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Gay & Bisex

PRIMA VOLTA DA UOMO FINALE


di Membro VIP di Annunci69.it soloincontroreale
15.06.2025    |    1.166    |    3 9.2
"Vito era dietro di me e io alla pecorina di fronte a Lui, mi prese i fianchi e cominciò spingermi dentro spaccandomi tutto sentendomi urlare dal piacere come sempre con lui ma stavolta con la foga..."
Tre anni erano volati via come foglie al vento. Tre anni di incontri rubati, di baci appassionati, di corpi intrecciati nell'ombra. Tre anni di un amore clandestino, intenso e proibito, che sapevamo entrambi non poter durare in eterno.


Vito era cambiato ancora. Non era più un ragazzino. Era un giovane uomo, sicuro di sé, affascinante e con una carica erotica che mi faceva ancora impazzire. Io, invece, sentivo il peso degli anni. Le prime rughe, la stanchezza sul viso, la paura di non essere più all'altezza del suo desiderio.



Una sera, Vito mi propose qualcosa di nuovo, qualcosa di folle. "Luca, ho conosciuto un ragazzo... è incredibile. Vorrei che lo incontrassi."



Esitai. Ero geloso, lo ammetto. Non volevo condividere Vito con nessun altro. Ma la sua insistenza, il suo sguardo implorante, mi convinsero ad accettare.



"Si chiama Marco," mi disse. "Ha 22 anni... e ha un corpo da urlo."



Quando Marco arrivò, rimasi senza parole. Era alto, muscoloso, con un sorriso sfrontato e una carica sessuale che si percepiva a distanza. Vito mi presentò con un sorriso malizioso. "Marco, lui è Luca."



Marco mi strinse la mano con una forza impressionante. "Piacere di conoscerti, Luca. Vito mi ha parlato molto di te."



Capii subito che c'era qualcosa di pianificato. Vito e Marco si scambiarono un'occhiata complice. Sentii un brivido corrermi lungo la schiena.



Quella notte, nel solito parcheggio dietro casa mia, la Multipla Fiat si trasformò in un'arena di lussuria. Marco mi spogliò con una violenza controllata, assaporando ogni centimetro del mio corpo. Mi baciò con una passione sfrenata, mordendomi le labbra, succhiandomi la lingua.



Poi, mi spinse a sdraiarmi sul sedile posteriore. Mi guardò con un sorriso predatorio. "Preparati, Luca. Stasera ti divertirai come non mai."



Mi penetrò con una brutalità che mi fece gemere di dolore. Marco era enorme, la sua carne dura e implacabile. Sentii le lacrime rigarmi il viso.



Vito, in un angolo dell'auto, riprendeva tutto con il cellulare. Sapevo che era d'accordo con Marco, che era tutto pianificato. Ma non mi importava. Volevo solo che finisse, che il dolore cessasse.



Marco continuò a spingere, a penetrarmi sempre più in profondità. Sentivo il mio corpo lacerarsi, il mio spirito vacillare. Urlai, supplicai, ma lui non si fermò.



Alla fine, Marco raggiunse l'orgasmo con un gemito animalesco. Si riversò dentro di me con una forza impressionante. Mi sentii svuotato, distrutto.



Vito smise di riprendere. Si avvicinò a me, mi accarezzò il viso. "Stai bene?"



Poi si avvicinò al mio culetto in fiamme e piano piano cominciò a infilarci le dita e a tirare fuori la sborra di Marco.

Annuii, incapace di parlare.



Vito passò il cellulare a Marco che con calma si posizionò e cominciò a riprendere Vito mentre mi scopava la bocca fino in gola e diventava di acciaio.

Col passare degli anni era diventato esperto con me che gli facevo da insegnante e aveva imparato a non farmi male e a non farsi male utilizzando tutti gli angoli della bocca. Quando vide che tra le precedenti lacrime e quelle che creava soffocandomi ero abbastanza pronto per riceverlo si mise dietro di me.



Fece segno a Marco di mettermelo grossissimo in bocca (quel bastardo era già di nuovo eccitato) e di riprendere il suo ingresso nel mio culo. fu perentorio secco, ero tutto aperto e disponibile e umidiccio della sborra precedente. Vito era dietro di me e io alla pecorina di fronte a Lui, mi prese i fianchi e cominciò spingermi dentro spaccandomi tutto sentendomi urlare dal piacere come sempre con lui ma stavolta con la foga delle troie dei porno che lui vedeva sempre.



Urlavo a bocca soffocata dal cazzo di Marco ma ogni tanto respiravo preso dalla foga e chiedevo di continuare e mai fermarsi anzi di andare più veloce così quello strazio misto a dolore e estasi potesse terminare col giusto riposo ma poi riprendere magari per un secondo giro di entrambi, tanto ormai, culo apertissimo e loro bellissimo sarei andato avanti per ore.



Vito comincia a respirare affannosamente allora tira fuori il cazzo. Mi invita a mettermi di fronte e a spalancare le mie gambone, lui le afferra e mi reinfila il cazzo durissimo dentro intanto marco riprendeva tutto, anche le parole dolci che mi diceva Vito e la mia bocca diventava voluttuosa mentre i miei occhi guardavano il mio amore clandestino che avevo cresciuto e istruito per farmi godere profondamente e con dolcezza.



I "TI AMO" furono tantissimi e non erano mai venuti fuori da nessuno dei due ma tutto era perfetto, l'atmosfera e i cazzi duri come un vero uomo li sogna per sempre. Lui era pronto, Marco era pronto anch'egli. si fanno cenno tra loro dopo quasi 40 minuti dove avevano sconquassato il mio culo volevano sborrare per la seconda volta Marco e per la prima volta Vito.



Mi viene intimato di stare in ginocchio tra i due e di spompinare Vito e Marco insieme, la mia bocca non ce la fa ma uno alla volta si quando vedo che Marco in preda all'eccitazione a il cella a Vito che riprende una copiosa sborrata sulla mia faccia e nelle mia lingua poi più rilassato allunga la sborra e me la mette con le dita e me la fa ingoiare tutta.



Era dolcissima come quella di Vito che conoscevo benissimo ma subito dopo la manina di Vito piccola ma intensa al tocco riprende il suo cazzo in mano e con pochi tocchi e col cell ormai in mano daccapo a Marco mi riempie la bocca di sborra, stavolta tantissima, buonissima e poi scende in ginocchio con me mi lecca tutto e mi dice: "grazie per tutto il tuo amore". mi bacia tutto e poi ci alziamo ci abbracciamo ci asciughiamo.





Mi aiutò a rivestirmi. Mi baciò sulla fronte. "Questo sarà il ricordo della nostra storia, Luca. Un ricordo indelebile."



Riaccompagnammo Marco a casa. Durante il tragitto, regnava il silenzio. Sentivo la tensione nell'aria.



Quando Marco scese dall'auto, Vito si girò verso di me. "Luca, dobbiamo parlare."



"Lo so," risposi, con un filo di voce.



Cominciammo a litigare per il video. Vito voleva conservarlo, per ricordare la nostra storia. Io, invece, mi opponevo. Non volevo che quel video esistesse. Avevo paura che potesse finire nelle mani sbagliate, che potesse rovinare la mia vita, il mio futuro.



"È il nostro ricordo, Luca! Non puoi cancellarlo!"



"È un video privato, Vito! Non puoi tenerlo senza il mio consenso!"



La discussione si fece sempre più accesa. Ci accusammo a vicenda, ci rinfacciammo tutto. Alla fine, capimmo che non c'era soluzione. Eravamo troppo diversi, troppo distanti.



"Non possiamo più stare insieme," dissi, con le lacrime agli occhi.



Vito annuì. "Lo so. È finita."



Ci abbracciammo per l'ultima volta. Un abbraccio pieno di dolore, di rimpianto, di amore.



Ci lasciammo quella notte, nel parcheggio dietro casa mia. Non ci siamo più rivisti. Non ci siamo più sentiti.



A volte, mi chiedo se Vito abbia ancora quel video. Mi chiedo se si sia mai pentito di quello che abbiamo fatto.



Ma so che non importa. La nostra storia è finita. È stata bellissima, intensa, indimenticabile. Ma non poteva durare per sempre.



Mi auguro che Vito sia felice, che abbia trovato la sua strada. Mi auguro che anche io riesca a trovare la mia.



E spero, un giorno, di poter dimenticare quella notte. Di poter dimenticare Marco, il dolore, le lacrime. Di poter dimenticare l'amore proibito che mi ha distrutto.



Ma so che non sarà facile. Perché Vito rimarrà sempre nel mio cuore. Un ricordo indelebile, un amore impossibile, una ferita che non si rimarginerà mai del tutto.
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