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“Oltre il Limite dei Tre”


di Membro VIP di Annunci69.it Gigi1989
11.09.2025    |    1.913    |    0 8.2
"«La prossima volta… voglio essere più partecipe, » sussurrò fissandomi intensamente..."

Ero a casa quando il telefono vibrò.
Il messaggio di Marco era breve e diretto, ma bastò a far scorrere il sangue nelle vene come fuoco:

«Andrea… vieni in hotel. Laura ti aspetta. Nessun limite oggi.»

Il cuore batteva all’impazzata. Presi le chiavi e guidai verso l’albergo, già visualizzando ogni dettaglio, ogni curva, ogni gemito.

Varcata la porta della stanza, la vista mi tolse il respiro. Laura era seduta sul bordo del letto, il vestito leggero lasciava intravedere tutto, i capezzoli tesi, le gambe appena accavallate. Marco era appoggiato al muro, occhi fissi, respirazione pesante, già partecipe del nostro gioco.

«Non sei nervosa?» le chiesi, avvicinandomi lentamente.

«Un po’… ma voglio sentirti, Andrea. E Marco vuole vedermi così.»

Le presi il viso tra le mani e la baciai, lento all’inizio, poi sempre più profondo. La sua lingua si intrecciava alla mia, calda e tremante. Le sue mani scorrevano sul mio corpo, mentre Marco ansimava accanto, mano irrequieta sui pantaloni.

«Guarda come mi domina…» sussurrò lei, i gemiti già spezzati.

La spinsi sul letto, mani sulle cosce e lungo i fianchi.

«Guardami,» ordinai.
«Sì… Andrea…»

Il vestito cadde a terra in un attimo, rivelando la lingerie nera che strappai via senza esitazione. Laura gemette, voltandosi verso Marco quasi a cercare conferma.

«Non fermarti… voglio vederti tutta sua,» disse lui con voce roca.

La girai a quattro zampe, mano nei capelli e l’altra sui fianchi. La presa era decisa, profonda. Urlava, corpo tremante sotto di me. Marco si avvicinò, respirando affannosamente, la mano già irrequieta.

«Cristo… non l’ho mai vista così.»
«Ti piace, eh?» lo provocai, aumentando il ritmo.
«Cazzo… sì…» ansimò lui.

Bloccai i polsi di Laura sul letto, piegandola ancora di più.
«Sei mia finché lo dico io.»

Marco si chinò al suo orecchio: «Ascoltalo. Piegati per lui.»
«Sì… vi prego!» gridò lei, persa nell’estasi.

Il ritmo si fece frenetico. Colpi profondi e rapidi, gemiti saturavano la stanza. Marco seguiva ogni movimento con lo sguardo, mano tremante.

La sollevai e la feci cavalcarmi. Le mani afferravano i miei fianchi, i suoi seni premuti contro il mio petto, capelli incollati dal sudore. Marco non riusciva a distogliere gli occhi.

«Guardaci bene,» dissi serrandole le cosce e guidandola.
«Lo sto facendo… voglio sentire tutto,» ansimò Marco, la voce rotta dall’eccitazione.

La ributtai sul letto, gambe alte e spalancate. Alternavo colpi intensi a carezze crudeli, cambiando posizione continuamente: di lato, da dietro, sopra di me. Ogni gesto più intenso del precedente.

Laura gemeva e urlava, corpo completamente immerso nel piacere. Marco era accanto, mano irrequieta, occhi fissi su ogni movimento, respirazione affannosa.

La girai su un fianco e la spinsi contro di me, sentendo ogni muscolo contrarsi. Le mani scorrevano sui suoi seni e sulle cosce, mentre Marco continuava a incitarla con lo sguardo.

«Andrea… ancora… fammi tua!» gridava Laura, corpo piegato sotto di me, ogni fibra tesa.

Aumentai il ritmo fino a un crescendo frenetico. Sudore che colava lungo i nostri corpi, gemiti che rimbombavano tra le pareti. La piegai più volte, cambiando angolo, profondità e intensità, alternando colpi violenti a carezze sensuali che la facevano tremare ancora di più.

Marco era a un passo, mano bagnata, occhi che bruciavano di desiderio e complicità.
«La prossima volta… voglio essere più partecipe,» sussurrò fissandomi intensamente.
«Lo sarai,» risposi senza fermarmi.

Il corpo di Laura era un perfetto equilibrio tra piacere e trasgressione, mentre il ritmo saliva verso l’apice.

Quando finalmente rallentai, Laura crollò esausta sul letto, capelli spettinati, sudata, respiro corto ma ancora vibrante.

Marco ansimava, corpo teso, occhi pieni di eccitazione. Ci rivestimmo lentamente. Laura rimase sdraiata, sorriso stanco ma ardente, desiderio ancora negli occhi.

Prima di uscire, Marco mi guardò e mormorò:
«Ci sarà un’altra volta… e sarà ancora più intensa.»

Ed entrambi sapevamo che la prossima volta non avrebbe avuto limiti.
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