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In campeggio col don
27.08.2026 |
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Ci voleva poco a capire che la situazione si stava facendo pericolosa, mi sono alzato ed ho cercato di andare, ma dove? Eravamo soli..."
Era la terza estate che passavo al campeggio con il don. Eravamo accampati vicino a Cogne, un bel paese per chi non lo conosce. Purtroppo ero stato preso di mira da un bulletto, Aldo, che è diventato subito il boss di un gruppetto di ragazzi. L’oggetto dei loro scherzi ero io, mi avevano messo in mezzo e mi chiamavano frocetto. Erano invidiosi e gelosi dei miei “successi” con le ragazze del campeggio che preferivano stare con me piuttosto che con loro.
Quel giorno il don aveva organizzato un’escursione in montagna, non me la sentivo e sono rimasto al campo. All’escursione non aveva partecipato Aldo e gli altri tre amici del cuore ed io non lo sapevo. Erano andati in paese ed erano tornati completamente ubriachi.
Ero sdraiato vicino al lago a prendere il sole ed ero nudo. Mi piace prendere il sole senza costume. Il campeggio era deserto, il gruppo non sarebbe tornato prima di sera ed io ero tranquillo.
Non li ho sentiti arrivare, solo la voce di Aldo.
“Eccolo qui il frocetto. Che bel culetto che ha, vero ragazzi?”
Sì, vero risposero gli altri in coro.
“Allora, ti piace il cazzo vero? Dai che lo sappiamo che cose è successo l'anno scorso con gli istruttori.”
Già, l'anno scorso. Ero appena arrivato al campeggio. Gran confusione, si erano dimenticati di registrarmi. I posti in tenda erano tutti occupati così mi assegnarono agli alloggi degli istruttori. Con me dormivano Marco e Alex. Quando sono arrivati in camera, era molto tardi, loro erano completamente sbronzi. Non si aspettavano di trovarmi.
Dopo avermi salutato con un “E tu chi sei?” hanno continuato come se io non ci fossi. Si sono spogliati completamente nudi. Io ero nella mia brandina, facevo finta di dormire ma li vedevo. I loro cazzi erano duri e grossi, specialmente quello di Alex. Si accarezzavano poi Marco si è inginocchiato e ha cominciato a fargli un pompino. Alex gli teneva ferma la testa con le mani e lo scopava in bocca. A un certo punto qualcuno ha detto: “Divertiamoci con il ragazzino!”
Sono venuti verso la mia brandina ed hanno tirato via le coperte. Marco mi teneva strette le mani mentre l'altro mi spogliava. Eravamo tutti e tre nudi, Alex si è avvicinato e mi ha detto di fare il bravo, che non sarebbe successo niente di male.
“Fai il bravo bambino.”
Marco mi teneva bloccate le braccia, cercavo di liberarmi ma era troppo forte, mi teneva la bocca chiusa.
“Se urli sono cazzi tuoi poi nessuno ci farà caso, stanotte tutti si divertono con le reclute!”
Ero spaventato, facevano sul serio! Alex si è avvicinato, aveva il cazzo in mano, era duro. “Succhiamelo!” mi ha detto. Tenevo la bocca chiusa, Marco mi ha otturato in naso, non respiravo. Ho aperto la bocca e mi sono ritrovato un cazzo in bocca. “Succhia stronzetto, se mordi ti massacro di botte. Succhiamelo come se fosse un gelato.”
Ho cominciato a succhiarlo come se fosse un gelato. Era la prima volta che avevo un cazzo in bocca, era una sensazione strana ma non era sgradevole. Lui lo spingeva fino in gola, mi veniva da vomitare ma continuava.
“Ecco, così frocetto, succhiamelo bravo!”
Spingeva il cazzo nella mia bocca e mi teneva ferma la testa con le mani. Quella situazione mi aveva eccitato, mi era diventato duro e si vedeva.
“Guarda il frocetto, allora gli piace succhiare.”
Marco mi ha preso il cazzo in mano e ha cominciato a farmi una sega. Avevo il cazzo di Alex in bocca e lo succhiavo non perché mi obbligassero, ma perché mi piaceva. Era una strana sensazione ma mi piaceva. Ero troppo eccitato. Mi piaceva sentire la sua cappella dura, mi piaceva giocarci con la lingua, succhiarla.
Sentivo la lingua di Marco leccarmi le palle, salire fino alla cappella e poi succhiarla come una ventosa. Ho sentito un dito entrarmi nel culo e spingere. Ho avvertito i brividi sulla schiena. Mi hanno fatto inginocchiare, il dito è stato sostituito dal suo cazzo. Lo sentivo spingere, faceva male, lo supplicavo di smettere. Per fortuna Alex ha avuto la splendida idea di prendere il sapone liquido dal bagno, ne ha messo un po' sul dito e me l'ha infilato nel culo spingendo. Scivolava.
“Ora è pronto!”
Marco si è messo dietro di me, ha appoggiato la cappella al buco e ha spinto. Ho lasciato fare, sentivo che il culo si allargava e il cazzo che piano entrava dentro. Non c'è stata violenza, è entrato dolcemente e poi ha cominciato a scivolarmi dentro. Lo sentivo muovere sempre più velocemente. Ero incapace di reagire, subivo e mi piaceva subire. Mi stava inculando, lo sentivo quanto era duro, spingeva, ero eccitatissimo.
Alex mi ha messo il cazzo davanti alla bocca, ho cominciato a succhiarlo come se fosse la cosa più naturale del mondo. Lo specchio della camera rifletteva un'immagine che mi è rimasta impressa nella mente. Io in ginocchio che succhiavo il cazzo di Alex mentre Marco m’inculava. Mi sono masturbato diverse volte pensando a quell'immagine.
Succhiavo il cazzo cercando di stare attento con i denti, dopo un po’ mi sono ritrovato con la bocca piena di sborra. “Succhia tutto frocetto, mandala giù che fa bene.” mi teneva ferma la testa ed io ho mandato giù tutto. Non aveva un sapore sgradevole.
Marco spingeva sempre più forte. Ha sborrato nel mio culo. Eravamo sfatti, sul letto. Quell'estate al campeggio è passata così.
Si sono abbassati i pantaloni tutti e quattro, si sono spogliati nudi.
“Tranquillo, se ci fai divertire, non ti succederà niente.”
Ci voleva poco a capire che la situazione si stava facendo pericolosa, mi sono alzato ed ho cercato di andare, ma dove? Eravamo soli. Gianni mi ha placcato, mi sono ritrovato per terra bloccato.
“Ora tu lo succhi a tutti, come hai fatto agli istruttori!”
Aldo, per convincermi mi ha mollato un calcio sui fianchi togliendomi in respiro. Si sono messi l’uno accanto all’altro con il cazzo in mano.
“Succhialo frocio.”
Mi ha mollato uno schiaffo in faccia. Ho aperto la bocca e l’ho preso in bocca.
“Succhialo, non mordere stronzo!”
Ho cominciato a succhiarlo. Litigavano tra di loro per mettermelo in bocca. Avevo sempre un cazzo che arrivava in gola.
“Bravo, così, succhia” mi dicevano, ed io succhiavo. Era una strana sensazione sentirli in bocca, duri. Mi stavo eccitando.
“Mettiti in ginocchio!” mi ha detto Mauro. Ho cercato di scappare ma sono stato bloccato e fatto inginocchiare. Aldo mi è venuto dietro. “Adesso te lo faccio sentire frocetto. Tutto per te.”
Ho sentito il suo cazzo spingere sul mio culo, faceva fatica ad entrare e faceva male. Lo pregavo di smettere, piangevo ma lui spingeva. L’ho sentito entrare e spingere, faceva male, lo supplicavo e lui ha spinto fino a quando non ha sborrato.
Luigi è arrivato correndo dalla cucina, aveva una bottiglia di olio in mano. Mi hanno lubrificato il culo, sentivo le loro dita entrare ed uscire, dopo ho sentito i loro cazzi fare la stessa cosa. Mi hanno inculato tutti e quattro.
Mi hanno lasciato steso sull’erba dicendomi “ Ti è piaciuto vero frocetto? Non lo dire al don altrimenti sono cazzi tuoi, capito! Ci divertiremo ancora insieme, la vacanza è lunga!”
Avevo il culo che faceva male. Bastardi, quattro contro uno, ero arrabbiato me mi era piaciuto. Se lo dicevano in giro, era la fine per me. Sono stato male, al solo pensiero tutto il giorno, chiuso in tenda. Non ho cenato quella sera, sono rimasto nella mia tenda solo fino a quando non è arrivato Gianni.
“Scusa Robby per oggi, ci siamo fatti prendere la mano, sai come succede. Io non volevo ma poi.”
Quando gli ho chiesto che cazzo voleva, mi ha risposto dicendo “ Lo sai che se lo dico in giro tu fai la figura del frocio? Perché frocio sei. Non lo dico a nessuno, però adesso tu mi fai una sega, guarda come grosso.”
Si abbassa i pantaloni e lo tira fuori, è dritto.
“Sei uno stronzo!”
Ho avvicinato la mano, l'ho preso e l’ho stretto. Era duro, ho cominciato a segarlo.
“Ecco, bravo il mio frocetto” mi diceva, “continua così bravo.” Ed io lo masturbavo, avevo paura che qualcuno dei miei compagni di tenda potesse arrivare.
“Adesso prendimelo in bocca e succhiamelo, come hai fatto stamattina, da bravo!”
Ho ubbidito, ho aperto la bocca ed ho iniziato a succhiarlo. Sentivo la sua cappella dura, mi piaceva, mi stavo eccitando. Lui spingeva e mi teneva ferma la testa con le mani. Avevo il cazzo che arrivava in gola e lì ha sborrato. Ho continuato a succhiarlo.
Marco era in piedi, davanti a noi che guardava.
“Bravi, continuate!”
Quella notte ho cercato di spiegare a Marco perché mi aveva visto succhiare il cazzo di Gianni, ma più spiegavo e più lui si eccitava. Aveva il cazzo dritto in mano e si segava.
“Così ti hanno inculato in quattro! Ti è piaciuto?” era eccitatissimo e curioso, “Dai, dimmelo, ti piace essere inculato vero?”
Non gli ho risposto, ho preso il suo cazzo in mano, l'ho scappellato e ho cominciato a fargli un pompino!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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