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Gay & Bisex

Lavori a casa


di Ciclistabo
12.08.2025    |    7.901    |    12 9.7
"Doloroso, mi sentii aprire e riempire, dolore che però man mano andava svanendo dando spazio ad un piacere immenso, mai provato prima..."
La scelta di Franco era stata casuale, nata quasi per gioco, dopo aver letto dei profili su un sito di incontri per uomini. 52enne, sposato, bsx, attivo, nella descrizione oltre a parlare di sé indicava di essere un muratore e lì la decisione di contattarlo perché in fondo a me un muratore serviva davvero. Mi risponde, parliamo, chiedo di alcuni lavori che devo fare a casa e lui mi chiede di fare un sopralluogo per poter valutare la cosa. Ci metto un po' ad accettare, l'idea di fare venire qualcuno a casa mia, con mia moglie ignara dei miei gusti bisessuali, non mi aggrada molto, senza sapere chi c'è davvero dall'altra parte, sputtanarsi e far saltare un matrimonio solo per passarsi un piacere non è proprio un rischio da correre. Lui però mi sembrava una persona seria, il suo modo di scrivere mi metteva fiducia, poi il suo essere anche sposato come me mi tranquillizzava, alla fine dopo tanto pensarci su, foto e chiacchiere, decisi di dargli il mio indirizzo, al patto che però non si facesse nulla, solo un normale sopralluogo di lavoro. Il pomeriggio dopo arrivò a casa, aveva appena finito di lavorare e venne a vedere cosa c'era da fare. Gli apro la porta, non ero tranquillo, un po' di timore c'era lo stesso, mi vidi spuntare un uomo alto, brizzolato, pantalone da lavoro con i vari attrezzi indispensabili ben in mostra. Ci salutiamo come nulla fosse, lo faccio entrare e gli mostro i lavori da fare. Mi ascolta, poi tira fuori il metro e inizia a prendere misure e segnarli. Nel frattempo arriva mia moglie in silenzio, sta sulla porta per non disturbare, Franco si accorge di lei solo quando si gira per andarsene. La saluta, lei chiede informazioni per il lavoro e lui con gentilezza e molta professionalità le risponde. Alla fine lo accompagno alla porta e va via. Nella mia testa le paure svaniscono, si era dimostrato molto professionale e per tutta l'occasione non aveva mai fatto riferimento al sito dove l'avevo conosciuto, tantomeno a riferimenti sessuali, si era parlato solo di lavoro, nient'altro. Mi scrive il giorno dopo, dandomi il preventivo e visto anche il prezzo fatto, decido di accettare e dargli il lavoro.
Dopo una settimana è già da me, mi prendo un giorno di ferie per accoglierlo, si presenta con la sua squadra fatta da un ragazzo di colore e un pakistano della sua età. Si mettono subito a lavoro, io me ne sto da parte con mia moglie che mi disse che potevo benissimo andare a lavoro, che non serviva starmene a casa. Mi rendo conto che aveva ragione, d'altronde non potevo fare nulla, era lui l'esperto e di certo non aveva bisogno di me, ma nella mia testa in fondo la convinzione che se non ci fosse stata lei, una mano volendo gliela avrei data volentieri, e non solo quella. Franco infatti era un bell'uomo, un fisico di tutto rispetto sicuramente non grazie alla palestra, ma per il lavoro che faceva e poi, dalle foto viste sul sito era dotato anche di un bel cazzo grosso, sul quale avevo fatto diversi pensieri. Ma per tutta la durata dei lavori non aveva mai fatto riferimento al nostro incontro, neppure quando gli portavo il caffè per fargli fare una pausa. Mai una parola fuori luogo, come se lo avessi conosciuto altrove. Erano questi i patti d'altronde e lui li stava rispettando. Passa una settimana, poi un'altra, i miei pensieri sessuali su di lui ormai erano andati svaniti, d'altronde lo vedevo solo il pomeriggio quando tornavo a casa e avevo giusto quella mezz'oretta che i nostri orari coincidevano, prima che lui andasse via. Ma ogni volta era solo un resoconto di come stavano andando i lavori, nient'altro. C'era anche stato un giorno che mi ero trovato da solo a casa per mezza giornata, senza mia moglie impegnata in una visita, ma nulla anche in quell'occasione. Era vero che c'era con lui anche il suo aiutante, il ragazzo di colore, visto che l'altro uomo era durato solo una settimana per poi spostarsi verso un altro lavoro, ma se si voleva ci si poteva spostare con una scusa in un'altra stanza, d'altronde un pompino si poteva fare ovunque mentre il ragazzo era intento a lavorare, ma niente, nessun segnale, nessun riferimento. Tantomeno io glielo avevo chiesto o fatto capire, non volevo sembrare inopportuno. Una sera però lo beccai in chat, non avevamo più parlato nonostante qualche volta lo avevo visto online, decisi di salutarlo e subito ricambiò. Aspettai che scrivesse qualcosa ma non lo fece e allora capii che era il momento di osare, così iniziai il discorso ringraziandolo per i lavori e soprattutto per il riserbo sul modo in cui l'avevo conosciuto. Mi rispose ricordandomi che era un uomo serio e molto riservato, che mai avrebbe rivelato nulla, poi però si lasciò scappare un complimento alla mia foto del profilo, dove mi mostravo a culo nudo. Lo ringraziai, ricambiando il complimento per il bel cazzo che aveva, dicendogli che la foto del suo cazzo la ricordavo ancora molto bene. Mi sorrise, mi rinfrescò la memoria inviandomi altre foto sue nude, col bel membro dritto in bella mostra alla quale risposi con una faccina facendogli capire che l'articolo mi interessava, e molto.
- “Se ti piace puoi averlo quando vuoi”, mi scrisse finalmente.
- “Magari. Pensavo non ti interessava la cosa e pensavi solo al lavoro”, risposi.
- “Beh, quando lavoro penso a quello. Ma se il cliente fa delle richieste, devo accontentarlo”.
Finalmente mi sentii dire quello che volevo. Ero felice e al tempo stesso tremavo per l'eccitazione, ci pensai un attimo e alla fine feci la mia richiesta.
- “Domani esco da lavoro un'ora prima. A quell'ora mia moglie va a scuola a prendere i bimbi. Se ti puoi staccare un attimo magari…ci si può spostare in garage”, scrissi.
Aspettai con ansia la sua risposta che non arrivò subito. Più tempo passava e più mi sentivo nervoso, mi chiesi se stavo facendo la cosa giusta, avere un rapporto con un altro uomo a casa mia, di nascosto. Poi la sua risposta.
- “Certamente, perché no!”.
Inutile dire che quella notte non dormii, andai a lavoro con un solo pensiero in testa, più il tempo passava e più la tensione saliva. Uscii da lavoro un'ora prima, non dissi nulla a mia moglie, arrivai a casa che lei era appena uscita per andare a scuola. Sarebbe mancata una mezz'oretta, avevo tutto il tempo per gustarmi quel cazzo tanto desiderato. Mi presentai nella stanza dove stavano lavorando, li salutai, non appena Franco mi vide scese dalla scala.
- “Tu continua qua, io tra un po' arrivo vado un attimo giù con lui”, disse al ragazzo.
Scesi le scale, lui mi seguiva, non dissi una parola, d'altronde non sapevo cosa dire. Entrammo in garage, il basculante era chiuso, di solito lo lasciavano aperto perché avevano i loro attrezzi, stavolta però lo trovai già chiuso. Accesi la luce, senza girarmi sentii chiudere la porta alle mie spalle. Ero tesissimo, non sapevo cosa fare, ci pensò lui con un gesto improvviso a farmi ricordare il perché eravamo lì. Mi appoggiò una mano sulla spalla e mi spinse in basso, con l'altra mano aveva tirato giù il pantalone da lavoro che aveva già slacciato mentre scendeva le scale. Mi ritrovai col viso di fronte a quel cazzo ancora moscio, ma già si notava che era di un certo spessore.
- “Dai, non perdiamo tempo. Fammi vedere che sai fare”, mi disse serio.
Un attimo di esitazione, poi mi decisi e lo presi in bocca. Iniziai a pomparlo, man mano lo sentivo crescere in bocca, al punto da fare anche fatica a tenerlo dentro. Era proprio grosso, come in foto, proprio bello da leccare e succhiare. Si lasciò fare, poi quando lo avevo in bocca mi spinse la testa a farmelo ingoiare tutto, riuscii a tenerlo in bocca per qualche secondo ma dovetti per forza tirarmi indietro per prendere aria, rischiavo di vomitare e soffocare. A un certo punto mi fece alzare.
- “Fammi vedere sto culetto, vediamo se è come nelle foto”, disse girandomi di spalle e palpandomi.
Lo accontentai, sbottonai i pantaloni e lo abbassai quel tanto da metterlo in mostra, sentii la sua mano palparmi, lo fece con forza, una bella stretta. Poi il dito che puntava verso il mio buchetto, voleva penetrarmelo ma feci resistenza.
- “No aspe', forse è meglio di no”, dissi cercando di divincolarmi.
- “Tranquillo. Abbiamo tempo, voglio solo sentirlo”, disse non mollando la presa.
Si inumidì un dito, tanto fece che alla fine entrò, mi diede un po' di fastidio ma tenevo il suo cazzo in pugno e non capivo più nulla. Lo lasciai fare mentre me lo allargava col dito, lo tirò fuori un paio di volte per poi ritornare dentro. Mi trovai pure a 90, succhiando il suo cazzo e mettendo il culo a disposizione del suo dito, una sensazione sempre più piacevole, il fastidio iniziale non lo sentivo più.
- “Dì la verità, quante volte lo hai preso in culo eh?”, chiese sapendo di non avere risposta visto che la mia bocca era piena del suo cazzo. - “Questo buchetto ha bisogno di essere riempito”, continuò.
A quelle parole rallentai il ritmo, non volevo andare oltre anche se il pensiero ce lo avevo fatto più volte nei miei sogni. Il suo dito ormai entrava e usciva senza troppi problemi, il mio cazzo era dritto ed eccitato, le gambe mi tremavano. Tutto ad un tratto si spostò dietro di me, cercai di rialzarmi ma mi tenne piegato spostandomi e dandomi la possibilità di appoggiarmi ad uno scaffale che avevo davanti. Mi trovai a 90, col culo in bella mostra e lui che stava prendendo qualcosa dal suo pantalone. Gli dissi che era meglio di no, che ci potevano sentire, che il suo ragazzo poteva scendere, ma lui non ne volle sapere. Indossò il preservativo e dopo avermi infilato un'altra volta il dito dentro, lo tirò fuori per far posto alla sua cappella, decisamente più grossa del dito. Provò a forzare, ero teso e di certo non favorivo l'entrata, e fu peggio per me, perché spinse così tanto che alla fine entrò, penetrandomi con quel grosso membro. Non ne avevo mai preso così grossi, era la prima volta e fu come pensai. Doloroso, mi sentii aprire e riempire, dolore che però man mano andava svanendo dando spazio ad un piacere immenso, mai provato prima. Mi scopava con decisione, colpi duri e sempre più veloci, pensavo di starmi abituando a quel grosso pezzo di carne, ma ogni volta che rallentava e lo rimetteva dentro d’un colpo era una tortura. Cercai di trattenermi come riuscivo, non potevo di certo farmi sentire, da una parte speravo finisse in fretta, mia moglie sarebbe potuta tornare a breve, non avevo cognizione del tempo che era passato, dall'altra parte però quel cazzo mi stava facendo godere come non mai e volevo non smettesse più. Dopo qualche minuto e qualche sonora sculacciata, finalmente venne, lo sentii pulsare dentro al mio culo e quando lo tirò fuori mi sentii aperto come non mai. Ci misi un po' a riprendermi, a differenza sua che tolse il preservativo e mi lasciò lì, tornandosene su a finire di lavorare. Uscii da quel garage stravolto, nello stesso momento si aprì la porta di casa, era mia moglie con i bambini. Li salutai, nel frattempo i due muratori scesero per mettere gli attrezzi a posto visto che la giornata per loro era finita. Ci salutarono e salirono sul loro camion.
- “Com'è andata?”, chiese il ragazzo.
- “Bel culo…potevi scendere. Si sarebbe fatto scopare pure da te. Facevamo di nuovo a 3”, rispose l'uomo.
- “Lo sai che non mi piacciono gli uomini. Preferisco quello della moglie”, disse il ragazzo sorridente.
- “Beh si, in effetti la moglie dà più soddisfazioni quando lo prende. A proposito, ricordami di comprare i preservativi, siamo a metà settimana ed ho già finito il pacco da 12”.
- “La prossima volta mettili nel preventivo”.
I due sorrisero sonoramente e tornarono a casa. Un'altra giornata di duro lavoro era finita.
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