L’utente anonimo tedesco (PARTE IV - FINALE)
Rimango sdraiato a pancia in su, Klaus è in piedi imponente di fronte a me, i nostri occhi si agganciano. D’un tratto, si sfila il passamontagna ormai fradicio rivelando i suoi connotati. Inutile dire che è un bellissimo uomo dai lineamenti nordici, gli occhi azzurri come il cielo e i capelli corti color cenere, i quali si legano con eleganza alla barbetta biondiccia ben curata; lo potremmo definire un vero e proprio vichingo.
Una volta gettato sul lavandino il passamontagna zuppo, Klaus si porta l’indice e il medio sul cazzo, tira indietro il prepuzio scoprendo la cappella e inizia a pisciarmi addosso.
“Prenditi il mio piscio, frocio!” esclama con tono sprezzante. Il getto di pioggia dorata mi arriva ovunque, perfino in viso. Per quanto quell’odore pungente di piscio mi faccia quasi venire i conati, devo accontentare il mio padrone ed eseguire ogni suo ordine; quindi, apro la bocca e Klaus, senza esitare, dirige il getto di piscio dritto nella mia gola. Credo di averne inghiottito almeno mezzo litro.
“Ora ripuliscimi il cazzo delle ultime goccioline di piscio, datti una sciacquata e raggiungimi in sauna!” mi ordina. Obbedisco senza fiatare.
Uscito dal bagno, scorgo Klaus spaparanzato all’interno della sauna con le mani incrociate dietro la nuca, gli occhi chiusi e il cazzo moscio che gli penzola tra le gambe allargate.
Apro silenziosamente la porta e mi siedo timidamente vicino ai suoi piedoni.
“Perché non giochi un po’ col mio cazzo?” esordisce, senza nemmeno aprire gli occhi.
Quindi, mi sdraio a pancia in giù tra le sue gambe aperte e, con dei lenti movimenti di lingua, gli trastullo palle e uccello. Con una mano gli accarezzo lo scroto e, delicatamente con le dita, massaggio i coglioni grossi come delle noci. Intanto, pian piano, l’asta cresce nelle mie fauci e la punta del glande mi accarezza le tonsille. Klaus col bacino si muove in avanti per arrivarmi fino in profondità e, in men che non si dica, il cazzo è di nuovo eretto.
Con entrambe le mani mi tiene ferma la testa e prende a scoparmi la bocca, questa volta lentamente, senza foga.
“Rimarrei a scopare questa bocca di velluto per ore, ma vorrei provare la fighetta adesso!” esclama.
Il mio buchino, che già da prima sta fremendo, si risveglia e riprende a pulsare. Non appena le sue dita inzuppate della sua stessa saliva lo sfiorano, l’ano si ammorbidisce e si dilata nuovamente come per magia.
“Non sapevo che il buchino di un maschietto potesse bagnarsi come una figa.” esclama Klaus, mentre il suo medio è interamente dentro di me. “È arrivato il momento di marcare il territorio e ingravidarti.” aggiunge.
Così, con la punta del suo pisello alle porte della mia intimità, la mia figa si apre a lui e lo accoglie calorosamente. Klaus, in pochissimi secondi mi è arrivato in fondo e ha toccato il punto segreto. Le mie gambe si intorpidiscono, un brivido intenso si fa strada lungo tutto il mio corpo e il respiro mi si spezza. Anche lui è in estasi, sta gemendo pesantemente.
“È la figa più accogliente in cui io sia mai entrato!” esclama quasi a fatica tra un respiro e l’altro. “Non durerò molto!” aggiunge.
Ogni colpo che infligge dentro di me porta inesorabilmente entrambi più vicini all’orgasmo, un orgasmo potente, mai provato prima d’ora. Io sono completamente impotente, ormai non ho più controllo del mio corpo, il godimento è talmente intenso da immobilizzarmi. Tutto ciò che riesco a fare è gemere come una cagna in calore. Il suo respiro si fa sempre più pesante, la presa delle sue mani ai miei fianchi più stretta e il ritmo dei suoi colpi sempre più veloce. I fiotti di sborra che mi scarica dentro sono talmente violenti che riesco a percepirli, Klaus non si trattiene e sprigiona un urlo animalesco, un urlo di godimento estremo, quasi al confine col dolore. Tra una scarica e l’altra, anch’io mi lascio andare al piacere e vengo copiosamente in un potente orgasmo che mi lascia privo di qualsiasi energia. Intanto, Klaus, che ha iniziato a sborrare prima di me e finisce dopo, collassa come un sacco di patate sulla mia schiena, col membro ancora interamente dentro di me.
“Vorrei rimanere dentro di te così per ore.” mi sussurra all’orecchio, mentre io, stremato, cerco di non soffocare sotto il suo peso.
“Spero che mi verrai a trovare spesso in Germania.” conclude con un filo di voce, poco prima di appisolarsi avvolto dal calore della sauna.
Fine.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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