Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > Sotto il sole di Campomarino
tradimenti

Sotto il sole di Campomarino


di Sgruscio
24.07.2025    |    3.108    |    4 9.8
"» La presi da dietro, le mani sui suoi fianchi, il suo corpo che si apriva di nuovo sotto di me..."
Campomarino. Luglio.
Il sole bruciava la pelle con una carezza calda, quasi sensuale. Avevo scelto quel tratto appartato della spiaggia nudista per un motivo semplice: lì non c'erano maschere, solo corpi nudi, libertà e sguardi silenziosi. Nessun costume, nessuna barriera.
Ero sdraiato sulla sabbia fine, sentivo il calore entrarmi nelle ossa e il respiro rallentare al ritmo delle onde. L’aria profumava di sale e crema solare, mista all’odore pungente della vegetazione bruciata dal sole. Chiudevo gli occhi, ascoltando i gabbiani in lontananza, quando li sentii arrivare.
Due voci. Una femminile, roca, decisa. Una maschile, più profonda, pacata.
Aprii appena gli occhi. La vidi subito.
Lei camminava davanti, completamente nuda, come se fosse la regina di quella spiaggia dimenticata. Bionda, curva, dominante. Il seno pieno si muoveva ad ogni passo, fiero. Un tatuaggio a forma di fiore tropicale partiva dalla sua anca e spariva tra le cosce. I suoi occhi erano scuri e cattivi. Guardavano senza timidezza.
Lui, più distante, la seguiva senza fretta. Alto, con occhiali da sole e una calma che tradiva un certo tipo di complicità.
La donna mi vide. Mi squadrò. Mi soppesò.
Poi sorrise.
Si fermò a pochi metri da me, mani sui fianchi, i capezzoli tesi al vento.
«Bel posto per rilassarsi», disse, con un accento che sembrava volermi leccare l’orecchio.
Io sorrisi appena, ancora disteso. «E per distrarsi…»
Lei rise. «Io sono Clara. Lui è Diego. Stiamo qui per un paio di giorni. Tenda, vino, mare. Niente vestiti, niente limiti.»
«Io sono Sgruscio», dissi, finalmente alzandomi a sedere, senza nascondere nulla del mio corpo. I suoi occhi si fermarono per un istante dove volevo. Il gioco era cominciato.
Clara fece un cenno verso il mare. «Vieni con me a fare il bagno?»
Diego non disse nulla. Osservava.
Io annuii.
Entrammo in acqua. Era limpida, tiepida, immobile. Le onde si rompevano solo dove lei camminava. Clara nuotava attorno a me come una sirena, i capelli bagnati che le cadevano sulla schiena, il sorriso complice di chi sapeva già cosa sarebbe successo.
Si avvicinò. Mi sfiorò il petto, poi il ventre. Le sue mani erano fresche e sicure.
«So chi sei», disse, con voce bassa. «Ti ho riconosciuto. E ho deciso che oggi voglio te.»
Mi baciò. Un bacio lento, bagnato, salato. Poi mi spinse leggermente, mi osservò, le sue mani già tra le mie cosce, come se ci conoscessimo da sempre.
«Ti piace farlo mentre ti guardano?» mi sussurrò.
Mi voltai verso riva. Diego era seduto sulla sabbia, gambe aperte, un sorriso rilassato sotto gli occhiali da sole. Non sembrava un marito geloso. Sembrava… eccitato.
«A lui piace» disse Clara. «E a me eccita da morire.»
Poi si girò. Si appoggiò a uno scoglio piatto, con l’acqua fino alla vita. Il busto piegato in avanti, i glutei fuori, l’ingresso bagnato e invitante tra le gambe.
«Prendimi. Qui. Così.»
Mi avvicinai e la penetrati piano, sentendo la sua carne stringermi calda e pulsante sotto l’acqua. Lei gemette piano, poi più forte. Le mani aggrappate alla roccia, le gambe tremanti. Il mare ci cullava, ma il nostro ritmo era tutt’altro che calmo.
