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Il passo più lungo


di Pprossa
30.05.2024    |    10.688    |    18 9.0
"L’ho lasciato parlare per un po’, poi ho parlato io..."
Sono sposato con Alice da tre anni, ed ho un problema, e lei non lo sa.

Il problema è che, dopo i tre anni di matrimonio e i due precedenti, mi sono alzato una mattina sentendomi come una Ducati senza benzina, con l’abitudine coniugale che, sotto le lenzuola, si fa sentire.

È normale che queste sensazioni mi abbiano spinto a fantasticare?

Ora sono appena uscito dall’ufficio e sto aspettando mia moglie nel piazzale antistante l’ingresso dell’’azienda per cui lavoro. Mi fa compagnia una collega Salvo. Un uomo riconosciuto dal mondo intero come un puttaniere, il creatore di dozzine e dozzine di corna in questa piccola città.

Alice sta tardando, come suo solito, e noi finiamo per parlare di donne, cosa non certo difficile con lui che, sembra, non abbia altro che quelle, in mente.

Mi racconta che adesso frequenta una donna, tre anni meno grande di lui, non bellissima ma graziosa.

“Lo vuole sempre nel culo, ed io vado matto per metterlo didietro, sono proprio un estimatore. Lei ne va matta ma, non credere, sono poche le donne che non lo gradiscono nel culo. Molte fanno le preziose, te lo fanno sudare, ma poi lo capisci da come si scatenano quanto gli piace.”

“Hai trovato l’amante ideale, quindi.” Intanto, fantastico a occhi aperti.

Scrolla le spalle, “divertente è divertente, però l’occhio vuole la sua parte, e lei è graziosa ma non bella, e quando ti scopi una bella donna godi il doppio. Non credi?”

“Oh certo, e lo dico a ragione veduta, modestia a parte credo di avere una moglie molto bella.”

“Allora tienimela lontana!” scoppia a ridere.

Deglutisco, pensando a quello che non vorrei accadesse mai, ma che mi eccita a pensarlo; poi, mi unisco alla risata.

Da lontano, vedo arrivare mia moglie; affascinante con i leggins neri che inguainano il suo fondoschiena e una maglietta che lascia la parte dell’ombelico scoperta. Incantevole come sempre.

Il tempo di un bacio, accompagnato dalla massima indifferenza verso il mio collega, e mi dice di rimanere ad aspettarla perché ha da ritirare un pacchetto in una profumeria qui vicino. Si gira, non saluta, e si allontana.

“Non l’avevo mai vista prima, tua moglie e, se me lo consenti, senza malizia, posso dirti che non hai esagerato affatto. Il tuo “Molto bella” non la descrive abbastanza.”

Ho deciso di offrire una birra a Salvo in un bar qui accanto, da dove vedrò tornare mia moglie.

L’ho lasciato parlare per un po’, poi ho parlato io. E ho subito notato che l’argomento Alice lo interessa. Dopo qualche minuto gli sto raccontando, inventando di sana pianta, della nostra intensa vita di coppia e delle trasgressioni che amiamo.

La mia intenzione è quella di eccitarlo e di eccitarmi; quindi, di castigare mia moglie quando saremo a casa.

Gli ho raccontato della prima volta in cui lei me lo ha preso in bocca dentro un cinema. Lui crede sia stato io a convincerla a succhiarmelo al cinema; una cosa che non voleva fare e che ora invece la diverte moltissimo, e ho inventato altri episodi simili senza entrare troppo nei dettagli.

Cioè! Gli ho lasciato intendere che amo spingermi sempre più avanti e che lei mi segue, prima intimorita, ma poi con tanta passione.

Insomma, l’ho portato al punto che mi ha chiesto se, tra i miei sogni erotici, c’è quello di un triangolo con mia moglie in mezzo.

Ho provato a contenere il sorriso, senza riuscirci. Mi ritengo soddisfatto ed ora devo chiudere in bellezza.

“Lei, però, non ne sa nulla” m’è venuto di dirgli “e non è detto che riusciremo a convincerla”

Salvo ha allargato le mani. “Un tentativo va comunque fatto, no? Magari tiri fuori per caso l’argomento…”

La verità è che l’argomento mi è sfuggito di mano e non so come uscirmene, ma la fortuna è dalla mia parte, però, perché vedo Alice ritornare. Le faccio cenno di raggiungerci, mentre ci alziamo entrambi per accoglierla.

“Amore, lui è Salvo un carissimo collega.”

E lui mi stravolge, per la velocità con cui prende la palla al balzo, pensando di farmi un regalo.

“Finalmente, la conosco, cara signora. Ora capisco perché Pietro la tiene nascosta, anche se parla sempre e solo di lei. La sua bellezza non ha pari.”

Sino a qui, il complimento ci può stare, e ad Alice non ę dispiaciuto riceverlo. La vedo sorridere, grata.

Ma quello continua: “Immagino che Pietro l’abbia informata, abbiamo da concludere una relazione con urgenza e… ma non disturberemo. Io ho detto a Pietro di raggiungermi lui a casa mia, stasera, sono scapolo e vivo solo; ma lui non vuole lasciarla sola sino a tardi.”

Si girano entrambi verso di me. Alice con lo sguardo di quella che dice “che cazzo fai? Dovrei cucinare anche per lui? La mia fica te la scordi per un mese”.

Salvo, invece, col sorriso di quello che dice “amico, stasera realizzerai il tuo sogno.”

Vorrei girarmi e fuggire via, ma non posso.
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