Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > bdsm > La cavia
bdsm

La cavia


di MissSerena
13.07.2026    |    524    |    1 8.3
"” Sentii un aculeo toccarmi proprio la base del glande, e subito dopo una piccola scossa che mi fece scattare pur non procurandomi di fatto alcun dolore..."
Dedico questo racconto a Tommaso, che ne è stato l'ispiratore.
Non so se esiste il 'congegno' descritto nel racconto, anche se credo di no, ma se qualcuno volesse crearne uno per poi commercializzarlo sappia che mi deve pagare i diritti d'autore :-D

“Hai un nuovo messaggio da un nuovo contatto”
Era un po’ di tempo che non leggevo quella scritta sul sito principalmente d’annunci a tema BDSM, dopo averne ricevuti diversi da aspiranti sottomessi come me in cerca di una padrona che non lo facesse per soldi.
Così senza alcun entusiasmo andati a cliccare su “apri” rimanendo stupito per quanto stavo leggendo.
“Sono Mistress Lorena e voglio sapere se sei interessato a un incontro con me, nel qual caso rispondimi con un tuo contatto reale.
P.S. non cerco alcun guadagno.”
Pensai subito a uno scherzo visto che Mistress Lorena era una delle persone più famose del paese per quello che riguardava il BDSM, avendo fra l’altro partecipato a un programma sulla dominazione, purtroppo cancellato dopo poche puntate per colpa dei soliti moralisti da quattro soldi. In ogni caso quelle poche ore di registrazione erano bastate a farne una mezza celebrità, ma anche a farle aumentare in modo sostanziale la sua tariffa come Mistress professionista. Quello che più m’aveva colpito non era tanto il suo saper dominare un’altra persona, e poco importava se fosse donna o uomo, quanto l’immensa fantasia nel saperle torturare, dimostrando così un sadismo al di sopra della norma delle sue ‘colleghe’.
Decisi d’andare al centro commerciale e comprare una SIM nuova per non dover usare la mia nel caso si trattasse di una truffa, poi risposi al messaggio inserendo il numero appena preso.
Dopo dieci minuti, suono il telefono dove avevo messo la nuova SIM.
“Parlo con Tommaso sono Mistress Lorena.”
Riconobbi subito la voce, un misto di regalità unito a una erre moscia alla francese che la rendevano unica, quasi fosse un marchio di fabbrica.
“Sì sono io come posso esserle utile mia Signora.” risposi quasi balbettando per l’emozione.
“Per iniziare vivi a Monza ?”
“Sì signora.”
“Bene, come sai io vivo vicino Milano quindi sei vicino e mi serve uno schiavo per provare alcune nuove attrezzature, che però non abbia mai sottomesso in alcun modo o maniera, in modo d’avere un feedback più reale. Ora dimmi vuoi essere la mia cavia ?”
“Sì signora.” risposi senza alcuna esitazione, e del resto chi non avrebbe risposto in quella maniera.
“Molto bene anche se ero sicura che avresti accettato, domani ti manderò data e ora dell’incontro, oltre all’indirizzo al quale ti dovrai presentare pronto per affrontare la sessione, buona giornata.”
Non ebbi neanche il tempo di salutarla che lei chiuse la telefonata, lasciandomi con la sensazione di chi avesse fatto una bella vincita con una lotteria istantanea.

Il giorno seguente m’arrivo conferma dell’appuntamento, che era stato fissato per il primo sabato del calendario alle ore quindici, senza la possibilità di poter dire nulla su data e orario. Scoprii che Mistress Lorena non esercitava in città, ma nella zona sud della ‘periferia’, il che voleva dire farmi almeno un’ora d’auto per arrivare.
Quello che però non mi dava tregua, era la curiosità di sapere cosa volesse sperimentare su di me, anche perché nel mio profilo c’era scritto molto chiaramente che ero sì masochista, ma non per questo incline alla sottomissione ‘classica’.
Passai così ore a navigare sul suo sito in cerca d’indizi, ma senza trovare nulla d’interessante, tanto che alla fine decisi che era meglio non sapere nulla e godersi la sorpresa.

Da vero paranoico arrivai con venti minuti di anticipo, ma invece d’entrare subito, passai un buon quarto d’ora a guardare quella costruzione che tutto sembrava tranne che un Dungeon. Visto da fuori sembrava uno dei tanti piccoli capannoni industriali riadattati a uso civile, con ampie vetrate ed esterni forse un po’ troppo multicolore ma non pacchiani. Il parcheggio era ampio ed al momento c’erano poche macchine, il giardino molto curato con prato all’inglese e molti cespugli di rose rosse messi con fin troppo ordine.
Quando entrai ebbi il dubbio d’aver sbagliato indirizzo, e che quello fosse un centro medico, con tanto di receptionist vestita come una hostess che m’accolse con un bel sorriso.
“Buongiorno sono Silvia come posso esserle utile.”
“Buongiorno sono Tommaso e avrei un appuntamento con Mistress Lorena.” risposi sperando d’aver detto la cosa giusta.
“Buongiorno Tommaso, se vuole seguirmi la porto nel salone principale.”
La ragazza iniziò a sculettarmi davanti camminando lungo un paio di corridoi, sino ad arrivare in una stanza di pochi metri quadri che compresi essere uno spogliatoio.
“Si tolga tutto orologio compreso mentre preparo la fascia.” mi disse sempre sorridendo.
Mi denudai piuttosto velocemente per poi farmi mettere una fascia alta una decina di centimetri proprio sopra i capezzoli, che lei chiuse con un velcro.
“Bene adesso prenda questa pillola, se vuole dentro quel frigo c’è dell’acqua.”
“Posso chiedere cos’è ?”
“Un piccolo energetico casomai dovesse sudare troppo.”
Presi la pillola con una bella sorsata d’acqua, quindi Silvia mi condusse in quello che era un signor Dungeon, per farmi sedere su uno sgabello piuttosto scomodo.
“Mistress Lorena sarà qui fra qualche minuto, lei nel frattempo non faccia e non tocchi nulla.”
Le sue parole mi sembrarono quelle di mia madre quando mi portava in casa di qualche sua amica, dove dovevo stare più fermo di una statua di marmo altrimenti a casa mi avrebbe punito col battipanni.
Mi girai solo per potermi specchiare, e non potei dire che fossi un bell’uomo, non tanto per i miei cinquant’anni, ma per il fatto che li dimostravo tutti e che il fisico non era certo ‘leggero’.
Non so quanto tempo passò, ma quando vidi una porta aprirsi davanti a me capii che la mia attesa era finita.
Vista dal vivo Mistress Lorena era forse meno bella che in televisione, ma certamente più affascinante, con quel tailleur nero che la fasciava in modo divino mettendo ancor più in risalto il seno, che poco importava se fosse stato rifatto per rasentare la perfezione. Vedendola camminare verso di me mi ricordò la classica regina cattiva delle favole, solo che lei le batteva tutte in quanto a carisma. Poco dietro di lei c’era una ragazza molto bella e anche più giovane, con un vestito simile ma di color verde, e l’aria di chi sa che manca poco al via della festa.
“Buongiorno Tommaso ora l’unica cosa che devi fare è ascoltare, e rispondere solo se ti verrà chiesto di farlo. Come ti ho detto ho un nuovo macchinario di tortura che voglio provare con uno ‘fresco’, per vedere come funziona nella realtà e se ci sono modificare da fare. La fascia che ti è stata messa serve per misurare i tuoi parametri vitali, e questo per la tua sicurezza, inoltre potrai fermarci quando vorrai pronunciando la parola salvadanaio, fin qui tutto chiaro ?” mi disse con una voce che era ben oltre l’autoritario, anche se il tono trasmetteva una sicurezza dote principale di una Mistress.
“Sì signora.”
“Bene adesso Giorgia ti legherà in modo che tu non possa muoverti, e questo è sempre per la tua sicurezza; quindi, alzati e metti le mani in alto.”
La ragazza dietro di lei impiegò pochissimo tempo ad incatenarmi con le mani in alto e le gambe ben aperte usando degli anelli già presenti nella sala.
