Gay & Bisex
Pompe idrauliche
03.01.2026 |
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"Ma smettila…"
"E dai, il proprietario di questo meraviglioso uccello ti sta riparando gratis la caldaia! Fallo contento, dagli almeno una toccata; non essere timido, ..."
Mi han sempre fatto sorridere quei film porno degli anni '90, in cui le produzioni ed i registi si sforzavano di metterci una parvenza di trama, per lo più banale ed inverosimile. Una delle scenette più gettonate era quella dell'artigiano, solitamente l'idraulico o l'elettricista, che va nella sontuosa villa della protagonista; ovviamente entrambi sono giovani e strafighi, come nella vita vera d'altronde...Il professionista esegue il suo lavoro e presenta il conto alla tipa, la quale puntualmente si accorge di non avere soldi con sé, perciò si ritrova a concedere le sue grazie al maschio che non si fa pregare e se la scopa come uno stallone fino alla classicissima, abbondante sborrata in faccia.
Ebbene, stento a crederlo io stesso, eppure ho da poco vissuto un'esperienza più o meno uguale. Basta sostituire la sontuosa villa con un normale appartamento in città, la protagonista con un maschio di mezza età (cioè me), e l'idraulico/modello con un idraulico vero - niente male in verità, ma coi suoi bravi pelazzi, l'ascella sudata e l'addominale tutt'altro che scolpito.
Ma andiamo per ordine.
E' la mia giornata libera; ne ho approfittato per prenotare la revisione periodica alla caldaia di casa e per sbrigare altre faccende. La mattina sul tardi sto riguardando alcuni documenti sul mio laptop, quando mi arriva un messaggio dal mio trombamico M: vuole ricordarmi che è da un po' che non ci vediamo e che vorrebbe combinare un incontro per la serata. Ci mancava anche questa!
Ora, lui è un distinto gentiluomo di bella presenza, e a letto sa essere un discreto amante (premuroso e molto resistente, mi scopa piacevolmente per tempi lunghissimi); ma è molto abitudinario e prevedibile, sia a letto che in salotto, tanto che ormai lo trovo un po' noioso. Quindi il più delle volte tendo a rimbalzare i suoi continui inviti, a meno di avere particolarmente voglia o essere in preda di astinenza da cazzo - ed oggi questa situazione non si verifica, visto che pochi giorni fa ne ho preso una dose generosa da un simpatico e vigoroso sconosciuto incontrato in una sauna; ma questa è un'altra storia, magari la racconterò un'altra volta…
Tuttavia stanno per arrivare le ferie, e mi farebbe comodo avere a disposizione un manzo da monta per riempire le lunghe giornate libere; perciò per tenermelo buono prendo tempo, rispondendogli che ho alcune faccende da sbrigare e che magari ci aggiorniamo più tardi. Lui però non demorde, insiste e alla fine riesce a strapparmi l'appuntamento: andrò a trovarlo questa sera, dopo cena.
Come spiegato, non ne ho particolarmente voglia; ma, si sa, l'appetito vien mangiando e può darsi che entro sera mi sarà venuta. Perciò decido di prepararmi mentalmente all'appuntamento: vado in bagno, eseguo la pulizia dell'ingresso posteriore e ci infilo uno dei miei "gioiellini", un piccolo butt-plug metallico decorato con una finta pietra preziosa alla base; poi indosso un jockstrap e mi rivesto. Solitamente questo giochetto riesce a far emergere il mio lato troieggiante, e la libido sale nel giro di poco tempo.
Sto girando per casa, con il gioiellino che inizia a trasmettermi delle piacevoli sensazioni, quando suonano al citofono: è l'idraulico per la caldaia. In anticipo, rispetto a quanto previsto. Gli apro e si presenta alla porta. Lo guardo: un ragazzone di poco più di trent'anni dall'aria risoluta, coi capelli rossicci , alto come me ma ben più piazzato; ha il fisico massiccio di chi pratica sport di potenza (un rugbista forse?), anche se dalla panza che si porta appresso mi sa che gli allenamenti più intensi li fa in birreria con gli amici.
Mi saluta sorridente, mi mostra il tesserino aziendale e lo faccio accomodare. Gli mostro la caldaia, nel soggiorno-cucina, lui si mette subito all'opera: si infila un paio di guanti in lattice, estrae dalla sua borsa una scaletta pieghevole, ci sale sopra e comincia ad armeggiare con cacciaviti ed altri attrezzi mentre io mi siedo poco più in là, trafficando sul pc.
"Questa caldaia è piuttosto vecchia, e direi che non riceve manutenzione da tanto tempo. Sa dirmi quand'è stata l'ultima volta?" mi chiede ad un certo punto.
"Boh, che ne so? Vivo qui da poco, bisogna chiederlo al vecchio inquilino" aggiungo lapidario.
"Capisco, nessun problema" fa lui. "Comunque mi scusi, non volevo disturbarla. Faccio il mio e la lascio alle sue cose".
Lo dice in modo garbato, ma forse ci è rimasto un po' male per la mia risposta effettivamente poco accomodante.
"Noo, tranquillo!" gli dico, per distendere l'atmosfera. "Non volevo essere scontroso. Ero solo sovrappensiero e sinceramente non ho nessuna informazione sulla caldaia, come dicevo vivo qui da nemmeno un anno. Ecco, posso solo riportare che ogni tanto non parte subito, e devo spegnerla e riaccenderla più volte per sbloccarla. Ma diamoci pure del tu. Come hai detto che ti chiami?" gli chiedo conciliante.
"F." risponde lui, di nuovo sorridente.
"Bene F, io sono S. Ti va un caffè?"
"Piacere S. Sì grazie, un caffè lo prendo volentieri!".
"OK, metto su la caffettiera. Sai, io sono ancora della vecchia generazione: preferisco la cara vecchia moka alle macchinette, anche se ci mette qualche minuto in più".
"Beh ci sta, la preferisco anch'io. Magari nel frattempo posso usare un attimo il bagno?"
"Certamente, da quella parte."
Quando torna il caffè è pronto. Mentre sorseggia il suo, noto in F uno sguardo diverso da prima, a metà tra il divertito e l'indagatore; ma dura quell'attimo, poi lui finisce il caffè e si rimette all'opera. Mentre sta in piedi sulla scaletta, smontando accuratamente la caldaia pezzo per pezzo, riprendiamo a chiacchierare; io lo ascolto poco più in là, appoggiato al piano della cucina. Dopo avermi spiegato il tipo di intervento che andrà ad eseguire e quali possono essere le cause del malfunzionamento, si rifà alla mia affermazione di prima e mi chiede qualche informazione personale:
"Mi hai detto che vivi qui da poco, anche l'accento non è di queste parti. Posso chiederti da dove vieni e come ci sei finito qua da noi?"
Gli racconto un po' delle mie vicissitudini, lui ascolta interessato e mi fa molte domande. Poi è il mio turno di chiedergli qualche informazione in più e lui mi parla di sè, della sua vita e dei suoi interessi. Devo dire che sull'età ed il fisico ci avevo preso: ha 33 anni, ha praticato il sollevamento pesi agonistico ma, in seguito ad un infortunio, ha dovuto ridurre drasticamente l'attività e questo lo ha portato a mettere su un po' di ciccia.
"Come puoi vedere, sono diventato un panzone di merda..."
"Ha ha!" ridacchio, "Certo non sei sicuramente esile, ma non stai male così: sei a metà strada tra Sheamus* e... l'omino della Michelin!"
(*: wrestler irlandese, noto per i suoi tipici barba e capelli rossi)
Ridiamo assieme e questo dimostra che ha autoironia, qualità sempre apprezzabile in una persona. Io approfitto della battuta per dargli una bella rimirata, dalla testa ai piedi, soffermandomi (forse qualche secondo di troppo) sul suo pacco, che tra l'altro mi sembra più sporgente rispetto a prima; ma probabilmente è una mia impressione, dovuta al fatto che è quasi all'altezza dei miei occhi e glie lo vedo di profilo.
"Tu invece mi sembri messo bene. Quanti anni hai, se posso?" mi chiede al termine delle risate.
