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La prima ex alunna.
22.05.2026 |
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"Guardandola e accarezzandomi un capezzolo le dissi: ho i capezzoli eretti…sono un po' eccitata…
Volevo un contatto con lei, solo così si sarebbe sbloccata, mi avvicinai e le dissi: quando ho..."
Io sono bisex e mi piace lesbicare. E’ dolce, delicato e molto soddisfacente.Tra noi femminucce di Villetta Barrea lo facciamo spesso durante le riunioni, talvolta per preparare ed eccitare una fica, talvolta per gustarne gli umori dopo un orgasmo, possibilmente mescolati allo sperma che le hanno schizzato dentro.
Non mi faccio, quindi, nessun problema a fare sesso con donne.
Il pensiero di lesbicare con una ex alunna mi era già venuto ma non era mai capitata l’occasione.
Verso fine maggio avevo chiesto a Michele e Riccardo, i due ex alunni con i quali ancora ci vediamo, se avevano contatti anche con qualche loro compagna di classe. Michele mi disse di si, una di loro, Clara, abita nello stesso suo palazzo e talvolta si incrociano. Gli dissi di parlarle quando gli fosse capitato di incontrarla, di dirle che mi avevi rivista, ricordato i tempi della scuola e che avrei avuto piacere nel rincontrare gli alunni di un tempo, invitandola ad andare a trovarmi per salutarmi.
Passarono un paio di settimane senza che nulla accadesse, quando un giorno si presentano a casa mia Michele e Clara.
Lui l’aveva convinta a venirmi a trovare.
Clara è una bella ragazza, 23 anni, formosa, abbastanza simpatica, un po' timida, non fidanzata.
Era chiaro che quella volta nulla sarebbe potuto accadere. La presenza di Michele, la sua timidezza, la sua estraneità alle situazioni scabrose lo impedivano.
Fu però piacevole e davvero carino per me rivederla, sapere della sua vita.
E’ il bello del lavoro di maestra. Si incide nella vita dei bambini e a distanza di tempo si capisce se si è seminato bene e se i semi buoni sono germogliati.
Lei si sentiva a suo agio e si sbilanciò fino a confidare le sue sofferenze per il fidanzato che l’aveva tradita.
L’unica consolazione che si può dare a una giovane delusa e tradita è dirle che il fedifrago è un cretino, non capisce niente ed è meglio perderlo che trovarlo, cosa che, sinceramente io non condivido ma sento l’obbligo di dire per confortare il dolore che provano.
A parte questa parentesi dolorosa l’incontro fu piacevolissimo.
Salutandola gli dissi che mi avrebbe fatto molto piacere rimanere in contatto.
Passò una settimana quando mi arrivò una telefonata da un numero sconosciuto. Risposi, era Clara, mi diceva che aveva chiesto il mio numero a Michele e che il suo ex l’aveva ricontattata chiedendole scusa, perdono e che voleva rivederla e lei mi chiedeva consiglio sul da farsi.
Le dissi, molto sinceramente, che doveva guardarsi dentro, ascoltare le sue sensazioni e le sue emozioni nei confronti di questo ragazzo e tirare le somme tra le cose positive e le cose negative ma che la sensazione di fiducia che si ha nei confronti di una persona è la cosa più importante.
Se non si ha fiducia è meglio lasciar perdere e andare per la propria strada, senza rimpianti.
Il nostro io interno ci consiglia sempre bene se lo ascoltiamo senza prenderci in giro da soli.
Devi decidere tu, Clara, conclusi.
Due giorni dopo mi richiama, mi dice che lo ha rivisto e che non ha avuto belle sensazioni ed ha seguito il mio consiglio. Gli ha detto che tra loro era finita.
La invito a “festeggiare” prendendoci un aperitivo in un bel locale vicino casa.
Quando ci incontriamo sorride e mi abbraccia con riconoscenza.
Sono felice se lei è felice. Ci sediamo e chiacchieriamo di lei, dell’ex, di me. Ci salutammo e nei due giorni successivi mi capitò spesso di pensarla e avere fantasie su di lei.
Due giorni dopo fui io a chiamarla, con la scusa di sapere come stesse e la invitai per un aperitivo, stavolta a casa mia.
Erano le 11 quando arrivò, ci sedemmo in salotto con due bibite fresche davanti, avevo già qualche idea su come cercare di arrivare a lei.
