orge
Gangbang
22.02.2026 |
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"I primi tre coi cazzi duri si fecero avanti; uno le si mise a cavalcioni sulla faccia e le infilò il membro in bocca, uno si coricò al suo fianco e , con una mano, le sollevò una gamba..."
GangbangAvevo deciso di regalare alla mi amica Rose un’emozione nuova, unica e indimenticabile, così organizzai un’uscita a sorpresa quel giorno.
Era un mercoledì di marzo, l’aria era ancora fresca ma le giornate si stavano allungando.
Passai a prenderla sotto casa come al solito, mentre il marito ci salutava dalla porta . Ormai anche i vicini avevano capito cosa succedeva tra noi, per questa amicizia che durava da un paio d’anni.
Mentre guidavo, Rose mi slaccio i pantaloni e tiro fuori l’uccello. Subito me lo massaggiò un po’ per farmelo indurire a dovere, ed una volta turgido lo prese in bocca tutto quanto .
Adoro i pompini di Rose, sono così profondi, e lei è talmente ingorda che si gusta sempre tutto il cazzo con gran piacere.
Spompinò così forte e con così tanta passione che sborrai dopo appena una decina di minuti, e come prevedibile, lei continuò a succhiarmi senza staccarsi mentre i miei schizzi le inondavano la gola .
Rose ingoiò tutta la sborra fino all’ultima goccia.
-Spero che dopo me ne riserverai ancora-, mi disse rimettendosi composta, leccandosi le labbra.
Che gran zoccola che è Rose. - certo- la rassicurai, - ma non sarò l’unico a dissetarti stasera -.
Lei, incuriosita , fece una strana smorfia, come a volermi chiedere spiegazione delle mie parole.
Non dissi nulla ma continuai a guidare chiedendole di infilarmi il cazzo nelle mutande e riallacciarmi i pantaloni, e lei, da brava swinger servile mi accontentò.
Dopo una mezz’oretta di viaggio, arrivammo in un parcheggio dove lasciammo l’auto, per dirigerci verso un magazzino che sembrava chiuso. Mentre ci allontanavamo dalla mia macchina, inviai un breve messaggio col telefono.
Al cancellino suonai il citofono , e subito ci fu aperto. Con un gesto della mano la invitai ad entrare precedendomi; attraversammo il vialetto ed arrivammo di fronte all’ingresso . Nessuno venne ad accoglierci, come da mia indicazione.
All’interno, una luce soffusa mostrava un locale accogliente, allestito a mò di enorme camera da letto, con diversi drappi rossi, gialli e arancioni appesi alle pareti,
Il letto matrimonialista, al centro del salone la faceva da padrone .
-spogliati-, le ordinai e lei, senza indugio, si tolse i vestiti .
Il fisico mozzafiato di Rose mi fece tornare l’elezione, così tirai di nuovo fuori l’uccello dai pantaloni chiedendole di succhiarlo.
-sa di cazzo- mi disse , ma io la obbligai a prenderlo in bocca giustificandomi -per forza, mi hai fatto sborrare mezz’oretta fa in auto-, così le pompai il cazzo fino in gola.
Soddisfatti gli istinti primordiali la feci accomodare al centro del letto dove le legai polsi e caviglie alle fasce che uscivano dagli angoli del materasso. Così legata, diedi inizio ai veri giochi aprendo una porta del locale, fino a quel momento rimasta chiusa.
Dall’apertura entrarono, uno alla volta , dieci uomini nudi, alcuni coi cazzi in tiro, altri mosci ma pronti ad inturgidirsi.
Rose rimase stupita, un po preoccupata per ciò che intuiva, le sarebbe successo.
-Mark, che succede?- mi chiese con voce leggermente alterata.
-tranquilla-, la rassicurai, - stasera godrai come non hai mai fatto in vita tua-.
Gli altri uomini, ognuno diverso dall’altro per aspetto fisico, e presenza o meno di peli, ma non per le dimensioni degli uccelli; per l’occasione avevo fatto una certosina selezione dei partecipanti di quella serata, assicurandomi che, ognuno di essi, fosse dotato di cazzo enorme.
-forza ragazzi, fatela vostra e scopatela senza riserve- , invitai così i dieci a usare Rose come meglio credettero.
I primi tre coi cazzi duri si fecero avanti; uno le si mise a cavalcioni sulla faccia e le infilò il membro in bocca, uno si coricò al suo fianco e , con una mano, le sollevò una gamba spingendola sul lato opposto di dove era coricato e, senza indugio,,le infilò il cazzo nel culo. Lei lanciò un urlo soffocato per colpa dell’uccello che le stava scopando la bocca.
Il terzo , con un po’ di fatica, si infilò alla missionaria in mezzo alle sue gambe e infilò quel grosso membro nella passera.
Gli altri la circondarono e appoggiarono i loro cazzi nelle sue mani, o le toccarono, strizzandole forte, le tette e i capezzoli.
Vedere quella monta era assolutamente spettacolare. Rose si trovava in balia di dieci maschi arrapati all’inverosimile, e lei continuava a lanciare urli muti, attenuati da un grosso cazzo che le manteneva la bocca completamente dilatata.
Sia il buco del culo che la passera erano apertissimi, sfondati alternativamente dai due maschi, e completamente fradici di umori.
Senza sosta, i dieci maschi si alternarono, a rotazione, dentro i buchi di Rose che non la smetteva di gemere .
Avevo perso il conto delle volte che squirtò infradiciando le lenzuola coi suoi umori.
Il meglio arrivò quando due cazzoni le entrarono contemporaneamente dentro all passera dilatandogliela all’inverosimile. Per fare ciò , un uomo le si infilò sotto (ricordo che Rose rimase legata per tutta la serata, venendo girata sottosopra all’occorrenza), coricandosi supino ed infilando per primo il cazzo dentro di lei, mentre l’altro la prese da sopra, spingendo il proprio arnese con forza , andando a dilatare quel buco che l’amico aveva già allargato per bene. Nonostante le misure dei due , la vulva di Rose accolse entrambi .
Gli altri otto uomini non rimasero di certo a guardare, e mentre due si misero vicini alla faccia di lei per farsi succhiare incazzi , altri due le toccarono e schiaffeggiarono il seno.
Gli ultimi due si misero ai lati di Rose. Quello a destra le prese le chiappe con le mani allargandole con forza e mettendo in mostra il buco del culo gonfio e violaceo a forza di prendere cazzi , mentre quello a sinistra le infilò dentro un dildo . Rose si trovò con due cazzi contemporaneamente in bocca, due nella passera, ed un dildo di gomma nel culo. I dieci uomini usarono letteralmente la mia amica per oltre quattro ore senza sosta .
Infine, i dieci le sborrarono a turno dentro, cinque nella passera e cinque nel culo riempiendola di sperma .
Quando se ne andarono, oltrepassando la porta dalla quale erano arrivati , lasciarono rose esausta ed incapace di muoversi, sul letto. Io mi avvicinai a lei e le slegai polsi e caviglie, ma Rose non reagì e rimase sdraiata prona a letto.
-quando racconterò a mio marito cosa mi hai fatto fare stasera, non so se rimarrà contento- mi disse.
Io mi sedetti sul letto, le accarezzai il viso e, con un gesto della testa, la spronai a guardare in direzione dell’ingresso dicendole -sai Rose, credo che Antony sia rimasto piuttosto soddisfatto da come i dieci ti hanno scopata e usata per il loro piacere-.
Rose si sollevò leggermente con un enorme sforzo, per poter guardare dove le avevo indicato, e con sorpresa vide suo marito in piedi dietro di lei che guardava la moglie esausta.
-da quanto tempo sei qui?-, gli chiese, ma risposi io al suo posto, - se ricordi, dopo aver parcheggiato ho scritto un messaggio col telefonino; in pratica ho avvisato tuo marito che eravamo giunti qui e gli ho inviato la posizione dove raggiungerci , chiedendogli di arrivare il prima possibile-.
-sono arrivato quasi subito-, aggiunse lui, -in pratica ho assistito a tutte quattro le ore di monta -.
La sborra usciva a rivoli da entrambi i buchi della consorte, e la scena eccitava Antony. -forza-, dissi a lui, -prenditi la tua parte di piacere-; così Antony si spogliò al volo e, già col cazzo duro come marmo, si avvicinò al volto della moglie e le scopò la bocca come se fosse la passera. A causa dell’eccitazione della serata, Antony sborrò dopo appena trenta secondi , infilando tutto il cazzo nella bocca di Rose e schizzandole direttamente in gola costringendola ad ingoiare, poi si spostò dietro di lei e le infilò il cazzo ancora duro in entrambi buchi fradici e grondanti di sborra dei dieci uomini.
Antony non sentiva praticamente nulla poiché la sborra degli altri avevano reso i canali ultra lubrificati, e le quattro ore di scopata continua, con cazzi molto più grossi del suo, avevano dilatato talmente tanto entrambi i buchi che il suo pisellino non toccava praticamente le pareti , né della vulva, né del culo, ma quella sensazione di umido e dilatazione non provocati da lui,bastava a farlo eccitare e godere, così arrivò a sborrare di nuovo , e stavolta unì il suo sperma a quello degli altri .
Io me ne andai lasciando marito e moglie, nudi, e pieni di sborra, sul letto al centro di quel capannone.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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