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trio

Giulia e Sara


di xxxxgodiamo
29.10.2026    |    969    |    1 9.0
"Il grido è stato forte, ma non ha reagito, io la leccavo e nel mentre veniva sodomizzata..."
Ero in quella città per una riunione di lavoro che si era protratta fino a tardi.
L’hotel era discreto, di quelli con il bar al piano terra illuminato a luce bassa e divani di pelle scura.
La fortuna era di essere scappato dalla cena aziendale, rigorosamente a buffet in piedi, la stanchezza era ormai al culmine. Con una scusa mi ero dileguato.
Tornato in albergo, mi era venuta sete.
Avevo ordinato una birra e stavo scorrendo le mail sul telefono quando le ho notate.
Sedute al bancone, non lontane da me.
La prima, quella a sinistra, aveva i capelli castani raccolti in una coda bassa, un po’ disordinata.
Viso ovale, labbra piene senza troppa evidenza di trucco, occhi scuri. Indossava una camicia bianca un po’ spiegazzata, aperta sul collo, e una gonna nera al ginocchio. Le gambe erano robuste, non magre, e portava scarpe basse. Aveva un’aria stanca ma attenta, come chi ha passato la giornata a lavorare e ora si concede un momento.
La seconda era più bassa, capelli neri a caschetto che le arrivavano alle spalle. Viso tondo, un leggero doppio mento che non cercava di nascondere, seno pieno sotto una maglietta nera aderente e un jeans scuro. Braccia tonde, polsi con un paio di braccialetti di metallo. Rideva di qualcosa che l’altra aveva detto, con una voce bassa e un po’ rauca.
Non erano due modelle, ma donne normalissime in cerca di complicità fra di loro. Ho finito la birra. Loro mi hanno guardato. Io ho ricambiato.
Hanno fatto il primo passo loro, invitandomi al loro tavolo. Qualche battuta, poi un altro giro di drink.
Si chiamavano Sara e Giulia. Sara era quella dei capelli castani, Giulia quella del caschetto nero. Hanno detto di essere in città per un convegno di formazione.
Io le ho annoiate con la mai giornata che non finiva mai. Non so perché io, un uomo di quasi cinquant’anni, fisico rotondo, in giacca, con una camicia stropicciata fuori dai pantaloni. Ho pensato anche che fossero escort, ma mi sbagliavo. Eravamo usciti quasi dal covid, forse la voglia di trasgredire dopo giorni passati in casa era tanta. Le risate presero il sopravento, gli aneddoti su clienti e colleghi pure.
Dopo mezz’ora eravamo già al punto in cui la tensione si faceva sentire sotto la pelle. Quando hanno proposto di salire in camera tutti insieme, non ho esitato.
Sull'ascensore l'eccitazione tra di noi era di livello altissimo, un bacio tra loro due infuocò l'aria circostante.
La porta della camera si è chiusa alle nostre spalle. La luce della lampada sul comodino era calda.
Sara mi ha preso per la camicia e mi ha baciato per prima, lenta, con la lingua che cercava la mia. Giulia si è avvicinata da dietro e ha posato le labbra sul mio collo, poi ha girato il mio volto verso di lei e ci siamo baciati a tre, bocche che si alternavano, saliva, respiri corti. Le mani di Sara mi hanno sbottonato la camicia. Quelle di Giulia mi hanno sfilato la cintura.
Ci siamo spogliati a pezzi. Io per primo. Loro mi hanno fatto sdraiare sul letto e mi hanno toccato, una mano di ciascuna sul mio cazzo, masturbandomi piano mentre si baciavano sopra di me.
Poi è toccato a loro. Sara ha tolto la camicia. Sotto aveva un reggiseno nero semplice. Il seno era pieno, con i capezzoli scuri. Quando ha sfilato la gonna e le mutandine, tra le gambe c’era un cazzo di notevole misura, semi-eretto, con la pelle liscia e le palle pesanti.
