Gay & Bisex
Prima volta con una trav
21.09.2025 |
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"Io affondai la lingua nel suo buco, stringendole le chiappe mentre lei mi segava con forza..."
Questa storia risale a circa un anno fa. Ero in un periodo in cui la curiosità e la voglia di sperimentare erano forti; avevo già avuto qualche esperienza con uomini e trav, ma non mi avevano entusiasmato più di tanto. Eppure, il desiderio di continuare a esplorare quel piacere non accennava a diminuire, anzi cresceva ogni giorno di più, come un tarlo che mi rodeva dentro.Una sera di dicembre, annoiato, aprii una famosa app di incontri gay. Il freddo fuori contrastava con il calore della stanza, e sullo schermo mi apparve un profilo che non avevo mai visto: una trav alta, imponente, con un fisico longilineo e uno sguardo intrigante. Incuriosito, cliccai: davanti a me c’era una cavallona di un metro e ottanta, liscia come seta, con un culo che sembrava scolpito apposta per essere adorato.
Iniziammo a chiacchierare. Mi disse che non fosse della zona, ma lì solo per lavoro. Le sue parole erano dirette, sfacciate, capaci di farmi fremere: «Mi preparo e ti aspetto… almeno un pompino voglio fartelo.»
Sentii il sangue affluire tutto lì sotto. Non ci pensai due volte: una doccia rapida, qualche spruzzo di profumo, il cuore che batteva come un tamburo, e mi avviai verso il suo B&B.
Le scale mi sembravano interminabili. Il corridoio era silenzioso, illuminato solo da una luce soffusa. Quando la porta si aprì, rimasi folgorato: davanti a me una figura femminile con un foulard che copriva il volto, lasciando intravedere soltanto due occhi di ghiaccio, penetranti e pieni di desiderio. Indossava lingerie nera: autoreggenti che fasciavano le gambe lunghe e un perizoma striminzito che lasciava scoperto quel culo magnifico.
Mi prese per mano con sicurezza e mi fece accomodare. L’aria era impregnata di profumo dolce, misto a un leggero odore di incenso. Senza dire una parola, si inginocchiò davanti a me. Sentii il sangue pulsare nelle vene, il mio cazzo era già in erezione e premeva contro i pantaloni. Quando lo liberai, lei lo accolse con un sorriso malizioso e cominciò a leccarlo lentamente, come se volesse assaporare ogni centimetro.
La sua bocca era calda, vellutata, la lingua scivolava sulla cappella disegnando cerchi che mi facevano sussultare. Ogni tanto lo inghiottiva a metà, poi tornava a giocare con le palle, leccandole e massaggiandole. I suoi occhi mi fissavano dal basso, un misto di sottomissione e malizia. Perso ormai ogni lume di ragione, le afferrai la testa e iniziai a scoparle la bocca con colpi sempre più profondi.
Ero vicino al limite, ma non volevo finire subito. La sollevai per ammirarla meglio. Si girò mostrando quel culo rotondo, liscio, perfetto. La stesi sul tavolo della cucina, le mani che accarezzavano la pelle liscia come seta, e iniziai a baciarglielo, a mordicchiarlo, fino a farmi strada tra quelle chiappe spettacolari. Il suo buchetto era stretto, caldo, già leggermente umido. La mia lingua lo esplorava con crescente avidità, mentre la mia mano si allungava davanti a toccarle il cazzo, che intanto si induriva. Lei gemeva piano, un misto di piacere e sorpresa, i suoi gemiti simili a piccoli miagolii che mi facevano perdere la testa.
Dopo un po’, ansimando, mi disse di andare in camera. La seguii, ancora stordito dall’eccitazione. Sul letto riprese a prendersi il mio cazzo in gola, senza esitazione, facendolo scivolare dentro fino quasi a soffocare. Io godevo a guardarla, i suoi occhi lucidi, il trucco leggermente sbavato, quella bocca che non mollava mai. Poi decisi di restituire il favore: mi inginocchiai davanti a lei e presi in bocca il suo cazzo. Non enorme, ma perfetto. Lei mi guidava con dolce fermezza, la mano tra i capelli, facendomi ingoiare poco a poco. La sensazione di riempimento mi elettrizzava, ogni colpo di bacino mi inebriava. Sentii il suo membro indurirsi sempre di più, fino a che mi fermò, sul punto di venire.
Ormai non resistevo più: le dissi che la volevo. Aprii un preservativo, lo indossai, e lentamente mi feci spazio tra le sue chiappe. All’inizio stretto, resistente, poi quel buchetto cedette e mi accolse, risucchiando la cappella in un abbraccio caldo e avvolgente. La sensazione fu travolgente.
Cominciai a scoparla con energia, alternando colpi rapidi e profondi a spinte lente e complete. Lei gemeva senza freni, si muoveva contro di me, e con voce roca mi supplicava: «Scopami… fammi sentire tutto… voglio vederti sborrare dentro di me…»
A quel punto la fece uscire, mi spinse a sdraiarmi e si mise sopra di me, il culo perfetto in faccia, mentre tornava a succhiarmi con foga. Io affondai la lingua nel suo buco, stringendole le chiappe mentre lei mi segava con forza. Bastarono pochi secondi: un’ondata di piacere mi attraversò, esplosi in un orgasmo devastante, tremando sotto i suoi colpi di lingua e mano.
Rimasi senza fiato, sudato, il cuore a mille. Lei sorrise soddisfatta, si sdraiò accanto a me, e per qualche istante restammo in silenzio, avvolti da quell’odore di sesso che riempiva la stanza.
Poi, come spesso accade, l’ansia e il rimorso presero il sopravvento. Mi rivestii in fretta e andai via, senza mai più rivederla. Ma ancora oggi conservo dentro di me il ricordo di una delle esperienze più intense e trasgressive della mia vita.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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