La bestia e l'angioletto
Fa freddo....il freddo che può esserci al sud, ma c'è un sole luminoso ed algido. Ultima tappa del mio tour de force la libreria a tre piani della nota casa editrice torinese. Per fortuna la zona delle nuove uscite e quella dei gadgets sembrano attrarre la maggior parte delle persone presenti.
Mi seggo in un angolo isolato della sezione dedicata alla storia delle religioni e sono pressoché certo che nessuno, o pochissimi, verranno a turbare il silenzio ovattato che mi circonda.
Dopo poco mi ritrovo sudato e sento che per l'eccesso di riscaldamento mi gira la testa. Tolgo giubbino e maglione, resto in t-shirt pur sentendomi a disagio. Intendiamoci ho 47 anni ma sono in eccellente forma fisica. Da ragazzo praticavo canottaggio e palla a canestro, il primo per una naturale propensione all' elemento "acqua", il secondo, svogliatamente, perché la mia altezza si adattava a quello sport. Infatti sono alto un metro e novantasette e, grazie al canottaggio non credo di assomigliare ad una giraffa. Spalle larghe, genere armadio, gambe naturalmente grosse e muscolose i piedi sono la mia dannazione perché trovare scarpe 48/49 e' ancora oggi una impresa.
Mi chiamo Achille, nomen omen, faccio il commercialista, sono separato con tre figli, il maschio dalla mia unica moglie, le due femmine dalla mia ex compagna. Ho, per alcuni un eccesso di peli sul corpo, per altre una marcia in più poiché il lucido tappeto brizzolato che, a parte la schiena, mi ricopre, evidenzia il mio aspetto, non direi bello, ma decisamente virile.
Sono un tipo poco interessato alle cure estetiche, non mi depilo, niente sopracciglia alla Scialpi, capelli folti e spessi ancora abbastanza neri, le uniche fissazioni che ho riguardanti il mio fisico sono mantenere una massa muscolare adeguata alla mia altezza e.....radermi una volta alla settimana quei due grossi e pesanti coglioni da toro che penzolano prepotenti sotto una varra proporzionata alla mia struttura fisica, insomma sono un superdotato reale.
Ma torniamo alla libreria e alla sensazione di malessere causata dal riscaldamento eccessivo.
Mi alzo dalla mia poltroncina, chiedo ad una impiegata se posso darle in custodia i miei pacchi natalizi e mi dirigo verso i bagni con la maglietta di licra nera attaccata al mio torace come una seconda pelle, completamente bagnata di sudore e con la consapevolezza di emanare un forte odore se non puzza.
I bagni sono deserti, meglio penso non dovrò preoccuparmi di puzzare e potrò darmi una sciacquata in pace. Mi avvicino ad un vespasiano nel mezzo di una lunga fila e aperta la patta dei pantaloni tiro fuori il mio grosso pezzo di carne, anche il cazzo e' sudato e umidiccio, subito mi arriva al naso il classico odore della cappella che ha cacciato pre cum per tutto il pomeriggio e noto una chiazza umida sulle mutande. Mentre mi rilasso godendomi il sollievo di una lunghissima pisciata vengo disturbato da una serie di piccoli e stridenti rumori metallici.
Mi guardo intorno senza scorgere nessuno, poi vedo un movimento alla fine del corridoio dei vespasiani dove si trovano le cabine con il water e una figura minuta ed inginocchiata.
Un uomo, più probabilmente un ragazzo si sta allacciando le stringhe delle scarpe. Mi rendo conto che nel mentre avevo sospeso la minzione, per riprendere mi scappello il glande e nel farlo quasi mi compiaccio della sua esagerata larghezza. Penso ad una albicocca. Ecco, il flusso interrotto riprende prepotente e, per evitare gli schizzi mi allontano un po' dall' urinatoio. Tengo il cazzo con la mano destra, le palle le ho liberate e ballonzolano pesanti e lisce. Il tizio che si allacciava le stringhe e adesso intento a pisciare anche lui, ma si nasconde facilmente dietro alla parte laterale del vespasiano. Un pensiero stupido ma eccitante mi attraversa la mente. Penso....: se sta così vicino per fare pipì deve avere un cazzetto da bambino. Il mio istinto mi sussurra "qui c'è trippa per gatti". Riavvicinatomi all' orinatoio sgrullo l'uccello e, lentamente, guardando il muro inizio a menarmelo. Sono molto fortunato la varra anche da moscia è notevole e attira inevitabilmente l'attenzione di donne, uomini adulti e giovanissimi frocetti che, per inciso, sono la mia passione. Il ragazzo è lì da un po' e non si sente alcun rumore.
Poiché non ho intenzione di corteggiarlo, fingendo di faticare a rimetterlo nei pantaloni mi giro di tre quarti e faccio in modo che il biondino dai lunghi capelli veda la mia mercanzia. In queste situazioni divento un porco da competizione.
Missione compiuta. Mi fissa incredulo e poi abbassato lo sguardo inizia ad avvicinarsi, mi passa lateralmente ed ho l'occasione di guardarlo meglio,.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per La bestia e l'angioletto :

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