Non me l'aspettavo, ma visto le mie esperienze non mi tirai indietro.
Mi ha guardato dritto negli occhi mentre lo teneva in mano, come a vedere la mia reazione.
"Se vuoi uscire dalla stanza, fai pure", la baciai di nuovo con ardore.
Giulia invece ha tolto la maglietta e i jeans con movimenti più lenti, quasi teatrali. Sotto aveva un body nero che si è sfilata da sola. Il suo corpo era morbido, pancetta leggera, seno abbondante, cosce piene. Tra le gambe solo la figa pelosa ma curata, già umida. Si è seduta sulla poltrona della camera, ha aperto le gambe e ha detto:
"Adesso guardatemi." Ha preso dalla borsa una custodia. Dentro c’era uno strapon nero, spesso, con le cinghie. Se lo è allacciato con gesti precisi, senza fretta. Poi ha fatto un gesto a Sara e a me.
"In ginocchio. Tutti e due."
Sara si è messa a quattro zampe sul letto. Io pure. Giulia ci ha lubrificati con le dita, prima Sara, poi me. Poi ha infilato lo strapon nel culo di Sara con una spinta lenta e controllata. Sara gemeva con un filo di voce, il suo cazzo enorme dondolava sotto di lei mentre Giulia la scopava con movimenti regolari. Dopo qualche minuto lo ha tirato fuori, ha cambiato il condom e mi ha preso.
Lo strapon è entrato in me, sentivo la gomma che si faceva strada. Giulia ha iniziato a spingere più forte, una mano sui miei fianchi, l’altra che mi spingeva la schiena in basso.
Sentivo bruciore, mi lamentavo ma lei continuava nella sua azione.
"Bravi! Tutti e due."
Sara nel frattempo si era girata e mi masturbava mentre Giulia mi scopava.
Poi le posizioni sono cambiate. Giulia ha fatto sdraiare Sara sulla schiena e le ha infilato lo strapon in culo, piegata su di lei, baciandola. Io le ho preso il cazzo in bocca, succhiandolo mentre Giulia la scopava.
Sara ansimava e incitava l’altra ad andare più a fondo.
Devo dire che il suo membro era grosso e non riuscivo a tenerlo in bocca, mi dovevo fermare per prendere fiato.
A un certo punto Giulia ha iniziato a perdere un po’ di controllo.
Il respiro le si era fatto più corto. Sara se n’è accorta. Con un movimento deciso si è liberata dello strapon, l'ha fatta girare a pancia in giù e le ha aperto le gambe.
Il cazzo di Sara è entrato nella figa di Giulia con una spinta secca. Giulia ha emesso un suono basso, quasi di sorpresa, ma non ha protestato. Anzi, ha allargato di più le cosce.
Ho preso un preservativo che era sopra il comodino e mi sono messo dietro Sara. Le ho preso i fianchi e le ho infilato il cazzo nel culo mentre lei scopava Giulia. Era stretto, caldo. Sara spingeva in Giulia e io lei, un ritmo che si è fatto più veloce. Giulia gemeva, le unghie che stringevano le lenzuola. Sara ansimava, vedevo il suo cazzo che spariva e usciva dalla figa.
Io le ho dato qualche schiaffo sulle chiappe e ho spinto più a fondo.
Si è sfilata dalla vagina e ha puntato il cazzo sul culo.
Qui Giulia ha protestato vivamente.
“Sai che non voglio è troppo grosso”
Allora Sara, si è girata verso di me e mi ha baciato. Poi ha preso nuovamente il mio cazzo e se lo è infilato in culo, cavalcandomi al contrario mentre Giulia le leccava le palle e il punto in cui eravamo uniti.
Dopo ci siamo riorganizzati. Giulia di nuovo a quattro zampe, Sara che la scopava da dietro, e io che entravo in bocca a Giulia. Poi di nuovo io in culo a Sara mentre lei scopava Giulia. Siamo andati avanti così, scambiandoci, fino a quando Sara è venuta dentro Giulia, con un gemito lungo. Giulia è venuta poco dopo, masturbata dalle dita di Sara sul clitoride con il corpo che le tremava dal potente orgasmo.
Mi hanno fatto sdraiare sul letto e un pompino a due bocche mi ha fatto schizzare violentemente nella bocca di Sara.
Ci siamo accasciati sul letto, sudati, le lenzuola erano un casino. Il silenzio è durato qualche minuto. Solo respiri.
Poi Giulia, ancora a pancia in su, ha detto:
"Sai come ci siamo conosciute?"
Sara ha sorriso, stesa di fianco a me, una mano sul mio petto.
“Era tre anni fa. Un’app. Niente di romantico. Cercavamo entrambe qualcuno con cui fare cose un po’… fuori dal normale."
Giulia ha continuato:
"Lei mi ha scritto. Foto, chat. Ci siamo viste in un hotel, come stasera. Solo che quella volta ero io a non sapere. Quando si è spogliata e ho visto il cazzo, ho pensato di andarmene. Invece sono rimasta. E da allora non abbiamo più smesso."
Sara ha accarezzato il fianco di Giulia.
"Lei mi domina quando vuole. Mi lega, mi scopa con lo strapon, mi obbliga a succhiarla mentre mi masturbo. Ma poi a un certo punto si lascia andare. E io la prendo. A volte da sola, a volte con qualcun altro. Come stasera. Le piace essere usata dopo aver comandato. È il suo modo di chiudere il cerchio, ormai siamo una coppia di fatto."
"Abitate insieme?" interruppi i loro pensieri
Giulia ha annuito, gli occhi semi-chiusi.
“Si è difficile separarsi, ci amiamo, a modo nostro ma possiamo dire che è amore, cosa ci porterà domani? Chi lo sa"
Giulia continuò il suo discorso.
"A me piace sapere che dopo tutto quel controllo, finisco piena e aperta. Con lei dentro. O con qualcuno come te."
Hanno parlato ancora un po’. Di altre notti, di un ragazzo che avevano portato a casa una volta, di un viaggio in cui non erano uscite dalla stanza per due giorni. Storie morbose, dette a voce bassa, mentre le mani di entrambe si muovevano ancora un poco sul mio corpo e su quello dell’altra.
Dopo un po’ Giulia si è alzata per prima.
"Ho bisogno di una doccia. Venite."
Il bagno era piccolo, piastrelle chiare, una doccia con il piatto basso e il soffione grande. Giulia ha aperto l’acqua calda e ci ha fatti entrare. L’acqua ci ha colpito la schiena e il petto, scivolando sui corpi ancora appiccicosi di sesso. Sara si è messa sotto il getto e ha tirato indietro i capelli, il cazzo già di nuovo mezzo duro. Io mi sono piazzato dietro di lei e le ho preso i fianchi mentre Giulia, di fronte, ha cominciato a insaponarci.
Le mani di Giulia scivolavano sul mio petto, poi più in basso, avvolgendo il mio cazzo e strofinandolo piano sotto l’acqua. Poi ha preso quello di Sara e ha fatto lo stesso, masturbandoci entrambi mentre l’acqua scorreva. Sara si è girata e mi ha baciato, la lingua calda, mentre Giulia si abbassava sulle ginocchia. L’acqua le batteva sulla schiena mentre prendeva prima il mio cazzo in bocca, succhiandolo a fondo, poi quello di Sara, alternandosi tra i due. Gocce le scendevano dal mento. Io le ho messo una mano sulla testa e ho spinto un po’ più a fondo, sentendola soffocare appena prima di tirarsi indietro per prendere fiato e passare di nuovo a Sara.
Sara ha fatto alzare Giulia e l’ha spinta contro il muro della doccia, faccia alla piastrella. Le ha aperto le gambe con un ginocchio e le ha infilato due dita nella figa, muovendole piano mentre le baciava il collo. Io mi sono messo dietro Sara e le ho preso il cazzo in mano, strofinandolo tra le chiappe di Giulia. Sara ha iniziato a scoparla con spinte lente e profonde, il suono dell’acqua che copriva quasi i gemiti. Io nel frattempo ho infilato due dita nel culo di Sara, entrando piano mentre lei era ancora dentro Giulia. Il ritmo si è fatto stretto, caldo, scivoloso. Ogni spinta della mia mano faceva avanzare Sara dentro Giulia. L’acqua scorreva tra i nostri corpi, sulle schiene, sulle cosce.
Giulia ha girato la testa e mi ha cercato con la bocca. Ci siamo baciati mentre Sara la scopava. Poi le posizioni sono cambiate. Sara si è seduta sul bordo del piatto doccia, le gambe aperte, il cazzo duro che sporgeva. Giulia gli si è seduta sopra al contrario, facendosi entrare il cazzo di Sara in figa e appoggiandosi indietro contro il suo petto. Io mi sono messo in ginocchio di fronte a loro e ho cominciato a leccare il punto in cui erano uniti, la lingua che scorreva sulla figa di Giulia e sulla base del cazzo di Sara. Poi mi sono alzato e ho infilato il mio cazzo in bocca a Giulia, mentre Sara la scopava dal basso con movimenti corti e precisi.
A un certo punto Giulia si è alzata, si è girata e mi ha spinto contro il muro. Si è abbassata e mi ha baciato in bocca di nuovo, più a fondo, mentre Sara le entrava da dietro. Il soffione ci bagnava tutti. Sara ha accelerato, le mani sui fianchi di Giulia, e io sentivo la lingua di Giulia esplorare tutta la mia cavità orale. Poi Sara lo ha tirato fuori e mi ha fatto spazio.
Volevo scopare Giulia, ma mi ha fatto presente che non era possibile senza preservativo.
Ero d’accordo, il rispetto prima di tutto, loro erano una coppia fissa, mentre io uno sconosciuto trovato al bar di un albergo.
Ho leccato Giulia, sputando acqua ogni tanto.
Si aggiunta Sara, che approfittando della scivolosità dell’acqua è riuscita a prendere la compagna da dietro inserendo parte del suo cazzo nel suo ano.
Il grido è stato forte, ma non ha reagito, io la leccavo e nel mentre veniva sodomizzata.
Godeva, ormai la sua parte dominante l’aveva abbandonata.
Un orgasmo travolgente l’ha raggiunta facendola accasciare a terra, seduta sul piatto doccia.
Alla fine Sara mi ha fatto abbassare, mettendomi il cazzo in bocca. Soffocavo tra le sue dimensioni e l’acqua che mi raggiungeva il viso. Dopo pochi minuti Sara è venuta di nuovo, riempiendomi il viso di sperma, portato via dall’acqua della doccia.
Mancavo di nuovo io, ma il secondo orgasmo per un cinquantenne si fa attendere, mi hanno spinto contro le piastrelle, baci a tre e nel frattempo mi masturbavano dolcemente, fino a quando non sono venuto nella bocca di Giulia.
Quella porca quando ha sentito che stavo per raggiungere l’apice del piacere si è abbassata finendomi con la bocca.
Siamo rimasti sotto l’acqua ancora un po’, senza parlare, Giulia seduta in mezzo a noi due appoggiati alle piastrelle, solo a lasciarci scorrere addosso il calore. Alla fine abbiamo spento il rubinetto, ci siamo asciugati in silenzio e siamo tornati a letto, ancora umidi, stretti l’uno contro l’altro.
Verso le due di notte, mi sono rivestito e ho raggiunto la mia camera.
Speravo di vederle la mattina dopo per un ultimo saluto, ma non sono riuscito, attorniato da quei colleghi che si vantavano della serata precedente, dicendomi tutto quello che mi ero perso.
Ma loro non sapevano cosa avevo trovato io.
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