Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > incesto > I piedini di mia figlia - Ep.7
incesto

I piedini di mia figlia - Ep.7


di Yocalsy
28.12.2025    |    6.078    |    6 9.0
"Le prime foto erano di lei con la divisa da pallavolo, preceduta da un altra in leggings e t shirt davanti alla scuola dove mostrava tutto il suo fisico..."
Vi consiglio di rileggere i precedenti episodi.
Forse in questo episodio per molti non c'è abbastanza erotismo, ma avevo bisogno di riallacciare la storia.

EPISODIO 7 -
I giorni e le settimane che seguirono furono un periodo d'inferno.
Un inferno che mi ero scelto e meritato, ma un inferno a cui avevo condannato, in maniera diversa, anche mia moglie Sara e mia figlia Martina.

Da quel giorno non avevo più visto né Sara né Martina.
Sara aveva contattato un avvocato ed iniziato la causa per il divorzio e io mi rapportavo solo con il suo legale.
L'avvocato mi spiegò che mia moglie aveva deciso di non denunciarmi solo per non coinvolgere Martina.
In cambio dovevo accettare di non vedere mia figlia almeno fino a luglio dell'anno successivo, fino a che non avesse preso la maturità. Accettai subito. Martina aveva già perso un anno. In prima superiore aveva scelto il liceo scientifico ma non si era trovata bene ed era stata bocciata. Era ripartita poi dall'artistico e li aveva trovato la sua strada.
Ma non era tutto.
Sia io che Martina dovevamo accettare di installare nei nostri telefoni un'app che monitorasse le nostre telefonate e i nostri spostamenti. App che sarebbe stata a completa disposizione del legale di mia moglie, in ogni momento. E in ogni momento avrebbe potuto riferire a mia moglie eventuali contatti o, peggio ancora, incontri.
Accettai anche quello.
Accettai tutto, compreso naturalmente lasciare la casa a mia moglie.
Non potevo fare altro. Non mi sentivo degno di poter fare qualsiasi obiezione.

Martina si era trasferita dai nonni materni dal quel maledetto giorno.
Sara mise in giro la voce che mi aveva cacciato di casa perché mi aveva trovato a letto con una trans. Queste voce arrivò ai miei e ai suoi parenti, agli amici, sul lavoro.
Molti smisero di parlarmi, altri cominciarono a salutarmi a stento. A me sinceramente non fregava nulla. Mi meritavo questo e molto di più.
Ebbi anche dei brutti pensieri, lo ammetto, ma non ebbi il coraggio di perseguirli.

Mi trovai un piccolo appartamento in affitto ed ormai eravamo alla fine di settembre.
La mia vita ormai era solo il lavoro.
Naturalmente pensavo a Martina ogni giorno ma non avevo più pensieri “sporchi” su di lei, il senso di colpa e di vergogna li aveva cancellati, finalmente.
Non avevo più desiderio in generale.
Provai ad uscire con una collega ma quando lei mi invitò a salire da lei, scappai.
Provai con una prostituta. Una volta in macchina, nonostante i suoi sforzi, la pagai e me ne tornai a casa.
In fondo, tutto questo era parte della giusta punizione che mi spettava.

Improvvisamente, un giorno di metà settimana, uno come tanti, stavo uscendo da un bar dove avevo incontrato un cliente, quando sulla porta mi imbattei in Ammina, che era in compagnia di altre due ragazze che non conoscevo, che non facevano parte del giro di Martina. Avevano tutte delle tute sportive, oltre al borsone della squadra di pallavolo.
La salutai con tanto imbarazzo. Un “ciao” flebile a cui lei rispose con un sorriso sorpreso, come se non mi conoscesse.
Mi stavo già avviando al parcheggio con mille pensieri in testa – avrà saputo? cosa le avrà detto Martina? Cosa penseranno di me lei e le sue amiche?-, quando mi sentii chiamare-
-Sig. XXXXX...
Voltatomi vidi Ammina che a passo veloce veniva verso di me.
-Sig.XXXXX non l'avevo riconosciuto...come sta…?
-Ciao...- le parole non mi uscivano- tranquilla...tu come stai?
-Tutto bene – rispose, con un largo sorriso- Sa Martina mi ha raccontato tutto…
La guardai, il sangue gelato. Cosa dire?Le aveva raccontato tutto...tutto? Mio dio…
-A Martina manca tanto- disse interrompendo i miei pensieri e sottolineando il tutto con un sorriso splendente.
-Sai...sono momenti difficili-farfugliai.
A questo punto Ammina fece una cosa che mai mi sarei aspettato. Fece un passo verso di me e cercò le mie mani con le sue.
-Sig.XXXXX...Martina le vuole bene, tanto...e so che anche per lei è lo stesso
Sentire il calore delle sue mani nelle mie, un contatto umano che mi mancava da mesi. Mi diede l'effetto di un super alcolico a stomaco vuoto. La testa mi girava.
-Beh, è mia figlia, come potri non volerle bene...come sta?
-Bene, però sente la sua mancanza – rispose sempre con le sue mani nelle mie.
-Ti prego, salutamela...digli di studiare e che passerà tutto…
-Non mancherò -disse guardando il suo smartwatch-...adesso però devo andare…
Mi sorrise e senza preavviso mi stampò un bacio sulla guancia. La vidi tornare di corsa verso il bar.
Io rimasi fermo immobile sulla strada, mentre la testa continuava a girarmi.

