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La Soglia del Desiderio - 3
20.08.2025 |
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"Marta gemette piano, sorpresa dal suono della propria voce: un gemito che parlava di resa, di bisogno, di voglia..."
Capitolo 3 – La resaPer giorni Marta rivisse quell’incontro nella sua mente. Bastava un ricordo improvviso — il tocco delle loro mani, l’odore della pelle, la pressione delle labbra — per sentirsi tremare. Ogni notte, sotto le lenzuola, il corpo le chiedeva di più, un desiderio che ormai non riusciva più a ignorare.
Quando il nuovo invito arrivò, non esitò neppure un istante.
«Stasera, vieni.»
Si preparò con cura, il cuore che batteva all’impazzata. Scegliere i vestiti fu come un rito segreto: un abito aderente, sottile, che lasciava intravedere le curve, e sotto solo lingerie fine, nera, trasparente. Si guardò allo specchio e sorrise di sé stessa: quella donna non era più la moglie distratta di qualche mese fa. Quella era una donna che stava per entrare in un mondo nuovo.
L’appartamento la accolse con luci soffuse e un calore che sembrava vibrare nell’aria. Erano lì, ad aspettarla, con sguardi che non lasciavano spazio a dubbi. Appena entrò, sentirono l’energia che portava con sé.
Non ci furono convenevoli. Le mani di uno scivolarono sulla sua vita, attirandola a sé con decisione. L’altro le sfiorò il collo con le labbra, facendola rabbrividire. Marta si lasciò andare contro di loro, come se stesse finalmente tornando a casa dopo un lungo viaggio.
Il primo bacio fu vorace, affamato. Il secondo non meno intenso. I loro corpi la circondavano, la spingevano dolcemente verso il divano. Marta non oppose resistenza: anzi, sentiva crescere in sé un fuoco che non aveva mai conosciuto.
Il vestito scivolò giù con lentezza, lasciandola in lingerie. Per un istante Marta si coprì d’istinto, ma subito le loro mani si posarono su di lei, forti e sicure, facendole capire che non aveva nulla da nascondere. I loro occhi non giudicavano: ammiravano. La divoravano di desiderio.
Le labbra di uno le percorrevano la spalla, mentre l’altro le sfiorava le cosce con tocchi sempre più audaci. Marta gemette piano, sorpresa dal suono della propria voce: un gemito che parlava di resa, di bisogno, di voglia.
I minuti si trasformarono in ore. Il suo corpo si intrecciava con i loro in una danza lenta e frenetica insieme, fatta di baci profondi, carezze ardenti, mani che esploravano ogni centimetro della sua pelle. Non c’era spazio per il pudore: Marta era completamente avvolta da due energie diverse ma complementari, una più dolce e attenta, l’altra più decisa e travolgente.
Ogni tocco la faceva vibrare, ogni carezza la portava più in alto, finché il piacere divenne inevitabile, travolgente. Marta si abbandonò del tutto, lasciando che la sua voce riempisse la stanza, mentre loro la tenevano stretta, guidandola oltre ogni limite che si era imposta.
Quando finalmente si accasciò tra loro, il corpo ancora scosso, capì che nulla sarebbe più stato lo stesso. Aveva varcato la soglia, e non poteva né voleva tornare indietro.
Rimase lì, con il respiro ancora spezzato, circondata da due corpi caldi e forti. Si sentiva stanca, ma viva come non mai. Per la prima volta dopo anni, non aveva più paura di desiderare.
E una certezza le bruciava dentro: quella non sarebbe stata l’ultima notte.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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