trio
Il Biker e il campeggio
FolleGentile
25.06.2026 |
634 |
0
"Le allargò le gambe con il peso del suo corpo e scese con il volto sul suo sesso..."
Quella notte aveva lo stesso sapore del fuoco lento e della carne che bruciava piano sulla griglia, il fumo che si intrufolava nei capelli di quella giovane donna e un vento freddo che sembrava cercare di spegnere ogni cosa, tranne quella brace al centro di quella piccola radura.Lei sistemò l'ultima pietra intorno alla fiamma con una cura quasi religiosa anche se le sue mani tremavano, non per il freddo però, ma per la sensazione di qualcosa che stava per accadere. Lui gli passò una coperta sopra le spalle, lasciando scivolare la mano sotto il tessuto, graffiando la pelle nuda sul suo fianco. Tra loro c'era quella confidenza di una coppia assodata da tempo, quella confidenza che non chiede permesso: si limita a pretendere.
Quando quel biker arrivò, non fu improvviso. Da lontano, prima si udì un colpo sordo nel buio, poi più vicino, la strada sterrata ingoiò e restituì il suono gutturale di un motore potente ed assordante, impossibile da non sentire. Il faro tagliò gli alberi con un cono giallo e, senza alcuna esitazione, si posò sul loro fuoco, illuminando il respiro ansioso di Lei e l'erezione già evidente nei pantaloni di Lui.
La moto si fermò con decisione e il biker scese con calma e soddisfazione, come se fosse tornato vittorioso da una battaglia. Giacca di pelle scura che scricchiolava, anfibi lucidi di fango buono, casco appeso sullo specchietto, ma appena osservò la coppia che lo fissava, l'aria cambiò densità. Non perché fosse "imponente", ma perché l'odore di maschio, di sudore stantio e di pericolo che emanava era un afrodisiaco violento. Si intuì che era un uomo vissuto, con occhi che avevano visto di tutto e chissà quanto altro erano disposti a vedere. Lei, senza motivo, si immaginò completamente nuda di fronte a quegli occhi scuri e delle gocce calde di umidità iniziarono a colarle tra le cosce.
«Bel posto qui» disse il biker, con una voce grave, vibrante nel basso ventre di chi ascoltava.
Lui annuì, offrendo un gesto: una birra fresca presa dal piccolo frigorifero. Lei sorrise appena, provando ad ignorare il suo sguardo, le labbra socchiuse. Ma non riuscì a nascondere la lingua che passava veloce sui denti in un gesto istintivo di invito.
Il biker si sedette su un tronco di fronte alla coppia, senza invadere il loro spazio, ma le sue gambe erano aperte, sembravano un invito esplicito che amplificava le fantasie di Lei. Il fuoco si rifletteva sulle sue mani, grandi e segnate, e anche sul modo in cui riecheggiava il suono della sua voce: poche parole, pensate, ogni sillaba era carica di tensione sessuale. Raccontò di strade tortuose, di avventure, di soste improvvisate, e di come certe notti il cielo sembra così vicino da farti venire voglia di condividere qualcosa in più di una semplice birra. Qualcosa simile a carne contro carne.
«Ti piace fare campeggio?» chiese a Lei, mentre lo sguardo scivolava sul suo seno che si alzava e si abbassava rapidamente sotto la maglietta ad ogni respiro.
Lei rispose con naturalezza ma con una voce roca: «Sì. E stanotte.…..sembra di essere nel mezzo della scena di un film.»
Il biker la fissò e rispose con una frase da far rizzare i peli sulla nuca di entrambi. «Nel mezzo è dove tutto succede. Anche quando non te l'aspetti. Anche quando è sporco e proibito.»
Il tempo si fermò, divenne pesante come la voglia di consumare quel desiderio che aumentava. Il fuoco era vivace. Il vento, come se avesse deciso di rispettare quel triangolo invisibile di sguardi lustri, smise di disturbare. Una scintilla salì e morì nell'oscurità, Lei sentì una scossa dentro: un desiderio che non era ancora parola, ma una fitta umida e pulsante tra le gambe.
Anche lui notò qualcosa di strano e si avvicinò alla sua Lei. Le loro spalle si sfiorarono, poi le loro ginocchia. Il contatto fu elettrico. Ogni tocco sembrava chiedere un consenso tacito che non doveva essere urlato; bastava il modo in cui l'altro respirava intensamente, guardandosi in modo quasi ansioso e cercando di cogliere un cenno di risposta.
Il biker osservò, senza essere impaziente, ma il suo sguardo era diventato più profondo, penetrante. A Lei venne in mente un’immagine, come se quel piccolo campeggio fosse un luogo sacro e le salì la tentazione di sentirsi violata da una lingua esperta e decisa. Arrossì senza motivo apparente. E mentre fantasticava, il biker aggiunse con la sua voce roca: «Voi due.……siete in sintonia.» Fece una lunga pausa, gli occhi che scansionavano i corpi come se li stesse già spogliando. «E quando siete in sintonia, il confine diventa più sottile. Si rompe.»
Lei deglutì, gli occhi fissi sul fuoco, ma le sue mani erano scivolate sotto la propria vita. «Che cosa intendi?»
«Intendo che….» cominciò, ma si interruppe. Si chinò appena, prese in mano una piccola torcia ardente dal fuoco, e la fece roteare tra le dita come si fa con un pensiero che non vuoi finire troppo presto. «Intendo che non serve correre qui. Serve ascoltare. E poi lasciarsi prendere senza farsi troppe domande»
Lei ebbe un brivido e un sussulto. Senza dire una parola si alzò guardando il suo Lui. L’espressione dei suoi occhi era un messaggio inequivocabile che lasciava pochi dubbi, era come se urlasse in silenzio un immenso «lo voglio!». Guardò il motociclista per accertarsi di essere al centro della sua attenzione ed entrò nella tenda già montata di fronte a quel fuoco ormai sempre più tenue.
Anche il Lui si alzò in piedi, allungò la mano sfiorando il braccio del motociclista: un breve contatto ma preciso, un assaggio di coraggio che divenne un tacito invito. Il motociclista annuì con la testa rimanendo in silenzio, e con l'altra mano afferrò il polso dell'uomo, tirandolo verso di sé per alzarsi. Il Lui si inginocchiò per entrare nella tenda, precedendo il biker. Lei era sdraiata ma vigile, come se fosse in attesa.
Fu allora che la coperta si spostò, non in segno di resa, ma come una scelta deliberata di esposizione. Era curiosa di capire quale fosse la reazione del motociclista vedendola senza veli. Lui si mise al lato e fece spazio, mentre il biker ormai era dentro la tenda. Rimase immobile, come spesso gli capitava davanti ad un orizzonte o un panorama mozzafiato dei suoi viaggi. La figa depilata di Lei rifletteva umidità dalla poca luce che entrava, le grandi labbra già aperte, sicuramente era già pronta per qualcos’altro.
Il motociclista si avvicinò abbastanza da condividere il loro respiro, il suo corpo massiccio irradiava calore. Si sentiva il profumo di pelle, cuoio e muschio maschile, un odore che fece inarcare istintivamente la schiena di Lei.
Era una nuova sensazione a cui non era abituata, una voglia di trasformare quella notte in qualcosa di unico, in qualcosa di profondo e visceralmente fisico.
Non ci furono parole, ma assalto. Il biker mise le sue mani sotto le natiche della Lei per tenerla ferma mentre continuava ad inarcarsi. Le allargò le gambe con il peso del suo corpo e scese con il volto sul suo sesso.
La sua lingue gustava con voracità quel dolce nettare caldo. Lei non riusciva a trattenere gemiti e piccoli urletti soffocati dalla mano di Lui. Sentiva quella lingua insinuarsi prepotentemente all’interno della sua figa, tenuta allargata dalle dita ruvide del motociclista, e la sua eccitazione era incontrollabile quando percepiva il mescolarsi del suo piacere con la saliva del biker.
Ogni "sì" di Lei era legato a piccoli gesti: una mano che toglieva i vestiti, una spalla che viene morsa fino al sangue, un sussurro che sembrava ordinare "prendimi".
Le mani del biker furono subito su di Lei, le accartocciavano la maglietta, esponendo i seni pallidi alla luce del fuoco. Le sue dita si strinsero forte intorno ai capezzoli, pizzicandoli fino a farla inarcare la schiena e gemere ancora di più. Lei, a sua volta, le slacciò la cintura, abbassò pantaloni e slip liberando un cazzo duro e pulsante che sembrava avere vita propria. Lo prese in mano, sentendo le vene gonfie sotto la pelle calda, e lo guidò verso la sua bocca, leccando la punta sprizzante con una fame disperata. Non oppose alcuna resistenza quando l’uomo infilò il suo pene in bocca tenendola con una mano dietro la nuca
Il Lui non era fermo a guardare. Le sue mani erano solo per lei, tra le gambe già fradice. Le dita accarezzavano l'umidità scivolosa, trovando il clitoride gonfio e sensibile. Lei urlò, un suono crudo che si mescolò al crepitio del fuoco. Il biker tolse la mano di Lui e iniziò a spingere il suo cazzo ben bagnato tutto dentro quella figa che ormai non aspettava altro. «Cazzo, sei così stretta, così calda», disse il motociclista mentre penetrava con una spinta unica, lenta e continua, fino alla fine, per gustare ogni millimetro di quella vulva accogliente e umida. Quando fu tutto dentro lei gridò «Oh cazzo, sì, così!» La testa reclinata indietro in segno di abbandono.
Il motociclista la sollevò con una forza brutale, spazzando via ogni vestito. La sdraiò spalancandole le gambe con un invito esplicito. «Voglio vedere come ti contrai quando vieni», grugnì con voce distorta.
Lui era sempre di lato, con la mano sinistra stingeva quella della sua donna, e con la destra le palpeggiava i seni mentre osservava il cazzo lucido del motociclista che entrava ed usciva dalla figa fradicia di Lei con affondi sempre più forti, profondi e decisi.
Lei era in uno stato di estasi pura, la mente annebbiata dal piacere. Sentiva ogni spinta del biker nelle profondità del suo essere, mentre la mano dell'uomo che amava sembrava darle forza e coraggio. «Voglio venire, voglio venire, non riesco più a trattenermi, sto esplodendo!» Preso dal momento eccitante, il Lui iniziò a masturbarsi il cazzo già duro con molta veemenza.
Intanto il biker continuava a scoparla senza fermarsi, muovendosi a ritmo, ma brutalmente. Ogni spinta che faceva cozzare i loro bacini era un suono schioccante accentuato dal sudore di due corpi appiccicati.
Il motociclista si sporse in avanti continuando a penetrarla con stoccate poderose, il suo membro era duro e grande ormai, troppo grande, la riempiva completamente, oltre i limiti a cui era abituata.
Fissandola negli occhi le disse «Adesso vieni piccola. Vienimi sul cazzo mentre continuo a scoparti.»
Lei si lasciò andare ad un profondo lamento, un suono di piacere estremo, le mani che iniziavano a stringere il sacco a pelo su cui era adagiata.
Questa ulteriore stimolazione fu troppo intensa per Lei.
La combinazione tra il piacere e quel leggero dolore per le forti penetrazioni del biker la portarono al culmine. Urlò, mentre il suo corpo si contorceva in convulsioni violente, le pareti vaginali si contraevano intorno al cazzo del motociclista. La sensazione fu quella che stesse provando l’orgasmo più intenso della sua vita. Sentiva sgocciolare liquido caldo nell’interno coscia mentre il biker continuava a scoparla in modo più lento ma profondo, come per gustarsi tutte le vibrazioni di quella fighetta avvolgente che ormai aveva conquistato a suon di martellate.
Con un'ultima spinta profonda, si bloccò nonostante il corpo di Lei ancora tremante. La ragazza lo sentì pulsare tutto dentro, l’uomo era fermo ma spingeva per tenerlo ancora lì, Lei percepì le vene gonfiarsi sempre di più e poi fu invasa da calore. Era stata riempita da un caldo getto di sperma. Il biker si tirò leggermente indietro lasciando la sua enorme cappella appoggiata alle grandi per mantenerle aperte e lo sperma iniziò lentamente a fuoriuscire dalla figa della ragazza ormai stremata ma soddisfatta.
Lui, sentendo le contrazioni della compagna e vedendo il motociclista venire in quel modo, non riuscì a resistere. Con un gemito soffocato, sborrò sulla pancia di Lei e il suo caldo liquido scendeva sulla figa, andandosi a mescolare con il sudore e con lo sperma del biker che ancora colava dalla fighetta tremante.
Rimasero così per lunghi minuti, ansimanti. Il fuoco si era ridotto a brace, ma il calore tra loro era intenso.
Quando il respiro si calmò, Lei appoggiò la fronte contro il petto del biker, come per volersi assicurarsi che fosse reale. Era coperta di sperma e sudore, ma non era mai stata più bella. Il corpo esausto ma soddisfatta come non mai. Lui si sdraiò con una lentezza che sembrava gratitudine. Il motociclista rimase un momento a guardarla come si guardano le stelle, con il cazzo ancora parzialmente duro che pendeva fuori dai pantaloni abbassati.
Lei sussurrò con voce tremolante «Domani?»
Il biker fece un sorriso violento e soddisfatto, e con voce profonda rispose «Non pensare a domani. Stasera abbiamo creato una connessione eterna. Quando succede, non si dimentica facilmente.» e uscì lentamente dalla tenda.
La mattina Lei si svegliò sentendo allontanarsi il rombo di quella Harley Davidson e poi tutto tornò silenzioso, ma non vuoto. Anche Lui si svegliò. I due giovani si fissarono in silenzio. C’era complicità, quella che resta anche dopo che il motore si allontana e la strada riprende a chiedere il suo silenzio, ma ancora con il sapore del sesso e del proibito sul corpo di Lei.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Il Biker e il campeggio:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
