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Una vecchia amica "giorno 2"


di massaggiosvedese
28.06.2025    |    1.555    |    1 9.3
"Va avanti 10 minuti buoni incoraggiandomi con parole adatte alla circostanza: “Succhia questo bel cazzone, frogetto schifoso”..."
La notte non riesco a dormire, fra il caldo e una zanzara che mi gira intorno.
Alle 7.00 sono già in piedi, rapida doccia e mi metto in auto.
Mi fermo in pasticceria per la colazione e raggiungo la villa.
Qui trovo già il cancello spalancato, entro e raggiungo la porta sotto il portico.
Apro la porta chiedendo permesso e una voce dal piano superiore mi raggiunge.
"Buongiorno sono di sopra, raggiungimi, entra nella porta che trovi in cima alle scale, mettiti la gabbietta"
Obbedisco ma l'eccitazione è tanta, l'uccello è in tiro e per farmi entrare quel marchingegno devo masturbarmi.
Chiara entra in camera proprio mentre la mia mano trattiene lo sperma per non sporcare per terra.
"Bravo maialino, ora vai in bagno e pulisciti per bene e indossa la gabbietta"
Quando ho finito sto per uscire dal bagno ma lei mi ferma.
“Resta e sdraiati a faccia in giù”. Non capisco cosa voglia fare ma ovviamente obbedisco.
Chiara si siede e fa pipì, mi allunga un piccolo asciugamano e mi ordina di coprirmi gli occhi.
“Puliscimi la passera” mi dice accovacciandosi sopra di me
“E tieni le mani a posto”.
Inizio a leccarla con un certo disgusto, sa di urina ma quasi subito sento che emette qualche mugugno di piacere e me la spinge più forte sul viso.
Mi dice come vuole essere leccata ed io da bravo schiavo obbedisco, la sento esplodere in un orgasmo pochi minuti dopo.
Un orgasmo più forte di quello avuto nel pomeriggio di ieri, m'inonda la bocca di umori vaginali, le sue mani mi stringono forte la testa mentre le sue gambe tremano dal piacere.
Il cazzo nella gabbietta mi scoppia, ho un'altra erezione, cosa che ormai non mi succedeva da tempo, dato l'orgasmo avuto in precedenza.
Un getto salato e caldo arriva nella mia bocca, inatteso che mi fa tossire, ma lei mi continua premere la testa sulla vagina.
Mi sta pisciando in bocca, senza ritegno e senza preavviso.
“Bravo, devo dire che sei un buon leccapassere, ieri non era stato un caso” si alza e mi ordina di rimanere li con l'asciugamano sugl'occhi, imbevuto anche quello di piscio.
Nel mentre lei si fa un bidet ed esce dalla stanza.
"Alzati pure e lavati, poi vieni giù"
La trovo in cucina con un cornetto in mano e mi chiede di prepararle un caffè.
Finito di mangiare, mi fa abbassare il costume, prende un po' d'olio di oliva, mi unge il buco del culo e inserisce il plug.
Un senso di bruciore e una fitta mi salgono su per la spina dorsale.
Poi andiamo in piscina, lei si sdraia sul lettino e io mi faccio un bagno.
Parliamo un po', mi racconta che ha un amica trans, che ha conosciuto tanti anni fa insieme al marito.
Abita in zona Pontedera, si sentono tutte le settimane ma che non ha mai frequentato da sola, soprattutto sessualmente.
Arrivano le 11.30 e mi chiede di prepararle uno spritz.
“Vediamo come te la cavi come barman, sono venuta per rilassarmi e voglio godermi la piscina, portami l’aperitivo qui a bordo piscina.
Aggiungi qualche oliva e delle patatine che trovi nel mobile”.
Vado in cucina e preparo il tutto e torno alla piscina.
Lei è sul lettino, di fianco ha un tavolino e poggio lì il vassoio.
“Come non ti sei fatto nulla per te? Vai in cucina e preparati qualcosa da bene, non voglio certo farmi l’aperitivo da sola”.
Quando torno la trovo al telefono, riesco a capire già da lontano cosa si stanno dicendo.
“Certo cara non sono sola, mi sono trovata uno schiavetto, un vecchio amico delle superiori, siamo sempre stati buoni compagni, aveva e ha un'infatuazione per me.
Come? Lo ho già messo sotto? Certo, mi sono già fatta ripulire la passera 2 volte, non è male ma con un po’ di addestramento può migliorare.
Vuoi venire a vederlo? Non è pronto per i tuoi standard, poi mi scappa se ti conosce, dammi un paio di giorni che lo preparo per bene poi puoi venire con il tuo cannone” Li scoppia in una risata e termina la chiamata.
“Cin cin” mi dice mentre muove il bicchiere verso di me.
Ricambio e mi siedo sul lettino ma il plug nel culo mi dà fastidio da seduto.
Chiara se ne accorge.
“Se ti dà fastidio puoi sempre metterti a pancia in giù, la gabbietta è morbida.
Adesso vieni qui che mi devi mettere la crema sulla schiena così mi fai vedere le tue doti di massaggiatore.
Mi raccomando fai le cose per bene senza fretta e fammi un bel massaggio”.
Passo dietro di lei che allunga una mano per controllare che il plug sia al suo posto.
Gli spruzzo la crema e la spalmo per bene fino a che non è completamente assorbita.
"Mammaia come sei bravo" nel mentre si slaccia il reggiseno per farsi massaggiare meglio.
Si alza senza riallacciarlo anzi se lo toglie del tutto.
“Adesso spalmami anche davanti”.
Il suo seno è stupendo in assoluto ed ancora di più in rapporto all’età.
Come detto una terza abbondante a goccia con la punta in su, i capezzoli neri e scuri risaltano ancora di più sotto la luce del sole.
Inizio con delicatezza dal collo e poi scendo, mi sto bagnando moltissimo e lei se ne accorge e ridacchia.
“Su non essere indeciso, il seno ha bisogno di molta crema spruzzala e massaggiami”.
È una bastarda, eseguo con piacere e maestria, lei se ne accorge e sorride.
“Ora basta, mettiti anche tu un po’ di crema”.
Sorseggiamo i nostri drink e poi iniziamo a chiacchierare come se quanto successo nelle ultime ore non fosse mai avvenuto ma il plug nel culo me lo ricorda.
È una piacevole conversatrice.
È l’una e lei mi chiede cosa le preparo di buono oggi, dice che gradirebbe qualcosa di leggero visto il caldo.
“Vai stupiscimi con quello che trovi in frigo”.
Vado ci sono degli splendidi pomodori, avevo visto nei pensili del tonno, le olive non mancano, aggiungo origano e due capperi oltre ad una manciata di rucola e condisco con olio.
Torno verso la piscina e le chiedo dove vuole mangiare, mi risponde dentro.
Ho anche apparecchiato la tavola dopo aver cercato in giro per la cucina il necessario.
“Sei un ottimo domestico ed uno schiavo promettente” quindi ricomincia a parlarmi come ad un amico.
Finito di pranzare si dirige verso la macchinetta del caffè, riempie il serbatoio e mi chiede come lo voglio quindi lo prepara per me e per sé.
Io intanto ho sparecchiato, buttato gli avanzi e messo nella lavastoviglie quanto abbiamo utilizzato.
“Vieni” mi dice prendendomi per mano, indossa un paio di zoccoletti di legno con un tacco da una decina di centimetri, il pezzo di sotto del costume molto ristretto ed un copricostume corto trasparente.
I capezzoli duri e ritti si vedono indistintamente attraverso la stoffa trasparente.
Le salterei addosso ma concio come sono non è il caso.
Mi porta in camera sua, mi toglie il plug dal culo e mi dice.
“Mi sono accorto che mi hai sentito parlare con la mia amica trans".
Lei è molto più cattiva di me, i maschi li sodomizza e basta, a me piace anche dare qualche soddisfazione.
Però fra due giorni viene a trovarmi e se non ti allargo per bene il buchetto, ti farà male.
Ora mettiti questa e mi porge una benda".
Eseguo quanto richiesto poi mi fa mettere a 90° appoggiato alla testiera del letto di ottone.
Sento una sostanza rinfrescante che mi penetra insieme a due dita poi tre quindi nel mio culo viene infilato qualcosa di molto più grosso di quanto fosse il plug.
"Rilassati e non fare resistenza, altrimenti sentirai tanto dolore".
Sento Chiara prendermi per i fianchi e possedermi, il cazzo di gomma entra a fatica, il bruciore della ano piano piano svanisce.
Poi si ferma un attimo, sento le sue mani armeggiare tra le mie gambe, mi toglie la gabbietta.
L’uccello non aspettava altro per espandersi.
Lei riprende a montarmi sempre con più foga fino a che la sento godere, in quel momento si attacca con una mano al cazzo e mi sega in modo rude, per farmi male.
Sono sempre bendato, sento che toglie il cazzo dal mio culo, poi sento la pressione sulla testa che mi fa inginocchiare, una sua mano mi tappa il naso così che spalanco la bocca e subito me la riempie con quanto era nel mio culo fino a poco prima.
La mano che mi tappava il naso passa dietro la nuca, mi spinge ad ingoiare quanto più cazzo di gomma posso.
Mi sta soffocando e tossisco ed allora rallenta un poco.
Va avanti 10 minuti buoni incoraggiandomi con parole adatte alla circostanza:
“Succhia questo bel cazzone, frogetto schifoso”.
L’uccello a sentirla torna a crescere più lo succhio e più mi piace, più mi piace a più mi insulta, è un circolo vizioso.
“Segati finocchio e togliti la benda”
Eseguo entrambe le azioni, dato l'orgasmo della mattina duro una decina di minuti.
Lei ha indosso lo strap-on che ha un altro cazzo rivolto verso l’interno per cui ogni colpo che mi dava era un colpo che prendeva.
Anche lei è ancora su di giri.
Vengo mentre lei invece non ce la fa.
Mi strappa il cazzo dalla bocca, si butta sul letto e se lo infila in figa masturbandosi furiosamente davanti a me, fino a che non raggiunge un orgasmo liberatorio.
Non contenta mi fa mettere la testa di fuori al letto e prima si fa pulire la vagina con la lingua e poi mi piscia nuovamente in bocca.
Mi ordina di prendere degli stracci e pulire in terra, obbedisco, pulisco tutto.
“Voglio riposarmi ora, ci vediamo domani mattina, solita ora e non dimenticare la colazione".
Tolgo il disturbo e mi rimetto in macchina.
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