Clara si muoveva con forza, affondava i fianchi contro di me, il seno ondeggiava con ogni spinta. L’acqua schizzava ovunque.
«Più forte, Sgruscio… fammi urlare, fammi tremare… che lui veda quanto godo!»
Obbedii.
Aumentai il ritmo, la afferrai ai fianchi. Il piacere cresceva come una marea. Clara si voltò verso la riva.
«Guarda, Diego… mi scopa come un dio…»
Le presi il clitoride con le dita, stimolandola mentre la penetravo. Il suo corpo esplose. Un urlo spezzato si perse tra le onde. Lei si contrasse, stringendomi dentro di sé, e venne con una scossa che mi travolse.
Io la seguii subito dopo, affondando fino in fondo, lasciando andare tutto. Ogni muscolo in tensione, il cuore impazzito. L’acqua intorno a noi sembrava bollire.
Restammo lì, abbracciati, mentre l’acqua ci lambiva la pelle. Clara si girò e mi baciò, stavolta tenera.
«Questo era solo il primo assaggio.»
Tornammo a riva. Diego ci accolse con un sorriso.
«Bevuto abbastanza?» chiese.
«Mai abbastanza» rispose Clara. Poi si voltò verso di me. «Vieni alla tenda. Abbiamo vino freddo. E un altro gioco da iniziare.»
La tenda era sistemata dietro le dune, nascosta tra i cespugli, ma con una vista perfetta sul mare. All’interno, c’era un materasso gonfiabile largo, lenzuola bianche, e una piccola cassa Bluetooth che diffondeva jazz lento.
Clara si sdraiò subito, gambe aperte, petto alzato.
«Guardaci, Diego.»
Io mi avvicinai, ancora bagnato, il mio corpo già pronto di nuovo. Clara mi tirò verso di sé e mi prese in bocca con fame. Le sue labbra scivolavano, le mani stringevano le mie cosce. Ogni leccata era più profonda, più intensa. Diego si era seduto poco distante, una mano sui suoi pantaloncini.
Clara si alzò e si inginocchiò davanti a me. «Adesso voglio vederti prendermi in bocca, forte.»
Mi abbassai. Le aprii le gambe e cominciai a leccarla, lenta, decisa. Le sue mani mi tenevano per i capelli. Spingeva il bacino contro la mia bocca, gemeva, diceva il mio nome con la voce spezzata.
«Sì, così… sì… leccami tutto… non fermarti…»
Venne una seconda volta. Mi baciò con foga, poi si girò e mi sussurrò:
«Voglio che mi scopi davanti a lui. Senza freni.»
La presi da dietro, le mani sui suoi fianchi, il suo corpo che si apriva di nuovo sotto di me. Diego era lì, a un metro, guardava tutto. Ogni spinta, ogni ansimo, ogni parola.
Clara gemeva: «Guardaci, amore… guardaci mentre vengo di nuovo…»
Io la prendevo sempre più forte, con una fame che non avevo mai sentito prima. L’aria nella tenda era bollente, intrisa di odore di sesso e sabbia.
Venne ancora, urlando. Io le caddi addosso, tremando, mentre il mio seme la riempiva ancora una volta.
Rimanemmo stesi, nudi, esausti. Diego si avvicinò e baciò Clara sulla bocca. Poi la guardò.
«Ti è piaciuto?»
Lei sorrise, spettinata, stravolta.
«Moltissimo. Ma non è finita.»
Si voltò verso di me.
«Stanotte dormi qui. Con noi. E domani… ti portiamo in un posto segreto, tra gli scogli. Lì non ci vede nessuno. Lì possiamo davvero fare tutto.»
E io, con il cuore che già ricominciava a battere, risposi:
«Domani sono vostro.»
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.8
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Sotto il sole di Campomarino :

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni