Gay & Bisex
La prima volta di un uomo etero
28.08.2025 |
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"Mi appoggiai col petto alla parete della doccia e con le mani lo invitai ad avvicinarsi dietro di me..."
Ero annoiato dai tanti profili che l’App di incontri mi proponeva e che apparivano tutti uguali sullo schermo del mio smartphone; tutti promettevano momenti di sesso indimenticabile ma che già sapevo avrei scordato il giorno seguente.Mi rendevo conto che non mi avrebbe appagato più un altro incontro occasionale nel quale solo i corpi avrebbero comunicato fra loro ma che, in fondo, non sarebbe rimasto nulla di quel momento se non un piacere passeggero ed effimero.
Navigando fra le varie figurine proposte, fui attirato da un profilo senza foto, piuttosto anonimo ma che immediatamente aveva catturato la mia attenzione. Era ciò che cercavo, un uomo sposato che dichiarava di avere poca esperienza nel mondo gay.
Lo contattai immediatamente tramite messaggio con un classico “Ciao, piacere di conoscerti” seguito da una mia foto senza viso e priva anche di elementi sessuali espliciti ma che mostrava alcuni dei miei tratti distintivi come il pelo e la barba ancora in gran parte scura ed un fisico curato, anche se non da classico palestrato. Dopo poche ore mi rispose in modo piuttosto formale ma voglioso di approfondire la conoscenza e scrivendomi di non avere mai avuto una esperienza con un uomo ma che da un paio di anni si sentiva incuriosito ed attratto dal corpo maschile.
Seguì qualche messaggio nel corso dei giorni successivi e finalmente mi mandò una sua foto che non mostrava il viso, né le parti intime ma che lasciava intravedere un bel fisico massiccio anche se non muscoloso, ben proporzionato e tanti bei peli neri e lisci sul petto che arrivavano fino alle spalle, carnagione chiara.
Mi scrisse cha aveva 47 anni, sposato da molti anni e con due figli, proveniente dal sud Italia ma da oltre 20 anni residente a Milano peraltro non troppo lontano da casa mia.
Ero sempre più eccitato da questo uomo.
Finalmente, fra un impegno di famiglia ed uno di lavoro, ci fissammo un appuntamento sotto casa mia per prenderci un “classico caffè” e per conoscerci di persona.
La sera precedente all’incontro mi scrisse “sono molto agitato ma anche eccitato, è il mio primo incontro con un uomo!” seguito da una sua foto del viso che subito mi colpì positivamente (occhi castani vivaci, barba rasata, capelli neri corti ed una fossetta sul mento che mi faceva impazzire dalla voglia di baciarla).
Io nei giorni precedenti gli avevo già inviato una mia foto completa di viso e all’apparenza mi era sembrato interessato, almeno così volevo credere.
Erano le nove di mattina e finalmente mi arrivò il suo messaggio “sono sotto casa tua” al quale immediatamente risposi “scendo subito”.
Ci salutammo con una stretta di mano e ci presentammo. Mi fece subito una bella impressione; un uomo alto come me, poco più di un metro e settanta, dall’aspetto molto maschile e dallo sguardo mite, timido ma con tanta voglia di togliersi qualche curiosità che da qualche tempo gli stava frullando in testa e non solo in testa….
Lo tolsi immediatamente dall’impaccio e gli proposi, se per lui non fosse stato un problema, di prendere il caffè da me.
Mi guardò un po' sbigottito ma accettò senza fare troppi complimenti.
Ero perfettamente conscio della sua situazione di disagio e che quella giornata sarebbe stata per lui indimenticabile, quindi, decisi di mantenere un atteggiamento molto rispettoso e comprensivo del suo imbarazzo e delle sue paure ma deciso a fargli provare qualcosa che non avrebbe probabilmente mai avuto l’occasione e forse il coraggio di sperimentare.
Quando salimmo in ascensore e si chiusero le porte, lo guardai fisso negli occhi, mi avvicinai a lui e lo abbracciai prima dolcemente e poi con una stretta sempre più vigorosa; arrivati al piano, mi staccai da lui dandogli un bacio sulle labbra che lo lasciò esterrefatto.
Entrammo in casa, proposi il caffè ma mi disse di essere già a posto e mi chiese se potesse andare in bagno per lavarsi le mani e fare pipì. Non lo seguii neppure con lo sguardo per non imbarazzarlo ulteriormente ma quando venne fuori dal bagno mi avvicinai a lui e lo abbracciai nuovamente, iniziando a baciarlo sul collo, sull’orecchio e sentendo la sua eccitazione crescere sempre più.
Provai a baciarlo ma mi disse che preferiva evitare per il momento e che non si sentiva pronto per un gesto così intimo.
Intanto, il suo uccello si era però già indurito nei pantaloni per l'eccitazione e lo sentivo premere sulla mia gamba mentre anche il mio, oramai durissimo, si strusciava su di lui.
Gli chiesi se avesse voluto che ci stendessimo un po' a letto per stare comodi e lui accettò. Andammo in camera, lo abbracciai ancora e poi gli chiesi se avessi potuto essere io a spogliarlo, lui annuì e così feci.
Prima le scarpe, poi la camicia mettendo a nudo quel bel petto muscoloso con il pelo folto e nero ed infine i pantaloni che nascondevano gambe muscolose e pelose e delle mutande bianche che non riuscivano più a coprire la sua forte eccitazione per ciò che stava accadendo.
Iniziai così a baciare e leccare il suo uccello duro tramite il tessuto delle mutande che pochi istanti dopo feci scendere alle sue caviglie, dando finalmente la libertà di mostrarsi a quel bell’uccellone voglioso di provare la bocca di un uomo.
Rimasi in ginocchio e cominciai a scappellarlo ed a succhiargli dolcemente il cazzo impegnandomi in un pompino che non avrebbe mai più potuto scordare. Il suo uccello diventava sempre più duro e cercai di spingermelo fino in gola arrivando a toccare col mio naso i peli folti e neri del suo pube ma era veramente troppo e quindi mi limitai a pomparlo cercando di farlo nel migliore dei modi.
Lo vedevo in estasi, mentre le mie mani gli accarezzavano i peli della pancia e del petto iniziando a strizzargli senza eccessi i capezzoli. Lo feci poi sdraiare sul letto ed io mi misi al suo di fianco. Mi chiese se avesse potuto accarezzarmi, ovviamente acconsentii con un gesto della testa e quindi cominciò con le sue mani a toccarmi il petto facendo passare con dolcezza le sue dita nel mio pelo scuro scendendo fino ad arrivare al mio uccello che nel frattempo aveva preso consistenza.
Gli dissi che se avesse voluto, avrebbe potuto toccarmelo e così fece senza farselo ripetere due volte, stringendolo con forza crescente ed iniziando a fare la sua prima sega ad un cazzo che non fosse il suo.
Gli proposi quindi di baciarlo e senza perdere tempo iniziò a farlo, partendo dall’asta dura, poi un altro bacio ed un altro ancora fino ad arrivare alla cappella. Io gli presi dolcemente la testa ed iniziai a strofinargli il glande sulla bocca che, senza sforzo, si aprì lasciando penetrare il suo primo uccello in bocca. Non forzai troppo e gli lascia fare esperienza ma la sua goffaggine era piacevole e partecipava a rendere ancora più bello quel momento.
Mi misi quindi a 69 per consentirgli di continuare il suo primo pompino ma nel frattempo colsi l'occasione per prendermi in bocca il suo uccello che nel frattempo era diventato durissimo.
Gli leccai per bene la cappella rosea per poi scendere ed arrivare alle palle, proporzionate e pelose ed infine scivolai arrivando al suo buco al quale cominciai a dedicarmi utilizzando la lingua e dandogli un piacere infinito che non aveva mai provato nella vita.
Lo sentii mugugnare qualcosa e lo vidi contorcersi dal piacere ma capii da un suo gesto che per lui al momento non era concepibile andare oltre in quella direzione e quindi decisi di passare oltre.
Così lo feci stendere a pancia in su e io mi sdraiai su di lui provando a forzare nuovamente e con maggiore foga, il suo primo bacio in bocca ad un uomo. Fu quello il momento in cui le nostre lingue si incontrarono la prima volta. Prima con dolcezza esplorandosi lentamente, poi il contatto fra noi divenne sempre più intenso e profondo, come solo un uomo sa baciare.
Oramai eravamo entrambi eccitatissimi, mi staccai da lui un istante e con un movimento fulmineo mi passai del gel lubrificante sul mio sedere e sul suo uccello che svettava libero, ma solo per pochi istanti.
Mi chiese nella sua ingenuità “Cosa è? Cosa stai facendo?” ma, mentre gli rispondevo “non ti preoccupare, ti piacerà”, ero già seduto su di lui ed il suo uccello grosso e duro era già pronto all’ingresso del mio buco che fremeva dalla voglia di essere preso.
Cominciai a puntarlo ed a spingere mentre con la mano gli tenevo il cazzo sempre più duro fermo in posizione fino a che cominciò a penetrarmi pian piano con movimenti lenti e ritmici fino a che entrò completamente dentro di me.
Lo sentii fino in fondo, per un attimo mi lasciò senza fiato dandomi una sensazione di completezza che non provavo oramai da diverso tempo, non avendo più incontrato un uomo con il quale fosse valsa la pena di condividere un piacere così intenso ed intimo.
Nel frattempo il suo sguardo, prima un po' smarrito, si accese e vidi nei suoi occhi il piacere della scoperta di una sensazione così nuova e forte.
Andammo avanti così per diversi minuti, il mio uccello duro sbatteva senza controllo sulla sua pancia pelosa ad ogni suo colpo inferto, ma solo quando le sue mani non erano intente a segarmi bloccandone il libero movimento.
Intanto gli passavo un dito imbevuto di gel sul suo ano cercando ogni tanto di affondarlo sempre un po' di più dentro, provocandogli così un piacere doppio.
Mi disse che oramai era vicino a venire così lo feci uscire e mi sdraiai e pancia in giù invitandolo a sdraiarsi su di me.
Sentivo il peso del suo corpo che aderiva perfettamente al mio. Il pelo del suo petto sulla mia schiena ed i suoi baci sul mio collo e spalle mi facevano sentire desiderato. Il suo uccello non ci mise troppo a trovare la strada giusta e me lo sentii nuovamente scivolare dentro, ma questa volta era meno impacciato e privo di ogni timidezza, non mi fece male, anzi...
Iniziò a muoversi dentro, sentivo il suo bacino sbattere sulle mie chiappe che facevano rumore ad ogni colpo mentre le sue braccia mi stringevano stretto a lui.
Mi disse “non ho mai goduto così in vita mia!”.
So che era la verità, era una sensazione stupenda anche per me, figuriamoci per lui che stava scoprendo questo nuovo modo di amare.
Le nostre gambe si intrecciavano, le sue mani forti mi tenevano fermo saldamente sui fianchi mentre continuava a pompare; oramai ero suo mentre cercavo con le mie mani di accarezzargli i glutei per incitarlo e spingerlo sempre di più in fondo dentro di me.
Oramai il suo piacere era arrivato al limite e mi disse “sto venendo!”; con uno scatto uscì ed io sentii lo schizzo della sua calda crema ricoprirmi il sedere e la schiena.
Lui sfinito prima si sdraiò a peso morto su di me e poi scivolò al mio fianco sul letto.
Gli dissi “ora tocca a me venire!”. Mi misi in ginocchio sul letto, lo baciai arrivando con la lingua a riempirgli completamente la bocca e lui, oramai in mia balia, mi lasciò fare abbandonandosi a me e ricambiando questo piacere. Mi staccai dalla sua bocca solo per un attimo, gli puntai il mio uccello sulla faccia e lui aprì nuovamente la bocca nella quale infilai il mio cazzo duro cominciando a segarmi mentre lui mi leccava la cappella avidamente.
