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Cristiana e Giulia - Cena con la Padrona
29.04.2025 |
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"Smaltito il dirompente orgasmo, si mette in piedi sopra di loro, allarga le gambe, e lascia uscire un deciso getto di urina sui loro volti..."
"Muoviti troia!" sibila Giulia a denti stretti."Guarda che sei schiava tanto quanto me. - ribatte piccata Cristiana - anzi peggio. Tutti hanno potuto vedere che cagna tu sia."
Giulia rimane un momento sorpresa dalla risposta della sua ex amica, ma, non contenta, Cristiana le si avvicina dando un colpetto con la mano alla catenella che lega le due pinzette fisse ai capezzoli, facendoli vibrare.
"Oh maledetta..." sobbalza Giulia, già in difficoltà.
Io e Fabrizio ci scambiamo uno sguardo d'intesa nel vedere le nostre due compagne schiave litigare così fra loro, sotto gli occhi compiaciuti della Dama, la loro Padrona. E non resistiamo alla tentazione di avviare la vibrazione dei plug che hanno nel buchetto. Controlliamo rispettivamente l'uno quello della compagna dell'altro, e non appena li accendiamo, le espressioni sui volti delle due virano verso la sofferenza e il piacere. Sobbalzano deglutendo appoggiandosi al tavolo, ansimano e mugolano sconvolte dalle sensazioni. L'una vicina all'altra, non riescono in alcun modo a contenersi. Pur odiandosi, si strusciano a vicenda, insultandosi a denti stretti. Fabrizio approfitta del fatto che Giulia abbia dentro la sua figa anche l'ovetto vibrante, e lo attiva, con un sorriso divertito.
La mia compagna, ovviamente, accusa brutalmente il colpo. I suoi mormorii si trasformano rapidamente in urla di piacere. Crolla in ginocchio, e dopo pochi istanti non riesce a fermare un potente orgasmo che la butta letteralmente a terra, sfinita del tutto. Cri vorrebbe ridere di lei, insultarla e umiliarla per l'ennesima prova di oscena indecenza, ma non ce la fa nemmeno lei. Prova in tutti i modi a scacciare l'eccitazione, solo per venire sopraffatta e godere analmente urlando e accasciandosi in ginocchio ripiegata su sé stessa.
"Ragazzi, ok, - interviene la Dama rivolta a noi - ora però lasciate le due schiave un attimo calme, se no qui mangiamo domattina..."
"Ok, ok, - annuisco - è che sembravano così ispirate..."
Giulia mi fissa con odio, mentre cerca di rimettersi in posizione eretta. Cristiana è ancora più umiliata, e tiene lo sguardo fisso sul pavimento. La Padrona allora riprende il controllo della situazione.
"Forza schiave, andate in cucina e servite la cena!"
Il comando è assolutamente perentorio, e nessuna delle due osa controbattere.
Dopo neanche un minuto ci si presentano le due donne, statuarie, con i loro tacchi a spillo, e i loro corpi, diversi nella loro bellezza. Giulia, la mia compagna, longilinea, magra, cosce lunghe, bel culo, e seno piccolo, ondeggia sinuosamente. Cristiana, la moglie di Fabrizio, alta appena meno di Giulia, snella, con un seno pieno e grosso, avanza più sommessa, occhi indirizzati a terra.
In mano hanno i piatti di portata, e quando entrano in sala, in me è troppo forte la tentazione di schiacciare il tastino del telecomando che avvia la vibrazione del plug anale di Cri. Non appena lo faccio, vedo il suo corpo ondeggiare paurosamente in modo scomposto. Il piatto nelle sue mani trema, prima leggermente, poi sempre di più.
"Oddio no! No!! Lurido bastardo!! Fermatiiiiiii! Ti prego..." mi urla.
Ma è troppo tardi.
Non ha più nessun controllo di sé. Il piatto le vola via. Crolla in ginocchio, poi a carponi, comincia a muovere il culo oscenamente, i capezzoli diventano turgidi sui suoi seni enormi.
"Stupida cagna. - sibila la Dama, contrariata - hai fatto cadere il piatto."
"Oooohhhhhh P-Padronaaa...lo fermi...lo fermi, la prego...non riesco a contenermi..."
"Vai punita, troia che non sei altra! - la apostrofa la Dama tra il deluso e il divertito - Possibile che non riesci proprio a contenerti?"