Le chiesi come stava, come si sentiva nei riguardi dell’ex. Ancora un po' abbattuta ma meglio.
Le dissi: ma hai fatto l’amore con lui? è stato il primo?
Si, abbiamo fatto l’amore diverse volte ed è stato bello ma non è stato il primo. Mi rispose.
Chiesi altri dettagli prima di fare le due domande fatidiche.
Hai mai avuto esperienze con una donna? No, fu la risposta
…e….pensi che potrebbe piacerti averne….
Mi guardò con sguardo interrogativo, non si aspettava questa domanda ma poi rispose: non so, forse si.
Io sorrisi, non replicai nulla in attesa della sua domanda: e lei?
La domanda non venne, fui io a dovermi esporre.
Con l’espressione sul viso di chi rievoca bei ricordi le dissi: a me è capitato, diverse volte ed è sempre stato bellissimo.
Clara mi guardava incuriosita, aspettai un pò una sua domanda ma anche questa non venne.
Cominciai a raccontarle la mia prima volta con una donna. Era Ida, la prima amica hot, dopo un bel esibizionismo, tornate a casa, ci abbandonammo una tra le braccia dell’altra.
Pensai: scendo in dettagli?
Decisi di no, meglio concentrarsi sulle emozioni.
Le dissi: ogni volta è sempre diverso ma è sempre dolce, tra noi femmine è naturale essere dolci, delicate, altruiste.
E’ diverso quando ti lecca un maschio, anche se è bravo ma non ti da le sensazioni che sa regalarti una donna, è una questione di natura, tra donne ci si capisce naturalmente meglio e si sa spontaneamente come dare piacere.
Sei sorpresa di quel che ti dico, Clara?
Si, non me lo aspettavo.
La cosa ti disturba?
No.
Guardandola intensamente e dolcemente scopro completamente le mie intenzioni.
Non ti nascondo che mi piaci molto…e…che ho fantasie su di te.
Lei mi guarda un po' imbarazzata, e le dico: non imbarazzarti, è bello aprirsi completamente ed esprimere i propri pensieri e le proprie fantasie, lo scoprirai anche tu se riuscirai ad abbandonarti.
Mi alzo e mi siedo vicino a lei, la guardo dolcemente mentre le sussurro: vuoi provare?
Lei non risponde, io non forzo la situazione, le accarezzo il viso e le dico: se non te la senti, va bene così. Mi alzo e le offro qualcosa da bere.
E’ imbarazzata, io alleggerisco l’atmosfera facendomi vedere spigliata. Parliamo di altro e dopo un po' dice che deve andare e ci salutiamo affettuosamente.
Nel tardo pomeriggio le invio un messaggio: Che bella mattinata, Spero ce ne saranno ancora! Un abbraccio.
Lei non risponde.
La mattina dopo le invio un altro messaggio: Se non hai di meglio da fare ti aspetto da me per la colazione.
Risponde: Arrivo verso le 9, va bene?
Certamente, ti aspetto.
Ero emozionata e dentro di me speranzosa, anche se razionalmente mi dicevo: non farti illusioni, può non succedere nulla.
Siamo a pochi giorni fa, giugno 2023 inoltrato.
Arrivò, era la prima giornata davvero calda, aveva una gonna jeans e una canottiera.
L’abbracciai affettuosamente, le dissi quanto fosse carina! E lo era!
Facemmo una buona colazione, le chiesi cosa avesse da fare e mi rispose, nulla.
Allora usciamo, accompagnami di là a cambiarmi.
Avevo improvvisato ma subito il pensiero di spogliarmi davanti a lei mi eccitò. Sbottonai la gonna e la feci scivolare a terra, mi tolsi la camicetta e rimasi in reggiseno e mutandine.
Rivolgendomi a lei, le dissi: per avere la mia età mi mantengo bene? Non pensi?
Si, mia madre è più giovane di lei ma sembra molto, molto più vecchia.
Le dissi: …chiamami Vanessa e dammi del tu.
Sorridendo mi tolsi il reggiseno e le dissi: anche il seno regge ancora bene…è piccolino ma non troppo.
Avevo i capezzoli eretti e mi sentivo umida nella fica…mi sfilai le mutandine. Ero nuda davanti a lei.
Guardandola e accarezzandomi un capezzolo le dissi: ho i capezzoli eretti…sono un po' eccitata…
Volevo un contatto con lei, solo così si sarebbe sbloccata, mi avvicinai e le dissi: quando ho i capezzoli eretti sono durissimi.
Le presi una mano e la portai sul seno, lei non si muoveva, fui io a muoverle la mano sul mio seno per farle sentire la sua morbidezza.
Le sussurrai: noi donne siamo morbide …anche di più qui…le spostai la mano sulla mia fica…sono umida, sono eccitata per te!
Non reagiva, accettava quel che facevo…era il momento clou…dovevo baciarla e accarezzarla e guidarla nella sua prima esperienza lesbica.
La baciai, prima leggermente, poi sempre più decisa ma sempre dolcemente.
Si, ora iniziava a rispondere ai miei baci…doveva essere dolcissima e bellissima la sua prima volta.
Iniziai a spogliarla, era senza reggiseno, tolta la gonna e la canottiera rimase solo con le mutandine che le feci scivolare dopo un’altra serie di baci.
Eravamo nude, pelle contro pelle, seno contro seno.
Accarezzandole le spalle scesi fino al ventre, al boschetto davvero folto, sentii la sua fica morbida e calda mentre le nostre lingue si accarezzavano in bocca.
Con infinita dolcezza le dissi: vieni, e la condussi sul letto.
Con gesti lenti e carezze leggere le aprii le gambe, la accarezzai lungamente la pelle tra le cosce, le labbra della fica carnosa, giocai con i folti peli che nascondevano la rima delle grandi labbra sovrastate dalle piccole labbra piuttosto sviluppate…avevamo la fica molto simile!
Gli sussurai: abbiamo la fica uguale!
Non capì cosa intendessi ma baciandole i capezzoli e facendo scorrere la lingua sulle sua pelle scesi fino al boschetto.
La fissavo negli occhi mentre con due mani le divaricavo le labbra della fica e continuando a fissarla mi chinai e iniziai a leccarla.
Al primo contatto con la mia lingua ebbe un sussulto e un sospiro.
Mai, fino a quel momento, mi dedicai con tanta dolcezza e desiderio a leccare una fica.
Volevo inebriarla, farle provare sensazioni mai provate, farla godere fino a soddisfarla completamente.
Fu bellissimo il suo primo orgasmo. Si inarcò, sentii la sua fica contrarsi e colare umori buonissimi che assaporai con vero gusto mentre la leccavo ancora per prolungare il suo orgasmo.
Era ancora scossa dal piacere quando mi distesi a fianco a lei e la abbracciai con tutta la dolcezza possibile, baciandola e sussurrandole, godi, godi ancora tesoro!
Quando si riprese ci guardammo negli occhi, lei aveva una espressione dolcissima che non scorderò più nella vita.
Continuavo ad accarezzarla, tutto il corpo, dal viso ai piedi.
Dopo un tempo indeterminabile le sussurrai: tesoro, fammi godere di te…
Mi distesi, aprii le gambe, con una mano aprii le labbra della mia fica, con l’altra le feci capire di distendersi e leccarmi.
Anche io ebbi un sussulto al primo contatto con la sua lingua.
Era la sua prima volta, sperimentava…ma imparò presto.
L’eccitazione della situazione, della novità di Clara mi fecero godere presto!
Le trattenni la testa mentre godevo, volevo trasmetterle le contrazioni del mio piacere, farle assaporare i miei umori…
Placato il piacere la feci salire e stendersi a fianco a me.
Ci abbracciammo, le dissi: grazie tesoro, è stato stupendo, tu sei stupenda!
Rimanemmo ancora abbracciate finchè non squillò il mio telefono, e dopo ci alzammo, volontariamente non le proposi di fare una doccia. Volevo che conservasse l’odore del piacere che ci eravamo date.
Ci rivestimmo, io scherzavo dicendole: siamo state proprio delle birichine…ma è stato così bello! Lo è stato anche per te??
Sorridendo rispose, Si…
Uscimmo, passeggiamo poco a causa del caldo e lei rientrò a casa. La salutai sotto casa sua, due baci sulla guancia, come a una nipotina, e le sussurrai…ti aspetto…vieni quando vuoi.
Il giorno dopo mi scrisse un messaggio: se sei a casa, passo da te.
Provai una felicità immensa, venne e fu bellissimo come la prima volta.
Il giorno dopo era il 22 giugno 2023, il primo giorno di estate iniziò “la nostra estate”.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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