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La nebbia


di Membro VIP di Annunci69.it lauratravto
04.10.2025    |    183    |    12 9.6
"Trovarsi premuta sotto la sua grossa pancia e schiacciata contro il suo inguine le dava sensazioni indescrivibili..."
A Torino era un marito felice, senza segreti con la moglie. Una vita normale, ordinata. Ma una volta al mese il lavoro lo portava a Parma per una settimana, e lì, lontano da occhi indiscreti, poteva dare voce alla sua passione segreta: il travestimento femminile. Non cercava avventure, non desiderava incontri: solo il piacere di vedersi allo specchio diversa, di riconoscere in quella figura femminile la parte di sé che restava celata a casa.

L’alloggio aziendale era in una vecchia casa di corte, appartamento al piano rialzato, con muri spessi , corridoi silenziosi e abitata quasi esclusivamente da persone anziane. Una cornice perfetta per trasformarsi.

Quella sera, la nebbia fitta avvolgeva Parma , il mondo esterno sembrava quasi sospeso , irreale. Il cuore le batteva forte per la prima volta aveva deciso di provare ad uscire nel mondo esterno anche se l’ansia la travolgeva. La gonna sfiorava le gambe a ogni passo, le calze le davano sicurezza, l aria fredda tra gonna ed autoreggenti le dava sensazioni strane.

Il viale non lontano era deserto, non granchè illuminato sembrava posto ideale per una passeggiata. Ogni passo sui tacchi era un brivido: libertà e timore mescolati in una scossa continua.

Poi, all’improvviso, una voce maschile alle sue spalle:
— Cerchi compagnia?

Si voltò di scatto. Nella nebbia comparve la figura enorme di un uomo, massiccio, imponente, dal sorriso sicuro. Un Obelix in carne e ossa. A fatica riuscì a dire “no”, e accelerò il passo, la tensione che saliva come un nodo alla gola.

Si trovò ad allungare il passo per quanto glielo permettessero I tacchi, fece un giro piu lungo per evitare di essere seguita e finalmente spinse il portone di casa. Chiuse di colpo, lasciando fuori l’aria umida. Ma quando si girò, lui era lì, immobile, ad aspettarla.

— Ti stavo aspettando — disse, la voce profonda. — Sono mesi che ti vedo. E stasera, quando ti ho vista uscire, ho deciso che era il momento. Sei carina, lo sai?

Si avvicinava con calma, passo dopo passo. Lei si trovò stretta contro il muro dell’androne, incapace di parlare, il cuore che le martellava forte mentre il corpo tradiva un brivido .
Lui si avvicinò fino a schiacciarla con la sua mole la pancia che premeva contro il suo corpo minuto. Chinandosi, le afferrò la nuca con una mano decisa e la baciò. Le gambe di lei tremavano, incapaci di sostenerla; il muro alle spalle era l’unico appoggio che la teneva in piedi.


Quando lui si scostò appena, la fissò negli occhi con un sorriso che univa desiderio e certezza. “Mi ecciti molto. Sono mesi che ti osservo, mesi che desidero conoscerti”.

Non le lasciò il tempo di rispondere. La sua mano tornò alla nuca, più ferma, e la sua bocca riprese la sua in un bacio profondo , che non lasciava scampo. Lei si sentiva ubriaca, il respiro corto, la testa leggera, mentre la mente si perdeva tra paura ed eccitazione.

Le gambe non la reggevano più, e solo la pressione del corpo di lui la teneva incollata al muro, prigioniera e sorretta allo stesso tempo. Poi, con un gesto lento ma deciso, l’uomo le prese la mano e la guidò verso il suo inguine, facendole sentire l’intensità del suo desiderio. Lei tremava, come sospesa tra paura ed eccitazione, incapace di reagire davvero se non lasciandosi trasportare.
Ad un certo punto lui indietreggiò lievemente e con le mani sulle spalle la spinse in ginocchio . Trovarsi premuta sotto la sua grossa pancia e schiacciata contro il suo inguine le dava sensazioni indescrivibili. Da li con mentre con una mano le teneva la testa con l’altra tiro giù la cerniera estrando il suo cazzo che le sembrò enorme , il tempo sembrava dilatarsi .
Lui le ordino semplicemente “apri la bocca” , e con entrambe le mani sulla testa comincio semplicemente ad usarla , facendola quasi soffocare ad ogni affondo. Troia , puttana , e tutta una serie di gentili complimenti le venivano rivolti fino a che lui le riempi la bocca con un abbondante venuta che non riusci ad ingoiare tutta. Non aveva mai pensato che sborra avesse gusto cosi salato. Fu costretta ancora a ripulire bene il cazzo ormai moscio.
Poi lui la aiutò a tirarsi su , la bacio e le disse mi piaci proprio puttana. L accompagno alla porta dell’alloggio e salutandola con una pacca sul sulo mentre entrava le disse “ Buonanotte , ci vediamo domani sera”
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