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Incontri Proibiti – Marco e Giovanna: Parte 2
31.01.2026 |
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"Piero era diventato essenziale: il suo cazzo grosso completava il trio, rendendolo un quartetto perfetto..."
Milano, fine novembre, l’aria gelida che taglia come una lama.Marco era tornato dalla routine del suo ufficio in centro, ma la testa era altrove.
Giovanna e Vittoria lo avevano rovinato: ogni riunione, ogni firma su un contratto miliardario, era interrotta da flash di tette rimbalzanti, fiche fradice e sborra che colava.
Quel weekend a Capri aveva alzato l’asticella.
Non bastava più.
Voleva di più, sempre di più.
E Giovanna lo sapeva.
Una sera, mentre era solo in villa, moglie via per un weekend termale, ricevette un messaggio criptato da lei: “Stasera sorpresa. Porta il tuo amico Piero. So che è affidabile. Fidati, papi. Alle 23 al Mandarin Oriental.” Marco sorrise.
Piero, 45 anni, suo socio in affari, divorziato da poco, un toro di un metro e novanta con un cazzo che, da voci di spogliatoio in palestra, rivaleggiava col suo.
Avevano condiviso segreti di lavoro, ma mai una fica. O almeno, non ancora.
Marco gli scrisse: “Serata epica. Non fare domande.” Piero rispose con un pollice su.
Alle 23 in punto, la suite presidenziale era pronta: luci basse, champagne in ghiaccio, un tavolo con giocattoli nuovi – vibratori, fruste leggere, lubrificante al silicone.
Marco e Piero entrarono, entrambi in smoking, cazzi già semi-duri per l’anticipazione.
Giovanna e Vittoria li aspettavano sul letto king size, nude tranne che per collari di pelle con anelli dorati e tacchi a spillo.
Giovanna, con i capelli sciolti e un plug anale già infilato che scintillava tra le chiappe, si alzò e baciò Marco sulla bocca, la lingua che saettava.
“Benvenuti, ragazzi. Piero, ho sentito parlare di te. Fammi vedere se le voci sono vere.”
Vittoria, con le tette rifatte che puntavano al soffitto come missili, si avvicinò a Piero strusciandosi contro il suo petto.
“Ciao stallone. Giovanna dice che hai le palle piene da settimane. Scaricale su di me.” Piero, senza dire una parola, le afferrò il culo e la baciò con violenza, la mano che già scivolava tra le gambe di lei, trovando la fica rasata e bagnata.
Marco rise, slacciandosi i pantaloni. “Iniziamo bene.”
Le due donne si inginocchiarono in sincrono, come in un rituale.
Giovanna prese il cazzo di Marco in bocca, succhiandolo con avidità, la gola che si contraeva intorno alla cappella gonfia.
Vittoria fece lo stesso con Piero: il suo cazzo era mostruoso, ventidue centimetri di vene pulsanti, spesso come un polso.
Lo ingoiò fino a metà, tossendo saliva, gli occhi che lacrimavano mentre lo masturbava con entrambe le mani.
Marco e Piero si guardarono, un cenno d’intesa, poi afferrarono le teste delle donne e iniziarono a scoparle la bocca in tandem, spingendo a ritmo, le palle che sbattevano contro i menti.
“Scambiamole,” grugnì Marco, Piero annuì.
Giovanna passò a Piero, il suo cazzo che le dilatava la bocca al limite, mentre Vittoria si avventava su Marco, leccandogli l’asta dalla base alla punta prima di ingoiarlo tutto.
Le donne gemevano, le mani che si intrufolavano tra le loro gambe, dita che pompavano fiche gocciolanti.
Piero tirò fuori e schiaffeggiò il viso di Giovanna col cazzo bagnato.
“Apri la bocca, troia.” Lei obbedì, lingua fuori, e lui le sputò dentro prima di rientrare.
Sul letto, le cose si scaldarono.
Marco sdraiò Vittoria a pancia in su, le aprì le gambe come un libro e infilò la lingua nella fica, succhiando il clitoride sporgente mentre con due dita la scopava dentro.
Vittoria urlava, le unghie che graffiavano le lenzuola.
Accanto, Piero aveva Giovanna a pecorina: le leccava il culo intorno al plug, tirandolo fuori piano per poi rispingerlo dentro, la lingua che entrava nel buco dilatato. Giovanna tremava, la fica che schizzava succhi sul tappeto.
“Voglio scoparle insieme,” disse Piero, la voce rauca, Marco sorrise.
Posizionarono le donne una sopra l’altra, fiche allineate.
Marco entrò in Vittoria con un colpo secco, il cazzo che affondava fino alle palle, mentre Piero impalava Giovanna, le chiappe che rimbalzavano contro il suo bacino. Scopavano a ritmo alternato: quando uno usciva, l’altro entrava.
Le donne si baciavano, tette schiacciate insieme, capezzoli che sfregavano.
Vittoria venne per prima, un orgasmo che le fece contrarre la fica intorno al cazzo di Marco, schizzi che bagnavano le cosce.
Giovanna la seguì, urlando nel bacio mentre Piero le schiaffeggiava il culo.
Poi lo scambio: Marco nel culo di Giovanna, lubrificato dal plug, stretto e caldo come una morsa.
Piero nella fica di Vittoria, pompando furioso.
Le donne gemevano all’unisono, “Più forte, cazzo, spaccateci!” Marco uscì e spinse nel culo di Vittoria, alternandosi con Piero che ora scopava Giovanna in bocca.
La stanza puzzava di sesso: sudore, sborra femminile, saliva.
Quando vennero, fu epico: Piero schizzò dentro la fica di Giovanna, riempiendola fino a farla colare, mentre Marco esplose sul viso di Vittoria, cinque spruzzi densi che le coprivano occhi e bocca.
Le due si leccarono a vicenda, pulendo la sborra con le lingue, ingoiandola con sorrisi da puttane soddisfatte.
Quella fu la prima di molte serate.
Piero divenne un habitué.
Due settimane dopo, in una suite al Excelsior Gallia, portarono i giocattoli grossi.
Giovanna e Vittoria legate schiena contro schiena su una sedia doppia, gambe spalancate.
Marco e Piero le torturavano con vibratori: uno sul clitoride di Giovanna, l’altro nel culo di Vittoria.
Le donne piangevano di piacere, orgasmi multipli che le facevano tremare la sedia.
Poi le slegarono e le presero in doppia: Marco nella fica di Giovanna, Piero nel suo culo, il cazzo che sfregava attraverso la parete sottile. Vittoria si masturbava guardandoli, poi si unì leccando le palle di entrambi.
“Fottiamole in catena,” propose Piero una sera al Bulgari.
Giovanna a pecorina, Vittoria dietro di lei che le leccava la fica mentre Marco scopava Vittoria da dietro.
Piero chiudeva la catena, il cazzo in bocca a Giovanna.
Scopavano come un treno: spinte che si propagavano da uno all’altro.
Giovanna venne soffocata dal cazzo, schizzi che bagnavano il viso di Piero.
Vittoria urlò quando Marco le infilò un dito nel culo mentre la scopava.
Finirono con una doppia sborrata: Marco e Piero fianco a fianco, cazzi puntati sulle facce delle donne, schizzi incrociati che le coprivano come glassa.
Natale arrivò con un regalo speciale: un weekend in una baita sulle Alpi, neve fuori, camino acceso dentro.
Quattro corpi nudi sul tappeto di pelle d’orso.
Giovanna cavalcava Marco, il cazzo piantato nella fica, mentre Vittoria sedeva sul suo viso, il culo schiacciato sulla bocca.
Piero alternava: prima scopava il culo di Vittoria da dietro, poi entrava nella bocca di Giovanna.
Le donne si scambiarono posizioni: Vittoria sul cazzo di Piero, reverse cowgirl, il culo dilatato che ingoiava l’asta intera.
Giovanna le leccava il clitoride mentre Marco la scopava da sotto.
Orgasmi a catena: Vittoria squirtò sul petto di Piero, Giovanna venne urlando con la bocca piena di fica.
La seconda notte fu BDSM light: catene ai polsi, bendate.
Marco e Piero le frustavano piano i culi con cinture di pelle, poi le penetravano a sorpresa.
Giovanna gemette quando Piero le entrò nel culo senza preavviso, il plug vibrante ancora nella fica.
Vittoria piangeva di piacere mentre Marco le torceva i capezzoli e la scopava in bocca.
Finirono con una doppia penetrazione su Giovanna: Marco nella fica, Piero nel culo, Vittoria che le succhiava i capezzoli e si masturbava.
Giovanna esplose in un orgasmo squirting che bagnò tutti, urlando “Sì, cazzo, riempitemi!” vennero dentro di lei contemporaneamente, sborra che traboccava da entrambi i buchi.
Terza notte: olio ovunque.
Corpi scivolosi sul letto.
