Samir
Poi , all' improvviso, solleva la testa e mi punta gli occhi addosso. Per un attimo temo che voglia apostrofarmi con una sequela di insulti, ma non accade. Mentre si sciacqua però continua a fissarmi.
Adesso la fontanella è libera, ma io esito ad avvicinarmi, una voce profonda e scura mi dice in francese che è il mio turno.
Metto la testa sotto il getto d'acqua e lascio che mi bagni anche la maglietta, poi bevo ed infine mi seggo su di una panchina poco distante da quella dove e' seduto l' arabo. Sono quasi sicuro che sia algerino, mi faccio coraggio e gli rivolgo la parola esordendo con la più banale delle osservazioni sul caldo. La risposta educata, questa volta in italiano, non si fa attendere, poi lo vedo aprire una busta da supermercato e tirare fuori due banane.
Con un cenno della mano, grande e scura, me ne offre una. Prima però sembra misurarle. Sceglie per me la piu' grande.
Me la porge e di nuovo in francese mi dice "sono sicuro che la banana ti piace grande".
Con questa frase stupida e banalmente volgare si rompe il ghiaccio. Dopo aver fumato una sigaretta, senza che il mio cervello abbia compreso ciò che sto per dire, lo invito a seguirmi a casa mia. Non abito lontano dal parco, ma preferisco prendere un taxi per fare prima. Incurante degli sguardi dei commercianti della mia strada apro il portone del palazzo e lo esorto ad entrare per primo.
Una volta in casa, vengo preso dal panico immaginando che possa come minimo derubarmi se non addirittura uccidermi.
Samir capisce immediatamente cosa mi frulla nella testa e con molta calma mi chiede dove può lasciare le scarpe per non sporcare il pavimento. Questo piccolo gesto di buona educazione serve a calmarmi. Subito dopo lo invito a fare una doccia e gli offro degli asciugamani puliti.
Ecco, adesso mi sono seduto in salotto e rifletto sul fatto che nel mio bagno degli ospiti c'è un colosso arabo dalle mani e dai piedi enormi che si sta lavando, in pratica ho portato a casa mia un senzatetto. Non di meno sono eccitato come una scolaretta e inizio a fantasticare su quello che accadrà a breve.
Siamo entrambi seduti in poltrona, ho messo della musica di Satie per creare una atmosfera rilassante e stiamo bevendo del vino bianco, tutto normale a parte il fatto che Samir e' nudo. Provo ad essere educato e a non guardare il suo uccello che riposa, come una anguilla appoggiato alla gamba sinistra, allora mi godo la bellezza di quei piedi enormi e bruni. Nonostante la situazione precaria in cui vive i suoi piedi sono estremamente curati. Devo trattenermi dal mettermi a terra e iniziare a leccarli, ma all' improvviso ho una illuminazione!
Mi alzo dicendogli che tornerò a breve e raggiungo il mio bagno dall' altra parte dell' appartamento. Trovato! Un inutile regalo di Natale si dimostra perfetto per l'occasione. Ritornato in salotto gli chiedo se ha piacere di ricevere un massaggio ai piedi.
Mi fissa serio e annuisce. Adesso sono seduto sul parquet con le gambe incrociate e un piedone appoggiato al mio ginocchio, mi godo la sensazione meravigliosa di spalmare la crema dappertutto, arrivato al ditone..... non resisto e prima di mettere la crema lo ciuccio come fosse un biberon. Per fortuna la reazione che ne deriva è quella che mi aspettavo : l'anguilla prende rapidamente vigore e si staglia adesso imponente e massiccia tra le gambe. Un totem di rara bellezza.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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