Il piacere era troppo forte ed iniziò ad uscirmi del precum che si mischiò con la sua saliva e che ingoiò senza discutere oramai preso dal vortice della passione.
La mia mano libera intanto gli stringeva sempre con maggiore forza prima un capezzolo e poi l’altro, provocandogli una piacevole sensazione di leggero dolore. Un momento dopo, esplosi in una sborrata abbondante sul suo petto peloso; il mio seme chiaro era tutto appiccicato sul suo pelo nero.
Si sentiva l’odore forte e piacevole di uomini che avevano appena goduto.
Lui che mi guardava soddisfatto per avermi fatto venire. Io che lo guardavo appagato per avergli regalato una esperienza straordinaria che andava oltre ogni sua immaginazione. Sicuramente unica, essendo stata la prima volta per lui.
Mi stesi abbandonato sul suo corpo, aderente, petto contro petto, pelo contro pelo. La mia sborra faceva da collante ma lui non era schifato, anzi, provava benessere da questo modo nuovo di fare l’amore e dalla sensazione di godimento che stava provando e che aveva appena vissuto per la prima volta.
Purtroppo rimanemmo così solo pochi minuti, doveva correre al lavoro ed era già in ritardo.
Andammo in doccia, lo feci entrare per primo e io lo seguii immediatamente. Cominciai ad insaponarlo passandogli le mani sul petto, spalle, fianchi e poi ripresi a baciarlo. Oramai il tabù del bacio era superato.
Tempo pochi secondi ed aveva ancora l’uccello duro.
Lo insaponai per bene con abbondante schiuma e feci lo stesso col mio sedere che era ancora in parte dilatato. Mi appoggiai col petto alla parete della doccia e con le mani lo invitai ad avvicinarsi dietro di me. Iniziai a strusciarmi su di lui facendogli puntare l’uccello sul mio buco che tornava ad avere voglia di lui.
Pochi colpi ed era nuovamente dentro di me. Due corpi insaponati perfettamente aderenti, l’acqua calda che continuava a scendere, il vapore della doccia che rendeva il momento ancora più eccitante.
Mi prese con le mani dai fianchi e cominciò a pompare come se non avesse mai fatto altro nella vita; ogni colpo arrivava sempre più in fondo dandomi un piacere intenso. Non capivamo più niente, completamente in balia del nostro godimento.
Oramai lui era nuovamente pronto per sborrare, ancora pochi colpi e mi disse “sto per venire ancora!”.
Lo lasciai uscire, mi girai e mi misi subito in ginocchio.
Lo schizzo caldo mi colpì la barba ed il petto e la sua sborra mi colò fino ai piedi insieme all’acqua calda della doccia che nel frattempo continuava a scendere.
Mi alzai di fronte a lui ed in silenzio e lo baciai profondamente, completamente.
Oramai eravamo andati ben oltre ciò che ci si potesse aspettare da un primo incontro.
Finimmo di lavarci, usciti dalla doccia gli asciugai la schiena, le gambe ed i piedi e gli diedi un dolce bacio sulla bocca dicendogli “grazie, è stato bellissimo quanto inaspettato” e lui mi rispose “è stato lo stesso per me, figurati che pensavo che oggi ci saremmo solo abbracciati e nulla di più!”.
Ci rivestimmo e lo accompagnai alla porta, un ultimo bacio, era in ritardissimo!
Non ero sicuro che avrebbe voluto ripetere l’esperienza a causa dei suoi sensi di colpa, all’attaccamento alla famiglia e alla paura di cosa avrebbe potuto succedere se scoperto.
Ma oramai questa esperienza lo aveva segnato dentro. E sentiva forte la voglia di rivedermi.
Quello sarebbe stato solo l’inizio di un nuovo percorso nella sua vita.
Semplicemente una vita parallela nell’esistenza di uomo “etero”. Ed io felice di poterne fare parte.
Almeno fino a che potremo permettercelo entrambi...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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