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La coppia etero ultimo incontro


di Membro VIP di Annunci69.it Gigi1989
03.09.2025    |    3.493    |    1 9.1
"Giulia godeva solo vedendo, il suo corpo scosso, i capelli spettinati, gli occhi brillanti..."
Era settembre 2023.
L’estate non voleva morire, l’aria era ancora calda, quasi umida, come un sudore che restava appiccicato sulla pelle anche prima di toccarsi. Giulia mi aveva scritto solo due parole nel pomeriggio:

— «Notte bianca.»

Non serviva altro. Quel messaggio mi aveva acceso come una fiamma nello stomaco, e l’attesa aveva fatto il resto. Quando bussai alla porta, Marco aprì subito: nudo sotto una maglietta leggera, lo sguardo basso ma già acceso. Il suo corpo tremava leggermente, non di paura, ma di fame. Fame di me.

Dietro di lui, sul divano, Giulia era già pronta: lingerie nera trasparente, gambe accavallate, un bicchiere di vino in mano. Mi fissava con un sorriso sottile, malizioso, gli occhi che dicevano senza parlare: “Stanotte voglio che lo distruggi davanti a me.”

Io non dissi nulla. Afferrai Marco per il collo e lo baciai con forza, con rabbia. Sentii il suo respiro spezzarsi, la lingua tremante che si intrecciava alla mia, le mani incerte che scivolavano subito sui miei pantaloni. Giulia rise piano, mordendosi un labbro, eccitata dall’impazienza che trasudava da entrambi.

Lo spinsi contro il muro, il suo corpo caldo premuto al mio. Non aspettai: lo scaraventai in ginocchio. Marco ubbidì subito, quasi con sollievo, come se fosse la sua posizione naturale davanti a me. Le sue mani mi slacciavano, la sua bocca mi cercava. Io lo tenevo per i capelli, guidandolo senza pietà, guardando Giulia negli occhi mentre suo marito si perdeva ai miei piedi. Lei si toccava piano sopra la lingerie, il bicchiere dimenticato sul tavolo, lo sguardo ipnotizzato su di noi.

Poi lo sollevai bruscamente e lo trascinai fino al divano. Lo misi a quattro zampe, proprio davanti a Giulia. Lei allargò le gambe, si accarezzò senza pudore e disse, con voce roca:

— «Fallo tuo. Voglio vederlo tremare.»

E io lo presi. Con decisione, con forza. Il suo corpo si tese, il suo gemito esplose nella stanza, Giulia rabbrividì di piacere. Io affondavo senza tregua, il ritmo duro, il suono dei nostri corpi che rimbombava nel silenzio della casa. Ogni colpo era un comando, ogni gemito una resa.

— «Guardami!» — ordinò Giulia a Marco. — «Guarda me mentre ti apri per lui.»

Gli tirai i capelli all’indietro, costringendolo a fissarla mentre lo prendevo sempre più forte. Marco gemeva, i suoi occhi bagnati di piacere e sottomissione, mentre Giulia gemeva con lui, le dita veloci tra le cosce. Io li tenevo entrambi, lui sotto di me, lei con lo sguardo.

Il tempo esplose. Non c’erano più minuti, solo colpi, sudore, respiro. Lo spinsi contro il tavolo, lo presi in piedi contro il muro, lo trascinai sul pavimento, senza pause. Ogni volta Giulia cambiava posizione per guardare meglio, per non perdersi un istante. A volte rideva piano, a volte gemeva forte, a volte ci incitava come una regista crudele di uno spettacolo fatto di carne e sudore.

La notte si dilatava. A ogni pausa breve seguiva un nuovo slancio, più violento, più intenso. Marco gemeva esausto ma chiedeva ancora, il suo corpo piegato ma vivo, assetato. Io lo prendevo con rabbia e con piacere, senza concedere tregua. Giulia godeva solo vedendo, il suo corpo scosso, i capelli spettinati, gli occhi brillanti.

Quando arrivò l’alba, eravamo distrutti. Marco sdraiato a terra, sudato, il corpo tremante. Io appoggiato al divano, il cuore che batteva ancora forte. Giulia nuda, accese una sigaretta, ci guardò entrambi con un sorriso lento e soddisfatto.

— «Adesso siete miei. Tutti e due. Questa notte resterà nostra, e nessuno la vivrà mai più.»

Chiusi gli occhi, esausto, ma col sangue ancora che pulsava nelle vene.
Sapevo che aveva ragione. Quella notte era irripetibile.
Una cicatrice di piacere incisa per sempre sulla pelle e nella memoria.
Quando arrivò l’alba, eravamo distrutti. Marco sdraiato a terra, io esausto, Giulia nuda che fumava con quel sorriso lento e soddisfatto.
Sapevamo tutti, senza dirlo, che quella era stata l’ultima volta. L’ultima notte di sesso condiviso, l’ultimo atto a tre che ci avrebbe legato per sempre.
Una cicatrice di piacere incisa nella memoria, unica e irripetibile.
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