Piero scopava Vittoria missionary, le gambe sulle spalle, mentre Marco entrava nel culo di Giovanna da dietro, lei a quattro zampe sopra Vittoria.
Le fiche sfregavano insieme, clitoridi che si toccavano.
Giovanna e Vittoria si baciavano, lingue intrecciate.
Marco e Piero accelerarono, palle che sbattevano.
Vittoria venne per prima, poi Giovanna, schizzi misti che bagnavano i cazzi.
Gli uomini uscirono e vennero sulle tette unite, sborra calda che colava nei solchi.
Tornati a Milano, le serate continuarono. Una volta al mese, Piero portava una “novità”: un dildo doppio per le donne, che se lo infilavano una nell’altra mentre succhiavano i cazzi o lubrificante riscaldante che faceva bruciare le fiche di piacere.
Marco organizzava location alternative: una volta su uno yacht sul lago Maggiore, scopando sotto le stelle, vento freddo sui corpi sudati.
Febbraio portò San Valentino perverso: al Four Seasons, rose rosse sparse, ma anche manette e un cazzo finto gigante.
Giovanna e Vittoria legate al letto, fiche esposte.
Marco e Piero le leccarono per ore, alternandosi, dita e lingue che esploravano ogni piega.
Poi le scoparono in tandem: uno nella fica, l’altro in bocca, ruotando.
Vittoria implorò: “Nel culo, per favore!” Piero obbedì, dilatandola piano, mentre Marco le scopava la gola.
Giovanna guardava masturbandosi, poi si unì, leccando il punto di unione.
Una sera Piero propose: “Facciamole competere.” Giovanna e Vittoria in ginocchio, a succhiare i cazzi a turno.
Chi faceva venire per prima vinceva.
Giovanna vinse con Marco, ingoiando la sborra con un sorriso.
Vittoria con Piero, la bocca piena che colava.
Premio: le vincenti scopate nel culo mentre le perdenti leccavano.
Marzo: viaggio a Roma, Colosseo di notte dalla terrazza dell’hotel.
Scopate epiche con vista.
Giovanna doppia penetrata da Marco e Piero, urlando nel vento.
Vittoria che squirtava sull’antica città.
Aprile: primavera calda, picnic perverso in un bosco privato.
Nude tra gli alberi, scopate contro tronchi ruvidi, foglie che graffiavano la pelle.
Piero nel culo di Vittoria mentre lei leccava la fica di Giovanna, Marco che scopava Giovanna da dietro.
Maggio: compleanno di Marco.
Festa in villa: Giovanna, Vittoria e Piero lo svegliarono con bocche e mani ovunque.
Tripla penetrazione simulata con dildo.
Sborrate multiple sul suo corpo.
Giugno: caldo afoso, piscina privata.
Scopate sott’acqua, cazzi che entravano in fiche galleggianti.
Giovanna annegata di piacere, Vittoria che cavalcava Piero sul bordo.
Luglio: vacanze in Sardegna, spiaggia privata.
Sesso al sole, corpi unti di crema.
Doppia su Vittoria: Marco nella fica, Piero nel culo, Giovanna che filma con il telefono per rivederlo dopo.
Agosto: caldo infernale, aria condizionata a palla in hotel.
Serate sudate, corpi appiccicosi.
Piero che legava le donne, le scopava alternandole, Marco che dirigeva.
Settembre: anniversario della prima scopata.
Ritorno al Principe di Savoia. Quattro corpi intrecciati, orgasmi infiniti.
Ottobre: Halloween kinky, maschere e costumi.
Giovanna da diavolessa, Vittoria da succube.
Scopate demoniche: cazzi nei buchi sbagliati, sborra come pozioni.
Novembre: freddo di nuovo, camino.
Serate intime, ma sempre hardcore: fisting leggero su Giovanna, Vittoria che implorava di più.
Dicembre: Natale bis.
Regali: nuovi plug, vibratori.
Orgia finale con sborrate everywhere.
Gennaio: Capodanno esplosivo.
Fuochi d’artificio fuori, dentro cazzi che esplodevano in fiche.
Febbraio: San Valentino 2.0, più sporco.
E così via, mesi che si susseguivano in un vortice di sesso.
Piero era diventato essenziale: il suo cazzo grosso completava il trio, rendendolo un quartetto perfetto.
Marco non poteva più immaginare senza.
Giovanna sussurrava sempre: “Quanto sporco vuoi diventare stasera?” E la risposta era sempre: “Fino in fondo.”
Ma le storie non finiscono: altri amici? Nuove location? Il proibito non ha limiti.
(Continua ancora ...)
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