Gli confesso le svariate primavere in più rispetto alle sue, al che lui comincia a farmi numerosi complimenti e ad interessarsi su cosa faccio per mantenermi in forma.
"In verità nulla di speciale: cerco di mangiare il giusto e faccio qualche esercizio quotidiano"
"Beh certo, questo aiuta. Ma... tra gli esercizi, includi anche la ginnastica... da letto?"
Ridiamo di nuovo, io forse più per dissimulare un certo imbarazzo causato dalla domanda intima; comunque proseguiamo la chiacchierata e le allusioni si fanno man mano più frequenti.
La situazione sta prendendo una piega curiosa: sarà per la conversazione ai limiti del piccante; sarà per quel suo sorrisetto beffardo, sempre meno trattenuto; sarà infine per il butt-plug che ogni tanto, complice la posizione (appoggiato col sedere sul bordo del piano cucina), mi fa contrarre lo sfintere e mi ricorda di essere sempre ben piantato lì. Fatto sta che inizio a sentire caldo, le mie occhiate al suo pacco aumentano di frequenza e, quasi impercettibilmente (o almeno spero), sto dimenando le chiappe sul bordo della cucina per gustare meglio le languide pulsazioni che mi regala il gioiellino.
Nel frattempo F sta per ultimare il suo lavoro.
"Bene S, con la revisione ho quasi finito, devo solo fare gli ultimi controlli. Per quanto riguarda quel problema che mi dicevi, è dovuto a questa pompa".
Mi fa avvicinare alla caldaia e mi mostra il pezzo in questione. Accostandomi maggiormente a lui, sento un leggero afrore di sudore; non esattamente profumo di mughetto ma nemmeno sgradevole, anzi direi molto maschile.
"Ecco, quella pompa è difettosa. Di norma andrebbe cambiata: ma francamente il ricambio è molto costoso e non te lo consiglio, su una caldaia così vecchia. Se vuoi, posso darle una rettifica e la situazione migliorerà. Non dovresti pagare il pezzo nuovo, ma ti chiederei un extra per l'intervento, facciamo 50 Euro visto che sei simpatico e mi hai anche offerto il caffè. Ti può andar bene?"
"Mi sembra un affare, per me ok. Aggiungi questi 50 al conto e poi saldo il tutto con la carta di credito"
"Eh purtroppo non è fattibile, questo è un extra che ti faccio io di mia iniziativa. L'azienda ti direbbe di cambiare il pezzo o addirittura tutta la caldaia, senza sconti. Non hai del contante che ci regoliamo tra di noi?"
"Mi spiace ma proprio non ne ho, sapendo che potevo pagare con carta non mi sono organizzato. Come possiamo fare?"
"Potremmo metterci d'accordo e ripasserei un altro giorno. Ma sarebbe un peccato perché dovrei di nuovo smontare e rimontare tutto quanto. Oppure…".
Si interrompe, e il sorriso beffardo risplende sul suo volto, non più trattenuto.
"Oppure?" chiedo io.
"Beh, semplice: mi dai una bella ciucciata all'uccello."
Rimango per un attimo interdetto dalla sua affermazione e attendo di sentirlo ridacchiare, a dimostrazione che la sua era una battuta goliardica come a dirmi "Attaccati al tram, niente soldi niente lavoro e addio". Invece no: rimane sereno ad aspettare la mia reazione. Questo qua dice sul serio, altro che storie!!
Sulle prime faccio l'offeso:
"Eh? Prego?? Ma sei fuori??"
"Dai su!" ribatte ridendo, "Guarda che in bagno ho visto benissimo la scatola vuota del butt-plug. Che, tra l'altro, immagino lo stai stringendo per bene tra le chiappe già da un po', a giudicare da come le muovi"
Oh cazzo, la scatola! Me ne ero completamente dimenticato, che idiota! Ho una vampata di genuino imbarazzo, ma cerco di negare l'evidenza.
"Ma no, che cosa vai a pensare? Non è come credi!"
"Sì certo, come no. Adesso magari mi racconti che nella scatola 'Anal Fantasies' ci tieni il filo interdentale!" mi sfotte F.