“Adesso Giorgia ti metterà la nostra nuova cintura di castità dotata di intelligenza artificiale. Il suo funzionamento è piuttosto semplice, quando il tuo pene tocca la parte metallica parte uno o più aculei che oltre a pungere danno una piccola scossa. Ovviamente la loro azione aumenta col passare del tempo, ed almeno in teoria anche la scossa più forte dovrebbe esser sopportabile da un masochista come te, anche se ripeto questa è solo teoria.”
Vidi l’assistente sistemarmi il pene ancora floscio dentro una gabbietta metallica ben più grande di quelle che ero solito usare, tanto che poi dovette usare una cintura per non farla cadere.
“Giorgia hai finito ?”
“Sì Mistress, è tutto sistemato al meglio.”
“Bene proviamo una scossa al minimo della potenza.”
Sentii un aculeo toccarmi proprio la base del glande, e subito dopo una piccola scossa che mi fece scattare pur non procurandomi di fatto alcun dolore.
“Sentito qualcosa ?” mi chiese Mistress Lorena.
“No più che altro ero impreparato.” risposi quasi vantandomi di non aver provato nulla.
“Bene Giorgia procedi come da programma.”
Non so perché m’aspettavo qualcosa di violento come ricevere delle frustate, che mi eccitano poco ma sono pur sempre una fonte di dolore; invece, Giorgia si tolse l’abito lasciandomi a bocca aperte.
Se vestita era una gran bella ragazza, senza quello era da far resuscitare i morti, con una lingerie di raso verde che se possibile la faceva diventare sublime. In lei non c’era nulla che non fosse meraviglioso, le forme erano sì procaci, ma senza alcuna esagerazione, le gambe e le braccia della giusta lunghezza e quindi proporzionate al busto, con quelle cosce che erano solo carne e niente grasso.
Il solo vederla così mi fece avere un’erezione che un secondo aculeo posto a metà del pene provò a bloccare, per poi riuscirci un terzo posto poco sopra la base dei testicoli.
“Dimmi Tommaso ti piaccio ?” mi chiese lascivamente Giorgia accarezzandomi una guancia.
“Sì sì.” risposi anche se il primo aculeo mi fece un po’ piegare le gambe con una scossa più forte delle altre.
“Sai che mi sento tanto sola e avrei bisogno di un vero uomo.”
L’aspirante Mistress non fece altro che eccitarmi con frasi a dir poco provocanti, mentre mi toccava soprattutto la faccia, facendomi avere così delle piccole erezioni che la cintura di castità provvedeva subito a fa spegnere.
Quella macchina diabolica non aveva una logica umana, ma faceva arrivare la corrente agli aculei in modo a me incomprensibile, facendo sì di trovarmi quasi sempre impreparato a riceverla.
Come se ciò non bastasse anche l’intensità della scossa stessa era variabile, anche se secondo me scemava ben poco per poi risalire subito.
“Peccato che a te non diventi duro altrimenti mi farei scopare subito.” mi disse mordendomi un lobo, per poi continuare la tortura leccandomi una guancia e dicendo altre frasi sconce.
Il dolore si fece ben presto continuo, ma non costante, il che mi faceva impazzire di quel piacere che solo un vero masochista sa apprezzare.
Perché il mio non è solo un riuscire a provare un vero e proprio piacere fisico nella sofferenza, ma trovare nel dolore quasi una ragione di vita, un qualcosa che dia la carica per andare sempre avanti dove altri lancerebbero la spugna.
Nonostante sapessi che il cercare d’avere un’erezione portava a una o più scariche elettriche, non facevo altro che pensare a come avrei scopato quella ragazza, e sia chiaro che la classica missionaria non era contemplata perché troppo banale.
Ad ogni posizione corrispondeva una scossa, e quelle alla base del glande erano le più dolorose, e quindi quelle che più aspettavo.
“Adesso cambio programma.” disse Mistress Lorena, e non impiegai molto a capire come fosse quello nuovo.
La prima scossa piuttosto debole arrivò in mezzo a ogni testicolo e fu come ricevere un doppio calcio nelle palle, la seconda scarica centro la parte inferiore del pene più o meno a meta, ma quella che mi fece annebbiare la vista fu la terza che mi prese sulla cappella pochi millimetri sopra l’orifizio dell’uretra.