Giulia, con un leggero sorriso sadico, vedendo la sua ex amica così in difficoltà, solleva la punta del suo stivale, infilandogliela completamente in bocca. Cri non può che leccare, già eccitata in modo potente dalla vibrazione del suo plug anale.
"Sembri così brava e pudica, e invece sei una troia della peggior specie..." non perde occasione per umiliarla la mia donna.
Sento che Cristiana sta per venire, e allora, con un pizzico di cattiveria, clicco il pulsante che spegne il plug. Non merita l'orgasmo , ora.
A carponi, sudata, ansimando devastata, solleva gli occhi e mi guarda.
"...m-maledetto..." sibila.
"Non era il momento di godere. - rispondo senza scompormi - Guarda che pasticcio hai combinato. Hai rovesciato tutto."
Vorrebbe uccidermi, ma oltre a non averne minimamente la forza, sa anche benissimo che la Padrona è arrabbiata. E lei ne è la causa.
"Sali sul tavolo, cagna." le comanda perentoria.
Cristiana esegue, mettendosi remissiva a quattro zampe, proprio in mezzo a piatti e bicchieri. Noi, seduti la osserviamo. I suoi seni abbondanti ballano liberi. È rossa in viso. L'umiliazione è profonda. Le cosce sono bagnate dagli umori che colano dalla sua figa.
"Ti stavi eccitando, mogliettina dolcissima?" la provoca Fabri, infilandole due dita nella figa, e facendola sobbalzare.
"Sei...un lurido bastardo..." lo insulta lei, cercando di salvare le apparenze, inutilmente.
"Sdraiati a pancia in su." ordina la Dama.
Pur preoccupata di ciò che potrebbe succedere, Cri non disobbedirebbe mai a un ordine della Padrona, e quindi si dispone come le è stato ordinato.
Con un semplice cenno del capo, la Dama fa capire a Giulia di rovesciare sul corpo della schiava tutto il contenuto del proprio piatto. E la mia donna, ben contenta, non si fa pregare.
Un copioso antipasto cosparge la pelle candida di Cri, disponendosi sul suo ventre, fino a sotto l'ombelico, nel petto, in mezzo ai seni, fino alle spalle.
"Mangeremo dal suo corpo... - sentenzia la Padrona - senza piatti né posate."
L'idea è fantastica. Il cibo è caldo, e Cri non trattiene mugolii di dolore, e le salse piccanti, che finiscono nei punti più sensibili, irritano l'area dei capezzoli, rendendoli dei chiodi. Lei si contorce ansimando, sotto i nostri occhi. Quel leggero ma persistente dolore, la sta facendo impazzire ed eccitare contemporaneamente. A occhi chiusi geme, le labbra carnose socchiuse. La osserviamo per qualche istante, poi con la bocca, spizzichiamo bocconcini. Ma la tentazione di succhiarle i capezzoli, enormi e turgidi, è per me irresistibile. Ma vedo che anche Fabrizio le morde il monte di venere, facendola mugolare, mentre la Dama, tra un boccone e l'altro, gioca con l'areola, passando la lingua sulla punta dei seni. Il dolore e il bruciore delle salse piccanti in quella zona è devastante. Ed eccitante allo stesso tempo. Essere così a nostra disposizione, inerme, manda in visibilio Cristiana, che non può evitare di ansimare, aprendo impercettibilmente le cosce. È evidente quanto vorrebbe che chiunque di noi la sfiorasse sul clitoride, o la penetrasse in qualunque modo.
Giulia, in piedi sull'attenti, assiste come ipnotizzata.
"Che troia..." si lascia sfuggire sottovoce.
Ma la Dama la sente. E si volta verso di lei, guardandola con disprezzo. La fissa intensamente nei suoi occhioni verdi, sbriciolando subito tutta la sua boria.
"Pensi di essere meglio, cagna spilungona?"
"...io...io..." balbetta la mia donna.
"Apri lo champagne, stupida."
Rimango stupito, vedendo come Giulia, da sempre molto orgogliosa sulla propria intelligenza, accetti sommessamente un insulto riguardante questo argomento senza reagire in alcun modo.
Ma, mentre lei esegue l'ordine, stappando con uno schiocco la bottiglia, io e Fabri abbiamo consumato tutto il cibo dal corpo supino di sua moglie. Eravamo piuttosto affamati.
Cristiana è sconvolta. Ogni centimetro del suo corpo è irritato dal calore o dal piccante, e le trasmette dolore e piacere allo stesso tempo.
"Mettiti a carponi, spalma quelle belle tettone sul tavolo, solleva il tuo bel culetto magro verso l'alto, ed esponilo" le ordina la Dama, dandole indicazioni meticolose.
Lei, pure se confusa e completamente sporca di ogni cosa, non manca di eseguire perfettamente gli ordini della Padrona. Con un cenno del capo, la Dama indica a Giulia cosa fare, e lei lo capisce all'istante. Si avvicina al corpo della ex amica, e le sfila il plug dal culo. Il buchetto ora è iper dilatato, una vera e propria caverna, che la mia compagna provvede a ampliare, usando il collo della bottiglia. Necessariamente le versa una abbondante dose di champagne nel suo ano, fino a farlo traboccare. L'ingresso di quel liquido freddo e frizzante nel culo fa sobbalzare ed emettere un urletto a Cri, sorpresa. Ansima, preda di diverse sensazioni contrastanti.
"Ora bevilo." ordina la Dama a Giulia.
"...ma io...che schifo, no..." obietta lei.
"Bevilo, ho detto." ribadisce la Padrona, strattonando la catenella sui capezzoli, e facendole vedere le stelle.
Lei subito piagnucola, mostrandoci tutta la sua debolezza. China il capo, e avvicina la bocca all'ano di Cristiana.
Sommessamente beve dal buco della sua ex amica, cercando di non fare cadere nessuna goccia per non indispettire la Padrona. Quando qualche goccia scorre dall'ano fino alla figa fradicia, Giulia la recupera con la lingua, sfiorando il perineo e le grandi labbra di Cristiana, che ovviamente, stimolata così, non riesce a trattenere gemiti incontrollati di eccitazione.
"Ommioddio...Giulia...smettila brutta stronza...Oddio...." piagnucola devastata.
Piccoli zampilli di champagne le fuoriescono dal culo, sporcando il viso bellissimo di Giulia, che ormai si aiuta con le mani affusolate, toccando il clitoride gonfio di Cri.
La moglie del mio amico Fabri, è completamente fuori controllo, presa tra dolore e piacere, ancora più mentre la Dama le afferra gli enormi capezzoli, tirandoli verso il basso come a volerla mungere. Cri si morde il labbro inferiore. Ormai è investita da ogni tipo di sensazione.
"Ooohhh...fatemi godere...vi pregooo..." urla senza più nessun ritegno.
Fabri vede sua moglie scuotere la testa, in preda al piacere. Non ce la fa più. Giulia la porta all'orgasmo in pochi secondi, facendola crollare di pancia sul tavolo, col fantastico culetto ancora aperto verso l'alto. Il suo corpo sinuoso rimane esanime qualche secondo sul tavolo, in mezzo ai nostri sguardi soddisfatti.
"Certo che la tua donna ci sa fare eh" prova a sfottermi Fabrizio.
"O forse è la tua che è letteralmente in calore..." rispondo io prontamente.
"Vogliamo provare la tua cara Giulia come è?" dice lui sogghignando.
E Giulia, che lo sente, si volta incazzata.
" Non osare!" sibila a denti stretti.
Ma non è affatto nella posizione di dare ordini a nessuno. Infatti Fabri ammirando il suo corpo longilineo, attiva simultaneamente la vibrazione del plug anale, e quella dell'ovetto nella sua figa.
In un secondo la boria della mia compagna svanisce del tutto, investita dalle stimolazioni davanti e dietro. Barcolla tenendosi al tavolo.
"Oddio no... è... è troppo..." riesce solo a mormorare accavallando voluttuosamente le cosce smisurate, e ancheggiando col suo bel culo rotondo.
"Hmm, non ho ancora capito chi è più cagna sottomessa fra voi due..." ridacchia la Dama, incuriosita e soddisfatta, con un mormorio che tradisce una certa eccitazione.
Ora è Giulia completamente fuori controllo. La doppia vibrazione la sta devastando. Crolla a terra a quattro zampe, lo sguardo fisso a terra, la testa incassata fra le spalle. Muove il culo nudo in modo osceno.
Io e Fabrizio capiamo perfettamente che resisterà qualche secondo a malapena. Col respiro rotto e affannato, ansima brutalmente.
"Cazzo cazzo cazzo oohhhhhh....non posso fermarmi....sto per...sto per..."
Solleva la testa, occhi socchiusi, ed esplode anch'essa in un orgasmo incontenibile. Cade pancia a terra sfinita, apprezzando gli ultimi strascichi di piacere col suo stupendo culo sollevato ancora all'insù. Per terra è un lago, sporchissimo. Ma lei non se n'è cura. Fra lei e Cristiana non si sa chi sia più sudicia.
"Sono distrutte... - osserva la Padrona - ma non è proprio il momento di esserlo..."
Si solleva dalla sua sedia per un momento, notiamo il plug luminoso nel suo culo, e afferra le nostre due donne per i capelli, strattonandole un po'. Giulia e Cristiana si lasciano tirare frastornate. Sono semplicemente patetiche, così luride, sfinite, e piene di ogni sorta di sudiciume addosso. La Dama ride di gusto. Fa un breve giretto nel salotto trascinandola dietro di sé, giusto per farci apprezzare le nostre due cagne schiavizzate. Ma ora ha intenzione di usarle veramente. Noi osserviamo e ammiriamo, come ipnotizzati.
Mette prima Cristiana seduta a terra, poggiata di schiena alla poltrona. E poi si dispone in ginocchio sulla poltrona stessa, sedendosi sulla sua faccia. È completamente bagnata, e Cri si trova la sua figa fradicia proprio in bocca.
"Leccamela." ordina.
Fabrizio con una espressione perversa, ma ormai non più sorpresa, vede sua moglie, soggiogata, estrarre la lingua e stimolare il clitoride della Padrona, che apprezza molto il suo lavoro. Infatti subito la sentiamo mugolare.
Ma, non ancora soddisfatta appieno, la Dama afferra Giulia e le guida il viso verso il suo culo.
"Levami delicatamente il plug, e leccami il buchetto." comanda perentoria, anche se con la voce già un po' ansimante.
La mia compagna, anche lei sottomessa, si dispone in ginocchio con le gambe larghe, sopra Cristiana, ed esegue minuziosamente i due compiti che le sono stati assegnati. Sfila con grande attenzione il plug luminoso dal culo della Padrona, e comincia a baciarle la zona anale. Prima delicatamente, poi con sempre più decisione, mettendoci grandissimo impegno. Vediamo la sua lingua penetrare il buchetto della Dama ripetutamente.
Ora la Padrona, assalita da un doppio stimolo, si poggia col petto allo schienale della poltrona stessa. Ancheggia sul viso di Cristiana, mentre Giulia continua a lavorarle il buchetto.
Non avrei mai creduto di vedere le nostre due donne, sottomesse e umiliate, così impegnate a dare piacere a un'altra donna. È un sogno.
I mugolii della Padrona sono sempre più intensi e rumorosi. Il ritmo del suo bacino aumenta, e poi ancora di più, e, dopo qualche attimo, gode pienamente sul viso della povera Cri, accasciandosi, provata ma appagata, sulla poltrona.
"Wow..." commento io sbalordito.
"Che cagne avevamo in casa, amico mio..." risponde lui.
"Pensa quanto ci divertiremo da ora in poi." rido di gusto.
Giulia e Cristiana sono veramente distrutte, sdraiate schiena a terra. Non si muovono, la serata le ha prosciugate di energia. Ma la Dama ha un ultimo sfizio da levarsi. Smaltito il dirompente orgasmo, si mette in piedi sopra di loro, allarga le gambe, e lascia uscire un deciso getto di urina sui loro volti. Nessuna delle due osa sottrarsi agli schizzi di pioggia dorata, anzi al comando della Padrona, aprono la bocca, gustando pienamente il liquido. È tutto sempre più stupefacente.
La Dama ride soddisfatta. Ha sistemato quelle due borghesotte litigiose come si conviene.
"Chiamatemi un taxi. - ci dice - Sono stanca, questa serata ha detto tutto ciò che doveva dire. E mi raccomando, che queste due cagne si lavino bene. Tornerò presto a trovarle."
Si infila il soprabito, ed esce senza nemmeno voltarsi a guardarci, salutandoci con un semplice cenno della mano.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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