Lui & Lei
Una giornata perfetta
Eloise
14.07.2025 |
4.038 |
15
"Oppure anche quella roba li, di una lei sopra di me che me la lecca mentre un uomo mi scopa, anche questa da provare..."
Oggi è stata una giornata perfetta.Ero stata invitata a pranzo da mia zia, anche se è inverno aveva optato per uno chalet sul lungomare.
Non impazzisco per il mare d’inverno, è troppo malinconico e a volte lo sono già abbastanza di mio ma la località che ha scelto è vicina a dove sono oggi per lavoro; quindi, non ho protestato più di tanto.
E’ stata una giornata perfetta anche se sono arrivata con mezz’ora di ritardo.
Avevo perso l’auto, non trovavo il biglietto del parcheggio per ritirarla, non trovavo le chiavi dell’auto!
Così nel panico totale, in trasferta (lavorativa e non) in una cittadina che non frequento abitualmente, senza un’anima che mi ricordasse, anche al telefono, che in genere il biglietto lo metto nella taschina laterale interna del portafoglio, le chiavi le metto nella pochette viola, in questa situazione di panico ho svuotato sotto quella pioggerellina sull’asfalto il contenuto della mia borsa.
Riuscite ad immaginarmi lì, con le autoreggenti, la gonna, stivaletto tacco basso, la pioggia fina che scende ed io inginocchiata a svuotare la borsa a terra.
Questo scherzetto m’è costato mezz’ora di ritardo e mi ha portata qui, seduta da sola al tavolo dello chalet a finire di mangiare da sola le patatine fritte, che intingo di tanto in tanto nella maionese, perché mia zia è dovuta scappare a casa perché stava arrivando l’idraulico.
Dopo aver scoperto che l’idraulico è un ragazzotto sulla ventina, le avevo anche proposto di richiamarlo ed avvisarlo del ritardo, sarei andata io ad accoglierlo…autoreggenti, gonna, maglietta scollata…
L’ha presa per una battuta, il solito cliché, non lo era più di tanto.
Rimasta sola decido anche di concedermi un dolce. Mentre aspetto la cheeskake con burro di arachidi, dolce orgasmico, sento ancora una certa voglia.
Non sono bastate quel paio d’ore il mattino a soddisfarla, ne ho ancora voglia, sarei rimasta ancora lì, in quel letto, mi sarei fatta un secondo giro con quella donna dalle labbra dolci e morbide, cercando di strapparla alle attenzioni degli uomini.
La volevo mia, tutta per me.
Su quel letto, avrei voluto abbracciarla, accarezzarla, leccarla, darle piccoli baci sul collo e salire fino all’orecchio, mentre le mie mani percorrevano la sua schiena ed arrivavano fino ai suoi capelli, le mie gambe intrecciate alle sue, sentire le sue labbra sulla ma clavicola mentre alzo lo sguardo e guardo il mio amante negli occhi per un istante che sembra un’eternità.
Grata. Perché gli uomini non sono egoisti per una volta e ci lasciano giocare.
Grata. Perché gli uomini godono nel guardarci giocare.
Grata perché la sua bocca scende sul mio seno e poi sul mio capezzolo, distolgo lo sguardo dal mio amante e butto la testa indietro mentre un gemito esce dalla mia bocca.
Avrei voluto, ma quel freddo giorno di febbraio non è accaduto, ho dovuto aspettare qualche mese perché questa fantasia si realizzasse.
E’ quello di cui mi sono lamentata con lui in quei 5 minuti nella sua auto in cui ci siamo salutati, mentre dalla radio accesa usciva la voce che cantava "Si vive, di stazioni affollate, di carezze rubate, sopra divani presi a rate".
“Siete egoisti voi uomini, pensate sempre solo a voi, al vostro piacere, alla vostra soddisfazione, a cosa volete voi, non a noi donne! Più concentrati a farvelo succhiare che a leccare!”
“Sei ingiusta, sai che non è così, che ti lascio tutto lo spazio che vuoi e fare tutto ciò che vuoi”.
E’ una mezza verità. Tre quarti di verità. Non gli darò mai ragione completamente, anche se dovesse averla.
Quei 5 minuti nella sua auto in cui ci salutiamo prima di andarcene ho tentato di ritornare alla realtà.
Ma quel bacio che ci siamo dati alla realtà non mi ci ha proprio riportata, altrimenti non avrei fatto casino perdendomi l’auto e tutto il resto!
E poi, avrei dovuto essere più audace e salire a cavalcioni sopra di lui in auto, tanto avevo la gonna, tanto avevo le autoreggenti, ci voleva un attimo a scostare degli slip ed infilarmi il cazzo dentro.
Ho ancora voglia e di sfizi me ne sono comunque tolta quella mattina. Come quello di farmi penetrare prima da uno e poi dall’altro uomo mentre lei era sopra di me.
Avrei voluto avere la sua fica sulla mia faccia mentre qualcuno mi scopava. Devo metterlo nella mia lista.
Oppure anche quella roba li, di una lei sopra di me che me la lecca mentre un uomo mi scopa, anche questa da provare.
Mentre attendo l’arrivo del dolce chiamo Andrea che avendo il telefono in mano h24 mi risponde subito.
“Vieni a prendere un caffè con me? Sono a pranzo praticamente sotto il tuo ufficio, ci metti al massimo 5 minuti a raggiungermi!”
“Potevi avvisarmi prima che passavi, mi sarei organizzato in qualche modo! Oggi sono incasinato, forse mi libero più tardi, fino a che ora sei in zona?”
Risposta sbagliata! Carpe diem, è tutta questione di tempismo.
Chiudo la telefonata in fretta dicendogli che ho il pomeriggio incasinato, cosa peraltro vera.
La mia voglia non è passata. Ma per fortuna arriva il dolce. Compensa.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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