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Lui & Lei

Le confessioni 1


di maestravanessa
16.05.2026    |    245    |    8 9.7
"Ti farò impazzire di piacere come piace a te?? Aveva letto il messaggio!! Non so come uscirne…ormai mi ha scoperta troppo! Decisi di dirle la verità: ho registrato il numero come Nadia, è..."
Torno indietro nel tempo quando ancora la menopausa non aveva ancora sconvolto la mia libido e la mia vita.
Devo raccontarvi degli antefatti per farvi capire tutta la storia.
Ero ancora con mio marito, con lui la vita procedeva piatta e noiosa ed io ero insoddisfatta. Due anni prima un collega aveva iniziato a corteggiarmi. Mi piaceva fisicamente e anche come si poneva e quando cominciò a mandarmi degli sms non evitai di iniziare con lui uno scambio di messaggi.
Dapprima i messaggi erano abbastanza innocenti, ricordo ancora il primo messaggio con cui iniziò a corteggiarmi apertamente ed in modo erotico. Erano le 9 e mezza di sera quando mi arrivò questo messaggio:
“Ti immagino seduta sul divano davanti alla tv, la camicia da notte disegna la curva del tuo seno…ti sogno”.
Risposi: Grazie, è bello il tuo sogno.
Da quel momento fu un crescendo, lento ma inesorabile di messaggi sempre più spinti e sempre più espliciti.
La sua fantasia mi intrigava, instillava nella mente pensieri davvero hot e mi eccitavano molto.
Non ci crederete ma questa corte spietata e a luci rosse durò un anno e mezzo prima che io cedessi a lui.
Più volte risposi a messaggi così espliciti che descrivevano situazioni eccitantissime con “Abbi pietà, non sono una santa, sono sposata e non posso fare questo a mio marito”.
In questo anno e mezzo di serrato corteggiamento non mancarono gli appuntamenti in auto ma io resistevo, e lui ebbe la costanza di attendere fino ad un giorno di giugno in cui andammo a pranzo insieme in un paesino in campagna per evitare gente che ci conoscesse. Dopo pranzo sulla strada del ritorno imboccò una stradina sterrata e si fermo in un posto poco riparato. Scendemmo, camminammo in un piccolo sentiero ma sempre abbastanza esposto e li ci baciammo per la prima volta. La passione era forte in entrambi. Un anno e mezzo di corte a colpi di sms altamente erotici ci avevano caricato oltre misura. Ci sdraiammo sull’erba e non potemmo più fermarci.
Mi sollevo la gonna, scostò le mutandine e rimase estasiato alla vista della mia fica carnosa e pelosa…proprio come mi aveva detto di immaginarla in uno dei suoi sms e come più gli piacevano le fiche: carnosissime e pelose.
Mi leccò a lungo e mi infilò anche un dito nel buchino che nessuno, neanche mio marito, aveva violato. Ero così vogliosa che lo implorai di scoparmi. Non ci riuscimmo perché il posto non era ben coperto e in vista c’era un trattore che stava, forse, venendo verso di noi.
Salimmo in auto felici nonostante tutto. Gli dissi che avevamo esagerato…che mi ero spinta troppo in là.
Lui era al settimo cielo, mi disse: sei stupenda, bellissima, così eccitante.
Qualche giorno dopo ci rivedemmo e facemmo petting spinto in un prato. Fu lì che gli presi in mano il cazzo e glielo accarezzai, ma senza farlo sborrare, per la prima volta.
La fine della scuola è un disastro per gli amanti che fanno gli insegnanti perché non puoi inventarti delle riunioni e gli incontri si diradarono ma i messaggi erano sempre più infuocati.
L’estate passò e potemmo ricominciare a vederci regolarmente. Lui prese una casetta in affitto dove potevamo vederci liberamente e comodamente.
Furono mesi di grande piacere reciproco. Lui mi diceva: sei la passione più grande della mia vita, mai nessuna come te!
Era vero, sessualmente aveva una vitalità e una fantasia che fino ad allora non avevo mai neanche immaginato, non solo negli sms ma anche e soprattutto nel letto ed io ero in paradiso. Vivevo per la prima volta del sesso disinibito, libera di far esprimere le voglie del mio partner ed anche le mie.
Questo l’antefatto prima del fatto.
In quel periodo ospitavo mia madre che ogni tanto veniva a trovarmi per una decina di giorni.
Era arrivata da tre o quattro giorni, la mattina io ero andata a scuola, al mio ritorno a casa pranzammo io e mia madre, mio marito era al lavoro.
Dopo pranzo sedute sul divano a chiacchierare con mia madre arriva il beep di un sms, apro il telefono, leggo. Era lui con un messaggio erotico. Sorrido.
Mia madre lo vede e mi dice: chi è che ti fa sorridere così beatamente?
Ovviamente le dico: niente una collega scema.
Appoggio il telefono e mi alzo per andare in cucina perché stava uscendo il caffè.
Al mio ritorno mia madre mi dice: un messaggio da una collega scema! Vero? Il messaggio viene da Nadia e la collega scema ti dice: mi sono liberato per domani. Ti farò impazzire di piacere come piace a te??
Aveva letto il messaggio!!
Non so come uscirne…ormai mi ha scoperta troppo!
Decisi di dirle la verità: ho registrato il numero come Nadia, è de mio amante!
Mi chiede: da quanto?
Quasi due anni.
Chi è?
Un collega.
E tuo marito sospetta niente?
No, ha troppa fiducia in me per sospettare qualcosa.
Accade ora il colpo di scena.
Anche tuo padre aveva tanta fiducia in me.
La guardo: che vuoi dire mamma?
Voglio dire che è successa anche a me una cosa simile, ai miei tempi accadevano meno frequentemente ma accadevano.
E chi era?
Come è la vita! Ora sono io che faccio le stesse domande a mia madre!
Te lo ricorderai, quell’amico di papà che faceva l’impiegato al comune, ai nostri tempi i corteggiamenti erano discreti e molto leggeri, non come il tuo amico! Ci veniva spesso a trovare a casa, vi portava dei dolci e poi chiacchieravamo con papà.
Eravamo in vacanza al mare a San Benedetto come tutti gli anni con voi bambine, tu avevi 9 o 10 anni e tua sorella 12 o 13, un giorno mi venne a cercare lì. Fece finta che la cosa fosse casuale, mi invitò a prendere un caffè e per evitare che portassi anche voi due bambine mi disse che doveva parlarmi. Mi preoccupai, lasciai voi bambine con la nostra amica vicina di ombrellone e lo seguii.
Si scusò e mi disse che non riusciva più a tenersi dentro il desiderio di me che provava da così tanto tempo.
Io avevo percepito dai suoi sguardi il suo interesse per me, ne ero lusingata. Papà era un brav’uomo ed eravamo sposati da tanto e sentire il desiderio di un altro uomo mi piaceva, mi faceva sentire ancora una donna desiderata.
Insomma, non so cosa mi prese ma decisi potevo permettermi una pazzia!
Lui era incredulo quando gli dissi: andiamo a casa.
E lì successe. Non era una cosa prevista e lui non aveva i preservativi con se e mi prese senza stare attento.
Passai le tre settimane successive con la paura di essere rimasta incinta di lui e ti confesso, figlia mia, e questo non me lo sono ancora perdonato, che feci in modo di fare l’amore con tuo padre il prima possibile per poter eventualmente dire che il figlio era suo.
Erano altri tempi e per sopravvivere si facevano anche delle meschinità.
L’abbracciai forte come mai! Si era aperta con me, aveva capito che non solo lei era stata una “donna debole”, ha pensato che potessi capirla.
Le chiesi: e nostro fratello? Di chi è, mamma?
Di vostro padre, fu concepito un anno dopo.
Le chiesi ancora: e dopo quella volta? Vi siete rivisti?
Si, tornata a casa almeno due volte a settimana, voi eravate a scuola e papà al lavoro e lui veniva a casa chiedendo un permesso al lavoro.
Io e mia madre ci eravamo reciprocamente confessate quel che una donna non vorrebbe mai dire a una figlia o a sua madre.
Da allora siamo state molto più unite.
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