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Lui & Lei

Riconoscersi al Buio


di Membro VIP di Annunci69.it Eloise
02.09.2025    |    1.289    |    7 9.7
"Lei ansimava contro la mia bocca, in un miscuglio di piacere e bisogno di perdere il controllo..."
Ci siamo scambiati i numeri quasi per caso. Dal suo profilo, lei ha riconosciuto il mio volto. “Mi sa che noi ci conosciamo!”, mi ha scritto. E così era: avevo allenato suo figlio anni prima, quando lavoravo con le giovanili di una società sportiva.
“Paola, la mamma di Michele…”, si è presentata lei, tra stupore e una risata complice.
Io, divertito da quella coincidenza e stuzzicato dalla piega inattesa della situazione, le ho fatto capire subito che per me non era un problema proseguire. E lei ha fatto altrettanto, con la leggerezza di chi ha già deciso dentro di sé.
È seguita una telefonata, breve ma intensa. Un minimo imbarazzo da parte sua, durato giusto il tempo di un respiro. Poi le parole hanno preso una piega sorprendentemente diretta. Abbiamo parlato delle nostre pulsioni, senza freni né giudizi. Scoprendoci più affini di quanto entrambi potessimo immaginare.

Era una domenica di inizio novembre. Io avevo un pranzo aziendale, lei era libera. Decidiamo di incontrarci nel tardo pomeriggio. Ci accordiamo per vederci verso le 17, sfruttando la complicità del buio. Il luogo: un parcheggio isolato, in una zona industriale deserta, protetti dall’ombra di alcuni rimorchi abbandonati.
Arrivo prima. Attendo. Poi vedo la sua auto fermarsi accanto alla mia. Salgo da lei. Ci guardiamo. E in un attimo, scoppiamo a ridere. Ma è solo la miccia. Perché subito dopo ci travolgiamo, come se una forza invisibile ci spingesse l’uno contro l’altro.
Non ci stavamo baciando. Ci stavamo divorando.
La sua pelle era calda, il respiro già affannato. Le mie mani sono scivolate tra le sue gambe e, con sorpresa, ho scoperto che non indossava nulla sotto. Era completamente nuda sotto il cappotto. E bagnata. Molto.
“Sei bagnata fradicia”, le ho sussurrato.
“Sto così da stamattina… da quando ho capito che eri tu”, ha risposto, con un sorriso sfacciato.
L’ho penetrata con due dita, poi tre. Il suo corpo ha accolto ogni mio movimento con una fame che raccontava molto più di quanto le parole potessero dire. Lei ansimava contro la mia bocca, in un miscuglio di piacere e bisogno di perdere il controllo.
Poi si è staccata, determinata. Mi ha slacciato i pantaloni con una frenesia quasi animalesca. E quando il mio membro si è liberato tra noi, l’ho vista guardarmi negli occhi, sorridere con compiacimento. Le sue aspettative, evidentemente, non erano state tradite.
Si è avventata su di me con una voracità che non lasciava spazio a esitazioni. La sua bocca era calda, affamata. I movimenti profondi, regolari, sempre più rapidi. Io, intanto, la stimolavo ancora, le dita ormai affondate in una parte di lei che sembrava dilatarsi con naturalezza sorprendente. La sua umidità diventava sempre più copiosa, il suo corpo tremava.
Decido di sollecitarla ulteriormente fino allo squirting, stava già allagando il sedile ma visto che l’auto era la sua…non me ne fregava un cazzo!
Intanto il suo spingersi il mio pene in gola stava dando i suoi frutti sentivo che il punto di non ritorno era vicino, sentivo l’orgasmo arrivare, non volevo venire “se continui così ti vengo in bocca".

Non l'avessi mai detto! Ha iniziato a succhiare con più avidità fino all'esplosione, come un’assetata che non beve da troppo tempo, non ha sprecato nemmeno una goccia.
Si stacca, leccandosi anche gli angoli della bocca come una vera ghiottona di sperma. Poi si gira, si avvicina al mio viso e ricominciamo a baciarci. Ora la sua bocca ha quel sapore salino, intenso… ma non esito nemmeno un secondo: la mia lingua torna subito a reclamare il suo posto nella sua bocca.
Intanto le mie sollecitazioni, unite alla dilatazione, la stanno portando all’orgasmo. La prendo per i capelli, la stacco da me, inarcandole la testa all’indietro, per potermi concentrare meglio sul piacere che sta per travolgerla come un treno in corsa, senza freni.
Il suo corpo inizia a vibrare, e quei mugolii di piacere si trasformano presto in grida di godimento. Stringe le gambe e per un attimo si irrigidisce… poi arrivano le contrazioni: una… poi un’altra… e ancora un’altra.
Un grido di piacere si perde nel buio desolato del parcheggio. Il suo corpo, inarcato e ormai sfinito, comincia lentamente a rilassarsi. Il respiro affannato fa muovere il suo seno, mentre le mani tra i capelli cercano di ricomporsi.
Silenzio.
E poi, come prima di questa tempesta eccitante… torniamo a ridere.

Testo frutto di un esperimento di scrittura a più mani.
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