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Una piacevole sorpresa
10.12.2025 |
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"Mi sfila il cazzo dalla bocca e si siede sul mio viso ordinandomi di leccarle il culo..."
Pratico il mestiere di massaggiatore ormai da tanti anni.Lavoro a scappa tempo in una spa con tanto di colleghe a farmi compagnia.
Mi è capitato di tutto, a volte situazioni piacevoli mentre altre da scartare subito.
Di episodi ce ne sono tanti da scrivere un libro.
A partire dalle situazioni più comuni, persone che si addormentano fino a russare, quelle che allungano arti che non dovrebbero usare, chi viene sul lettino nudo, chi allude a qualcosa di più pur essendo in un luogo di lavoro.
Cazzi duri e culi vogliosi ne fanno a cornice.
Quando ero più giovane, addirittura una coppia "attempata", mi ha proposto una cosa a tre in una suite dell'albergo, dopo un massaggio ad entrambi.
In quel caso arrivarono ad offrire anche soldi extra.
Mi capita di toccare corpi femminili che mi fanno davvero perdere la testa.
Oppure uomini muscolosi con fisici da Bronzi di Riace.
Ma il massaggio che ho fatto una settimana fa mi ha davvero sconvolto.
Avevamo un appuntamento con una donna che era li per lavoro, preso dalla reception il giorno prima.
Lei non era potuta venire per un impegno improvviso e cortesemente era passata a disdirlo direttamente da noi.
Io ero nell'altra stanza e udivo una voce vagamente mascolina, di un uomo che parlava con la mia collega.
Affacciandomi incuriosito e quando me la sono trovata davanti, ho pensato che avevo fatto male ad avere dei dubbi su quella voce, perché quella che vedevo era una bellissima donna, vestita in modo decisamente provocante.
Parlando ci fa presente che non tornerà in albergo perché dovrà pernottare a Pisa per cambio di programmi e si scusava dell'inconveniente.
La collega di sua iniziativa propose alla signora di raggiungermi in studio a Pisa, se aveva del tempo.
"Perché lei fa massaggi privati?" mi chiese guardandomi intensamente negl'occhi.
"Si prendo una casa in affitto, dove ho uno studio privato, attualmente con i primi freddi, il massaggio lo effettuo in un loft, un po' spartano, ma caldo e con tutti i confort del caso.
"Allora la posso raggiungere nel pomeriggio, quando mi libero" mi chiese incuriosita e in attesa della mia risposta.
"Si ci mancherebbe, mi tengo libero per le 16.00?" risposi con un sorriso.
"Va benissimo, ne ho tantissimo bisogno ho dolori sparsi per il corpo, dovuti hai miei viaggi continui di lavoro" rispose lei.
Tirò fuori un agenda dalla borsa e si scrisse l'indirizzo.
Il giorno seguente con qualche minuto di anticipo suonò il campanello e la feci salire.
Comparse davanti a me, capelli biondi racchiusi in uno chignon, alta 1.80, slanciata da quei tacchi vertiginosi che avevano dovuto affrontare diversi scalini.
Tailleur nero, con sopra un cappotto color cammello, aperto sul davanti dove s'intravedeva una camicetta bianca sotto.
Una borsetta sottobraccio rifiniscono il tutto.
Purtroppo dovette affrontare altri scalini di una scala a chiocciola che va nel loft.
Qui il calore diffuso dalla stufa a pellet la fece rimanere in breve tempo in gonna e camicetta.
Potevo notare un seno ben prosperoso e marcato e delle gambe lunghe e affusolate.
Gli offrii da bere, scelse un po' d'acqua e un caffè.
Parlammo per alcuni minuti, fra cosa faceva di lavoro e complimenti per l'ambiente, mentre io mi scusavo per non averla ricevuta di sotto, dove ho lo studio, ma faceva troppo freddo.
Incominciai poi il mio lavoro, un colloquio preliminare, in cui mi spiegava dove erano localizzati i suoi dolori.
Qui qualcosa cominciava a non quadrarmi, la voce e soprattutto il viso erano vagamente mascolini.
La invitai a spogliarsi in bagno che si trova vicinissimo allo spazio massaggio.
Mi guardò stupita, mi disse che non c'erano problemi a togliersi gl'indumenti davanti a me e dove appoggiarli.
Gli preparerai una sedia dove mettere il tutto.
Ero un po’ imbarazzato e allo stesso tempo emozionato.
Sotto i vestiti portava un abbigliamento intimo di altissima qualità, tanga di pizzo nero, reggiseno a balconcino di pizzo, calze e reggicalze.
Insomma una bomba sexy!
Si sfilò calze e reggicalze, rigorosamente di schiena nei miei confronti, ma nel girarsi verso di me, i miei dubbi furono dissipati del tutto.
Un gonfiore anche se ben nascosto fece capolino in mezzo alle gambe.
Che dire, ormai da persona bisex non ne fui sorpreso, lei invece era in imbarazzo.
Cercava un mio segno di approvazione che non fu necessario( perché lo doveva essere? Siamo nel 2025), la feci sdraiare sul lettino senza togliersi l'intimo.
L'aiutai solamente a slacciare il reggiseno e sfilarlo da sotto, che poggiai insieme ai vestiti sulla sedia.
La sua pelle era levigatissima ed era un vero piacere massaggiarla.
Dopo avere ben oliato la schiena le mie mani hanno iniziato le manipolazioni usuali.
Lei ogni tanto si lasciava sfuggire un gemito di piacere, specie quando dalle spalle scivolavo giù fino all’osso sacro.
Le manipolazioni lunghe e distese lasciavano una scia sulla sua pelle ambrata.
La musica in sottofondo, le luci soffuse lasciavano un senso di esotico a quella seduta.
Schiena e gambe fino a sfiorare il sedere.
Che dire, aveva un gran culo, una pesca perfetta, liscia divisa dal perizoma in pizzo nero.
Quando l’ho fatta girare ho notato che il suo cazzo era leggermente indurito e i suoi capezzoli turgidi e tesi, segno che stava provando molto piacere.
Ho continuato a massaggiarla e quando sono arrivato alle cosce non sono più riuscito a staccare lo sguardo dal suo cazzo, il mio sguardo si alternava fra le tette e il cazzo, non riuscendo a farmi capace di quel connubio così eccitante.
Nel frattempo il mio cazzo si è ingrossato e lei deve essersi accorta della mia eccitazione, perché ha cominciato a leccarsi le labbra mentre teneva gli occhi chiusi.
Il suo bacino comincia a ondeggiare lievemente come se il piacere aumentasse attimo dopo attimo.
A un certo punto mi chiese di toglierle il tanga perché così il massaggio sarebbe venuto meglio, obbedisco e mi ritrovo ipnotizzato dal suo cazzo circondato da un pube rasato senza l’ombra di un pelo.
Senza volerlo mi ritrovo col viso a venti centimetri da quel cazzo di cui ormai posso sentire l’intenso odore di eccitazione. Basta questo a togliere ogni indugio e avvicinatomi con le labbra, tiro fuori la lingua e comincio a leccare il cazzo.
Lei mugola di piacere e allora incoraggiato dal suo atteggiamento, prendo in bocca fino alla radice quel membro non ancora del tutto indurito.
Lo sento crescere nella bocca e questo mi da una vertigine, tanto che comincio a leccarlo e succhiarlo come una espertissima pompinara.
Ora mi riempie tutta la bocca e pulsa di piacere.
Lei comincia a muoversi dentro di me, fino a che mi fa mettere con la schiena a terra sul tappeto.
Comincia a pomparmi la bocca, mentre con le mani mi tiene la testa immobilizzata.
Il ritmo è salito e i suoi movimenti si fanno sempre più forti, tanto che a momenti sento soffocarmi.
Non ha nessun riguardo per me e mi scopa la bocca come se fosse un culo, infilandomi il cazzo fino alle tonsille e sbattendomi le palle sulla faccia.
Mi sfila il cazzo dalla bocca e si siede sul mio viso ordinandomi di leccarle il culo.
La mia bocca prova un senso di disgusto, dato dall'olio presente sulla sua pelle, risulta amaro, ma sono costretto a obbedire perché mi sta torturando i capezzoli tra le dita e il dolore che provo è molto intenso.
La mia lingua si fa strada nel suo ano elastico e ben dilatato e sono costretto a leccarla per un po’, fino a che non le ritorna la voglia di scoparmi in bocca.
Il ritmo, se possibile, è ancora più intenso di prima e presto sento gli schizzi caldi di sperma arrivarmi da per tutto, spruzza come una fontana, gli schizzi mi raggiungono il viso e la maglietta, fino quasi alla cintola.
Mi sorride e mi ordina di spogliarmi.
Sono del tutto soggiogato da lei e le obbedisco senza dire nulla.
Esplora il mio corpo con le sue mani e si sofferma di nuovo sui capezzoli, strizzandoli con ferocia e provocandomi un dolore intenso a cui si unisce però una grande eccitazione.
Mi lecca il cazzo già durissimo e poi mi fa girare a pancia sotto.
Mi accarezza il culo e comincia a girare attorno all’ano, stuzzicandone l’apertura con le dita.
Prende dalla sua borsa un flacone di crema e dopo averne messa un po’ sulle dita comincia ad accarezzarmi l’ano: mi penetra con un dito, poi con due e subito dopo con tre dita.
Sento che il mio ano cede rapidamente alle sue carezze, tanto che le sue dita viaggiano su e giù senza la minima difficoltà.
Mi fa alzare in piedi e mi mette con la pancia appoggiata al lettino.
Con un cavetto improvvisato mi lega le mani dietro la schiena e divarica per bene le mie gambe.
Mi sculaccia il culetto fino a che non diventa bollente.
Poi, con la cintura dei miei pantaloni, inizia a frustarmi la schiena e il culo, mentre con l’altra mano riprende a dilatarmi il culo.
I suoi colpi inesorabili arrivano perfino sul mio cazzo provocandomi delle fitte di dolore indicibili.
Si mette davanti a me e mi dice di prendere di nuovo il cazzo nella bocca.
Lo faccio immediatamente, per il piacere di farlo e anche per la paura che le frustate aumentino di intensità.
Mentre il suo cazzo riprende vigore le frustate continuano a piovere sulla mia schiena.
Deve piacerle molto quella situazione di dominazione, a cui tra l’altro deve essere sicuramente già abituata, visto con quanta sicurezza mi sta sottomettendo.
Ora ha smesso, tira fuori dalla mia bocca il suo cazzo bagnato e duro come il ferro.
Cerca qualcosa nella sua borsa, tira fuori un profilattico che fa scorrere sull'uccello.
Si porta alle mie spalle e mi afferra i fianchi; sento il suo cazzo appoggiarsi al culo e lentamente penetrarmi fino a che il suo pube non aderisce al mio culo.
Con una mano mi masturba e usa l’altra per infilarmi in bocca le dita e giocare con la mia lingua, per farmi capire che occuperebbe volentieri con un altro cazzo anche la mia bocca.
Mi scopa il culo con dolcezza alternata a violenza; cambia continuamente ritmo e questo mi provoca uno stordimento che mi toglie la forza nelle gambe.
Accelera anche il ritmo della sua mano, portandomi così a sborrare per terra in breve tempo.
La mia volontà è ormai solo un ricordo e obbedisco prontamente a quella dea che mi sta facendo delle cose che nemmeno immaginavo.
Anche lei è eccitata dalla mia sottomissione, me ne accorgo dal fatto che il suo cazzo è diventato ancora più gonfio e duro, accelera i colpi nel mio culo sfilandosi all'improvviso, vedo volare il profilattico e subito dopo m'inonda la schiena del suo sperma.
"Quando torno a Pisa riprendo un appuntamento" lo dice mentre si sdraia nuovamente sul lettino.
Io vado in bagno per una doccia veloce, gocciolando dappertutto.
Resta sdraiata così a parlare con me ormai esausto sul divanetto, poi si riveste e scende senza nessun problema tutti gli scalini.
Mi saluta al cancello con un cenno della mano e la vedo sparire ormai nel buio della sera.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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