L’utente anonimo tedesco (PARTE II)
bisexlover
Non appena l’aereo atterra, accendo il telefono e trovo un messaggio di Klaus:
[10:47] Klaus62: spero che il volo sia andato bene. Ho mandato un taxi a prenderti fuori dall’aeroporto, ti porterà direttamente all’hotel. Riposati, rilassati e quando sei pronto mi avvisi e io arrivo. Klaus.
(“I hope you had a nice flight. I’ve sent a cab to pick you up from the airport, it’ll take you to the hotel. Get some rest, relax a bit and when you’re all set, let me know and I’ll get on my way. Klaus”)
[10:50] Marco97: grazie Klaus! Sì, il volo è andato bene, sono appena atterrato. Ci vediamo dopo.
(“Thanks Klaus! Yeah, I had a nice fight, just landed. I’ll see you later.”)
Come promesso da Klaus, il taxi è lì ad aspettarmi. L’autista sa tutto, è già stato pagato e sa dove deve portarmi, non proferisco parola.
Da accordi, entro in hotel, faccio il check-in e mi dirigo in camera. La suite è sorprendentemente grande, talmente grande da avere una sauna letteralmente in centro. Bizzarro, ma elettrizzante. Il bagno è dotato sia di una vasca che di una doccia, inutile dire che entrambe sono di una grandezza spropositata, quasi imbarazzante. “Manco si dovessero lavare dieci persone contemporaneamente” penso. Praticamente stare sotto la doccia sembra essere in mezzo ad un temporale, infatti ci rimango dentro un bel po’ di tempo a fissare il vuoto mentre l’acqua calda mi scorre lungo tutto il corpo. Mi sto rilassando, proprio come ordinato da Klaus.
[12:50] Marco97: Hey Klaus. Ho fatto il check-in e sono in camera, vieni quando vuoi.
(“Hey Klaus. I’m checked in, already in the room. Come in whenever you want.”
[13:00] Klaus62: Ottimo! Sto arrivando. Ho una richiesta da farti: voglio trovarti completamente nudo nella posizione della foto che mi hai mandato su YourDate. Chiudi tutte le tende, metti le luci basse.
(“Great! On my way. I’ve got a request for you: I want you to wait for me naked in the same position of the photo you sent me on YourDate. Pull the curtains shut and dim the lights”)
Una vampata di calore mi pervade, sono arrapato come non mai e ho il cuore in gola.
[13:02] Marco97: Sarà fatto! Ma come faccio ad aprirti?
(“You got it! How am I going to open the door for you though?”)
[13:10] Klaus62: non appena sarò di fronte alla porta, ti avviso, vieni ad aprire la porta, ti metti in posizione e io entro dopo qualche secondo.
(“I’ll inform you the second I get to the door, you’ll open, get back in position and I’ll come in a few seconds later”)
Così fa Klaus, arriva alla porta una ventina di minuti dopo e mi avvisa. Il cuore mi sta esplodendo, ho il viso in fiamme. Ci sono io in mezzo alla camera buia, nudo e a novanta, proprio accanto alla sauna. Il buchino - anche lui in subbuglio - mi pulsa. La porta si apre e si chiude subito. I passi avanzano verso di me, non mi giro. Rimango a testa in giù e culo all’aria. Klaus si ferma di fronte a me, alzo lo sguardo verso di lui, è enorme, gigantesco, imponente. “Rimani in questa posizione mentre mi slacci le scarpe” mi ordina. “Non togliermi i calzini per ora” aggiunge. Eseguo gli ordini in silenzio con le mani che mi tremano. “Annusami i piedi frocio!” esclama. Avvicino il naso ai calzini lunghi neri e inizio a respirare profondamente quell’odore intenso, così intimo, così mascolino. Non puzzano di stantio, ma nemmeno profumano di rose. Eppure sono in estasi, mi sento così umiliato: lui in piedi dinnanzi a me, così virile e così maestoso, io per terra a novanta con il culo all’aria e la faccia sui suoi piedi. “Sfilami i calzini con la bocca frocio!” mi ordina. Addento la punta del primo calzino e tiro, poi faccio lo stesso col secondo. “Adesso succhiami ogni dito, dal primo all’ultimo, come se mi stessi succhiando il cazzo!” mi ordina nuovamente. Infilando la lingua tra le sue dita dei piedi mi arriva un sapore acre in bocca, molto più intenso dell’odore. Con una smorfia di disgusto mi fermo un secondo per trattenere il respiro e respingere quel sapore disgustoso, ma allo stesso tempo emetto dei gemiti da cagna in calore. “Che puttana che sei!” mi dice, “ti piace pure” aggiunge.
Mentre continuo a leccare le dita dei suoi piedi, lui si porta un dito in bocca e poi si piega in avanti per stuzzicarmi il buchetto. “Che fighetta stretta che hai” sussurra, mentre si fa strada dentro di me. Con il dito bagnato della sua saliva mi sditalina lentamente e pian piano mi apre il buchetto. Non appena il suo dito mi tocca proprio lì nel mio punto magico, il mio corpo rilascia una scossa potente, la mia testa si piega all’indietro e dalla mia bocca vengono fuori gemiti di piacere.
Klaus si accorge del mio piacere estremo e si placa per un attimo. Tira fuori il dito e inizia a strisciarlo attorno al mio ano, come a fare dei cerchi. Poi ci sputa sopra e ci avvicina la lingua, la quale fuoriesce da un piccolo foro nel passamontagna all’altezza della bocca. Ho la pelle d’oca, le gambe quasi mi cedono. La sua lingua mi entra fin dentro le viscere, ormai ho la figa completamente aperta e pronta ad accogliere Klaus.
(Continua)
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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