Perché in fondo il dolore è un lampo nero che riempie un foglio bianco, per poi schiarirsi più o meno velocemente, sino al prossimo lampo oscuro. Io ho sempre provato piacere non tanto sentendo il colpo o quello che fosse, ma durante quella fase in cui il dolore scema, sperando sempre che lo faccia il più lentamente possibile.
“Allora piccolo porco vorresti sempre scoparmi ?” mi chiese Giorgia che nel frattempo si era messa a cavalcioni sulla mia gamba destra, e che iniziò a leccarmi la faccia.
“Ti romperei il culo anche adesso.” risposi con disprezzo per poi attendere la prossima scossa.
“A proposito di culo ho appena avuta una bella idea.”
Vidi Giorgia allontanarsi per tornare con uno strano oggetti di gomma nera a forma di “L” ma senza spigoli, e compresi subito che dopo sarebbe stato tutto amplificato in modo osceno. La ragazza infatti m’infilò quello stimolatore della prostata senza alcuna delicatezza, ma quello fu il meno, perché come l’accese il mio pene riprese vita, e con lui l’intelligenza artificiale che muoveva gli aculei.
Ovviamente Giorgia iniziò con una stimolazione piuttosto bassa, ma già con quella le scosse erano una dopo l’altra anche se non particolarmente forti, sino a quando non ne ricevetti una ‘decisa’ sulla cappella che più che togliermi il fiato mi estirpò tutto l’impianto respiratorio.
“Alt !” sentenziò Mistress Lorena “Siamo al limite quindi fermiamoci, e tu dagli da bere che è tutto sudato.”
“Sissignora provvedo subito.” rispose Giorgia per poi quasi correre per prendermi una piccola bottiglia di acqua fresca che bevvi lentamente, ma sino in fondo.
“Tommaso dimmi come va e per piacere non mentire.” mi chiese con una certa gentilezza la dominatrice.
“A parte la punta sulla cappella bene, quella è una mazzata anche se ho capito che non va mai al massimo.”
“Hai ragione, è impostata per non andare oltre il cinquanta per cento, ma vedo che già così è molto potente. Se vuoi riprendiamo così proviamo delle combinazioni diverse, ma senza quella che ti fa più male.”
“Va bene sono pronto.”
Le due donne ripresero a torturarmi, Giorgia con lo stimolatore e Mistress Lorena con la sua nuova cintura di castità, questa volta mischiando tutte le combinazioni possibili, coll’esclusione di quella per lei troppo pericolosa.
Ovviamente soffrii tantissimo, e solo quando non ebbi neanche la forza di stare in piedi pronunciai la parola di sicurezza facendole smettere all’instante.
“Giorgia libera Tommaso, poi portalo a farsi una doccia e quindi a rifocillarsi al bar dove deve avere accesso libero a ciò che vuole.” disse la domina alla sua aiutante prima di rivolgersi a me “Sei un vero masochista e non solo perché hai resistito quasi due ore, ma perché hai capito qual è il tuo limite e non sei stato così idiota da volerlo superare. Il mio nuovo giocattolo ha giusto bisogno di qualche piccola regolazione, ma per il resto si può dire che ha passato il collaudo, e questo grazie a te. Ora devo andare a prepararmi perché fra un po’ arriva un vecchio porco a cui piace fare il bebè.”
Quando Giorgia mi liberò scoprii che avevo i genitali rosso fuoco, ma bastò una bella doccia e un po’ di pomata lenitiva, per non avere alcun problema la sera stessa.
“Se vuoi sai come trovarmi.” mi disse la ragazza prima che la lasciassi.
“Lo so peccato che sei fuori dalla mia portata.” le risposi a malincuore, ma del resto non potevo lasciare quasi mezzo stipendio per qualche ora con lei.

Neanche due mesi dopo vidi su alcuni siti a tema BDSM la pubblicità di una nuova cintura di castità, con la faccia di Mistress Lorena sulla scatola che prometteva una nuova forme di dolore.
E forse fui uno dei primi ad acquistarla.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.3
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per La cavia:

Altri Racconti Erotici in bdsm:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni