Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Gay & Bisex

Alfredone


di Golatunnel
19.02.2025    |    168    |    2 8.7
"Mi lasciò parlare guardandomi fisso e poi, con una voce che sembrava uscire da un oboe, mi ricordó che ero in ritardo di venti minuti, dunque sarei entrato alla seconda ora e alle mie..."
Il custode del mio liceo si chiamava Alfredo, ma tutti, preside incluso, lo chiamavano Alfredone. Ovviamente il soprannome derivava dalla stazza fuori dal comune. Alfredone, infatti, era alto quasi due metri, io credo, e sembrava un armadio a tre ante. Spalle enormi, ma davvero, visto da dietro pareva uno dei supereroi dei cartoni animati che andavano di moda a quei tempi. Aveva gambe grosse e leggermente arcuate, genere cowboy, due braccia da far paura a chiunque e manone grandi come la pala per infornare le pizze. Certo non si può dire fosse bello, tutt' altro, un naso storto e probabilmente rotto in qualche rissa in gioventù, grandi occhi a palla espressivi come quelli di un pesce rosso ed una bocca sottile sempre atteggiata in un ghigno vagamente minaccioso. Diciamo che la barba brizzolata curatissima che portava da sempre, mitigava le stranezze della fisionomia, ma Alfredone aveva dalla sua un arma vincente, sprizzava mascolinità e potenza da tutti i pori. Non credo fosse solo la sua imponente figura, era anche una questione di aura oserei dire. Io lo vidi la prima volta dopo un mese che frequentavo il quarto ginnasio, allora così si chiamava il primo anno di liceo classico. Il custode tornava infatti da una lunga assenza dovuta alla malattia e poi morte della moglie. Non sono mai stato puntuale a scuola, ci mettevo una vita a prepararmi la mattina in bagno, i miei mi tartassavano perché mi sbrigassi, ma senza il mio ciuffo alla Boy George e i miei accorgimenti estetici, trucco leggero ma visibile, non sarei mai andato da nessuna parte. Il primo mese con la signora che sostituiva Alfredone non ebbi alcun problema, le sorridevo chiedendole scusa e la povera scema si sentiva importante e mi lasciava passare senza mandarmi in segreteria o peggio ancora senza trattenermi in attesa dell' inizio della seconda ora. Se fossi entrato alla seconda ora, infatti, il giorno dopo avrei dovuto portare la firma di mio padre per avvenuta conoscenza. Anche no.... francamente. Vi lascio immaginare la mia sorpresa quando un martedì mattina, sapendo di avere religione alla prima ora, me la presi comoda perché stavo sperimentando una nuova pettinatura. Capelli decolorati, quasi ghiaccio e ombretto bianco sulle palpebre. Tre orecchini per lobo e un leggero lucidalabbra rosato...una figata insomma. Pantaloni stretti in vita da cintone anni settanta e maglia nera traforata su di una canottiera rosa. Il top per me a quei tempi.
Per non rovinare il tutto arrivai a scuola con quindici minuti di ritardo e davanti alle scale finsi di essere affannato per ingannare la custode. Non mi resi conto, passando il portone, che quel gigante che mi fissava era proprio il custode in carica, tornato dalle ferie.... insomma Alfredone aveva ripreso il posto di comando. Ma io non sapevo nemmeno che esistesse. Misi la testa nella stanzetta in cui di solito si ritirava a fare la maglia la mia custode, ma non trovai nessuno. Poi , all' improvviso sentii una presenza ingombrante ed incombente alle mie spalle, giratomi con una certa circospezione vidi Alfredone. E' necessario un attimo per spiegare che, senza rendermene conto, quello fu amore a prima vista, o fregola. Le ginocchia si fecero di gomma, la gola era secca come nel deserto ed un evidente tremolio mi prese da capo a piedi incontrollabile. Provai a guardarlo negli occhi per sostenere il suo sguardo, di certo non benevolo, ma subito la mia attenzione fu rapita dal pacco gonfio e prominente che, tra l'altro, era quasi all' altezza del mio viso. Alfredone due metri, io un metro e sessanta. Sono certo che il custode, uomo di una certa età, forse cinquantacinque o più, si rese subito conto di avermi in pugno. In maniera molto professionale ed educata mi chiese di uscire dalla stanzetta e di dirgli nome cognome, classe e sezione. A fatica balbettai quanto mi era stato chiesto e poi iniziai una recita come se avessi di fronte la solita povera scema a cui ero abituato. Mi lasciò parlare guardandomi fisso e poi, con una voce che sembrava uscire da un oboe, mi ricordó che ero in ritardo di venti minuti, dunque sarei entrato alla seconda ora e alle mie rimostranze che cercavano di fargli capire quanto fosse esagerato il suo comportamento, mi rispose che ero stato abituato male.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.7
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Alfredone:

Altri Racconti Erotici in Gay & Bisex:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni