orge
Cosa sogna Eros per me!
26.05.2026 |
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"Ma il fiato corto non mi permette di reagire quando il biondo mi solleva per farmi sedere sul tavolo, allarga le cose prendendo i tacchi e punta il cazzo sul culo..."
Chi è Eros è descritto tra le righe di presentazione del mio profilo:“…il mio amante e bull fisso, stilista e chauffeur per i miei incontri, bodyguard…paziente spettatore, caldissimo compagno di giochi…”.
Ma la descrizione che più si addice al suo ruolo in questa mia vita parallela è sicuramente “regista delle mie porno esibizioni”.
Tutto parte da un idea, un desiderio, un sogno.
Ho superato limiti di cui non conoscevo neanche l’esistenza.
Un cazzo in bocca non lo avevo mai preso; ora desidero sentire il calore di fiumi di sborra che solcano il mio viso.
La “missionaria” rappresentava la trasgressione sessuale; assaporo con calore almeno un uccello in fica ed uno nel culo contemporaneamente.
Scopare in macchina con un uomo faceva tremare le gambe;
ora quando completo le mie porno prestazioni le cosce sono state dilatate anche da sei uomini in una serata.
Una minigonna estiva lasciava intravedere qualche centimetro sopra il ginocchio; ho girato nuda per boschi e nei centri commerciali.
Ma a quanto pare, il mio corpo, il mio essere Troia, produce sempre nuovi scenari nella mente perversa di Eros che puntualmente riesce a soddisfare il suo ego e mi lascia sfinita e senza fiato.
È riuscito con costanza e perseveranza ad introdurmi negli ambienti del bodybuilding.
Di certo non per fare di me un’atleta muscolosa ma sicuramente per tenere in forma i miei statuari 175 cm e per farmi respirare costantemente il testosterone vaporizzato da manzi e toyboy assidui frequentatori del Centro Gym… e delle palestre che frequentiamo durante le nostre sortite in giro per lo stivale.
Ho indossato il leggings nero con inserti velati talmente aderente che, senza slip (come desidera Eros!), della mia fica c’è poco da immaginare.
Uno smanicato viola con cappuccio copre un pushup sportivo che mette in mostra la mia quarta abbondante.
Al desk della palestra, mentre compiliamo i soliti moduli per l’ingresso, gli sento chiedere alla receptionist se in sala ci sono personal trainer che possano seguirci. A quanto pare ne sono scoperti.
Ma dalle nostre spalle una voce calda fa sapere che se interessati potrebbero prestarsi loro.
Mi volto colpita da quel tono profondo e calmo capace di farsi strada nella mia testa
nonostante il frastuono di musica a 137 bpm e vociare continuo.
Due “armadi” alti sopra i 190 cm, maglia mezze maniche che lasciano intravedere muscoli scolpiti e tatuaggi che richiamano a simboli militari e motti politici.
Sto ancora cercando di scorrere tutto dei loro corpi quando sento la voce di Eros comunicargli che saremo sui tapis roulant e mi invita a seguirlo.
La sessione di cardio è appena alla metà quando i due affiancano il mio attrezzo ed iniziano le presentazioni.
Il fiato già corto per la corsetta sul tappeto, inizia totalmente a scarseggiare guardando i due fisicati avvolti in pantaloncini che aderiscono ai quadricipiti e smanicati che circondano muscoli lucidi e già sudati. L’odore caldo dei loro corpi mi avvolge subito, il profumo di maschio penetra fino al cervello, gli occhi si godo la vista attraverso gli specchi che circondano l’area cardio.
Non nascondono in nessun modo i loro sguardi che mi analizzano in ogni dettaglio. Si soffermano su culo e cosce e credo abbiano già notato l’assenza dello slip. Nello specchio ammirano il seno sobbalzare ad ogni passo di corsa. Chiedono ad Eros il permesso per potermi seguire e se anche lui fosse interessato ai loro “servizi”.
L’allusione non cade inosservata.
Negli occhi di Eros intravedo già l’idea di una porno esibizione ed il desiderio di gustarsela tutta. Rifiuta l’invito ma mi concede al loro “trattamento”.
Le allusioni continuano e come sempre tra maschi sembrano capirsi senza neanche guardarsi.
È l’orario di punta. La palestra è piena ma i due sanno come far liberare velocemente gli attrezzi per me.
Mi raccontano di essere due ufficiali di un corpo militare, con missioni operative nel curriculum e si fanno spavaldi nel raccontare di situazioni sul campo altamente pericolose.
Salutano costantemente altri uomini che si avvicina e guardano, ammirano, suggeriscono, correggono.
Mi ritrovo a svolgere esercizi che mai prima avevo provato. Ma dopo qualche serie mi rendo conto che tutti sono finalizzati a tenermi a cosce aperte, in ogni posizione. E puntualmente diversi occhi puntati sulle mie parti intime. Stranamente mi sento eccitata. Sento il fiume caldo iniziare a colare dalla fica. Me ne rendo conto ma è troppo tardi, il leggings è già umido!
Mi avvicino ad Eros seguita dai due, come fossero dei bodyguard. Mi hanno invitata per un giro pizza tra amici. Immancabilmente Eros immediatamente da il suo assenso con il solito “come preferisci”. I due si agitano e quasi si sfregano le mani, ma io ribadisco che l’invito è per entrambi e che la serata si terrà nel loro appartamento.
La sessione di allenamento è terminata. Mi hanno sfiancata: fisicamente con bilancieri, pesi, manubri ed ogni tipo di attrezzo; mentalmente perché più volte sarei salita a cavallo di quei manzi totalmente dediti al mio corpo. Ho sentito le loro mani più volte farsi audaci sul mio seno e diverse volte appoggiare i loro cazzi al culo nel tentativo di correggermi dalle spalle in alcuni esercizi. Il leggins tra le gambe ha raccolto tutti gli umori colati. Un vistoso alone argentato contorna le forme della mia fica.
Ci salutano comunicando l’indirizzo per la serata ed il fatto che ci saranno anche altri amici della palestra. Non faccio in tempo a chiedere chi e quanti che Eros sta già andando via e devo seguirlo.
Nel tragitto verso l’hotel il solito silenzio che prelude a serate altamente erotiche. La mente di Eros sembra totalmente concentrata su quanto accadrà. Sono certa mi immagina rivoltata in ogni posizione nelle mani di quei manzi appena conosciuti in palestra.
La tensione mi raggiunge le tempie. Sono pronta a lasciarmi andare ma con Eros non so mai oltre quale limite andrò.
Mi terrorizza e mi eccita.
Mi sfioro la fica sopra i leggings, le dita
restano umide, sono fradicia.
Appena in camera mi spoglio completamente, cerco Eros in ogni modo. Sento il desiderio di scopare e di cavalcare. Ma è sfuggente. Si infila in doccia lasciandomi fuori. Conosco questi momenti, vuole che l’eccitazione resti alta. Una scopata ora potrebbe compromettere la serata.
Quando esco dalla doccia chiedo cosa desidera che indossi per la serata.
Mi passa le decolteè dorate tacco 12. Le indosso.
Mi chiede di raccogliere i capelli nella coda alta. Lo faccio guardandomi nello specchio
dell’anta dell’armadio. Il fisico è tonico. Mi piace.
Mi passa la crema corpo al burro di karitè. Odore caldo, pelle morbida.
Devo indossare solo la collana con la stella con brillanti.
Dalla mia valigia tira fuori lo string nero con brillantini.
La mini di jeans, un suo regalo già indossato per altri incontri. È talmente corta che quando sono seduta non ho modo di nascondere le mie parti intime.
La maglia bianca traforata. Gli chiedo se devo indossare un reggiseno bianco o nero. La risposta è secca: “senza!”
Mentre finisco di prepararmi con gli ultimi dettagli sento il rumore di un tappo di una bottiglia di bollicine che salta. Due calici in cui un bianco frizzante viene versato. Mi porge il mio e fa tintinnare i cristalli.
Lo costringo ad abbracciarmi. Sente tutta la mia tensione.
L’appuntamento è per le 20. Roma è grande ma a quanto pare il quartiere Centocelle, gli acquedotti antichi, sono la mia pornocittà. La zona è la stessa di altre serate erotiche trascorse nella capitale.
L’indirizzo conduce ad un casolare basso a due piani. Circondato da un cancelletto. Proprio nel momento in cui stiamo parcheggiando un sms sul mio telefono comunica che possiamo accedere ad un parcheggio interno.
Ci sono già sei auto.
Un ultimo sguardo nello specchietto della macchina, scendo incerta sui miei tacchi e ad accoglierci oltre ai due Ufficiali, altri uomini. Tutti palestrati. Mi vengono presentati ma le bollicine bevute in camera e tutte quelle strette di mano e baci mi mandano in confusione. Ho perso il conto di quanti sono. Di una cosa sono certa: l’odore di tutti quei maschi mi sta già eccitando e questa volta a mostrarlo sono i capezzoli che si inturgidiscono e fanno capolino tra le maglie larghe del top che indosso.
Mi introducono nella festa, ho già perso di vista Eros. Provo a cercarlo ma ho tanti maschi intorno che mi reclamano.
È quasi una pista da ballo. Mi ritrovo a bere qualcosa che non ho neanche chiesto.
Finalmente recupero la vista di Eros che sta mangiando qualcosa vicino ad un tavolo e
parlando con un paio di loro. Sembra divertito.
Incrocio lo sguardo di uno dei due “personal trainer” improvvisati e con un gesto quasi
spontaneo lo tiro a me, lo abbraccio e inizio a limonarmelo con passione. Sento due mani cingermi alle spalle ed un altro corpo avvolgermi. È l’altro personal. Inizio a baciare anche lui.
La lingua profonda nella sua bocca. Mi trasferiscono il sapore dei liquori che avranno già degustato. Riprendo fiato e chiedo loro di poter mangiare qualcosa prima di svenire in preda all’alcool ed al troppo odore di maschio che imperversa nella stanza.
Finalmente un momento di pausa. Riprendo fiato. Cerco Eros. Lo abbraccio. Ma subito il mio corpo è reclamato da altri. Nomi, visi, odori che si alternano. Provo a contarli, qualcuno sfugge sempre. Mangio dolci e frutta. Bevo spumante ghiacciato.
Continuo a cercare Eros mentre mi chiedo cosa avrà sognato per me questa volta. Lo
intravedo in lontananza che parla con i due, questa volta il suo volto è serio e teso. Mi sembra di riconoscere i momenti in cui istruisce i miei bull su come devono comportarsi, quali sono i limiti e come indurmi a superarli. È chiaro che guiderà tutta la scena.
Faccio fondo al calice che qualcuno mi ha passato e provo ad avviarmi verso di lui ma al centro della stanza le danze riprendono e non riesco più ad uscirne.
Le luci si sono abbassate. Sembra di essere in un night club. Io sola al centro la ballerina che anima la festa, la spogliarellista di un addio al celibato, la Puttana di un club priveè a disposizione di una mandria di manzi pronti a cavalcarmi in ogni modo.
Sento qualcuno sfilarmi la maglia. Resto a seno nudo. Ballo. Mi dimeno. Abbraccio e bacio.
Incontro labbra contornate di barba più o meno incolta ed altre dalla pelle liscia.
Sento le mani farsi audaci sulla mia minigonna che è già salita in vita. Qualcuno mi aiuta a sfilarla.
Il cerchio intorno a me si allarga. Mi muovo indossando solo lo string ed il mio tacco 12.
Li invito a spogliarsi. Sfilo qualche maglia. Slaccio qualche jeans. Sbottono qualche camicia.
Chiedo di avere nudi con me al centro i miei PT.
Cerco di Eros e quando incrocio il suo sguardo mi rivolge un occhiolino di approvazione.
So che sta già godendo di me, del mio essere Troia. So che vorrà vedermi diventare la Puttana del gruppo.
Mi faccio avvolgere dai due corpi nudi. Sono caldi. I cazzi in tiro, sfiorano le mie cosce, il culo, la fica. Li stringo nelle mani. Li sento duri. Grossi. Accarezzo i pettorali. Sento gli addominali.
Schiaffeggio i loro glutei in segno di sfida.
In un attimo sono seduta sui tacchi e mi sto gustando quei due attrezzi turgidi. Vado a fondo.
La saliva cola. Me li sbatto sulla lingua. Ne vedo un altro enorme. Lo richiamo a me. Spompino in modo alternato chiunque mi si presenti davanti. Sento mani violare la vagina. Dita penetrare il culo. La coda dei capelli continuamente tirata da una parte e dell’altra. Sento voci incitarmi senza comprendere cosa dicono.
Cerco Eros, con gli occhi voglio chiedergli se sta godendo. Sento il primo squirt raggiungermi devastante. Gli schizzi mi bagnano le cosce, le scarpe, sporcano il pavimento.
Applausi, giubilo, urla di incitamento.
Mi sento stretta tra mani, corpi, cazzi. Cammino come in mezzo ad una folla festante.
Mi ritrovo supina su un letto a cosce aperte mentre un uomo biondo e scultore mi tiene per i tacchi e mi penetra con veemenza. Riesco a stento a guardare i suoi occhi sorridenti prima che inizino ad alternasi nella bocca altri uccelli.
Prima li sento caldi e morbidi. Poi man mano sono più duri, lunghi e grossi. Si alternano. In bocca e tra le cosce.
In ginocchio sento profanarmi il culo. Urlo di dolore e piacere. Schizzo di umori.
Con lo sguardo continuo a cercare Eros. Lo vedo aggirarsi intorno al letto e parlare con alcuni di loro facendo gesti nella mia direzione. Starà dando indicazioni. Sa cosa mi fa godere.
Sotto di me un cazzo in tiro. Lo sto cavalcando mentre una voce racconta come gli squat mi abbiano fatto bene. Sento le gambe indolenzite. Ormai fica e culo solo completamente dilatati. Le labbra gonfie a furia di succhiare e leccare uccelli. Il trucco sbavato.
Passo da un cazzo all’altro. Li cavalco. Lascio colare i miei squirt. Li incito a penetrarmi da sotto. Sento i loro corpi sbattere contro il mio. Sento mani schiaffeggiarmi il culo ed i seni.
Qualcuno ha anche schiaffeggiato la mia faccia. Ma non ho sentito dolore. Tutto mi fa
eccitare.
Vedo Eros parlare con i due PT. Sorridono, si fanno un cenno di intesa e mi raggiungono. In ginocchio sul letto.
Iniziano a dimenarsi gli uccelli e d’improvviso inizia una pioggia di sperma bollente che dura diversi minuti. Tutti vengono a svuotarsi le palle davanti alla mia faccia. Il liquido filamentoso mi raggiunge dappertutto. Ne ho le labbra colme. I capelli intrisi. Il seno colante. Con una mano proteggo la fica ma ne ho il braccio inondato.
Ancora una volta ho provato a contarli ma tra urla ed applausi non ci sono riuscita.
Sono li tutti intorno a me. Che ammirano l’opera che hanno compiuto. Provo a guardare il mio corpo. Ma ho così tanto sperma che cola che riesco a muovermi poco.
Ho gli occhi impastati, la vista annebbiata ma riesco comunque a scorgere Eros con la cam in mano che immortala questo momento.
Sa che ora devono lasciarmi sola. Devo ricompormi. Devo raccogliere tutta l’essenza del mio essere Troia. Devo ricomporre la pornoscena che Eros ha immaginato per me.
Prendo tutto il mio tempo. Non so cosa troverò quando tornerò nella stanza del buffet. Cerco i miei vestiti ma trovo solo lo string.
Ricompongo la coda. Sistemo i tacchi ed apro la porta.
Evidentemente qualcuno è già andato via. Sono sicuramente meno. Non provo a contarli, ora non ne ho più voglia. Sono ancora tutti nudi.
Mi avvicino al tavolo, chiedo qualcosa da bere. Non vedo Eros. Mi volto a cercarlo. Mi sento persa. Il mio sguardo deve essere eloquente, qualcuno mi chiede cosa stia cercando. Mi sale un pò di agitazione.
Finalmente sento la sua voce mentre rientra da un balconcino. Sorride con altri ragazzi che almeno hanno indossato i boxer per stare li fuori.
Mi raggiunge. Sa che lo abbraccerò. Mi lascia fare ed ascolta sorridente quanto ho da dirgli.
L’ambiente è sicuramente più tranquillo. Evidentemente qualcuno lo avrò soddisfatto a dovere. Ma altri continuano a ronzarmi intorno. Ogni tanto urto un pisello con le mie gambe.
Muovendomi in mezzo al gruppo finisco inevitabilmente per poggiare le mie natiche a cazzi che iniziano a riprendere forma.
Quasi preoccupata chiedo se hanno intenzione di ricominciare subito. Ma non ho il tempo di ascoltare la risposta che mi ritrovo poggiata al tavolo con un cazzo che mi sta riempendo il culo.
È possente. Mi fa urlare non ero pronta. Provo a rallentarlo la con i suoi muscoli mi tiene ferma ed abusa di me.
Mi sento completamente in balia del suo volere.
Gli altri ci guardano. Nessuno interviene. Mi sembra quasi di chiedere aiuto e di rimanere
inascoltata. Mi chiedo se Eros questo lo aveva previsto.
Continua a sbattermi. Fa solo anal. Le mani affondano nel fianchi. Non riesco a muovermi.
Posso solo urlare e stringere perché non me lo rompa. Lo sento ansimare. Sempre più forte e veloce. Affonda completamente e sento quel cazzo turgido pulsare. Si è fatto una cavalcata completa sino all’orgasmo.
Sta ancora pulsando quando lo sfila dal mio culo.
Sto riprendendo fiato ma sento altre due mani. Spingono la mia faccia sul tavolo. Il cazzo entra nella fica. Lancio qualche imprecazione. mi stanno trattando da Puttana.
Sento lo sperma del primo colare dal preservativo sulla mia schiena mentre un altro cazzo sta sbattendo sulla fica.
Sono tutti troppo forti non riesco a muovermi.
Non riesco a trovare Eros per chiedergli di farli smettere. Voglio scopare, voglio essere
scopata, ma ora mi sento abusata.
Sbatte forte, ansima, pulsa. Come il primo.
Mi volto velocemente per evitare che ne arrivi un altro e continuino a sbattermi alle spalle.
Ma il fiato corto non mi permette di reagire quando il biondo mi solleva per farmi sedere sul tavolo, allarga le cose prendendo i tacchi e punta il cazzo sul culo.
Stessa veemenza, stesso copione, stesso risultato. Mi mette due dita in bocca per non farmi urlare.
Sul seno mi cola già sperma svuotato ad un altro preservativo.
Sbatte forte, pulsa. Esce di botto e si svuota completamente sul mio ventre.
Continuo a chiedere di Eros. Sono in balia di uomini che non mi ascoltano. Continuano a scoparmi con violenza. Sentono il mio corpo ma non sentono la mia ricerca di aiuto.
Mi sta scopando la bocca, mi soffoca. Non mi da tregua. Più provo ad allontarlo più affonda in gola. Ho le lacrime agli occhi. Mi fa male la bocca. Sento quel cazzo colpirmi la gola. Ho quasi l’istinto di morderlo ma per sua fortuna esce e mi spruzza sulla faccia.
Mi lasco cadere a terra nella speranza di non essere raggiunta da altri. Ma li vedo li davanti a me. Sono loro i due Persona Trainer. Li riempio di insulti. Chiedo di Eros.
C’è una poltroncina in un angolo della stanza. Me la indicano. Sforzandomi di mettere a fuoco per la vista annebbiata, lo intravedo. Non gli parlo. Mi ha lasciata sola. Mi chiedo ora cosa si aspetti.
Mi aiutano a risollevarmi. Mi abbracciano. Me lo sussurrano in un orecchio.
Rispondo che non so se ce la faccio ancora. Mi conducono nella stanza da letto.
Siamo solo noi tre. I corpi mi avvolgono con più calma. Mi leccano la fica ed il buco del culo.
Mi propongono i loro cazzi davanti la bocca.
Recupero fiato. Li bacio. Li accarezzo. Li masturbo.
Devo salire a cavallo di uno dei due. Lo scelgo. Lo guardo.
Punto i tacchi sul letto. Mi accarezzo la fica. Prendo ancora qualche istante. Poi scendo e mi faccio penetrare dal quel palo duro e caldo.
Mi metto comoda. Quello che Eros desidera come ultima scena è una cavalcata in doppia. Inarco la schiena per presentare il secondo buco al meglio. Non fa fatica a rientrare. Iniziano a muovere lentamente. Il mio corpo è totalmente abbandonato. Gli occhi socchiusi.
Una voce richiama Eros. I suoi passi avanzano nella stanza.
“Guarda come scopiamo la tua Puttana”. Li corregge “state scopando Debby la Troia, la mia Troia, una grande Troia.”
Lo vedo slacciarsi i pantaloni ed iniziare a segarsi, mentre i due mi scopano in doppia. Sempre più possenti. Sono molto prestanti. Non ho più neanche la forza di urlare. Ma ho ripreso a godere.
I due sembrano farsi segni di intesa con Eros. Accelerano il loro colpi.
Il fiato inizia ad essere corto. Sento anche Eros ansimare.
Le loro mani affondano nella mia carne. Allargo quanto posso le cosce per permettergli di andare fino in fondo. Li sento spingere contemporaneamente. Piantarmi gli uccelli sin dentro allo stomaco. Pulsano intensamente, proprio mentre il mio corpo è raggiunto dall’orgasmo di Eros che si è segato godendo della mia ultima esibizione di questa pornoserata.
In macchina come sempre silenzio.
In hotel a far da sottofondo per la doccia musica per pianoforte.
Indosso intimo da notte, so che non mi abbraccerà, ma resterà a guardarmi.
Chiudo gli occhi e torno a sognare di Eros.
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