Io resto muto, non so più che altro aggiungere; nel frattempo la vampa continua e arriva a farmi pulsare ritmicamente le pareti del buco attorno all'ogiva metallica del plug.
F si china verso di me ed appoggia una mano sulla spalla.
"Ehi, tranquillo! Guarda che abbiamo gli stessi gusti: in verità preferisco la figa, ma ogni tanto mi piace farmi qualche bel maschietto; soprattutto se è un bel DILF come te". Mi strizza l'occhio e la sua mano inizia ad accarezzarmi voluttuosamente la spalla tirandola verso di sé.
"Un... cosa??"
"Ma sì, DILF: Daddy I'd Like to Fuck. Come le MILF, ma in versione maschile".
Questa poi: non solo vuole che glie lo succhio ma mi sta praticamente dando del vecchio!
Sono al contempo indignato ed impaurito: da un lato per la sua sfacciataggine e dall'altro perché penso che un energumeno del genere, se gli facessi girare i cinque minuti, potrebbe prendermi di forza (o menarmi) senza troppa fatica. Ma in verità sono anche eccitato, e voglio proprio vedere come andrà a finire questa cosa.
"Vabbè, ok, a questo punto inutile nascondere che mi piace usare certi giochi. Ma questo non è affar tuo, e soprattutto non ti dà il diritto di essere sfacciato con me. Ma fai così con tutti i clienti?"
"Beh, con tutti no. Di sicuro situazioni del genere non sono la regola ma, credimi, mi capitano più spesso di quanto puoi immaginare" risponde sornione senza smettere di massaggiarmi la spalla.
"Ma torniamo a noi" continua F. "Se entro in casa tua e mi accogli con un butt-plug nel culo, posso solo pensare che hai voglia di cazzo - e che sei anche un po' zoccola, per inciso, ma prendila come un complimento."
"Se questo per te è un complimento, grazie tante" gli ribatto sarcastico "Comunque non ho messo il plug per te, su questo stanne certo"
"Ah no? E allora perché l'hai messo? O dovrei chiederti per chi?"
"Sarò ripetitivo ma non è affar tuo" gli rispondo.
"Hmm, fai un po' il prezioso, ma ci può stare. Guarda, mettiamola così: è da quando ho visto quella scatola in bagno che ce l'ho mezzo duro e fantastico di mettertelo in bocca. Tra l'altro sarebbe uno scambio alla pari: una pompa per una pompa!" scherza F, e sorrido anch'io per il gioco di parole.
"Ma se proprio non ti va, pazienza. In ogni caso, in segno di buona volontà, ti sistemo la caldaia gratis, a condizione però che almeno mi dici perché (o per chi) hai il giocattolo in culo. Poi, se ti andrà di fare anche altro, mi trovi super disponibile. Che ne dici?"
Ci penso su qualche secondo, poi acconsento. F, compiaciuto, si mette a ravanare sulla pompa della caldaia; io resto vicino a lui, sempre appoggiato al piano della cucina, e comincio a riferirgli del mio amante/trombamico M e del motivo per cui indosso quel mini dildo su per il buco. F è incuriosito, mi fa domande sulla relazione con M indugiando sui particolari più spinti, che per pura vanità non glie li nascondo ma anzi mi diverto a confidargli.
Ha finito il lavoro e sta riavvitando il coperchio della caldaia, quando commenta il mio racconto:
"Sono invidioso di M, che ogni tanto si può divertire con te. Però sono sicuro che lui non ha un cazzo bello come il mio"
"Sì sì certo, se lo dici tu… L'importante è esserne convinti!" ribatto ironico.
"Non ci credi? Toccalo, è proprio qui davanti ai tuoi occhi, a portata di mano."
"Ma smettila…"
"E dai, il proprietario di questo meraviglioso uccello ti sta riparando gratis la caldaia! Fallo contento, dagli almeno una toccata; non essere timido, guarda che non morde..."
Vabbè, facciamolo contento; sentiamo un po' che cosa tiene nelle mutande, questo sbruffone.
Allungo una mano e glie la appoggio sul pacco, strofinandola un po' da sopra la tela dei pantaloni: eh beh, devo dire niente male, volume più che discreto.
"Hmm sì, effettivamente sembri messo abbastanza bene."
"Abbastanza bene??" sbotta lui a metà tra il serio e lo scherzoso. Si gira sulla scaletta mettendosi di fronte a me, si sbottona i pantaloni e lo estrae per intero. "Guarda un po' che gioiellino ho qui e tu mi dici solo 'abbastanza bene'! Mi sa che non hai controllato a dovere; toccalo meglio, su."
Surreale. Sono qui con un marcantonio, in piedi davanti a me, che sbandiera il tarello a poche spanne dalla mia faccia. Ripeto, è una situazione surreale, da filmetto porno di serie C. Ma sotto sotto è quella dove mi sarebbe piaciuto arrivare, anche se razionalmente non lo ammetterei mai.
Guardo la sua mercanzia: il pube è ricoperto da una folto strato di peli rosso scuri, corti e ricci; incorniciata da due palle belle tonde e piene, l'asta barzotta puntata verso di me ha la pelle chiara e delicata con qualche venuzza bluastra in trasparenza; sulla sommità, spunta dal prepuzio una cappella affusolata, rosea e luccicante.
Rimango un attimo incantato alla vista di quell'arnese, il cui legittimo proprietario mi sta sventolando davanti come fosse il pendolo di un ipnotista. Dovrei confermargli che ha perfettamente ragione, il suo è veramente un gran bel cazzo, generoso di diametro ma non eccessivo nelle dimensioni, e senza dubbio molto attraente.
Ma perché perdere tempo a parlare?
Allungo di nuovo la mano e gli cingo nel palmo l'asta, che rilascia una gradevolissima sensazione di tepore; poi inizio a scorrere su e giù, e nel masturbarlo posso apprezzare la consistenza fine e setosa della sua pelle. F guarda alternativamente me ed il suo cazzo, dolcemente massaggiato dalla mia mano, con l'aria divertita e arrapata.
Mentre glie lo meno, avvicino il viso al suo pube, pochi centimetri alla volta - glie lo farò il pompino, ma facciamoglielo sospirare un po'! Quando lui ha raggiunto la completa erezione, tiro fuori la lingua e con una lentezza estenuante gli do una gentile leccata dalla radice fino alla punta. Poi mi fermo e lo guardo dritto negli occhi mentre riassaporo questo primo assaggio: ha un gusto salato e burroso; suonerà buffo da dirsi, ma mi ricorda la mortadella. Adoro la mortadella…
F gongola contento, gli occhi socchiusi ed il respiro intenso. Ripeto l'operazione di assaggio molte altre volte, sempre in punta di lingua, su altre zone del cazzo, senza tralasciare quei bei coglioni rigonfi che promettono crema abbondante pronta ad eruttare.
"Dai, adesso basta giochini. Prenditelo bene in bocca" mi fa lui, ingrifato a puntino dal mio delicatissimo trattamento. Si sfila i guantini in lattice, mi afferra la testa tra le sue robuste mani e, sporgendo in avanti il bacino, infila la sua nerchia dura tutta quanta in bocca; mi costringe qualche secondo in quella posizione, con la cappella che mi sfiora le tonsille, procurandomi qualche singulto ed un principio di lacrimazione. E' come se volesse stuprarmi la bocca, ma ne sono curiosamente lusingato.
Poi lo estrae, me lo struscia sulla faccia e me lo riaffonda in gola; ripete il gioco diverse volte, a pareggiare le leccate che gli ho dato prima.
Passati i primi minuti, il soffocone prepotente si addolcisce in un pompino più tranquillo, seppure molto profondo e sbavussato dalla mia saliva che si riversa fin sullo scroto.
"Sei un ciucciatore eccezionale, mi fai morire… Aspetta che scendo da questa scala, sennò se andiamo avanti così rischio di cadere e mi ammazzo veramente" mi dice lui, riportandosi alla mia stessa quota. Mi abbraccia con le sue manone sulle chiappe, estrae la lingua e me la dà da bere, poi aggiunge "Però, prima di continuare a gustarti il mio cazzo, voglio vedere quel plug che tieni nascosto nel pertugio."
"A questo punto, come negartelo?" gli rispondo. Mi faccio aiutare a sfilare la maglia, mi slaccio i pantaloni, mi giro e mi chino bocconi sul pianale della cucina, lasciando a lui il piacere di scoprire le mie natiche incorniciate dai jockstrap e farcite col gioiellino del piacere. Lui mi cala i pantaloni alle caviglie e commenta la visione.
"Ma guarda un po' che bel culetto ingioiellato abbiamo qui…", mormora accarezzandomi i glutei. Per ringraziarlo del complimento, contraggo e rilasso ripetutamente i muscoli dello sfintere, in modo che il plug si muova avanti e indietro dentro di me.
"Wow", continua, "Molto eccitante. Fammelo vedere più da vicino" e si inginocchia per ammirare meglio il mio show improvvisato. Continuo l'esercizio e durante la performance afferra energicamente le chiappe tra le mani, strizzandole e allargandole.
"Ora ti aiuto a farlo scorrere meglio" mi sussurra.
Dapprima avverto il calore del suo fiato sul perineo, poi la punta umida della sua lingua che lecca le crespe del mio ano, insinuandosi tra di esse e la base del plug. Dopo avermi umettato per bene, una mano prende la base del plug ed inizia a manovrarlo dentro di me, ruotandolo e muovendolo dentro e fuori. Per diverse volte me lo estrae e me lo rificca in culo, intervallando gli affondi con uno sputo, fino a che il mio sfintere si scioglie sotto le sue apprezzatissime attenzioni, rimanendo dischiuso e bagnato.
"Guarda qua che bel buco aperto ha il mio DILF. Deve averne preso parecchio, di cazzo. Fammi controllare bene..." dice lui.
Poi sento il suo dito che penetra lentamente dentro di me, seguito poco dopo dal suo gemello dell'altra mano. Le due dita tirano in direzioni opposte e mi dilatano l'apertura, in cui l'idraulico ficca la sua linguona calda che lappa golosamente.
Arrivati a tanto, non mi dispiacerebbe se mi infilzasse con la sua bianchissima stanga. Anche se, a dire il vero, vorrei conservare il forellino ancora "fresco" per la serata. Se mi faccio scopare dall'idraulico, finisce che vengo; poi per stasera non ne ho più e mi tocca mandare di nuovo in bianco il mio trombamico M...
Probabilmente anche F stava meditando su di un'inculata, perché riprende a parlarmi:
"Veramente gustoso e morbido, sembra filetto di vitello. Adoro come succhi il cazzo, ma pure questo buco merita una bella sfondata. Ce l'hai un condom?"
"Mi spiace, non ne ho…"
"Come, hai in programma di vederti col tuo uomo e non hai goldoni?"
"Beh, sai, io e lui siamo intimi, mi cavalca a pelo"
"E magari ti viene pure in culo, il fortunello! Ok, non insisto, torniamo al programma originale; ma prima di rimettertelo in bocca, almeno due innocentissimi colpetti di assaggio te li voglio dare"
Mi sfila le dita, si rialza e si prepara a prendermi; come benvenuto, inarco di più la schiena e con le mani mi allargo per bene le chiappe. F con una mano agguanta l'elastico dei miei jockstrap e con l'altra guida la punta del cazzo sul burello. Come dicevo, la sua nerchia è di lunghezza normale ma piuttosto spessa; d'altra parte, la sua cappella è molto affusolata ed il mio culo è bello cedevole, dopo l'energico rimming a cui mi ha sottoposto; quindi il salsicciotto scivola dolce, lento e sparisce nelle mie viscere fino a che sento i suoi coglioni appoggiarsi al perineo. Rimane ben piantato in me per diversi secondi, muovendosi appena.
"Ti piace, zozzone?" mi sibila.
"Sì, tanto" rispondo con un filo di voce.
"Sei una magnifica vecchia troia!"
"Vecchia sarà tua sorella!".
Ridiamo assieme, mentre me lo sfila con la stessa delicatezza con cui è entrato.
"Ancora due assaggini poi basta, sennò finisce che ti sborro in culo" dice e, afferrando l'elastico delle mutande anche con l'altra mano, manovra il mio sedere per fargli ingoiare ancora gli ultimi, delicati ma intensi colpi di mazza.
"Girati adesso" mi intima, "Continua quel meraviglioso bocchino, che poi ti schizzo in faccia".
Esce dal mio ano, in cui rinfila il plug, e mi fa girare; mi metto in ginocchio davanti a lui e riprendo il suo arnese in bocca. Glie lo succhio voluttuosamente, lasciando che mi stropicci la faccia con le sue manone e mi dia qualche schiaffetto sulla guancia, quando la punta della cappella me la fa rigonfiare. Avvinghiato con le labbra attorno al suo membro, approfitto delle mani libere per titillare il plug conficcato nel forellino bollente.
F è silenzioso, sembra quasi concentrato; capisco che apprezza le mie ciucciate solo dal respiro accelerato e dalle pulsazioni della sua verga, che man mano aumentano di frequenza.
Poi, senza dire una parola, mi prende il mento nella mano, sfila l'uccello fradicio di saliva e se lo smanazza davanti al mio viso quel paio di volte, sufficienti per farlo arrivare all'orgasmo. Prende a cospargermi la faccia con dei fiotti di denso seme; accolgo la pioggia bianca come la manna dal cielo, guardandolo negli occhi, felice della sua espressione gongolante.
Terminata la sborrata, lascio che F si asciughi il cazzo sui lembi di pelle del viso rimasti intoccati dalla sua crema; qualche goccia del prezioso nettare è finita sulle mie labbra, ci passo sopra la punta della lingua per la curiosità di sapere che gusto ha: salato, molto salato, e sempre quell'insolito sentore di... mortadella. Lui nota l'operazione di "sperm-tasting" e ridacchia soddisfatto.
"Vecchia troia golosona..." sogghigna.
"Vecchia tua sorella..." ribatto, mentre con una scherzosa aria di sfida gli afferro il membro ancora turgido e, con un colpo di lingua, gli rubo quelle due ultime goccioline di sborra che imperlano la punta del glande.
Mi rialzo con la faccia impiastricciata di sperma e mi dirigo in bagno per una ripulita. Quando torno lui si è già ricomposto ed ha raccolto la sua attrezzatura.
"Tutto a posto?" mi chiede gentile. Annuisco.
Estrae il POS per il pagamento dell'intervento e sistemiamo il conto.
"Ti chiedo solo di firmare il verbale di revisione, dopodiché abbiamo finito. La fattura ti arriverà via email"
"Ecco fatto".
"Perfetto, grazie per esserti rivolto alla nostra azienda". Poi si avvicina, mi bacia tra guancia e collo e mi sussurra all'orecchio: "E grazie soprattutto per... la pompa"
"Figurati, anch'io ti ringrazio per... la pompa. Anzi, se ripassi, avrei da sistemare anche il rubinetto della doccia; penso che per il pagamento sapremo metterci d'accordo..." gli rispondo, strizzandogli l'occhio.
Lui sorride, mi strizza l'occhio a sua volta, saluta ed esce dalla porta.
Quando sparisce dalla casa, avverto ancora qualche brividino di eccitazione che si dirama dal basso ventre. Mi verrebbe voglia di richiamarlo ora, dicendogli che ha dimenticato degli attrezzi, per poi quando arriva farmi trovare carponi sul pavimento del soggiorno, nudo, con solo il butt-plug infilato nel retto pronto ad essere sostituito dal suo bel cazzo per una sfrenata galoppata. Ma tant'è, so solo come si chiama e l'unico numero che ho è quello della azienda per cui lavora... Pazienza. Comunque ho ancora la serata con M, durante la quale potrò sfogare tutta la lussuria accumulata che sta ribollendo in me. Chissà poi se stasera il mio caro, prevedibile trombamico M non mi sorprenderà con qualche novità piccante? Ma anche questa è un'altra storia, e magari la racconterò un'altra volta...
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