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Una coppia commerciale


di Membro VIP di Annunci69.it AlladinsLamp
14.05.2026    |    825    |    1 9.4
"— "Adesso voglio soltanto vedere fin dove siete disposti a spingervi, " — disse con voce bassa — "senza più fingere che sia soltanto un gioco..."
Le luci fredde e zenitali del centro commerciale creavano un contrasto quasi surreale con il calore che iniziava a scorrere sotto la pelle di lui. Camminava accanto a sua moglie, godendosi il ticchettio ritmico dei suoi tacchi sul pavimento lucido e, soprattutto, la consapevolezza di ciò che stava accadendo intorno a lei. Sapeva che gli sguardi degli uomini si posavano sulla donna che aveva accanto e quella consapevolezza alimentava il loro segreto. Per il mondo erano una coppia affiatata e distinta; tra loro, invece, esisteva un gioco fatto di complicità, provocazioni e desideri condivisi.

Entrarono in una boutique di abbigliamento d'alta gamma, dove l'aria profumava di pelle e tessuti costosi. Fu allora che lui notò un uomo sulla quarantina, appoggiato distrattamente a uno scaffale di camicie. Non sembrava interessato alla merce. Il suo sguardo era invece fisso sulla moglie, seguendone ogni movimento con un'attenzione fin troppo evidente. Il marito se ne accorse immediatamente e sentì una scarica attraversargli la schiena. Era esattamente il genere di situazione che, nonostante tutto, riusciva ancora a sorprenderlo.

L'uomo si staccò dallo scaffale e si avvicinò con passo deciso. Indossava un gilet scuro sopra una camicia bianca e aveva un'aria sicura, quasi arrogante. Arrivato davanti a loro, rivolse la parola alla donna senza quasi degnare il marito di uno sguardo.

— "Posso aiutarvi a trovare la taglia giusta?" — domandò con voce profonda e roca, lasciando che gli occhi indugiassero sulla figura della donna.

Lei si voltò, sorpresa dall'improvvisa attenzione, e un leggero rossore le comparve sulle guance. Il marito, invece, rimase perfettamente tranquillo. Aveva notato che quell'uomo non portava alcun cartellino identificativo, ma decise di non smascherarlo. Anzi, quella piccola anomalia rendeva la situazione ancora più intrigante.

— "Certamente," — rispose con naturalezza, facendo un passo appena percettibile verso la moglie — "ci aiuti pure. Mia moglie sta cercando qualcosa di speciale, qualcosa che sappia valorizzarla come merita."

L'uomo sorrise appena. Poi si voltò verso una serie di espositori e cominciò a far scorrere le grucce con calma, come se conoscesse perfettamente ciò che stava cercando.

— "Mi segua," — disse alla donna, lanciando al marito una rapida occhiata d'intesa — "credo di avere proprio quello che fa per lei. Qualcosa che non si limiti a vestirla, ma che sappia attirare l'attenzione."

Estrasse una gonna di pelle nera e una camicetta di seta bianca, quindi tornò verso di loro. Sollevò i due capi davanti alla donna, studiandone attentamente la figura, prima di rivolgersi al marito.

— "Cosa ne pensa?" — domandò, mantenendo un tono apparentemente professionale — "secondo me potrebbero valorizzarla parecchio."

Il marito sentì la gola farsi secca, ma mantenne il sorriso.

— "Sono perfetti," — rispose dopo qualche secondo, guardando la moglie — "provali, cara. Voglio vedere come ti stanno."

L'uomo si avvicinò alla donna con la camicetta tra le mani. Iniziò a controllarne la vestibilità con una lentezza studiata, sfiorando appena il tessuto e mostrando un'attenzione che andava ben oltre quella necessaria a un normale commesso. Poi passò alla gonna, osservandone la lunghezza e la linea.

— "Il taglio è interessante," — commentò, rivolgendosi ancora al marito — "ma credo che dovremmo controllare meglio come cade sulla figura."

Il marito sostenne il suo sguardo per qualche istante. Poi fece un piccolo cenno verso i camerini.

— "Credo che dovrebbe accompagnarla," — disse infine, abbassando leggermente la voce — "così potrà assicurarsi che ogni dettaglio sia a posto."

La donna lo guardò per un istante, come per cercare nei suoi occhi una conferma. La trovò. Senza dire nulla, seguì l'uomo verso la zona dei camerini. La tenda si chiuse quasi completamente, lasciando soltanto una piccola apertura. Il marito rimase all'esterno, immobile, mentre l'ombra delle due figure si muoveva dietro il tessuto.

