Gay & Bisex
Andrea domina Marco e La moglie
Gigi1989
11.09.2025 |
3.467 |
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"Io alternavo la mia attenzione, Andrea dominante, giocando con entrambi, portando Laura e Marco al limite fisico e psicologico..."
Il messaggio arrivò nel tardo pomeriggio, breve e diretto:«Andrea… stasera niente hotel. Vieni a casa nostra. Cena tranquilla, poi lasciamo che la serata prenda la piega che sai.»
Il cuore mi balzò. Sapevo che la serata sarebbe stata senza limiti.
Arrivai poco dopo le otto. Laura mi accolse con un vestito bordeaux leggero che scivolava sulle sue curve, lasciando intravedere tutto, e un profumo che mi fece tremare le ginocchia. Marco era già in salotto, lo sguardo fisso su di me, metà sorriso, metà tensione palpabile.
La cena fu un gioco di sguardi, sfioramenti discreti e parole cariche di doppio senso. Laura incrociava le gambe sotto il tavolo, lasciando intravedere lo spacco laterale, mentre Marco la osservava, ansimando appena. Ogni frase, ogni sorriso, ogni respiro trasmetteva desiderio.
Finito il dessert, Laura si alzò, mordendosi il labbro:
«Andrea… è tempo di smettere di giocare» disse. «Stasera voglio tutto.»
La presi per il polso e la condussi verso il divano. Marco rimase a distanza, corpo teso, occhi pieni di curiosità e nervosismo.
«Avvicinati» ordinai. «Voglio che tu veda tutto.»
Laura si inginocchiò davanti a me, tremante, mani sulle mie spalle. Iniziò a soddisfarmi lentamente, curiosa e ansiosa, mentre Marco guardava, combattuto tra desiderio e esitazione.
Dopo pochi minuti, la stesi sul divano, mani sulle sue anche, guidandola nella posizione che volevo. Marco si avvicinò lentamente, mani tremanti, occhi pieni di desiderio.
«Andrea… voglio vedervi insieme» sussurrò Laura, gemiti già spezzati.
«Stanotte non guardi soltanto, Marco. Vuoi provare tu stesso davanti a lei?» dissi, inclinando la testa verso di lui.
Lui esitò, corpo teso. Aveva già ceduto in passato, ma mai davanti a Laura. Annuii e lo guidai lentamente: prima a osservare, poi a farsi toccare, fino a piegarsi completamente davanti agli occhi della moglie.
Laura rideva piano, ansimando, pelle già segnata dai miei tocchi decisi.
«Lo voglio… voglio vederti piegato davanti a lui… voglio anche io… Andrea…»
Capì subito cosa intendevo: voleva essere piegata. La guidai a sdraiarsi e piegarsi, mani ai fianchi, gambe leggermente divaricate. Marco osservava, respiro accelerato, incapace di distogliere lo sguardo.
«Guardalo bene, Laura» ordinai. «Vedrai come tuo marito si lascia andare… come obbedisce davanti a te.»
Lei gemeva, tremava, ma sorrideva complice. Marco, vedendola piegata, iniziò a cedere completamente, un brivido percorreva il suo corpo.
Alternavo la mia attenzione: prima Laura, poi Marco, spingendoli al limite della sottomissione, mani e corpi che guidavano ogni respiro, ogni movimento.
Laura rideva e gemeva, alternando momenti di sottomissione totale e incitamento, mentre Marco cedeva progressivamente, piegandosi ai miei ordini.
Le posizioni si moltiplicavano, rapide e continue: Laura inginocchiata davanti a me, poi piegata sul divano, sdraiata di lato; Marco accanto, piegato, sottomesso, ansimante, incapace di distogliere gli occhi. Io li guidavo alternando mani, corpo e comandi, portandoli al limite massimo di eccitazione.
Laura diventava complice attiva: lo incitava con mani e voce, mentre io la dominavo, piegandola e spingendola al limite. Marco, già passivo in passato, ora cedette completamente, tremante, sottomesso e vulnerabile davanti a lei.
Ogni gemito, ogni sussurro, ogni tremito dei loro corpi diventava parte del gioco. Io alternavo il contatto fisico e il comando: mani sui fianchi di Laura, guidando i movimenti; mani su Marco, piegandolo e guidandolo, sentendo la sua tensione e il suo desiderio crescere.
Il crescendo continuava senza tregua: corpi intrecciati, mani che guidavano, labbra che sfioravano, sospiri e gemiti che riempivano la stanza. Laura era completamente piegata, Marco tremava, io li guidavo con fermezza assoluta.
Marco, per la prima volta, si lasciava dominare davanti a Laura, braccia e gambe tremanti, volto contratto e vulnerabile. Laura continuava a incitarlo, gemendo, piegata e sottomessa sotto di me.
Io alternavo la mia attenzione, Andrea dominante, giocando con entrambi, portando Laura e Marco al limite fisico e psicologico. Laura gemeva, Marco tremava, io li guidavo senza tregua, mani, corpo e voce in un crescendo continuo, fino a portare i tre al massimo dell’intensità erotica.
I cambi di posizione diventavano continui: Laura piegata sul divano, poi inginocchiata tra le mie gambe; Marco steso supino, mentre io alternavo mani e labbra tra i due. Ogni gemito era accolto con un comando, ogni tremito diventava strumento di controllo e piacere.
Laura diventava più audace, iniziando a guidare Marco con le mani, mentre io lo dominavo fisicamente, portandolo a cedere completamente. La sua sottomissione di fronte a lei e a me lo faceva ansimare, tremare e implorare senza parole.
Le posizioni divennero sempre più estreme: io alternavo i miei atti tra loro due, portandoli a piegarsi, inginocchiarsi, sdraiarsi in sequenze rapide, senza mai permettere respiro completo. Laura gemeva e implorava, Marco tremava e supplicava, e io dominavo ogni movimento, ogni gemito, ogni sguardo.
Quando finalmente rallentai, rimanemmo stesi sul tappeto, esausti, respirando a fatica. Laura mi guardava con occhi pieni di desiderio, Marco tremava accanto, completamente piegato e sottomesso.
Ci rivestimmo lentamente, ma sapevamo tutti e tre che quella notte era solo l’inizio. Laura sorrise stanca ma soddisfatta:
«La prossima volta… voglio vedervi insieme, completamente sotto di te.»
Io annuii, sapendo che il nostro gioco non avrebbe mai avuto limiti.
Marco, ansimante, aggiunse:
«Non credevo… di poter provare così… davanti a lei…»
«Lo vedrai sempre più spesso,» risposi, chiudendo la porta alle nostre spalle, con un sorriso che prometteva che la prossima volta sarebbe stato ancora più intenso, trasgressivo e senza confini.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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