Gennaro e il furgone delle meraviglie II
Il punto è proprio che questo sconosciuto assomiglia ad un gorilla. Mentre lo spoglio, così come mi e' stato ordinato di fare, cerco di mettere a fuoco la sua sagoma. A fatica gli ho levato la polo vecchia e scambiata, troppo stretta per lui e meravigliosamente sudata. La annuso come farebbe un cane da tartufo e l'odore di maschio mi fa girare la testa, adesso gli sto sfilando i pantaloni mentre lui resta seduto e non sembra interessato a facilitare il mio compito. Con una vocina più stridula del solito gli chiedo di sollevare per un attimo il culo dalla protuberanza della carrozzeria su cui se ne sta spaparanzato a cosce aperte. Mi guarda negli occhi e poi....una enorme sputazzata in pieno viso. "Se dici grazie Signor Gennaro, ti accontento". Obbedisco perché sto morendo dalla voglia di vederlo nudo e finalmente, alzatosi piano piano si toglie i pantaloni. Cerco di avvicinarmi alle mutande ma devo aver sbagliato qualcosa perché dopo essersi seduto mi stampa una pizza dolorosa sulla parte del viso che prima aveva risparmiato. Ho gli occhi lucidi per le lacrime e il viso in fiamme e dolorante. Mi accorgo che mi sta fissando e , come se mi avesse letto nel pensiero, presomi per i capelli mi porta a leccare le ascelle sudate e pelosissime. Sempre stando in ginocchio e leccando quella foresta di peli ed ormoni ho una nuova dolorosa erezione. "Mi sono rutt' o cazz'" mi dice gentile, "si t ' fai o' ditalin te struppeo" (hai rotto i coglioni, se ti tocchi il pisellino ti rovino. Il momento tanto desiderato è qui. Ad un suo cenno appoggio il viso sul pacco e sento un odore splendido, mi fa un cenno inequivocabile ed allora gli abbasso le mutande. Una grossa larga e scura nerchia con la cappella bagnata mi si para davanti. Largo eccezionalmente gia da moscio e con un sacco di pelle spessa ed un prepuzio dal quale si intravede la forma eccessiva della cappella, sembra il cazzo dei miei sogni.
Una lunga bava di pre sborra fuoriesce, in un battibaleno mi lancio per evitare che cada a terra. Ha la consistenza del miele e l'assaggio. Buonissima. Gennaro si alza, mi prende le braccia e me le blocca, legandole con un calzino, poi , dopo avermi dato della troia impotente e ricchione, mi ordina di restare in ginocchio. Il motivo? Deve fare una cosa importante.
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