trio
Il compleanno di Cristina.
SydMdcp
03.07.2025 |
471 |
4
"Eva si mise a ridere rispose: “Ah! Quindi ti eccita guardarci che troieggiamo, stavo quasi pensando che non ti piacessimo…”..."
Il vapore della doccia aveva reso impossibile vedere la mia figura riflessa nello specchio. Con la manica dell’accappatoio mi feci largo nella velatura che lo appannava ed iniziai a rasarmi la testa. Fuori era ancora giorno, l’autunno tardava ad arrivare e la luce resisteva negli ultimi respiri di settembre. Avevo ancora mezz’ora prima di passare a prendere Eva, la mia amante. A mia moglie avevo propinato la solita scusa relativa alla cena di lavoro e lei, ormai lontanissima da me, aveva annuito senza troppa convinzione. Indossai un paio di jeans, una t-shirt stampata e la mia giacca nera che amavo, indossai le sneakers e uscii di casa con una certa euforia. Ero stato invitato da Eva al compleanno di Cristina, una sua amica vecchia compagna di università. Mi aveva convinto ad andare parlandomi di un’altra loro amica che avrebbe presenziato alla festa. Una certa Claudia, compagna di mille sbronze e di serate trasgressive ai tempi. Me ne aveva parlato in termini così positivi, che aveva stuzzicato la mia curiosità, soprattutto quando aveva descritto la sua indole selvaggia e disinibita.Arrivai sotto casa di Eva che lei mi stava già aspettando. Era splendida, come sempre. Indossava una minigonna nera, una camicetta sbottonata che lasciava intravedere i suoi seni, sotto una giacca di pelle e i suoi immancabili Dr. Martens. Le aprii lo sportello dal posto di guida, lei salì in macchina e mi infilò la lingua in bocca. Dio! Quanto adoravo il suo modo di fare. Era raggiante come sempre, trasudava sesso da tutti i pori. “Muoviamoci, altrimenti ti scopo adesso, qui sotto casa!” le dissi mentre pigiavo il piede sull’acceleratore. In venti minuti giungemmo a destinazione. Parcheggiai e scendemmo dalla macchina. Lei mi diede un vigoroso pizzico sul culo e mi disse: “Claudia ti piacerà. L’adorerai”. Sentivo crescere l’eccitazione di questo incontro, man mano che ci avvicinavamo al palazzo dove abitava Cristina.
Suonammo il campanello e ci venne ad aprire il marito di Cristina. Entrammo in una splendida casa, arredata in stile moderno, le luci erano soffuse e una compilation di pezzi di musica rock degli anni 70 riempivano i vuoti dei discorsi degli invitati. C’erano circa una trentina di persone, quasi tutti ex compagni di università. Quindi ero, molto probabilmente il più vecchio della serata. Mentre le note di Child in Time, dei Deep Purple, si diffondevano nell’aria, Eva, tenendomi per mano, mi condusse dalla festeggiata, che mi accolse sorridendo. Stavo ancora finendo di presentarmi quando Eva si avvicinò al mio orecchio sussurrandomi: “Vieni che ti presento Claudia…”. Ci avvicinammo al tavolo, dove i vassoi di finger food facevano bella vista in attesa di essere mangiati. La vidi avvicinarsi furtivamente ad una donna che si stava versando da bere, aveva un taglio corto color biondo platino e indossava un tubino che lasciava poco spazio all’immaginazione, mettendo in risalto un fisico scolpito dallo sport. Eva aggirò un ospite e affondò entrambe le mani sul culo sodo di Claudia. Lei poggiò il bicchiere e si voltò con un’espressione mista di sorpresa e irritazione, che scomparve immediatamente, nel momento in cui Claudia riconobbe Eva. Le due donne si abbracciarono e si baciarono felici di quell’incontro. Io osservavo la donna rapito dai suoi occhi da gatta, di un colore azzurro cielo. Emanava sesso da tutti i pori ed ero letteralmente perso nel suo sguardo. Eva se ne accorse e sorridendomi maliziosamente mi disse: “Cosa ti avevo detto? Non è una strafiga?” Mi limitai ad annuire, mentre tenevo i miei occhi incollati a quelli di Claudia, la quale, consapevole della sua sensualità, sosteneva il mio sguardo, sorridendomi lasciva e increspando le labbra chiuse. Ero eccitato dalle sue movenze feline e sentivo montare l’erezione, soprattutto perché Eva, che si era accorta di quello che stava accadendo, accarezzava la mia mano con le unghie. “E così sei tu il famoso uomo di cui tanto Eva mi parla…” disse porgendomi la mano. La sua voce era suadente e s’insinuava nelle mie orecchie come il richiamo di una sirena. “Non credevo che la mia popolarità avesse raggiunto un livello tale da potermi definire famoso…”, Claudia sorrise e, guardando Eva, disse: “Anche modesto l’uomo…”. Stavamo chiaramente flirtando ed Eva era una complice perfetta in quel momento. Solo che non capivo se fosse più la mia complice o la sua. Proseguimmo la serata seduti su un divano, tutti e tre. Bevemmo vino bianco e ci raccontammo le nostre vite, con sporadici riferimenti a situazioni piccanti. Eravamo immersi nei nostri discorsi quando fummo interrotti dalle luci che si spensero per introdurre la torta di compleanno che scintillava sul tavolo principale. Ci alzammo in piedi e ci avvicinammo al tavolo per applaudire la festeggiata che spegneva le candeline. Scoppiò un applauso fragoroso, quando sentii due mani che mi stringevano le chiappe. Due mani diverse per essere preciso. Guardai a destra incrociando lo sguardo malizioso di Eva, mentre dall’altra parte Claudia le diceva: “Ehi, ma lo sai che il tuo uomo ha veramente un gran bel culo?”, Eva annuì: “Pensavi che esagerassi quando ti raccontavo di come mi scopa?”. Sorridevo sognante in quella magnifica situazione, ma non mi bastava, per cui decisi di alzare la posta: “Ragazze, volete scusarmi? Devo recarmi in bagno”. Annuirono entrambe, mi diressi in fondo alla sala e voltandomi vidi che Claudia mi stava seguendo. Entrai nel bagno e mi diressi verso il lavandino, lasciando la porta socchiusa. Lei bussò ed entrò chiudendo a chiave. La osservavo dallo specchio mentre si avvicinava, mi cinse da dietro ed infilo le mani sotto la maglietta, pizzicandomi i capezzoli. “Anche tu qui?” le dissi sorridendo, “Si, avevo un impellente necessità…” rispose. Sorrisi dicendole: “Ah, sì?! E quale?”. Fece scorrere le mani verso il basso, slacciò la cintura e poi i pantaloni, e disse: “Questa!”, mentre mi prendeva il cazzo in mano ed iniziava a segarmi. Mi voltai appoggiandomi al lavandino e lei si inginocchiò. Mi fissava con i suoi occhi di ghiaccio, mentre leccava la punta del mio arnese. Sussultai. Poi scese ed iniziò a leccarmi le palle, facendo correre la lingua su e giù in maniera sapiente. Risalì di nuovo e lo prese in bocca, stavolta facendolo arrivare fino in gola. Mi stavo godendo la situazione, avevo una fottuta voglia di scoparla ed è quello che avrei fatto se non che qualcuno bussò alla porta. Claudia si fermò e si alzò in piedi ridendo. Io mi ricomposi e con voce impostata dissi all’indirizzo della porta: “Un momento…”. Scaricai l’acqua del water e aprii la porta uscendo per primo, seguito da Claudia che sghignazzava a causa alla faccia stupita della donna che era fuori. Eva ci vide arrivare e ridendo mi disse: “Siete già tornati?”. Le dissi: “Forse si è fatto tardi ed è ora di andare, non credi?”, lei capì le mie intenzioni e mi rispose: “Sono d’accordo, Claudia ha bisogno di un passaggio, non credo sia un problema, no?!”. Me lo disse con tono ironico ed io capii che la cosa era già stata organizzata dalle due amiche.
Salutammo la festeggiata e alcuni ospiti e infilammo l’uscita, diretti alla mia macchina. Presi il telecomando e sbloccai gli sportelli e rimasi piacevolmente sorpreso quando vidi che entrambe salirono sul sedile posteriore. Mi misi alla guida e chiesi l’indirizzo di Claudia, lo impostai sul navigatore e partii. Sentivo le due donne che ridacchiavano e le guardai dallo specchietto retrovisore e lo spettacolo era assolutamente invitante. Eva stava baciando Claudia, affondandole la lingua in bocca, mentre le aveva abbassato il vestito mettendo in mostra il seno. Io guidavo con un occhio sulla strada e uno sul sedile posteriore. Eva scese sui seni di Claudia e poi ulteriormente verso la sua figa. La leccava con vigore, facendola godere ad ogni passaggio della lingua sul suo corpo. Claudia divaricò le gambe appoggiandole sugli schienali dei sedili anteriori, vedevo la testa di Eva che affondava tra le cosce Claudia ed ero eccitatissimo. Svoltai a destra, deviando dalle indicazioni dal navigatore, dirigendomi in un parcheggio isolato che conoscevo e comunicai: “Visto che voi vi state divertendo, ho deciso di fare una sosta, voglio anch’io la mia parte”. Eva si mise a ridere rispose: “Ah! Quindi ti eccita guardarci che troieggiamo, stavo quasi pensando che non ti piacessimo…”. Entrai nel parcheggio e spensi il motore. Scesi dalla macchina e aprii lo sportello posteriore, trovai Eva a pecora, con la faccia di fronte a me e Claudia che le stava leccando la figa da dietro. Aprii i pantaloni e iniziai a scopare la bocca di Eva, mentre la sentivo sussultare sotto i colpi di lingua di Claudia. La presi per i capelli, mi abbassai e iniziai a baciarla appassionatamente, la invitai a voltarsi per dedicarsi alla figa di Claudia e iniziai a scoparla con forza. Sentivo che Claudia stava per venire, ansimava sempre più forte, io tenevo il ritmo e capii che anche Eva era in procinto di venire. La tenevo per il collo, mentre le spingevo il mio cazzo in profondità. Dopo pochi secondi le due donne vennero quasi all’unisono ed io dovetti rallentare sensibilmente per evitare di sborrare a mia volta. Volevo andare avanti ancora per un po’ e non potevo certo venire in quel momento. Mi avvicinai al viso di Claudia, la baciai dolcemente e le dissi: “Usciamo fuori, a divertirci al fresco…”, lei annuì e si alzò dal sedile. Eva ci seguì all’esterno e si sedette a gambe larghe sul cofano. Io e Claudia ci tuffammo sulla sua figa ed iniziammo a leccargliela insieme. Le nostre lingue s’incrociavano mentre le sfioravamo il clitoride, correndo alternativamente lungo le grandi e le piccole labbra. Eva, iniziò a fremere: “Oddio mio! Non vi fermate, sto per squirtare!”. Le infilai due dita nella figa ed iniziai a masturbarla, mentre Claudia continuava a titillarle il clitoride con la lingua. Dopo pochi secondi, squirtò violentemente inondando la faccia di Claudia che rideva felice. Mi chinai verso di lei e la baciai assaporando gli umori di Eva. La guardai nei suoi profondi occhi azzurri dicendole: “Sei veramente una porca fantastica, voglio farti godere ancora…”, lei contraccambiò il mio sguardo e rispose: “Fammi sentire la tua troia, mettimelo nel culo!”. Appoggiò le mani al cofano e si mise a pecora, mostrandomi il suo invitante buchetto, mentre ondeggiava il suo culo scolpito da migliaia di squat. Iniziai a leccarle il buco del culo, cercando di lubrificarlo il più possibile, le infilai un dito dentro e poi un altro. Eva si accuccio davanti e iniziò a leccarle la figa. Era una scena fantastica ed io ero arrapatissimo. Lo appoggiai al culo di Claudia ed entrò facilmente. Spinsi più a fondo che potevo e la sentii gemere, allora mi mossi avanti e indietro con forza. “Siiii, scopami il culo così, più forte!”. Assecondai il suo desiderio, mentre sentivo la lingua di Eva che passava dalla sua figa alle mie palle. Claudia iniziò a muoversi con forza verso il mio cazzo, al punto che non capivo più se ero io a scopare lei o il contrario. Ma non era importante. La sentii venire almeno tre volte. Le palpai i glutei che erano sodi e muscolosi, iniziai a colpirli con dei sonori schiaffi che schioccavano nel silenzio della sera. Vedevo i segni rossi lasciati dalle mie dita e questo non faceva altro che aumentare la mia eccitazione. Eva, da sotto, mi incitava: “Dai, scopala ancora più forte e poi sborraci in faccia!”. Eravamo tutti e tre in estasi e stavamo raggiungendo il culmine del piacere. Non tardai a raggiungere l’orgasmo, mi spostai indietro e Claudia s’inginocchiò a fianco ad Eva. Io mi avvicinai e schizzai violentemente sulle due bocche spalancate che aspettavano solo il mio nettare. Mentre mi segavo per far si che anche l’ultima goccia uscisse, Eva inizio a baciare Claudia. Si scambiavano il mio sperma facendo roteare le lingue. Erano mezze nude. Ed erano due fighe pazzesche. Non potevo certo desiderare di più. Il sesso convenzionale ormai, non faceva più parte della mia vita, solo la trasgressione e la realizzazione delle mie perversioni era in grado di darmi appagamento. Ed avevo avuto la fortuna di incontrare la donna giusta per farsi si che tutto ciò si concretizzasse.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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