata via da un pezzo, ma quell'uomo in fondo le piaceva. Prese le banconote con una mano, l'altra mano scese verso il suo cazzo, lo impugnò e iniziò a segarlo lentamente. Dovette ammettere che quel membro era davvero bello grosso anche, le riempiva la mano completamente, continuò a segarlo mentre lo fissava negli occhi, vedendo nel suo volto quell'espressione che cercava di rimanere seria. Continuò a segarlo più velocemente, alternava movimenti lenti ad altri più veloci, stava ottenendo quello che sperava di vedere, segni di godimento e cedimento, il tutto mentre continuavano a fissarsi negli occhi, d'altronde era difficile rimanere impassibile o fare finta di nulla. Lisa sorrise al cambio di quell'espressione, seppur contenuta, vedeva la sofferenza di quell'uomo che avrebbe sicuramente voluto fare altro o magari desiderato che lei facesse altro, usando altre parti del corpo rispetto alla mano. Ma lei continuò impetuosa, era il suo modo per fargli capire che non bastano i soldi per comandare sull'altra persona, era lei che gestiva il gioco e lui si doveva attenere alle sue volontà. Non che la cosa a lui dispiacesse, visto che quel tocco femminile gli provocava del piacere sempre più intenso. Alla fine però Lisa si arrese, per quanto volesse farlo soffrire dovette ammettere che quella situazione le stava piacendo molto e quel membro la stuzzicava tanto. Le bastò fare un mezzo passo indietro e sedersi sul divano, lui a sua volta il passo lo fece in avanti e dopo aver sentito le labbra di lei avvicinarsi al suo cazzo, con una mano sulla nuca la spinse verso di sé, come ad aiutarla in quel movimento che in realtà lei sapeva fare benissimo. Lisa si riempì la bocca con quel membro duro, fece fatica a prenderlo tutto dentro per quanto fosse grosso, non era abituata a quelle dimensioni. Non sarà stato lungo, ma lo spessore era notevole e più lo prendeva in bocca, più sembrava ingrossarsi. Chissà come sarebbe stato averlo dentro tra le cosce, ma purtroppo per lei, vuoi per la situazione, vuoi per l'eccitazione continua di quella mattinata, l'uomo venne in fretta, senza nemmeno avvisarla. Sentì gli schizzi in gola, cercò di tirarsi indietro ma lui la forzò a ingoiare, in realtà nemmeno lei forzò più di tanto per liberarsi da quella stretta. Rimase con la bocca incollata su quel cazzo fino all'ultimo, si staccò solo quando lui lasciò la presa, dopo averlo succhiato e ripulito ancora per qualche secondo. In quel momento alzò lo sguardo verso di lui che la guardava pienamente soddisfatto, il suo lavoro lo sapeva fare bene, aveva ragione Giulia. Senza dire nulla tornò in bagno, Lisa come niente fosse terminò di piegare i panni e poi andò a posarli nell'armadio, prese le sue cose e andò via.
La settimana dopo tornò in quella casa, ad attenderla di nuovo Giulia che le diede le solite disposizioni prima di andare via. Lisa ricominciò il suo lavoro fino a quando non sentì la porta di casa aprirsi. Era lui.
- “Buongiorno”, disse l'uomo sorprendendola in bagno mentre puliva il vetro del lavandino.
- “Buongiorno. Di nuovo ammalato?”.
- “No, sono venuto per darti quello che hai dimenticato la settimana scorsa”, rispose l'uomo con le banconote in mano.
- “Ah…sei venuto a darmi solo quelle? Pensavo altro”, rispose lei maliziosa.
Nel giro di pochi secondi si ritrovò con i leggins abbassati, così come le mutandine e lui da dietro che le teneva i fianchi ben saldi e la penetrava con quel grosso arnese che si ritrova tra le gambe, facendola gridare e dandole un piacere immenso.
Da quel momento fu sempre la stessa storia, con quelle banconote che Lisa dimenticava di prendere e lui che ogni settimana tornava per ridargliele.
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