Lui & Lei
La mattina a casa di Gustavo
01.05.2026 |
24 |
1
"La parete non trema, ma potrebbe dare l’illusione che sia così, a causa dei colpi..."
Quando Gaia le apre la porta, Serena capisce subito che le cose non sono andate come previsto. La proverbiale sicurezza di Gaia, la seduttrice infallibile, sembra incrinata. Ha un’aria mesta e avvilita, i capelli spettinati come se avesse passato la notte a rigirarsi nel letto. Persino il suo pigiama di seta, di solito impeccabile, è tutto stropicciato, segno che non ha dormito bene. "Ehi", la saluta Serena, entrando e chiudendosi la porta alle spalle. "Allora? Com’è andata col bel tenebroso?" Gaia le lancia uno sguardo torvo e si lascia cadere sul divano con un gesto teatrale, come se volesse sprofondare nei cuscini e sparire dal mondo. "Ci ho provato, sai, ce l’ho messa tutta, Meo lo può confermare. Sembrava un’impresa facile e a un certo punto ero sicura di avercela fatta. Solo che sul più bello Francesco si è tirato indietro. C’è stato solo una strusciata, forse un paio, che poi ho fatto io, in realtà."
Serena solleva un sopracciglio, incredula. "Si è tirato indietro?"
Serena si appoggia allo schienale della poltrona e la osserva con curiosità. Gaia non è abituata ai rifiuti. L’orgoglio della campagnola deve aver subito un bel colpo. Le scappa un sorriso, che controlla, non vuole aggravare la già pesante situazione di sconforto dell'amica . "Quindi come non detto?" Resta in silenzio qualche secondo, sembra riflettere su qualcosa, poi, "Senti, hai pensato alla possibilità che sia…" Gaia la guarda col terrore negli occhi, in cui si legge: “Non t’azzardare neanche a dirlo!”
"Dicevo", riprende Serena imperturbabile, "hai pensato alla possibilità che sia gay", lo dice tutto d’un fiato, per paura di non farcela a finire la frase. "Oppure, molto più semplicemente, ha un’altra e vuole esserle fedele", Gaia non sembra molto convinta, ma questa prospettiva deve di certo piacerle più dell’altra, anche perché situazioni del genere non l’hanno mai fermata prima. "Quindi sei decisa a non mollare." In modo del tutto inaspettato, un lampo di determinazione attraversa gli occhi scuri di Gaia, che si raddrizza e scuote la testa con forza. "Macché, non se ne parla proprio! L'hai visto anche tu che cazzo Deluxe ha? Chi lo dice a Bartolomeo che non si fa niente? Ha intenzione di vedermi ciucciarlo. Troverò una scusa e gli fisserò un nuovo appuntamento."
Serena incrocia le gambe e le lancia uno sguardo divertito. "Non ti arrendi mai tu, eh?"
"Mai. Perché, tu sì, miss sandwich?"
“Questo non è ver…”
“Lasciami finire! Sono anni che non sei più la stessa.”
“Lo so, ma è stato per via di Meo. Purtroppo, non ho mai superato quel momento.” “Per via di Meo, un cazzo! È stato un gesto imperdonabile! Se fossi stata al posto tuo, col cazzo che mi sarei fatta scopare da quei due pervertiti.”
“Ho sbagliato, lo so. Ma ho pagato per i miei errori.”
“Questo lo dici tu! Ogni volta godi come una cagna!"
- - -
È mattina. Il citofono dell’appartamento di Gustavo La Passera sta suonando. Dalla finestra Meo mi scorge e schiaccia il pulsante per aprire il portone. Apre la porta, senza aspettare il mio arrivo.
Salgo le scale. È un palazzo antico che nel corso degli anni ne ha viste di tutti i colori. Chissà cosa vedrò io? In casa c’è silenzio. Percorro il corridoio e mi fermo di fronte alla porta di una camera, attratto dai colpi che provengono dall’interno. Sembra che qualcuno stia battendo i pugni sul muro e che qualcosa stia strisciando sul pavimento.
Appoggio una mano sulla maniglia. Ho paura ad aprire, ma so che devo farlo. Trovo il coraggio per spingere il battente, aprendolo quel tanto che basta per vedere l’interno della stanza.
In fondo, c’è una parete bianca. La parete non trema, ma potrebbe dare l’illusione che sia così, a causa dei colpi. Nessuno sta tirando pugni contro il muro. Il rumore che sento è dato dalla testata del letto che ci sbatte contro. E dalle gambe, che nello stesso tempo sfregano sul pavimento, procurando uno stridio insopportabile. E, forse, anche dalle molle del materasso, che cigolano. Sopra il letto ci sono mio padre e Gaia, seminudi. Stanno facendo quelle cose che io, Fausto, Nicolas e Giacomo, abbiamo visto su eporner. Video dove un uomo fa le porcherie con una giovane ragazza. Ciò che ho di fronte è una scena simile, solo che sul letto ci sono mio padre e Gaia. Gianpaolo, mio padre, sorride, sembra felice. Sotto di lui, Gaia ha il viso devastato dalle lacrime. Rimango a guardare, senza avere il coraggio di intervenire. Sono paralizzato.
Vedo solo ora Meo, Meocifero. Con in mano la sua serpe umida, guarda rapito la punizione inflitta a Gaia. La figliastra non smetterà mai di incantarlo. Porco pervertito. I colpi che continuano a scendere senza sosta gli procurano sicuramente un piacevole senso di eccitazione, come se quel supplizio potesse coprire e attenuare con una sorta di gelida barriera, anche la sua impotenza e l'incapacità di relazionarsi con l'altro sesso.
Mi sento come un leone in gabbia. Ricordo perfettamente l’atteggiamento di ieri di mio padre. Meo gli ha detto che era il padre di Gaia No! Non ha detto conoscente, ma il padre! Cazzo! Quello che mi era sembrato un gran coglione è suo padre! Mi accascio come se le gambe sono diventate di gelatina e non hanno più la forza di reggermi in piedi. Un fuoco sta divampando nel mio petto. Se fossi un drago incenerirei tutto quello che ho attorno. Non posso proprio credere di essere stato così stupido, cieco e idiota!
"Gianpaolo, non tergiversare" Meo è impaziente e comincia a dare segni di insofferenza. Lo incita a proseguire dopo un altro affondo. Mio padre si sfila, si infila. "Bravo! Falle sputare fino all’ultima goccia."
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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