Passarono alcuni minuti prima che la donna uscisse nuovamente. L'abbigliamento le cadeva addosso in modo elegante e provocante e il marito rimase a osservarla senza dire una parola. Il finto commesso le fu immediatamente accanto, fingendo di voler sistemare alcuni dettagli dell'abito.

— "Aspetti," — disse con voce bassa, mentre controllava l'abbottonatura — "qui c'è qualcosa che non mi convince."

La donna rimase immobile mentre lui sistemava la camicetta. Ogni movimento sembrava studiato per provocare una reazione e, più volte, l'uomo cercò lo sguardo del marito, quasi volesse verificare quanto lontano fosse disposto a spingersi.

— "E l'orlo?" — domandò infine, abbassando gli occhi sulla gonna — "secondo lei cade bene così oppure dovrei sistemarlo meglio?"

Il marito sorrise appena.

— "Direi che può fare di meglio," — rispose con calma — "non crede?"

Quella risposta sembrò essere esattamente ciò che l'altro aspettava. Sistemò ancora una volta il tessuto, poi fece un passo indietro e osservò il risultato.

— "Adesso sì," — disse infine — "ora credo che sia perfetta."

Il marito prese i capi scelti, si diresse alla cassa e pagò. Quando uscì dalla boutique insieme alla moglie, tuttavia, non si diresse verso le scale mobili. Aveva già deciso dove andare. Salì verso il terzo piano, in una zona ancora parzialmente interessata dai lavori di ristrutturazione, e imboccò un corridoio laterale che conduceva ai servizi di quella parte del centro commerciale.

Si fermò davanti a una porta più ampia delle altre e guardò la moglie con un sorriso complice.

— "Qui saremo più tranquilli," — mormorò, abbassando la voce — "così possiamo capire se il tuo nuovo acquisto è davvero di tuo gradimento."

La porta si richiuse alle loro spalle. Il finto commesso, che li aveva seguiti fino a quel punto, rimase per qualche secondo in silenzio. Il marito si voltò verso di lui e il tono della sua voce cambiò completamente.

— "Adesso basta con le finzioni," — disse, fissandolo negli occhi — "sappiamo entrambi che non lavori qui. E sappiamo entrambi perché ci hai seguito fin quassù."

L'uomo non rispose. La donna rimase tra loro due, consapevole che il gioco iniziato nella boutique aveva ormai raggiunto un punto di non ritorno.

— "Hai passato tutto il pomeriggio a guardarla," — continuò il marito, facendo un passo verso di lui — "e lei sapeva perfettamente che lo stavi facendo."

Poi si voltò verso la moglie e la guardò a lungo.

— "Adesso voglio soltanto vedere fin dove siete disposti a spingervi," — disse con voce bassa — "senza più fingere che sia soltanto un gioco."

L'atmosfera nella stanza cambiò immediatamente. L'uomo si avvicinò alla donna e lei rimase ferma, cercando per un istante gli occhi del marito. Lui non disse nulla. Il suo silenzio era sufficiente.

— "Hai sentito tuo marito?" — sussurrò l'uomo alla donna, avvicinandosi al suo viso — "dice che non hai paura di niente."

Lei sorrise appena e abbassò lo sguardo. Poi tornò a guardare il marito attraverso lo specchio.

— "Forse dovresti smetterla di parlare," — rispose sottovoce — "e lasciare che sia lui a decidere cosa fare."

Il marito rimase immobile, osservando la scena. Era stato lui ad aprire quella porta e adesso poteva soltanto assistere alle conseguenze della propria provocazione. Il gioco degli sguardi, iniziato casualmente in una boutique affollata, si era trasformato in qualcosa di molto più intenso.

Quando infine tutto terminò, la donna rimase per qualche istante davanti allo specchio. La gonna era leggermente sgualcita, la camicetta aperta e i capelli spettinati. Si osservò nel riflesso, poi incontrò gli occhi del marito.

— "Allora?" — domandò con un sorriso stanco ma soddisfatto — "ne è valsa la pena?"

Lui si avvicinò lentamente e le sistemò una ciocca di capelli.

— "Direi proprio di sì," — rispose con un sorriso.

Lei sostenne il suo sguardo per qualche secondo, poi sorrise. Non servivano altre parole. Entrambi sapevano che quel pomeriggio sarebbe rimasto impresso nella loro memoria e che, da quel momento, il loro segreto sarebbe diventato ancora più difficile da dimenticare.
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