Uno strano comportamento II
La svolta negli incontri con Mike, (dal sito della scuola avevo scoperto il nome dell’insegnante) avvenne il giorno in cui lui all’appuntamento si presentò accompagnato da un amico; notai subito l’espressione confusa e contrariata di mia moglie quando vide che Mike non era solo. Lui presentò l’amico come Jason, il giocatore di colore della squadra locale di basket a cui lui faceva anche da interprete, vista la scarsa conoscenza della lingua italiana del giocatore, Jason era anche lui di colore ma con un fisico molto più imponente di Mike, un vero colosso e anche molto più giovane. Ornella confusa fece accomodare i due in soggiorno e andò a preparare loro il caffè, si sedette in mezzo a loro e iniziarono a fare conoscenza e conversazione, si capiva che lei era frastornata dalla presenza dell’amico, si aspettava un incontro ben diverso e per ciò la vedevo guardare Mike con sguardo confuso. L’atleta parlava poco e male l’italiano mentre Mike cercava di creare un’atmosfera amichevole tra mia moglie e Jason, raccontava le sue gesta sportive ed elogiava le sue capacità fisiche, durante la conversazione Mike che era seduto a fianco di Ornella approfittava della vicinanza per abbracciarla o per accarezzargli le gambe, trasmettendo a Jason l’intimità che c’era tra loro, si vedeva che lei non era a suo agio d’avanti all’estraneo ma si sentiva rassicurata dalla vicinanza di Mike. Dopo un po’ di conversazione e dopo aver finito di prendere il caffè ho visto mia moglie alzarsi e piegarsi sul tavolino per raccogliere le tazzine vuote ed andarle a lavare, ma proprio quando era piegata sul tavolino Jason da dietro la prende per i fianchi e la attira a se sulla poltrona, con una mano la trattiene a se e con l’altra inizia ad infilarla sotto il vestito per potergli accarezzare il seno, mentre con la bocca iniziava a baciarle il collo; mia moglie si vede chiaramente che cerca di allontanarsi da lui ma la presa del colosso è impossibile da liberarsi per il corpo minuto di Ornella che cerca comunque di divincolarsi. Ornella tentò di puntare le mani contro il petto massiccio di Jason, ma la spinta non sortì alcun effetto contro quella mole. Lo sguardo della donna cercò disperatamente Mike, sperando in un suo intervento che riportasse la situazione sotto controllo.
«Mike, ti prego... digli di lasciarmi! Cosa sta facendo?» La voce di Ornella uscì spezzata, ridotta a un sibilo nel tentativo disperato di sottrarsi a quella presa di ferro. Il cuore le batteva così forte nelle orecchie da risucchiare i rumori della stanza.
Mike, però, non si mosse dalla poltrona. Rimase a guardarla con un sorriso languido, quasi sognante, accennando un lento cenno d'intesa con il capo. Si sporse in avanti, allungando una mano per accarezzarle i capelli con una dolcezza che, in quel momento, ad Ornella sembrò del tutto allucinante.
«Amore mio, calmati, respira», sussurrò Mike. Il tono era morbido, caldo, lo stesso che usava quando erano da soli. «Va tutto bene. Te l'ho detto quanto ci tenevo a farti conoscere Jason, no? Volevo farti un regalo. Lui ti adora già, guarda come ti guarda. Siete bellissimi insieme.»
«No, Mike... non così! Ti prego, non ero preparata...» La mente di Ornella era in cortocircuito. Le parole di Mike le arrivavano distorte, come sott'acqua, mentre la mano del giocatore continuava a muoversi, solida e inesorabile, sotto l'orlo del vestito. Il tocco ruvido dell'atleta e le carezze affettuose di Mike si sovrapponevano, creandole un profondo turbamento. Il colosso americano, dal canto suo, ruppe il silenzio. Pronunciò pochissime parole, un italiano spezzato dal timbro profondo che vibrò fin dentro le pareti dello stomaco di Ornella: «Tu molto bella, Ornella. Mike detto verità. Noi stasera impazziamo.»
Quelle parole la bloccarono. I muscoli di Ornella smisero di rispondere; ogni tentativo di divincolarsi si spense. In quel preciso istante, la nebbia della confusione lasciò il posto a una lucidità realtà: la presenza dell'atleta non era un imprevisto, era un piano di Mike. Egli la stava guardando con gli occhi lucidi di chi professa amore, ma dietro quella maschera c'era solo l'eccitazione gelida di chi ha già deciso come sviluppare l’incontro.
Prima che il panico possa prendere il sopravvento, Mike si alzò dalla poltrona con movimenti fluidi e felini. Si avvicinò a Ornella, accorciando ogni distanza, e le sollevò il mento con delicatezza. Prima che lei potesse formulare un’altra supplica, le catturò le labbra in un bacio profondo, umido, carico di una passione travolgente che lei riconobbe subito. Era il bacio del suo uomo, caldo e rassicurante, mentre la baciava, le dita di Mike si intrecciarono tra i suoi capelli, accarezzandole lo scalpo con una lentezza studiata, pensata per disinnescare ogni residuo di tensione.
«Shh... guardami, amore mio», le sussurrò all'orecchio, con il fiato caldo che le solleticava la pelle e le mandava piccoli brividi lungo la schiena. «Sono qui con te. Non ti succederà niente che tu non voglia. Lasciati andare, fidati di me... guarda quanto sei desiderata. Sei la mia regina stasera.»
Quelle parole dolci, pronunciate con una devozione quasi ipnotica, agirono come un anestetico sulla mente di Ornella. La confusione che prima la soffocava iniziò a mutare forma, trasformandosi in una vertigine densa e pesante. Sotto quel velo di tenerezza orchestrata, la presa di Jason non sembrava più una minaccia, ma un’estensione dei desideri del suo amante.
Sentendo la resistenza della donna cedere, le mani di Jason si fecero più audaci. Il colosso continuò la sua metodica esplorazione, risalendo con i palmi caldi e ruvidi lungo le curve del suo corpo, sollevando la stoffa del vestito per scoprire la pelle nuda. Ogni suo tocco era pesante, sicuro, speculare alla dolcezza manipolatoria di Mike.
Ornella chiuse gli occhi, abbandonando la testa sulla spalla di Mike. I battiti del cuore, prima accelerati dal terrore, rallentarono, sintonizzandosi su un ritmo nuovo, più cupo e languido. Smise di lottare. Avvolta dal profumo del amante e sopraffatta dalla stazza dell'atleta, si lasciò scivolare definitivamente tra le spire di quella complicità ambigua, permettendo ai sensi di prendere il controllo mentre i confini della stanza sembravano dissolversi e si lascia vincere dai due complici.
Mentre Mike le succhia il lobo dell’orecchio, con la mano inizia a palparle il seno stimolandole i capezzoli, sapendo che quella è la chiave d’accesso per innescare il desiderio in mia moglie. Nel contempo, Jonas scende tra le sue cosce e inizia a massaggiarle il monte di venere. Stimolandole il clitoride, sente che inizia a bagnarsi e aumenta il ritmo delle dita.
A questo punto Ornella diventa parte attiva e inizia a godere del trattamento a cui è sottoposta. Sul divano le posizioni si scambiano: Jason si prepara a penetrarla, mentre Mike passa dall'infilare la lingua a introdurle il cazzo turgido tra le labbra che fremono. Quando Jason punta il suo membro verso la fica di Ornella, è evidente che lei ha difficoltà a farlo entrare, viste le dimensioni fuori del normale. Lui allora lubrifica il suo grosso membro con del gel e ci riprova: grazie alla chimica e alla gran voglia di mia moglie di sentirlo dentro di se, la grande nerchia inizia a entrare centimetro dopo centimetro. I primi minuti sono faticosi e dolorosi, Mike la stimola sia con le mani sia con le parole; poi, pian piano, la lubrificazione naturale aumenta e il volto di Ornella si trasforma in un’espressione di godimento puro.
Quando la penetrazione ha inizio, Mike capisce che può osare di più. Inizia a giocare con il grazioso forellino rimasto libero, usando le dita cosparse di gel. Partendo con un dito alla volta, in pochi minuti il gioco si fa facile; lei risponde alla stimolazione lanciando urla di piacere. Ora Mike sa che è il momento perfetto per farle provare la doppia penetrazione, che era il vero scopo della loro visita. Lentamente appoggia la cappella sul buco ormai dilatato e la spinge dentro senza procurarle dolore. Rimane immobile per darle il tempo di abituarsi, poi inizia un lento martellamento. Man mano che aumentava l’escursione e il ritmo, anche Jason riprende a spingere; quando i due riescono a sincronizzarsi, Ornella impazzisce dal godimento, con il volto stravolto dal piacere e ormai completamente priva di freni inibitori.
Così ingroppata, lei si lasciò possedere a lungo sinché entrambi sono prossimi all'orgasmo. Di comune accordo si sfilano, pronti a scaricarle in bocca e in faccia tutto il loro sperma. Vedere sul monitor il momento in cui Ornella accoglie gli schizzi prima in gola e poi sul viso e sui capelli — perché non riusciva a ingoiarlo tutto — mi ha provocato un mezzo infarto. È stata l’apoteosi del godimento.
Quando Mike va in bagno per sistemarsi, Jonas è già di nuovo in piena erezione. Mia moglie, catturata dal suo fisico, si lascia travolgere un'altra volta. Quando Mike esce dal bagno, guarda con un sorriso il compagno all’opera ed esce sul ballatoio a fumare una sigaretta, lasciando la porta aperta. Jonas, in preda a una vena esibizionista, prende Ornella in braccio — sempre con il membro ben piantato dentro di lei — e inizia una scopata furibonda in corridoio. Mia moglie, appoggiata al muro, dà il suo contributo con evidenti colpi di reni, fino a quando, spossati, arrivano all’orgasmo proprio sull’uscio dell’appartamento; se fosse uscito il vicino, gli sarebbe sicuramente venuto un infarto!
Dopo l’orgasmo, Jonas va in bagno a ripulirsi mentre mia moglie resta sfinita sul divano. Al suo ritorno, Mike se ne esce con un tono canzonatorio: a quel punto Ornella fa esplodere la rabbia precedentemente repressa. Lo accusa di averla manipolata, di non averla avvisata che volesse provare una cosa a tre e di essere stata costretta con una vera e propria violenza psicologica. A queste accuse, Mike le ricorda che fino a poco prima era lei a saltare con passione sul cazzo di Jonas, senza che nessuno la forzasse.
Il trio si scioglie così in un’atmosfera tesissima: Mike la saluta con un bacio delicato sulla fronte, mentre Jonas si congeda con un sonoro schiaffo sul gluteo. Ornella rimane in catalessi per molto tempo, prima di trovare la forza di alzarsi per sistemare se stessa e l’appartamento.
Di fronte a questa incredibile avventura, il mio sospetto che mia moglie si fosse innamorata del professore si è trasformato in una certezza: lei non cerca l’amore, ma ha bisogno di un sesso intenso e dirompente. La cosa più triste è che io, da tutto questo, rimango completamente escluso; pur essendo il marito, mi devo accontentare delle immagini rubate, proprio come l’ultimo dei voyeur su internet.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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