Gay & Bisex
La cantina
27.08.2025 |
1.224 |
3
"Dopo poco lui mi prese la testa e, tenendola ferma, cominciò a scoparmi la bocca, in maniera molto rude e dominante..."
Lo avevo contattato in un sito di incontri per soli uomini. Dalle foto sembrava un gran bel tipo: mediterraneo, muscoloso, peloso, calvo con pizzetto, più o meno della mia età. Nella sua scheda si presentava come bisex, dotato e assolutamente solo attivo: quello che cercavo.Mi diede appuntamento sotto casa sua: anche lui era di Milano, abitava a circa 1 km da casa mia, 15 minuti a piedi o 3 fermate di tram.
Decisi di prendere i mezzi. Nell'attesa aumentava il "brivido caldo", quel misto di emozioni, ansia, eccitazione, timori e speranze, che precede ogni incontro di chat.
Arrivato al suo portone, con il cellulare feci 3 squilli al numero che mi aveva dato: il segnale convenuto.
Dopo un paio di minuti - durante i quali quel "brivido caldo" era salito alle stelle, tanto che quasi tremavo! - il portoncino si aprì e si presentò un gran figo, dai modi maschili e spicci. Sembrava ancora meglio che in foto! La sua voce - che mai prima di allora avevo udito - era calda e profonda. Comunque fu di pochissime parole: mi diede la mano presentandosi e mi disse che, se volevo, potevamo andare a divertirci in cantina. Io accettai e così scendemmo nei sotterranei umidi di quel palazzo d'epoca.
Dopo avere percorso un lungo corridoio, entrammo nella cantina di sua proprietà, chiusa con un lucchetto: era piccola, polverosa e piena di oggetti, scatoloni, mobili vecchi e cianfrusaglie. La classica cantina cittadina.
Una volta dentro, socchiuse la porta, accese una torcia (non c'era luce elettrica) e senza dire altro si slacciò i pantaloni tirandosi fuori con orgoglio un uccellone circonciso barzotto, molto grosso di circonferenza. Alzandosi la maglietta lasciava intravedere un fisico atletico con addome scolpito. Da urlo! Mi inginocchiai su quel pavimento sporco e dopo avere ammirato quella bellissima minchia, la presi in mano, poi iniziai a leccare la cappella, l'asta, le palle... Ben presto si rizzò completamente, raggiungendo una misura di circa 20 cm.
Dopo poco lui mi prese la testa e, tenendola ferma, cominciò a scoparmi la bocca, in maniera molto rude e dominante. Mi insultava chiamandomi "frocio", sghignazzava, mi prendeva a pisellate in faccia e - questo lo ripeteva spesso - mi diceva che una troia come me meritava di essere scopata "in tutti i buchi, anche nelle orecchie...". Io, eccitatissimo anche per il suo corpo muscoloso e statuario, mi segavo. Alla fine venimmo entrambi sul pavimento. Dopo esserci ricomposti, senza parole mi accompagnò al portone di ingresso e ci salutammo.
Ripetemmo queste pompe in cantina 7 o 8 volte, forse anche 10, sempre con il medesimo copione (solo una volta, la sera tardi, lo facemmo nel corridoio della cantina e non nella cantina stessa, col rischio che qualcuno sopraggiungesse sul più bello!), fino a quando, per un motivo a me ignoto, scomparve.
Gli ho succhiato il cazzo tante volte, ma di lui non sapevo nulla.
Mi sono sempre chiesto chi lo aspettasse di sopra a casa, al caldo, mentre sottoterra, nell'umidità, mi fotteva rudemente la gola e mi insultava: una moglie? un fidanzato? l'anziana madre? dei figli?
Chissà...
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per La cantina:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