Tornai in ufficio ed era sorta una delle classiche grane da risolvere. Per fortuna...Questo mi permise da togliermi dalla mente l'incontro con Ammina ma soprattutto il pensiero di Martina.
Le mani di Ammina, il suo bacio, quanto mi aveva detto - Martina le vuole bene, tanto… sente la sua mancanza – mi avevano fatto tornare la voglia di stringere tra le braccia mia figlia, di consolarla, di dirle quanto le volevo bene...come un padre.
Come un padre?
Sì, ma chi volevo prendere in giro?
Sapevo cosa sarebbe successo se mi fossi trovato solo con lei. Dovevo togliermela della testa e non farle altro male.

La giornata finalmente arrivò al termine. A casa mangiai qualcosa, senza grande entusiasmo, e mi ritrovai sul divano a seguire una partita di calcio di cui non mi importava nulla.
Ad un certo punto presi in mano il telefono, e senza pensarci mi ritrovai a cercare Ammina su Instagram.
La sensazione di quel contatto tra le nostre mani e quel bacio ritornavano a farsi capolino dentro me.
Le prime foto erano di lei con la divisa da pallavolo, preceduta da un altra in leggings e t shirt davanti alla scuola dove mostrava tutto il suo fisico.
Scrollando la vidi su una spiaggia in bikini e poi...il cuore mi si fermò.
In una delle foto, assieme ad altre due ragazze, c'era Martina.
Prima di quel giorno maledetto, si era parlato in famiglia di una possibile vacanza al mare con le sue amiche. Alla fine quindi era andata.
Bikini gialli, a triangolino sopra, e con laccetti sui fianchi. Vederla mi tolse il fiato. Sorrideva ma si leggeva nei suoi occhi una certa tristezza.
Provai a cercare anche lei sul social ma, come prevedevo, sua madre le aveva fatto cancellare gli account.

Come un fulmine che mi trapassava il cervello mi ritrovai a pensare a quella prima volta, quella volta che aveva cambiato tutto nelle nostre volte. Quella volta che soli sul divano, mentre le massaggiavo i piedini, come in passato era avvenuto innocentemente mille volte, avevo avuto un'erezione.
Questa volta ero solo, su un divano diverso da quello, ma mi sembrava di avere i suoi piedi tra le mani. Quei piedini così piccoli, curati e morbidi. Non potevo resistere e non ci volle molto perchè aprissi i pantaloni iniziando a masturbarmi furiosamente. Lo schermo del telefono mi mostrava le foto al mare delle ragazze ma io avevo occhi solo per Martina.

Richiusi gli occhi. Nella mia mente andava in scena, come un film, la prima volta che avevamo passato il limite. Martina a pancia sotto che maliziosamente mi sorrideva e appoggiava i suoi piedini al mio pacco, e io che, follemente, mi calavo pantaloncini e boxer e mi portavo i piedi sul pene, lei che iniziava a muoverli…
La sensazione dei suoi piedi morbidi su quel bastone durissimo come mai, era vividissima…
Martina che aveva infilato una manina sotto la pancia e si masturbava...i nostri gemiti e mugolii che si mischiavano… lei che inarcava la schiena e godeva...io che stringevo ancora di più quei piedini sul mio uccello e che alla fine...li inondavo del mio piacere…

E così venni. Godetti furiosamente, dopo tanto tempo.
Avevo fatto un disastro sul pavimento, il cuore mi batteva all'impazzata.
Subito dopo il senso di colpa ritornò a impossessarsi di me.
Non mi era bastato quello che avevo combinato? Ti sei masturbato su tua figlia...ti rendi conto, malato che non sei altro?

Mi presi la testa tra le mani.
Potevo mentirmi come volevo, ma la verità era che avevo bisogno di Martina.
La verità è che la amavo, non potevo vivere senza di lei. La volevo, la desideravo e lei, ne ero sicuro, voleva le stesse cose.



Mi alzai, ripulii e andai a letto, anche se non chiusi occhio.

Cosa sarebbe accaduto?
Cosa dovevo fare?

Il futuro mi terrorizzava, ma fino a quanto saremmo riusciti a stare uno lontano dall'altra e a reprimere quello che provavamo?

…CONTINUA…?
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per I piedini di mia figlia - Ep.7:

Altri Racconti Erotici in incesto:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni