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Il mio gioco d’estate!


di DebbySilkHole
15.08.2026    |    133    |    2 9.3
"Tira fuori un cazzo non indifferente, come gli avevo chiesto non ha indossato gli slip..."
“Se mi avessero detto che avrei giocato con un tifoso di quella squadra non lo avrei mai
creduto!”
Prendete un rinomato ristorante romano, in una torbida sera d’estate. Mettete insieme
due o più uomini davanti a carne e vino rosso. Lasciategli qualche minuto per giocare a chi ce l’ha più lungo…e vi ritroverete in tacco a spillo, minidress e coda alta a sentirli parlare di calcio!
Ma partiamo dall’inizio.
Finalmente arriva il periodo di ferie. Già da qualche anno dedico i primi giorni all’esaltazione del mio essere Tr…emendamente donna e, si perché no!, Troia.
A fare da sfondo quasi sempre, come in un copione collaudato, vicoli, ristoranti, alberghi romani.
Ma ogni anno l’asticella viene sollevata un pò di più da quel perverso di Eros. Per questo
2026 mi ha lasciata sola nella scelta dei miei compagni di giochi.
Più saranno, più ti
divertirai, mi ha detto!
Ed allora inevitabile arriva il last. Poi si vedrà! La condizione resta il mio mantra “dovranno saper spogliare la mente prima che sfilarmi gli slip”, se dovessi mai decidere di indossarli.
Inizia il gioco dei messaggi. La lettura degli improponibili. L’analisi dei possibili candidati.
L’attesa di qualcuno che desidero ma che non si palesa.
Qualche giorno passato a scorrere
profili di ogni tipo e poi la scelta è fatta.
Forse Eros non sarà soddisfatto.
Il numero è limitato.
Ma se devo scegliere io, scelgo io!
La Troia la faccio come dico io.
La location questa volta è un elegante appartamentino nel quartiere Portuense.
Appena arrivati scatta la scopata di rito. Il divano non si presta alle migliori cavalcate, allora bisogna trasferirsi sul letto.
Messa carponi Eros inizia a sbattermi da dietro. Godo con il corpo illuminato e riscaldato dai raggi del sole che penetrano dalla finestra. Tende aperte e serranda tutta alzata.
I balconi del palazzo difronte sono troppo vicini. Troppo a vista. Eros preferisce celare la scena. Ma forse qualcuno qualche minuto del mio primo film porno se lo sarà goduto.
Il solito fiume di sborra mi riempie la bocca e cola sul seno fino ad insinuarsi tra le cosce. A volte mi tratta da puttana. Quasi sempre prima di un incontro.
Sola nella stanza ad attendere il momento. Eros è a lavoro. Provo ad inviargli qualche
scatto hot, ma neanche lo legge.
 Indosso il mio tacco dorato, l’elemento che dovranno cercare nel ristorante per riconoscermi. Le chat iniziano a diventare febbrili. C’è sempre chi all’ultimo momento decide di sparire. Non sarà una gang. Ne resta uno solo! Ha saputo giocare al mio gioco sin dall’inizio. Ma resta solo e dovrò gestirlo.
Eros mi chiede di iniziare a preparare la cam e la macchina fotografica. Il set è pronto.
Indosso il minidress nero e tiro su la coda. Il mio bull fisso, regista, accompagnatore, se ne è rimasto in disparte.
L’ora stabilita per l’incontro nel ristorante è ormai giunta. Instabile sul tacco vertiginoso raggiungo l’auto. Sento gli occhi di un intero quartiere cadermi addosso al ritmo del ticchettio dei miei passi. Qualche giro per trovare un posto
auto. Difficile ma non impossibile. Così come impossibile è trovarlo in un luogo riservato.
Devo aprire lo sportello proprio davanti a tre uomini. L’apertura delle mie cosce non passa inosservato. I loro discorsi si interrompono fino a quando non ci allontaniamo.
Eccolo entrare. Si guarda intorno. Rivolge qualche domanda alle cameriere. Poi si dirige
verso il nostro tavolo.
È alto, magro, tatuato. Ha rispettato l’indicazione di indossare una camicia bianca ed i jeans. Più tardi scoprirò se indossa l’intimo o meno. Presto scoprirà se io ho deciso di indossarlo o meno.
L’intesa con Eros si stabilisce da subito. Sembrano vecchi amici. Nella mia mente mi dico che i due porci sanno già quale sarà il dessert dopo cena. Me li immagino già a succhiarmi la fica e ad affogarmi con i loro cazzi.
Tranquillamente parlano di famiglia, lavoro, calcio. Allungo la mano sui pantaloni per
sentire il cazzo che a breve mi scoperà. Sa come muoversi, sa come parlarmi. Ma per
scoprire se sotto il minidress sono nuda aspetta un cenno di Eros. No, non li ho indossati! La fica inizia a colare. Il tempo scorre. Presto saremo in camera.
Ancora un digestivo ghiacciato.
Mi apre lo sportello. Mi invita a salire. Ci dirigiamo verso l’appartamento.
Il condizionatore acceso mitiga il caldo infernale di questi giorni.
Un bottiglia di rosato già pronta per noi. La apro, verso nei calici. Brindiamo a questa
serata. Le mani iniziano a pervadermi. Tira fuori un cazzo non indifferente, come gli avevo
chiesto non ha indossato gli slip. Devo prenderlo in bocca. Lo bramo. Lo succhio. Me lo sbatto sulla lingua.
Eros ci gira intorno, scatta, riprendere. Guida la scena.
Lecco le palle del mio ospite mentre mi accarezza e penetra la fica con le dita. Sente il mio calore, vuole farmi squirtare. Veemente. Sbatte, godo.
Sul letto carponi, la Troia allo spiedo. L’uccello del bull in gola, quello di Eros in fica. Sono sincronizzati. Mi fanno impazzire.
È un pisello impegnativo. Metto la cappella in bocca e succhio. Lo ammiro. Lo sbatto con le mani.
Lo sento nella fica quando entra e scorre lento.
Si alternano. Così come si alternano le riprese con le fotografie. Godrò ancora nel rivederle.
Godrò ancora nel guardarmi mentre faccio la Troia. Scoprirò se mi sono spinta sino a fare la puttana.
Mi prende a cosce aperte sul divano. Lo sento fino alla bocca dello stomaco.
Godiamo all’unisono quando mi riporta carponi sul letto, mette le mani sui fianchi ed inizia a spingere. Prima lentamente, me lo fa sentire tutto. Poi più velocemente e sento i coglioni sbattermi sul clitoride. Godo, urlo! Eros riprende tutto, in silenzio. Un tempo interminabile.
Non si placa. Spinge.
Un colpo troppo forte mi stende sul letto. Tutto il suo corpo su di me con il cazzo poggiato sul culo. Eros gli chiede se è il momento di lascare il segno. Se vuole essere diverso deve sborrarmi in bocca.
Sono uno acconto all’altro. Si masturbano velocemente.
Accolgo Eros fino all’ultima goccia. Mi tiene la bocca aperta.
Eccolo sopraggiungere. Il sapore dello sperma di uno sconosciuto misto al gusto dei miei umori. Cola fuori dalle labbra. Non riesco ad ingoiarlo.
Seduti al divano mi racconta le sue emozioni. Calice in mano cammina per la stanza. Lo seguo con lo sguardo. Ammiro ancora quel cazzo che mi ha fatto godere.
Ci racconta cosa vorrebbe farci vivere. È il momento di andare. Eros lo accompagnerà.
Faccio la solita doccia. Provo a cancellare l’odore della mia porno esibizione.
È tardi. Domani si riparte. Verso il meritato riposo.
Un’altra esperienza è messa nel cassetto. Ancora una volta Tr…emendamento donna, Troia!
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