orge
La pineta.
SydMdcp
16.10.2024 |
410 |
4
"I nostri colpi le facevano ondeggiare avanti e indietro e questo diede modo a Eva di giocare con la lingua di Claudia..."
Erano le 08:00 di un sabato di luglio e il sole scaldava le pelle lasciata scoperta dalle maniche corte della polo che indossavo. Ero uscito di casa di buon ora con la solita scusa propinata a mia moglie, dovevo sbrigare delle pratiche arretrate in ufficio, per compensare l’assenza del personale in ferie.Quindi, avevo indossato i jeans e le mie vecchie Stan Smith ed ero uscito. Lo zaino con il telo da mare, le infradito e i pantaloncini, lo avevo caricato in macchina la sera prima. Ovviamente non mi stavo recando in ufficio, ma stavo sfrecciando sulla statale in direzione della casa di Eva. La nostra relazione clandestina andava a gonfie vele, io riuscivo ad organizzarmi inventando bugie su bugie, lei era single e non ne aveva bisogno.
Avevamo deciso di andare al mare, per la prima volta in una spiaggia naturista. Un mio amico mi aveva spiegato come arrivare ad una zona molto ben frequentata, a una trentina di chilometri di distanza. Il bonus di questo luogo era la folta pineta adiacente, dove i frequentatori della spiaggia spesso si appartavano e davano vita a situazioni interessanti.
Arrivai puntuale davanti al portone del suo palazzo e lei era lì che mi aspettava. Indossava degli short di jeans strappati che coprivano ben poco, una canottiera a coste senza reggiseno che metteva in risalto i suoi capezzoli e un cappellino con visiera che la rendeva irresistibile. Salì in macchina infilandomi la lingua in bocca, dando così vita alla prima erezione della giornata.
Percorremmo la distanza che ci separava dal mare a ritmo delle note di “Black Sugar Sex Magik” dei Red Hot Chili Peppers cantando a squarciagola “Give It Away” ed in mezz’ora arrivammo nel parcheggio.
Prendemmo le nostre cose e ci inoltrammo nella pineta che conduceva al mare. Lungo il sentiero principale incontrammo per lo più uomini nudi che sbucavano dai cespugli come fossero animali selvatici che cercavano anfratti dove appartarsi, non c’era traccia di donne, ma non ci preoccupammo più del dovuto, avevamo tutta la giornata davanti. Arrivati sulla spiaggia notammo che non c’era molta gente, probabilmente era presto e il grosso dei bagnanti doveva ancora arrivare. Ci sistemammo sul lato destro, tra un’altra coppia che prendeva il sole e un gruppetto misto che scherzava e rideva sulla battigia. Stesi i teli, sistemai gli zaini, poi mi spogliai completamente. Lo stesso fece Eva, mettendo in mostra il suo culo tonico, grazie all’assidua frequenza della palestra e due tette che sfidavano la forza di gravità. Ci sdraiammo proni e iniziammo a chiacchierare mentre ci guardavamo intorno curiosi di capire come si sarebbe evoluta la mattinata. Il tempo scorreva lentamente e il movimento era abbastanza noioso, ogni tanto si poteva ammirare qualche bella coppia che passeggiava con i piedi in acqua che osservava la spiaggia. Noi scrutavamo e salutavamo, sempre ricambiati, giusto per capire se ci fosse possibilità di approccio. Eravamo circondati dai singoli. Alcuni erano tranquilli e rispettosi, si fermavano a distanza e guardavano nella nostra direzione per capire se fossimo disponibili, ci fermammo a parlare amabilmente con uno di loro. Educato e carino, ci scambiammo il contatto, promettendo di sentirci in settimana. Purtroppo la maggior parte di loro si avvicinava troppo ed iniziava a masturbarsi come se per noi fosse cosa gradita, quindi ad un certo punto decidemmo di andarcene. E questa fu la nostra fortuna…
Prendemmo le nostre cose e ci rivestimmo, poi ci incamminammo all’interno della pineta per ripercorrere il sentiero che ci aveva portato al mare. Dopo pochi passi, la nostra attenzione fu attirata da inconfondibili rumori che arrivavano da poco lontano. Io ed Eva incrociammo i nostri sguardi. Non ci fu bisogno di dire nulla, sorridemmo e deviammo verso sinistra. Attraversammo uno stretto sentiero lungo una ventina di metri, facendoci largo tra i rami bassi dei pini che rendevano poco agevole il passaggio, dopodiché ci ritrovammo in una radura dove era in corso uno spettacolo molto interessante. C’erano due o tre teli da mare sul terreno, su cui era inginocchiata una donna, bionda, longilinea e bendata. Un uomo muscoloso, probabilmente il marito, la stava prendendo da dietro, tenendola per i capelli. Lei gemeva al ritmo dei colpi poderosi che riceveva e intorno c’erano tre singoli che si masturbavano, due abbastanza giovani e ben dotati a ridosso di lei, mentre il terzo era più anziano e si teneva a distanza. Eva, si voltò a guardarmi mordendosi il labbro inferiore. Era visibilmente eccitata. Io mi avvicinai e le infilai una mano negli slip e ne ebbi la prova, la sua figa colava. Mi prese il cazzo in mano e sussurrò al mio orecchio: “Voglio scopare anch’io insieme a loro!”
Ci avvicinammo e lui notò la nostra presenza, sorrise e ci diede il benvenuto: “Ciao ragazzi, io sono Marco e lei è Claudia, prego...”. Non aggiunse altro, non ce n’era bisogno. Eva non perse tempo, si spogliò completamente e si inginocchiò a fianco di Claudia iniziando a leccarle la schiena, fino ad arrivare alle natiche, a quel punto Marco estrasse il suo cazzo e Eva lo prese in bocca e iniziò a leccarlo avidamente. Io mi avvicinai a Claudia, guardai Marco negli occhi e lui mi fece un cenno d’assenso, così estrassi il mio cazzo turgido e mi posi davanti a lei che, benché bendata, percepì la mia presenza e lo prese in bocca. Le due donne lavorarono di bocca per qualche minuto, fin quando alzai lo sguardo e guardai nuovamente Marco, non lo conoscevo, ma sembrava che fossimo vecchi amici e ce la intendessimo, infatti, bastò un lieve cenno con il capo per capire che era il caso di cambiare posizione. Lui prese Eva per i capelli e le infilò la lingua in bocca, dopodiché la volto ed iniziò a scoparla da dietro. Contemporaneamente io feci lo stesso con Claudia che, ancora bendata, si ritrovò di fronte a Eva. I nostri colpi le facevano ondeggiare avanti e indietro e questo diede modo a Eva di giocare con la lingua di Claudia. Ormai i gemiti di piacere erano raddoppiati e questo attirò altri quattro singoli, che arrivarono alla spicciolata e incuriositi si avvicinarono. Ovviamente erano nudi e si segavano godendosi lo spettacolo. Questo ci diede lo spunto per aumentare la posta in gioco, Marco si staccò e andò a sdraiarsi supino sul telo vicino a quello di Claudia, io, capii le sue intenzioni, quindi mi staccai, mi avvicinai a Eva e le dissi: “Vai a sederti sulla sua faccia!”, lei mi guardò con i suoi occhi furbi e fece quello che le avevo detto. Mi avvicinai a Claudia, la baciai sul collo e le sussurrai all’orecchio: “Sali sopra il tuo uomo”, lei non disse una parola, si limitò ad annuire e si spostò verso Marco che, sdraiato sulla schiena mostrava tutta la sua erezione, mentre era impegnato a leccare la figa di Eva. Intorno a noi l’eccitazione cresceva ed era palpabile, eravamo circondati da sette cazzi pronti ad esplodere e le due donne la percepivano. Mi portai dietro Claudia e le infilai il cazzo nel culo, dando vita insieme a Marco a una doppia penetrazione che la fece gemere ancora più forte, con un conseguente aumento dell’eccitazione degli spettatori che erano ormai al culmine. In quel momento Marco diede dimostrazione di essere molto navigato e di trovarsi perfettamente a proprio agio in situazioni come quella. Spostò leggermente il suo viso dalla figa di Eva e ad alta voce disse: “Gente! Nessuno di voi si permetta di sborrare adesso! Abbiate pazienza e sarete ripagati dalla bocca di Claudia!”. Inutile dire che questo annuncio provocò l’agitazione dei singoli che, sorridenti, rallentarono il ritmo delle loro mani, per evitare di venire.
Detto questo cambiammo nuovamente posizione, Claudia si ritrovò sdraiata di schiena, Marco la penetrava nel culo, mente schiaffeggiava il culo di Eva, che accovacciata sopra Claudia, me lo succhiava avidamente. Io ero in estasi, sia perché contemporaneamente Claudia da sotto mi leccava le palle, sia perché la situazione stava evolvendo verso scenari sempre più spinti. A quel punto Marco prese di nuovo la parola rivolgendosi prima a Claudia: “Allora? Come sta la mia troia? Stai godendo come una puttana, vero? E adesso vedrai cosa ti faremo tutti insieme! Siamo in nove! Nove cazzi tutti per te!”, poi verso i singoli sempre più eccitati: “E voi? Siete pronti ad inondarla come merita?”. Si alzò, attese che Eva si spostasse e prese Claudia per mano, la baciò e le disse: “Inginocchiati, non puoi vedere, ma potrai sentire e gustare il finale di questa scopata!”. Mi guardò e mi fece cenno di spostarmi al suo fianco. Entrambi ci stavamo segando, in attesa di sborrare in faccia a Claudia. Lui alzò la testa e fece segno ai singoli di avvicinarsi, i quali non se lo fecero dire due volte e circondarono Claudia. Il primo di loro schizzò violentemente in faccia a Claudia che attendeva con la bocca aperta, poi il secondo fece lo stesso e, mentre il terzo stava per venire, vidi un movimento che mi stupì e al tempo stesso aumentò la mia eccitazione. Eva, che fino a quel momento stava osservando la scena titillandosi il clitoride, si fece largo fra due uomini e si piazzò in ginocchio al fianco di Claudia, con la bocca aperta e la lingua in bella vista, pronta a ricevere la sua dose. Uno alla volta i restanti singoli inondarono le due donne, poi fu la volta di Marco e infine toccò a me che sborrai copiosamente in faccia ad entrambe. A questo punto Claudia si tolse per la prima volta la benda. Sorrideva mentre si guardava intorno, rendendosi conto per la prima volta di chi avesse di fronte, guardò Eva e la baciò con passione. Le due lingue si intrecciavano scambiandosi i fluidi dando vita ad un finale non previsto che allietò la vista dei presenti.
Ero ammaliato da questa scena e sentivo crescere l’eccitazione. Il mio cazzo sembrava volersi rimettere in moto, ma era ora di andare. Eva si alzò leccandosi le dita e sorridendo, ringraziò i presenti, prese le sue cose ed iniziò a rivestirsi io e Marco ci stringemmo la mano promettendoci di rivederci nella pineta, ma non ci scambiammo alcun contatto, sapevamo che sarebbe successo di nuovo in maniera casuale. Presi Eva per mano e ci allontanammo, felici e consapevoli di essere sulla strada giusta per realizzare i nostri desideri proibiti...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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