L’indole da Troia!
Girare nuda per casa mi è sempre piaciuto. L’indole da Troia probabilmente ha sempre
albergato nel profondo del mio essere Donna!
Non appena posso, a piedi scalzi, giro per casa senza indossare nulla. Mi piace sentire il brivido freddo del culo che si appoggia ad un tavolo o della coscia che spinge la portiera del frigorifero per richiuderlo.
Per non parlare di quando a cosce larghe bivacco sul divano, guardando distrattamente la tv, con una mano che accarezza la fica che immancabilmente si scalda, inizia a grondare di umori e finisco inevitabilmente per masturbarmi ricordando qualche porcata recente fatti di cazzoni
dei miei bull che mi hanno sfondata a dovere o magari fantasticando di qualche cazzo nuovo incrociato nell’ultima visita al sito di Annunci69.
La calura di questi giorni sicuramente non consiglia di indossare abiti coprenti. Certo almeno un perizoma ed il reggiseno andrebbero utilizzati. Ma niente, devo sentirmi libera. Culo e fica al vento incurante della finestra aperta dalla quale mi raggiunge la brezza marina mattutina.
Nottata dal caldo insopportabile. Non sono riuscita a prendere sonno neanche dopo quasi un’ora di giochi con il mio dildo preferito. Rigido, vibrante, riscaldante.
Ho iniziato strusciandomelo tra le labbra umide della fica. Me lo sono affondato in gola quasi a strozzarmi. In un ritmo alternato mi sono concessa culo e fica, fica e culo, culo e fica. Giocando a trattenere l’orgasmo sino a sentirmi stordire per poi squirtare abbondantemente sulle lenzuola.
All’alba ero già praticamente sveglia. Con gli odori della notte che ancora mi circondavano.
Doccia fredda e uno sguardo al mare dal mio terrazzino. Mi sono ritrovata, impavidamente nuda, a godermi il venticello fresco che accarezzava il seno sodo ed il mio corpo già abbronzato. Al largo le barchette dei pescatori di rientro, chissà se qualcuno mi avrà notata.
Ho indossato il costume con tinte azzurre. Reggiseno a triangolo e slip che di coprente ha proprio poco. D’altronde negli ultimi giorni la spiaggia è stata sufficientemente deserta tanto che mi sono concessa qualche topless per la gioia degli occhi del neretto vu cumprà che passava e ripassava continuamente chiedendomi se avessi bisogno di qualcosa.
Magari di succhiargli l’uccello, ci ho pensato, diverse volte. Ma in questi primi giorni di vacanza mi sono detta che anche la Troia deve riposare. Ci sarà tempo per scopare anche questa estate.
Anche oggi sul mare poca gente. E non capisco perché il bagnino che ormai mi conosce da anni e conosce benissimo il mio desiderio di restarmene tranquilla sulla sdraio…quando non decido di fare la porca, e come successo già diverse volte, portarmelo in una delle cabine del lido e scoparmelo a perdifiato…si ostini ad affittare l’ombrellone accanto al mio a famigliole con bambini vocianti e mogli insoddisfatte che starnazzano continuamente, inveendo contro mariti annoiati a leggere la gazzetta all’ombra.
Questa famiglia è particolarmente fastidiosa, anche se devo dire che il lui non è niente male.
Fisico curato. Tatuato al punto giusto e sopratutto indossa un costumino a mutanda che mette in mostra un pacco niente male.
I pensieri volano subito. Irrecuperabilmente Troia.
Guardo la lei e c’è da deprimersi. Costume intero nero. Cellulite in ogni dove. Capelli arruffati trattenuti da un cerchietto fucsia fosforescente.
Poverello. Chissà se ha ancora la forza di masturbarsi, oppure ha appeso già le palle al chiodo.
Sorridendo mi avvio verso il bagnasciuga e mi immergo nell’acqua limpida e fresca. Qualche bracciata per allontanarmi da quella confusione e poi via il costume per sentire l’acqua penetrarmi ovunque.
Dal bar richiamano la mia attenzione, è l’ora dell’aperitivo. Prosecco e frutta fresca.
Rimetto slip e reggiseno e fuoriesco dal mare.
Indubbiamente ha smosso le pagine del giornale, per non farsi accorgere dalla moglie, che mi stava osservando attraverso gli occhiali scuri che indossa.
Ok, hai voglia di guardare qualcosa di interessante? Eccoti accontentato!
Raggiungo la mia sdraio dandogli le spalle. Mi piego a novanta gradi per raccogliere le
ciabattine ed asciugarmi il viso sul telomare.
È stato un sospiro profondo fin quasi a strozzargli il fiato in gola. Certo il micro slip che indosso, ora zuppo di acqua, avrà lasciato intravedere completamente la forma della mia fica. In tutti i lineamenti.
Ma siccome avevo bisogno di confermare a me stessa che non sono solo Troia, ma sono una gran Troia, mi sono passata tra le cosce una mano facendo in modo che il dito medio sprofondasse tra le grandi labbra.
Un urlo sguaiato che richiamava qualcuno mi ha spaventato. Mi sono voltata di scatto ed era li, a bordo mare, che guardava verso il marito a braccia conserte, in segno di sfida.
Forse è il caso di tagliare la corda prima che tiri fuori il matterello e non di certo per usarlo per una porno esibizione.
Ridendo da sola mi dirigo verso il bar. Solite chiacchiere. Solita gente.
Finalmente ora di pranzo. La spiaggia torna deserta. Un pisolino ci sta tutto. Si! Ma dopo aver salutato il negretto che anche oggi mi chiede se ho voglia di qualcosa.
Gli chiedo di vedere cosa porta in quelle ceste che sembrano pesare più di lui. La voglia di cazzo oggi è più forte degli altri giorni.
Mi guardo intorno come per verificare che non ci sia nessuno. Sento il desiderio pervadere lo stomaco. Conosco questa sensazione. Ho voglia di scopare ed il negretto sta per diventare la mia preda.
Ma ecco che rumori di passi sopraggiungono alle mie spalle. Il ragazzo si alza per salutare qualcuno che arriva e si sistema sulla sdraia accanto.
I bollenti spiriti sembrano immediatamente assopirsi al pensiero della famigliola che torna sulla spiaggia. Ma oltre lui non arriva più nessuno.
Occhiali da sole inforcati. AirPods indossati. Sguardo fisso verso il mare. Chissà se dorme.
Se lo fa lui lo faccio anche io.
Ma gli occhi non si chiudono. Tirano sempre verso quella parte. Mi ritrovo ad osservarlo in silenzio.
Di tanto in tanto si tocca il pacco, lo sistema come direbbero gli uomini. Non sembra in tiro, ma sembra importante.
Cazzo mi sto eccitando. Mi sfioro il seno. Mi tocco tra le cosce. Uffa non riesco a stare ferma.
La voglia mi pervade.
Devo bagnarmi, magari l’acqua fredda allevia la sofferenza di questo desiderio.
Mi avvio verso il bagnasciuga e mi immergo nell’acqua limpida e fresca. Qualche bracciata per allontanarmi e poi via il costume per sentire l’acqua penetrarmi ovunque.
Sentire i movimenti dell’acqua sul corpo è eccitante e rilassante al tempo stesso. Distendersi a pelo d’acqua con i capezzoli che fuoriescono provoca piccoli brividi che percorrono la schiena.
Chiudere gli occhi e farsi penetrare dai raggi caldi del sole isola da ogni altro pensiero.
Uno strano rumore accanto mi risveglia da quel mondo ovattato.
Mi immergo velocemente quando mi accorgo che qualcuno sta nuotando proprio li accanto.
Per i forti raggi del sole faccio fatica a vedere subito di chi si tratta. Provo confusamente ad infilare il costume, almeno lo slip, ma goffamente ricasco all’indietro ed involontariamente mi avvicino sempre di più all’uomo entrato acqua.
Sento afferrarmi per un braccio e tirarmi su, quasi un salvataggio con l’acqua poco più alta dell'ombelico. Solita figura barbina, se non ci fosse l’aggravante che sono completamente nuda visto che nell’inciampare ho lasciato andare i due pesi del costume che ora si sono allontanati da me.
Chiedo scusa per l’accaduto ed incrocio le braccia a nascondere il seno in segno di pudore. Mi risponde che non devo preoccuparmi e che posso stare tranquilla.
Non capisco subito l’affermazione ma poi guardando meglio mi accorgo che anche lui è senza costume.
Cavolo ci avevo proprio visto bene, un gran cazzo che ora si muove fluttuante nell’acqua. L’istinto è quello di afferrarlo subito. Ma mi trattengo.
Gli dico che vado a recuperare il costume ma non mi dà il tempo e con due bracciate gli si è fiondato sopra.
Torna e me lo porge.
D’istinto mi verrebbe da chiedergli della moglie, ma preferisco farmi i fatti miei.
Ok, a quanto pare resteremo nell’acqua entrambi senza costume. Vediamo chi è più audace.
Chi rischia di più.
Qualche chiacchiera e poi si avvia per una nuotata al largo. Decido di seguirlo.
Gli sono dietro. Ad una bracciata di distanza. Inizio a stancarmi. Forse devo rientrare.
I pensieri si affollano nella mente, mi distraggo proprio nel momento in cui decide di fermarsi a galleggiare.
Con l’ultima bracciata praticamente gli sferro un pugno in testa, ma la dinamica in acqua non mi ferma e mi ritrovo praticamente in braccio a lui e con un movimento d’istinto gli stringo le gambe intorno alla vita.
Cavolo, lo sento bello duro. Se mi muovo poco poco finisce per mettermelo nella fica senza alcuno sforzo. Resto immobile. Lo sento muoversi proprio li sotto. Piccoli tocchi infiammano il clitoride.
Si gira in modo che io guardi la spiaggia e lui il largo.
Mi chiede se in spiaggia è arrivato qualcuno. L’allusione è chiara.
Gli rispondo che è tutto libero. Alludo anche io.
Mi dice che la mia fica gli è rimasta impressa da questa mattina. Mi chiede se l’ho fatto apposta oppure se è stato casuale. Mi riempie di domande senza attendere le risposte. Mi guarda perplesso in attesa che io gli dica qualcosa.
Scopami! È l’unica parola che riesco a proferire li in mezzo al mare.
In un attimo lo sento entrare. Cazzo quanto è grosso. Un uccello di quelli che piacciono a me.
Lo sento tutto. Mi riempie. Sfrutta l’andirivieni del mare per entrare ed uscire.
Accelero i miei movimenti per sentirlo meglio.
Il caldo. Il negretto. Il desiderio.
Tutti insieme racchiusi in quel maschio che mi sta scopando in mezzo al mare.
Mi ha preso in mano i glutei. Spinge la mia fica verso il suo pube. Dal seno gli schizzi d’acqua salata raggiungono il suo viso.
Il fiato accellera. Apro le cosce per sentirlo più profondo. Lo sento ansimare.
Sento il calore raggiungermi lo stomaco e le sue forze cedere. Mi aggrappo ancora al suo collo. Riprendo fiato prona sul pelo dell’acqua con il culo appena fuoriesce.
Intorno a me filamenti bianchi più intensi.
Li guardiamo e decidiamo di allentarci.
Indossiamo il costume.
Ognuno sulla sua sdraio. Pochi istanti. Un ultimo sguardo. Un ultimo sorriso. La mia mano che ripassa sulla fica. La sua mano che sistema il cazzo nel costume.
Gli AirPods. Gli occhiali da sole.
Il vociare dei bambini. Le urla della massaia.
La tranquillità è finita. Torno nelle mie stanze. Torno al mio dildo.
Girare nuda per casa! L’indole da Troia sicuramente ha sempre albergato nel profondo del mio essere Donna!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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