orge
le grotte
13.09.2026 |
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"“Non farmi fare brutte figure!”
“Tranquillo don, farò il bravo, non la deluderò!”
“Bravo, adesso vai!””..."
LE GROTTE
“Allora? Cos'è tutta sta fretta per confessarti!”
“Don, non voglia di confessarmi, ho bisogno di parlarle. Mi è successa una cosa brutta!”
“Vieni con me, andiamo nel mio studio.”
Lo seguo.
“Allora dimmi, cosa è successo di così brutto?”
“Ieri, alle grotte, mi hanno violentato!”
“Cosa? Chi è stato?”
“Sono stati quelli della borgata!”
“Sempre quelli della borgata, ma la dovete fare finita di prendervi a fiondate per quelle grotte. Dai racconta, che cosa è successo ieri?”
“Ieri c'è stata una battaglia con quelli della borgata, dovevo esserci anche io ma dovevo studiare.”
Proprio studiato no, ero andato a casa di Silvio con l'intenzione di farlo, ma come al solito è finita in modo diverso, il pomeriggio l'abbiamo passato a fare sesso, cioè l'ho passato con il suo cazzo dentro il culo. Mica posso dirglielo al don.
“Quando ho potuto raggiungere il gruppo era tutto finito, ma io non lo sapevo. Mi sono recato alle grotte sicuro di trovarli. Per arrivarci bisogna fare una discesa ripida in mezzo a tanta vegetazione, quando sono arrivato in fondo, ad aspettarmi c'erano quelli della borgata. Mi hanno circondato, erano in quattro, ho provato a dire che ero di passaggio, ma uno di quei quattro mi conosceva, frequentava la mia stessa scuola e sapeva dove abitavo.
“Mi hanno spinto dentro la grotta, dove c'era il Tappo il capo della banda. Avevo sentito diverse storie su di loro e speravo non fossero vere. Mi hanno portato dal Tappo, lo chiamano il Tappo per la sua statura, un bullo che gira sempre in moto, è famoso perché ruba stereo dalle macchine. Ho provato di nuovo a raccontare che ero nuovo, e che quelli del Bar Vito non li conoscevo, ma quello stronzo che veniva a scuola con me mi ha smerdato. Si sono messi a parlottare tra di loro sulla fine che dovevano farmi fare?”
“Che fine?”
“Mi volevano mandare a casa nudo, l'avevano già fatto con uno di un'altra zona. Ho cercato di scappare e di salire la scarpata, sono scivolato e loro mi sono saltati addosso, mi hanno bloccato portato di nuovo nella grotta. Erano incazzati di brutto. Oh, scusi don, le da fastidio se uso anche parolacce?”
“No, usa i termini che vuoi ma continua!”
“Posso? Bene, all'interno della grotta, alle pareti ci sono fissati degli anelli di ferro, quelli che servivano per fermare i cavalli, poi c'era di tutto, vecchi elettrodomestici, gomme, macchine sicuramente rubate. C'è anche un vecchio pulmino Volkswagen, dentro c'è stata messa una brandina ed un materasso. il cazzo Mi hanno legato agli anelli di ferro, faccia alla parete.
“Erano rimasti in tre, il tappo ed altri due, gli altri erano andati via. Si stava facendo buio. Stavano discutendo, poi uno ha detto perché non ce lo inculiamo? Mi hanno tolto i pantaloni, ho cercato di reagire, ma ero legato. Sono rimasto solo con la maglietta addosso, loro si sono abbassati i pantaloni ed hanno cominciato a farsi una sega.
“Il Tappo è venuto davanti a me e mi ha detto che mi faceva il culo e di dire a quei froci dei miei amichetti, che cosa succede se li avrebbero presi! Ho provato a gridare aiuto, ma il posto, lo sa è isolato e poi eravamo dentro la grotta, nessuno poteva sentire.
“Il tappo mi ha messo una mano sulla bocca e mi ha dato un pugno sui fianchi che mi ha tolto il fiato. Era meglio fare il bravo, in fondo non era la prima volta che venivo inculato.”
“Hai avuto altri rapporti omosessuali?”
“Don!”
“Intendevo dire oltre i nostri.”
“Si don, ma questa volta era diverso, molto diverso, si sarebbe saputo in giro ed io avrei fatto la figura del frocio. Mi hanno portato dentro al furgone e legato. Ero sdraiato sul materasso, che puzzava terribilmente. Mi hanno legato a gambe aperte, il Tappo mi ha preso i fianchi, ho sentito il suo cazzo appoggiarsi al mio culo e spingere. Per fortuna non ero passato da casa a lavarmi, avevo il culo ancora pieno di lubrificante.”
“Cosa avevi? Il culo pieno di lubrificante? Ma cosa stai dicendo?”
“Va bene don, ieri pomeriggio non sono andato dal mio amico a studiare, ma a farmi inculare! Per fortuna l'avevo pieno di lubrificante perché l'ho sentito entrare di spinta, e mi ha fatto pure male. Ho cercato di respingerlo ma il Tappo ha continuato ad incularmi, dopo un po' il male è passato. “
Guardo il don, secondo me si sta eccitando sono sicuro che sta pensando adesso ci metto del mio, chissà come va a finire. Continuo a raccontare.
“Avevo gli occhi chiusi, quella situazione, onestamente don, mi stava eccitando, quando li ho riaperti, avevo il cazzo degli altri due davanti al viso. Succhiacelo mi hanno detto. Uno dei tre si è seduto sul mio petto e mi ha messo il cazzo davanti la bocca. La tenevo chiusa e quello mi ha dato uno schiaffo. Mi ha detto di succhiare e di non mordere, altrimenti mi spaccava i denti.”
“E tu cosa hai fatto?”
“L'ho aperta don, cos'altro potevo fare? Ho cominciato a succhiargli il cazzo. Facevo fatica a tenerlo dentro quanto era grosso. Si era venuta a creare una strana situazione don.”
“Che situazione?”
“Mi stavo eccitando don, mi piaceva averlo in bocca, finora l'avevo succhiato solo a te ed a Silvio. Questo era decisamente diverso, più grosso e più duro, ma ho fatto finta che fosse il vostro ed ho cominciato a succhiarlo come facevo con voi.”
“Allora ti piaceva?”
“Si don, mi piaceva.”
“E cosa è successo?”
“Dopo il Tappo e stato il Banana ad incularmi, mi ha allargato le gambe, aiutato dal Tappo, ha infilato un dito nel culo ed ha cominciato a spingerlo dentro. Avevo la testa bloccata ed un cazzo che spingeva fino in gola, mi sentivo strozzare ma lui continuava a scoparmi in bocca. Le dita nel mio culo erano aumentate, le sentivo che me lo allargava. Ho sentito la cappella del Banana spingere, l'ho sentito entrare e scivolare meravigliosamente. Avevo il cazzo del Banana nel culo, spingeva come un ossesso e lo sentivo tutto, scivolava e mi piaceva, era grosso, duro.”
Il don si alza, mi viene vicino, si sbottona la tonaca, si slaccia i pantaloni, lo prende in mano e lo tira fuori.
“Grosso e duro come questo?”
“Don, ma che cazzo fai?”
“Non aver paura, dai dimmi se era grosso e duro come questo.”
Ha veramente un bel cazzo duro il don, lo prendo in mano, lo scappello. Lo prendo in bocca, succhio, spinge, arriva in gola. Mi tiene ferma la testa, succhio. Spinge, mi scopa in bocca.
“Spogliati!”
Il don va a chiudere la porta dello studio, mi spoglio. L'ho fatto proprio eccitare, sono eccitato anche io. Mi siedo sul divano, si spoglia completante nudo, bel fisico. Mi viene davanti, si inginocchia, mi allarga le gambe, succhia le palle. Mi masturbo, mi prende il cazzo in mano, comincia a succhiarlo, mi piace. Infila un dito nel culo, lo fa scivolare dentro.
“Anche ora hai il culo pieno di lubrificante?”
“No, ma ho il lubrificante con me.”
“Prendilo!”
Lo prendo, mi siedo di nuovo sul divano, apro il tubetto del lubrificante e lo passo al don, chiudo gli occhi, mi lubrifica il culo. Cazzo che bello, senti come scivola bene, mi piace. Mi allarga le gambe, appoggia la cappella, spinge, la sento. Sì, così. Ecco, sta entrando, si lo sento, spinge, scivola, è dentro.
“Allora, ti piace il mio cazzo?”
“Sì lo sai che mi piace!”
“Dai, continua, raccontami che cosa ti hanno fatto nella grotta!”
“Avevo il cazzo del Banana che mi inculava sempre più forte. Mi diceva che avevo un culo stupendo. Intanto avevo anche un cazzo in bocca, mi piaceva succhiarlo.”
“Ecco, così, bravo. Racconta quanto sei troia. È vero, hai un culo stupendo.”
“Il terzo ci guardava e si segava, anche lui aveva un cazzo enorme. Stavo guardando quel cazzo quando la bocca mi si è riempita di sborra. Avevo la testa bloccata, ho mandato tutto giù e mentre succhiavo tutto anche il Tappo ha sborrato, l'ha tirato fuori, l'ho sentito scivolare via ed ha continuato a sborrare sulla mia pancia.
“Avevo il cazzo durissimo. Mi hanno slegato e fatto girare, ero alla pecorina, mi hanno legato di nuovo alla sponda della brandina. Quello con il cazzo enorme è venuto dietro di me. Con una mano mi teneva il fianco, con l'altra ha appoggiato la cappella al culo ed ha spinto.
“Ha fatto fatica ad entrare ma l'ho sentito entrare tutto millimetro per millimetro. Non è stato violento, anzi, spingeva piano ma solo fino a quando non è entrato tutto, poi ha cominciato ad incularmi violentemente.”
“E ti piaceva essere inculato violentemente vero?”
“Faceva un po' male, ma in certi momenti il piacere era intenso. Il dolore era sopportabile, superato dal piacere, come adesso con te.”
“Ora per loro sei un frocio!”
Cazzo se incula bene il don.
“Loro possono dire quello che vogliono, che sono frocio, che mi è piaciuto, ma io posso dire che mi hanno costretto. Questo pensiero mi rassicurava e mi sono lasciato andare, tanto valeva approfittarne. Mi piaceva sentirlo scivolare dentro, volevo sapere fino a che punto era dentro di me, non era solo grosso ma anche lungo, spingeva, mi sono toccato il culo con le mani, ho sentito le sue palle. Era tutto dentro di me, tutto e scivolava! Il tappo l'aveva nuovamente duro, si è avvicinato e me l'ha messo davanti la bocca.
“Gli ho preso il cazzo in mano e l'ho scappellato fino in fondo. Era bello, cappella più piccola del resto del cazzo, l'ho fatta sparire subito in bocca ed ho cominciato a succhiarla. Il terzo ha sostituito il tappo, mi inculava era instancabile, spingeva, lo sentivo tutto, scivolava. Scivolava anche la cappella del tappo, la succhiavo, la mia bocca era una ventosa. Mi piaceva succhiarlo, mi piaceva essere inculato, mi piaceva essere lì con un cazzo nel culo ed uno in bocca, mi piaceva essere la loro troia, ero eccitatissimo.”
“Una fantastica troia direi, dai continua!”
Il cazzo del don entra ed esce dal mio culo, lo sento scivolare meravigliosamente, è fantastico, che bello.
“Succhiavo e non mi sono accorto di avere la bocca piena di sborra, ero concentrato sul cazzo che mi scivolava nel culo. Il cazzo del tappo spingeva, arrivava in gola e sborrava. L'ho succhiata tutta, mi piaceva il sapore della sua sborra. Ero troppo eccitato. L'altro si segava ma stava per venire, gli ho preso il cazzo in mano, ero legato ma con la mano ci arrivavo, ho fatto appena in tempo a prenderlo in bocca che ha sborrato. Ho mandato tutto giù. Avevo il cazzo che mi scoppiava tra le gambe, era durissimo come quello che mi scivolava dentro, spingeva sempre più forte, era bello. Ho sborrato senza toccarmi!”
“E poi?”
“L'ho sentito scivolare fuori e sborrarmi sulla pancia. Non ci siamo detti niente, mi hanno slegato, mi sono rivestito e sono andato a casa. Si era fatto tardi, tutto qui!”
Cazzo se spinge il don, scivola che è una favola, mi sego.
“Ti piace come ti inculo vero!”
“Si don, sei fantastico!”
“Troia, sei una troia!”
“Si, sono una troia, mi piace!”
“Ecco, così, sto per sborrare.”
Lo tira fuori, si sega.
“Ecco, succhiamelo troia!”
Lo prendo in bocca, lo sego, mi sborra sul viso, lo prendo in bocca, succhio, è piena di sborra, mando giù, sono una ventosa. Diventa moscio, lo tira fuori, mi sego, mi scoppia. Il don lo prende in bocca, succhia, non resisto più, sborro! Sono sfatto, che sballo.
“Cavolo, si sta facendo tardi devo andare, vestiamoci. Tu dovresti venire più spesso a confessarti. A proposito, ho parlato con il tuo insegnante di matematica, mi ha detto che è un po' che non ti fai vedere, lui è disposto a darti lezioni private, però ci devi andare!”
“Certo che ci vado.”
“Ora lo chiamo.”
Parla al telefono, riaggancia.
“Allora, ti aspetta a casa sua adesso, cosa aspetti, vai!”
“Grazie don.”
“Vieni qui!”
Mi avvicino, il don mi mette una mano sul culo.
“Non farmi fare brutte figure!”
“Tranquillo don, farò il bravo, non la deluderò!”
“Bravo, adesso vai!””
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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