tradimenti
La santarellina di Giulia
06.11.2025 |
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"Mandò avanti il marito e quando arrivò a metà scale dove non poteva sentirla con un filo di voce mi confidò che Simone l'aveva consigliata bene..."
Sono le otto di mattina, mi collego alla mail che uso per i massaggi privati in studio."Buongiorno ho avuto la sua mail da Simone che è un mio carissimo amico, volevo informazioni sui messaggi drenanti"
Ricordo Simone, è già venuto 3 volte da me, bel ragazzo, un po' taciturno la prima volta, ma poi si è sciolto.
Ha iniziato con un massaggio normale, per poi provare sia il sensoriale che lo scrub.
Si firma Giulia con tanto di foto femminile nel riquadrino della mail.
Devo dire che rimango sorpreso, di regola vengo preso d'assalto da uomini che vogliono andare oltre al massaggio.
Rispondo elencando le varie sedute, i relativi prezzi, con la speranza che non sia uno scherzo.
Non mi piace dare il cellulare e evito anche questa volta.
La risposta non tarda ad arrivare.
"Simone mi ha detto che è una persona molto distinta e riservatissima, sa ho un marito molto geloso, non sopporta che qualcuno mi metta le mani addosso."
Continuiamo con lo scambio di mail.
"Si figuri signora, io però le mani addosso gliele devo mettere, altrimenti come faccio a fargli la seduta? Poi può essere presente anche suo marito"
"Concordo con lei, è un mese che ci litigo, ieri sera l'ho convinto, ne ho estremamente bisogno"
"Allora mi dica quando vuole venire, domani alle 17.00 sarei libero, altrimenti rimandiamo alla prossima settimana".
"Va bene alle 17, mi scrive l'indirizzo per favore"
Invio indirizzo e modalità per trovarmi, di suonare il campanello quando arriva che sarò già presente per preparare lo studio
Il giorno dopo è abbastanza caldo, meno male che un venticello che viene dal mare mitiga tutto, fare massaggi è faticoso, la sera sono stanco, soprattutto se sono diversi in un giorno e la temperatura non aiuta.
Infatti, pur avendo l'aria condizionata sia in spa che in studio, gli sbalzi termici possono creare vari problemi.
Molte persone preferiscono venire in studio perché non incontrano nessuno, do sempre appuntamenti mirati e distanti l'uno dall'altro.
Sono con tuta sportiva adidas nera, sopra una maglietta di cotone a manche corte, le mani e le braccia devono essere sempre libere.
Ho preparato tutto, devo solo scaldare l'olio, parte fondamentale per un massaggio.
Lettino al centro della stanza, carello con tutto l'occorrente, asciugamani puliti da tutte le parti, sia in bagno che nello studio.
Attendo l'arrivo della signora, sono puntuali come un orologio svizzero, sento suonare il campanello.
Guardo lo schermo del videocitofono, mi compare un uomo con i capelli grigi e i baffi, dietro di lui una donna giunonica nel suo insieme con un pantalone nero una camicia bianca .
"Prego salite" rispondo aprendo il cancello.
Li faccio accomodare, sul divano.
Facciamo le presentazioni, Michele il marito penso una sessantina d'anni e Giulia più giovane di lui almeno di 10 anni.
"Posso offrirvi qualcosa, vista la giornata calda?" chiedo per fare gli onori di casa.
"Grazie un bicchiere d'acqua fresca, se non è disturbo"
Verso l'acqua a tutti e due che la sorseggiano velocemente.
"Allora cosa devo fare?" mi chiede la signora.
"Le ho preparato tutto in bagno, asciugamano e ciabattine, si spoglia e torna da me rimanendo in reggiseno e mutande".
Do un'occhiata al marito, sapendo della sua gelosia.
"Poi controlliamo lo stato del suo corpo e dove ha più bisogno del trattamento".
Prendo fiato e continuo a parlare.
"La prima seduta sarà molto dolce, poi vedremo se si sarà trovata bene"
Va in bagno e torna dopo 5 minuti con un certo respiro affannoso di chi è in preda all'emozione.
Si mette davanti al marito e lascia cadere l'asciugamano, gli dà un bacio sulla guancia per ringraziarlo.
Le sue forme a dire il vero non sono molto prosperose ma come si vuol dire dolcemente morbidose.
Chinandosi in avanti fa spuntare il sole, si era una palla rotonda e polposa, dove i due emisferi divisi da un perizoma facevano vedere le loro maestosità.
Poi girandosi verso di me, comparve un triangolino nero con un fiocco rosso nel mezzo alle gambe, mi disse che era la prima volta che si spogliava così davanti ad un uomo che non fosse suo marito.
Provava un po' d'imbarazzo, la tranquillizzai dicendole che ero solito a queste scene per il lavoro che facevo.
La rassicurai che delle volte mi viene quasi il vomito, per l'indecenza e la volgarità delle persone, aldilà dell'aspetto fisico.
Dentro di me pensai, qualche volta ti può andar bene, questa era una di quelle volte.
Le chiesi di avvicinarsi e mettersi al centro della stanza dove la luce era buona cosicché io potessi valutare il lavoro da fare e come farlo.
Ne parlai con lei, segnalai con un pennarello i punti nevralgici, glutei e gambe erano le zone dove dovevo agire maggiormente, anche i fianchi avevano bisogno, poi c'era un po' di cellulite gliela pizzicottai ...io scherzavo e facevo commenti leggeri, così tanto per tenerla un po' su, poi la vidi in volto era rosso fuoco, non chiesi il perché di quel viso paonazzo.
I motivi potevano essere molti, ho ormai un'esperienza per cui se lo faccio notare è peggio, per cui decisi immediatamente di procedere gli indicai il lettino.
La sua pelle emanava un buon profumo, la invitai a distendersi a pancia in giù e gli chiesi se potessi aiutarla a slacciarsi il reggiseno.
La invitai a sfilarselo così stava più comoda, tanto sotto avevo steso l'asciugamano e così fece.
Nel farlo i suoi seni appena liberi mostrarono tutto la loro bellezza, erano grossi e morbidi due grosse mozzarelle bianche che per l'occasione erano diventate rosee premendo sulla superfice del lettino.
La loro grandezza straboccava dal corpo e non posso negare che mi turbarono un po'.
Cominciai la prima seduta lentamente, dapprima massaggiando il corpo, cominciando dal collo con la testa della signora girata dal lato del marito, questo lo faccio per stirare il muscolo sternocleidomastoideo e il trapezio (laterali e superficiali), poi passo alla nuca.
Il mio massaggio simile a profonde carezze destava nella signora qualche piccolo impercettibile gemito di piacere, questo è buon segno perché vuol dire che si è ricettivi e sensibili.
Continuai e sciogliere i muscoli, scendendo piano piano, ritornando spesso alla nuca per poi scendere nuovamente, la pelle della signora diventava sempre più morbida e calda.
Intensificai il massaggio, passando dalla carezza a qualcosa di più consistente, le mie manipolazioni divennero più fonde e energiche, la signora cominciava a sospirare in maniera sempre più sostenuta, poi dopo averla scaldata per bene, mi portai sul lato destro del lettino, il perizoma era sparito tra le pieghe del culo.
Qui cominciai e sciogliere i glutei, dove aveva più ritenzione idrica, poi giù verso le cosce e polpacci, questi erano molto duri e resistenti per cui dovetti alzarli.
Chiesi alla signora di divaricare leggermente le cosce, così da potere prendere bene il ginocchio piegato indietro, fu lì che mi accorsi di quello che stavo facendo portava turbamenti alla massaggiata.
Infatti, allargai le cosce un po' di più leggermente lasciandole entrambe libere e staccate, per cui si vedeva il filo nero del perizoma, ma soprattutto si vedeva la fica depilata, rossissima e bagnata di umori.
Evidentemente la parte davanti si era allentata nelle manipolazioni.
Praticamente la signora era talmente bagnata in mezzo alle gambe che presto un odore acre raggiunse il mio naso.
Guardai il marito che era del tutto preso a scambiare messaggi su wp per lavoro.
Ogni tanto diceva qualcosa, borbottando tra di sé, dicendo che non capivano un cazzo i suoi dipendenti.
Continuai a massaggiare il polpaccio mentre l'occhio cadeva un po' più su dove accadeva l'imprevisto!
La fica grondava ormai di umore e il respiro della signora era affannoso ma di compiacimento.
Quell'atmosfera fu interrotta per un attimo dal suono del cellulare di Michele.
Sorpreso mi fermai, la signora tirò su la testa e chiese al marito chi stesse chiamando.
"Cara è il lavoro" rispose alzandosi dal divano.
Si avvicinò e si chinò per dare un bacetto a Giulia, lei ricambiò alzandosi un po',mostrando il suo seno nudo, poi si rimise distesa ascoltando la conversazione del marito.
Io ripresi subito il massaggio, ripartii dalla nuca per scendere fino ai fianchi.
La signora era molto calda, ripassai un'altra volta dai glutei per tornare ai polpacci, da dove si vedeva lo spettacolo di prima, ma questa volta non si sa il perché le cosce erano un po' più aperte.
Vidi anche che il lago di umori assorbito dall'asciugamano in spugna da lasciare una gora evidente, tastai con la mano il telo era molto bagnato, portai le dita bagnate al naso per odorare e nonostante l'olio, riuscivo a percepire l'odore acro dei fluidi della signora.
Il profumo di femmina mi face uno effetto molto prevedibile, cercavo di stare attaccato al lettino, ma vista la mia altezza non riuscivo a coprire dalla cintola in giù.
Continuavo a massaggiare, vidi che la signora si muoveva lentamente su e giù per il lettino comprimendo l'osso pubico verso il basso.
Rimasi attonito, Giulia si stava masturbando la fica sfruttando le pieghe del telo di spugna, mi girai verso Michele che guardava la moglie mentre parlava al telefono.
Mi scostai verso l'altro polpaccio e continuai il massaggio.
Il marito si alzò e disse che doveva andare in auto a prendere dei fogli per il lavoro, nel mentre stava sempre al telefono.
Interruppi il massaggio per aprirgli il cancello ma mi dimenticai di bloccarlo.
Ritornai dalla moglie, ripresi dal polpaccio e passai all'interno coscia salivo fino all'inguine e discendevo fino al ginocchio cominciando ad andare sempre più in profondità, adesso sfioravo la sua fica e lei sottolineava il fatto ansimando sempre più, mentre il marito era di sotto a cercare chissà quale foglio.
Ad un certo punto il piacere di Giulia cominciò a farsi palese al mondo intero, come palese era il fatto che si stava per cominciare una danza tribale, così sensuale e infuocata che avrebbe lasciato il segno!
Il pensiero però andava al marito, era sceso apposta per lasciarci soli o avrebbe suonato il campanello a breve?
La mia mano correva su e giù per l'interno coscia sinistra, avevo davanti a me la visione contemporanea della sua fica bagnata del piacere.
Il mio cazzo ormai era libero sotto i pantaloni, dove non porto mai mutande perchè mi danno fastidio mentre massaggio.
Lui era bello teso e duro e superando l'altezza del tavolo era come poggiato su di esso, ma riuscivo ancora allontanandomi dal lettino a non toccare Giulia con il mio membro.
Poi l'errore!
Cazzo, la mano nel salire sopra, dapprima sfiorò la fica bagnata e poi due dita la carezzarono sopra il perizoma lungo le sue labbra fradicie di umore e gonfie di piacere.
Il sospiro di lei fu alto e soprattutto il sussulto che ne seguì fu imperioso!
Mi avvicinai al tavolo cosicché Giulia poté sentire il mio cazzo da dentro i pantaloni che sbatteva sul lato della sua grande chiappa, e fu l'inizio.
Continuavo a massaggiarle il culo aprendole sempre più le cosce ed entrando con le mani dentro la fica ormai bagnata e gocciolante di umori.
MI chinai su di lei aprendole le natiche fino a vedere il buco del culo, cominciai a leccarglielo, prima il culo e poi la fica, infilando la mano dentro il perizoma, fino a trovare il clitoride durissimo, subito dal primo sfregamento cominciò a darle piacere, talmente forte che mi riempì la mano di umori, il primo orgasmo l'aveva raggiunta, penso fosse atteso dall'inizio del massaggio.
Si girò a pancia su, era incantevole con quei grandi e morbidi seni da cinquantenne curata, si un po' bassi ma pieni e corposi con dei capezzoli grossi e duri da mordere, da leccare e da succhiare.
Li presi in bocca, succhiavo e mordevo delicatamente e lei m'incitava a stringere sempre di più.
I miei denti stringevano quel bottone dritto e duro, mentre la mano scendeva verso il suo mondo di piacere.
La mie dita trovarono ancora la figa ormai allagata, andavano veloci sul clito, poi due dita esplorarono la fica, più a fondo possibile.
Qui ebbe un secondo orgasmo, con un piccolo cenno di squirt, senti il getto sulla mano che usciva dalla vagina per tornare sul clito, il tutto accompagnato da un urlo prolungato.
Ma non era ancora sazia, si distese lungo divano a pecorina offrendomi il culo.
Mi guardò e mi chiese se nello studio avevo dei preservativi.
Non me lo feci ripetere due volte, andai nel mobiletto dove tengo l'olio e ne presi uno indossandolo immediatamente.
Le scostai le cosce ormai bagnatissime, portai il perizoma da un lato e ficcai il mio cazzo dentro la fica.
Ne seguì subito un sussulto, cominciò a gemere, gemere, gemere sempre più dimenando i fianchi come una sacerdotessa della danza ed io cominciai il mio balletto.
Presa ormai da sfrenata libidine, non si accontentava di una semplice scopata a pecorina.
"Lo voglio anche nel culo" mi disse quasi implorandomi.
L'accontentai, entrai a fatica, nonostante le mie dimensioni normali, ma mi aiutai tra l'olio rimasto dalla seduta e gli umori vaginali.
Detti un colpo secco e lei si attaccò al mio pube, gridando di piacere, stava per venire ancora.
Raggiunse un terzo orgasmo, la sentii indistintamente, arcuava la schiena e stringeva il cuscino del divano a sé.
Il buco del culo ebbe diversi spasmi, stringendosi ripetutamente attorno al mio cazzo, le urla di pacere echeggiarono nella stanza.
Meno male che rispetto alla strada sono ben lontano, ormai però mi ero pure dimenticato del marito.
Mi tolse il preservativo, s'inginocchiò sul tappeto e la sua bocca succhiava e leccava il mio cazzo con l'avidità di una troia e per questo che mi uscì di bocca un "si troia succhiami il cazzo!".
In altre circostanze non mi sarei mai permesso, sono sempre molto rispettoso, ma la testa ormai era in ebollizione.
A quelle parole lei cominciò a gemere sempre più e staccandosi dal mio cazzo gridò " si sono una troia".
Del marito nessuna notizia, ma ormai non me ne fregava una mazza, ero preso dal quel bel pompino che faceva sparire il mio cazzo dentro la sua bocca.
Nel mentre con la mano destra mi stringeva i testicoli e con la sinistra si masturbava di nuovo.
Poi mi guardò con gli occhi spalancati in preda alla passione e socchiudendo gli occhi e mi dice " dai fammi bere tutto sono pronta "
Durai ancora qualche pompata.
Ebbi un orgasmo intenso, era da tempo che non lo raggiungevo, diversi fiotti di sperma uscirono dalla mia cappella, mi meravigliai di me stesso, gli riempii la bocca di latte caldo che colava sul suo seno, fece da finale al nostro incontro.
Andò di corsa in bagno, nel mentre sistemai tutto e mi rivestii appena in tempo, prima che suonasse il marito.
Lo feci salire, mi chiese della moglie, gli dissi che la seduta era terminata ed era in bagno a sistemarsi.
Mi chiese quanto mi doveva e mi pagò il servizio.
Lei uscì dal bagno e mi ringraziò per la gentilezza e pazienza avuta.
Mandò avanti il marito e quando arrivò a metà scale dove non poteva sentirla con un filo di voce mi confidò che Simone l'aveva consigliata bene.
La salutai e gli dissi che per qualsiasi bisogno di non esitare a contattarmi.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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