Gay & Bisex
L'area relax della palestra
30.09.2025 |
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"Sborriamo ognuno nella propria doccia, finiamo di lavarci, ci rivestiamo… e ognuno va per la sua strada..."
Sono un assiduo frequentatore di palestre da vari anni: trovo che siano un toccasana non solo per il fisico, ma anche per la mente e per la socializzazione.Dopo l’allenamento, spesso, ho l’abitudine di rilassarmi nella zona termale, il luogo ideale per scaricare le tensioni dopo l’esercizio fisico, al termine magari di una pesante giornata lavorativa.
Ci si libera la mente. E a volte non solo quella! E sì, perché, aiutato da un pizzico di fortuna, talvolta in palestra e in special modo nell’area relax mi sono capitate varie situazioni intriganti e divertenti. Ne avrei tante da raccontare, ma mi limiterò a quelle che nella mia memoria si sono cristallizzate come le più appaganti.
Il primo in assoluto, tanti anni fa, fu un istruttore, anzi, per essere precisi, il capo istruttore della palestra che frequentavo allora. Un bel ragazzone friulano biondo con gli occhioni azzurri, dal gran bel fisico statuario, dotato di muscoli, addome scolpito…e di un gran bell’uccello, che il porco, già negli spogliatoi, si faceva diventare barzotto, giusto per attirare l’attenzione, di chi fosse interessato all’articolo. Quando si cambiava, prima o dopo la doccia, immancabilmente stava per lungo tempo completamente nudo con la minchia in semi-tiro, rimirandosi allo specchio e girando tra gli armadietti dello spogliatoio maschile. Un bell’esibizionista insomma.
Allora il sottoscritto era, al contrario, un giovane candido, un’ingenua educanda che non andava in cerca di situazioni peccaminose. Quel giorno mi trovavo nel bagno turco, seduto sulla panca in pietra a rilassarmi: non c’erano altri avventori. In quella palestra, le aree relax (molto piccole a dir la verità: un piccolo bagno turco ed un’altrettanto piccola sauna) erano separate: una per gli uomini ed un’altra, identica, per le donne, entrambe collegate ai rispettivi spogliatoi. Quindi si poteva stare senza costume, completamente nudi. Ma ritorniamo a quel giorno: io sono perso nei miei pensieri tra i vapori, quando l’istruttore esibizionista entra con la minchia già dura, si mette di fianco a me, vicinissimo, in modo che potessi ammirare l’arnese. Inizia a toccarselo, chiaro segnale che me lo vuole dare. Io timidamente, stupito, anzi incredulo, giro la testa per fissarlo. Lui capisce che può osare di più e si para in piedi davanti a me. Una statua greca col cazzo duro: avrei forse potuto resistergli? Impossibile. Rimanendo seduto gli prendo il cazzo, prima in mano, poi in bocca. Succhio, inizialmente timidamente, poi con più foga ed infine mi faccio scopare la bocca. Mi metto anche in ginocchio, come una vera troia. Per fortuna non entra nessuno nel bagno turco e riusciamo a venire entrambi. Una pompa memorabile!
Altro episodio che amo ricordare: il manzo agé. E successo nella palestra che frequento attualmente, un centro sportivo di una nota catena (non vi dirò quale: mica mi pagano per fare pubblicità!), molto più bello ed esteso di quello del fattaccio che vi ho appena raccontato, con area relax articolata (2 bagni turchi, 2 saune, vasca con idromassaggi, docce emozionali…) ma purtroppo mista, quindi con obbligo di indossare il costume. Ma torniamo all’episodio piccante. Arrivo in palestra, vado nello spogliatoio a cambiarmi e noto poco distante dal mio armadietto un omone sui 55-60 anni, calvo, alto, muscoloso ma con una leggera panzetta. Il Mastro Lindo velocemente si spoglia completamente per poi indossare la tuta: è rapidissimo, ma io faccio in tempo a notare un uccello enorme, sia di lunghezza che di circonferenza, che mi fa venire l’acquolina in bocca. “Se è così da molle”, penso, “chissà cosa diventa quando è in azione!”. Lui non mi guarda, se non di sfuggita: mi dà l’impressione di essere un marito eterosessuale, che dopo il lavoro fa un salto in palestra prima di rincasare dalla mogliettina e dalla prole. Andiamo entrambi nell’area pesi, ma presto lo perdo di vista. Al termine dell’allenamento mi reco nella zona relax e vado a rilassarmi nel bagno turco. Dopo qualche minuto lo vedo entrare, con un bel costumino verde che sembra esplodere. Mi gioco le mie carte, vado a sedermi vicino, rivolto verso di lui e mi metto a fissargli il pacco. Lui se ne accorge, aspetta che gli altri avventori escano e a quel punto, una volta soli, con la mano si massaggia il pisellone da sopra il costume; anche io massaggio il mio, per lanciargli il segnale che ci sto. E lui a quel punto se lo tira fuori e me lo mette in bocca! Un cazzo enorme! Uno dei più grossi che abbia mai ciucciato. Purtroppo poco dopo entrano nel bagno turco altri avventori, che - fortuna nella sfiga - grazie ai fitti vapori non si accorgono di nulla; così ci ricomponiamo e…ci trasferiamo a casa mia, dove senza più scocciatori riesco a gustarmi quella salsiccia grossa e gustosa fino a farmi schizzare una copiosa sborrata sul petto.
Infine vorrei raccontarvi del muscoloso etero. Giovanotto moro meridionale dal fisico statuario, uccello enorme (ammirato varie volte sotto le docce), culo da favola, bello pure di viso. Avvistato talvolta ad allenarsi con fidanzata al seguito. Uno che insomma non avrei mai pensato di spompinare nell’area relax! E invece… Il Fato ha voluto che un giorno, facendo la doccia dopo l’allenamento, ammirando cotanta bellezza nella doccia di fronte alla mia, l’uccello mi si sia rizzato. Lui se ne accorge. Io imbarazzato, cerco di farmelo scendere pensando a cose brutte e deprimenti (il mio capufficio, le malattie, la fame nel mondo…), ma con mio grande stupore mi accorgo ben presto che invece anche lui mi guarda e si eccita: il cazzo gli diventa barzotto, raggiungendo una misura ragguardevole. Mi guarda e se lo mena; io lo guardo e a quel punto, arrapatissimo, me lo meno anche io. Capisco quindi che non gli dispiaccio e che lui etero fino in fondo non lo è (magari è un etero curioso e desideroso di provare nuove esperienze; o forse un bisex navigato, chissà). Sborriamo ognuno nella propria doccia, finiamo di lavarci, ci rivestiamo… e ognuno va per la sua strada.
Qualche settimana dopo, finito l’allenamento, entro in sauna e me lo ritrovo lì. Non c’erano altri avventori. Lo saluto e gli dico “complimenti, hai un fisico da urlo. E non solo il fisico, permettimi, devo farti i complimenti anche per ciò che l’altra volta sotto le docce ti ho visto tra le gambe, davvero invitante”. Lui ringrazia e con mio stupore se lo tira fuori dagli slip, come per offrirmelo. Il cazzo era ancora molle: subito mi chino e lo piglio in bocca, pompando con foga. Lui si lascia succhiare ed il suo pisello in pochi secondi diventa durissimo, raggiungendo una lunghezza di circa 20 cm. Un gran bell’arnese, se non fosse per una leggera curvatura: qualche difetto sto marcantonio doveva pure averlo, no?
Per fortuna questo incontro birichino succede in un orario in cui gli avventori della palestra (e dell’area relax) sono davvero pochissimi, quindi nessuno ci disturba. Però per essere più sicuri ci spostiamo nella zona docce, dove ci chiudiamo in un box ed io, in ginocchio, concludo l’opera facendomi sborrare sul petto, venendo a mia volta subito dopo, completamente preso dall’eccitazione e ancora incredulo per l’esperienza goduriosa appena vissuta.
In conclusione: se non lo avete ancora fatto, seguite il mio consiglio amici, iscrivetevi in palestra che lo sport fa bene!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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