Gay & Bisex
A cena dal capo
13.09.2026 |
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"Prenderlo nel culo da Gabriele pure pure, ma il cazzo di Massimo è troppo grosso, quello mi sfonda, mi rompe..."
Chissà quale è il motivo di questa riunione improvvisa, siamo tutti qui in attesa del figlio del gran capo.
“Sai niente del perché della riunione?”
“No, speriamo non licenzino!”
Eccolo il figlio del gran capo, elegante come al solito, bel tipo, voci di corridoio dicono che sia gay. Certo che per mettere sul quel fisico ne ha fatta di palestra, se lo può permettere, la palestra è il suo secondo ufficio anzi, secondo me è il primo visto che si fa vedere raramente!
“Ragazzi, vi ho riuniti perché ho bisogno di un volontario che venga con me a Roma! Si tratta di stare fuori questo week end. Lo so che vi chiedo di lavorare nei giorni liberi, ma sarete ricompensati, allora chi si offre?”
Silenzio assoluto.
Cazzo, quasi quasi mi propongo io un salto a Roma lo farei volentieri.
“Vengo io capo!”
Così vado a salutare i miei amici.
“Bene, vieni con me in ufficio che definiamo i particolari.”
E vai, un viaggio a Roma gratis, anzi pagato. Mi piace questo lavoro. Lo seguo, certo che è messo veramente bene a fisico, entriamo in ufficio.
“Dunque, tu devi farmi praticamente da autista, da quello che ho capito sei di Roma. Bene così conosci le strade e si perde meno tempo. Vieni questa sera a casa mia, mangiamo qualcosa e partiamo subito. Prenditi il resto della giornata libera e cerca di essere puntuale.”
“Sarò puntualissimo!”
Fantastico, ho il pomeriggio libero, ne avevo bisogno proprio con quello che ho dormito stanotte. Come arrivo a casa mi infilo subito nel letto.
Dio bono, non sono riuscito neppure a farmi la doccia, quella cazzo di sveglia non funziona mai, me la faccio a Roma. Spero di aver preso tutto con me, qualcosa me la sono dimenticata di sicuro. Ecco la casa del boss, chiamala casa, è un villone.
“Eccomi puntualissimo!”
“Bravo, accomodati!”
“Complimenti capo, ha veramente una bella casa!”
Cazzo se è bella, certo che con quello che guadagna se la può permettere.
“Sai stavo pensando che forse è meglio partire domani mattina, hanno messo che stasera la temperatura scende, ci sarà ghiaccio sull'autostrada.”
Che cazzo, poteva almeno telefonarmi per dirmelo. Ah, però, non ha il mio numero.
“Ok capo, allora torno domani mattina, a che ora?”
“No, no, che torni domattina, tu dormi nella camera degli ospiti! Non chiamarmi capo ma Massimo. Ho ordinato una pizza ma chissà quando la portano.”
“Non ho tanta fame.”
“Bene, meglio così. Scusami ma vado a farmi la doccia, in palestra non me la sono fatta. Gira pure per casa, se vuoi bere serviti pure anzi preparami qualcosa anche per me.”
Fantastica casa, chissà dove sono le bottiglie? Ah eccole. Martini andrà bene?
“Martini va bene?”
“Si, me lo puoi portare in bagno? La porta è aperta.”
Pure il maggiordomo mi tocca fare. Cazzo, solo un bagno del genere poteva stare in una casa come questa, è più grande della mia camera. Box doccia matrimoniale, vasca matrimoniale.
“Te lo lascio sul tavolino!”
“Grazie!”
Massimo si sta facendo la doccia in una nuvola di vapore. Ha veramente un bel fisico, ha tutto quello che manca a me, soldi, fascino, fisico e, sicuramente anche il cazzo. Vado a bere il mio Martini. Cavolo che collezione di dischi che ha! Massimo arriva in accappatoio.
“Vuoi ascoltare qualcosa? Ci voleva proprio questa doccia. Se vuoi fartela anche tu puoi farla tranquillamente, non fare complimenti!”
Quasi quasi, mi sento appiccicoso.
“Ne approfitto, oggi non sono riuscito a farla.”
“L'accappatoio lo trovi nel bagno!”
Vado, il bagno è pieno di vapore, mi spoglio, entro nel box doccia. Fantastica doccia, ci voleva proprio, mi sento meglio. Mi asciugo, metto via l'accappatoio. Lo specchio è tutto appannato. Massimo entra nel bagno. Sono completamente nudo.
“Scusa Simone, devo prendere la crema idratante. Ti senti meglio?”
“Si, ci voleva.”
E' dietro di me, allunga la mano per prendere la crema idratante, si avvicina di più. Sento il contatto del suo corpo sulla mia schiena, il suo accappatoio è semi aperto. Lascio fare. Si toglie l'accappatoio e mi bacia sul collo. Le voci di corridoio sono vere. Sento il suo cazzo diventare duro. Mette una mano sul mio.
“Hai un bel culetto Simone!”
“Beh, questo non era nel programma capo.”
Comincia a diventare duro anche il mio. Mi sto eccitando. La storia si fa interessante, le voci di corridoio sono vere.
“Non ti va' di giocare un po' con me?”
Mi giro, cavolo che arnese, grosso e duro. Massimo si inginocchia e comincia a farmi un pompino, è bravo però!
“Capo, per favore!”
Continua a succhiarmelo, cazzo se mi piace. Si succhia un dito e me lo infila nel culo, spinge, lo sento scivolare dentro.
“Vedi che piace anche a te!”
Sento la lingua giocare con la cappella, la fa sparire tutta in bocca, ingoia il cazzo fino alle palle. Cerca di infilarmi altre dita nel culo, fa male.
“No capo, il culo no! Chiariamo, giochiamo ma lascia in pace il mio culo”
L'idea mi eccita, ma non voglio farlo capire, poi ha il cazzo proporzionato al fisico, non sono più abituato a misure così. Devo riprendere con misure più piccole dopo questo periodo di astinenza, hai visto mai che gli venissero strane idee in testa, un pompino va bene.
“Vieni, andiamo in camera che stiamo più comodi!”
“Forse è meglio!”
Saliamo le scale, andiamo al piano di sopra.
“Andiamo nella camera degli ospiti.”
Lo seguo, siamo completamente nudi. La camera è bella, un letto in ottone, il resto arredato con gusto. Mi butta letteralmente sul letto, ci rimbalzo sopra, si sdraia accanto a me, mi bacia il collo, mi accarezza il petto. La sua lingua sale, è sulle mie labbra, lo bacio, gioco con la sua lingua. Prende il mio cazzo in mano e mi sega.
Mi bacia sul petto, stringe i capezzoli con in denti, mi piace, cerco il suo cazzo, è durissimo. Mi bacia sulla pancia, scende con la lingua, lecca le palle, il culo. Ci sa proprio fare. Prende il cazzo in bocca e comincia a succhiarmelo. Voglio succhiarlo anche io.
Mi sdraio con il viso vicino al suo cazzo, lo prendo in mano e lo scappello, è veramente notevole. È durissimo, ha le vene che scoppiano. Bella cappella, più piccola del resto del cazzo, così fa meno fatica ad entrare. Massimo succhia e mi sega, prendo la sua cappella in bocca, ci gioco, la succhio. Mi impegno.
“Bravo Simone, così, bene!”
Succhio, lo spinge fino in gola. Le sue dita cercano il mio culo, ne sento entrare uno, spinge, mi piace. Squilla il telefono, Massimo risponde e si allontana. Torna.
“Adesso facciamo un altro giochino!”
Smette di succhiarmelo, apre il cassetto del comodino e tira fuori del lubrificante.
“Cosa vuoi fare!?”
“Niente, tranquillo!”
“Patti chiari!”
Mi lubrifica il cazzo, così va' meglio. Si lubrifica il culo e si siede sopra di me, prende il mio cazzo in mano, l'appoggia sul culo e si lascia scivolare. Lo sento entrare dentro, si lascia andare fino in fondo, è tutto dentro. Mi cavalca, mi morde i capezzoli, mi bacia. Spingo, è fantastico!
“Ti piace così?”
“Si capo.”
“Non chiamarmi capo, chiamami per quello che sono, una troia in calore!”
Si mette alla pecorina con la testa sul cuscino. Gli vado dietro, infilo un dito nel culo, appoggio la cappella e spingo, scivola tutto dentro, comincio ad incularlo.
“Ti piace il mio cazzo, vero troia?”
“Siiii che mi piace, sfondami!”
Cosa sfondo? È tutto sfondato. Spingo sempre più forte. Massimo si aggrappa alle spalliere di ottone e spinge anche lui. Lo schiaffeggio sulle chiappe.
“Sì, bravo, così, ancora!”
Contento lui, continuo a spingere ed a schiaffeggiare, ha le chiappe rosse.
“Se continuo sborro!”
“Sborrami dentro, riempimi!”
Cazzo, non ce la faccio più spingo, sborro, continuo ad incularlo.
“Sei una gran troia capo!”
“Lo so caro.”
Lo tiro fuori, mi sdraio sul letto, Massimo si sega.
“Ti è piaciuto?”
“Si capo, molto!”
“Vieni qui!”
Si siede sul mio petto, prendo il suo cazzo in mano e lo sego.
“Ti è piaciuto il mio culo?”
“Sì, hai un culo allenato!”
“E' tu un bel cazzo!”
Prendo la cappella in bocca, la succhio, c'è un po' di liquido, lo succhio, buon sapore.
“E succhi anche molto bene puttanella. Perché sei una puttanella, la puttanella ed il suo capo. Brava, fammi godere e ti pagherò bene, troia!”
Continuo a succhiare, ha ragione, sono la sua puttanella. Mi prende la testa tra le mani e spinge, cazzo mi strozza, continua a spingere, mi scopa in bocca. È troppo grosso, ho la bocca piena di sborra, spinge, succhio, mando giù tutto. Ci sdraiamo sul letto. Io sono sfatto.
“Hai visto che è piaciuto anche a te?”
“Già!”
Suonano alla porta!
“Mi ero dimenticato che avevo un appuntamento con un mio amico, quello della telefonata, allora l'ho invitato a mangiare una pizza. Ti dispiace?”
“No, vado a vestirmi.”
“Non c'è bisogno!”
Suona il campanello, Massimo va ad aprire.
“Simone ti presento Gabriele, è un mio caro amico.”
“Ciao!”
Deve essere proprio caro da come lo bacia. Bel ragazzo Gabriele ed anche ben messo. Mi guarda, certo non sono uno spettacolo, sono completamente nudo.
“Scusa l'abbigliamento!”
“Tranquillo, ci sono abituato!”
Abituato? Deve frequentare saune. La pizza fa cagare, mai mangiata una così cattiva. A Gabriele piace, si prende anche la mia parte.
“Vi va' una canna? È roba buona, basta poco che sballa!”
“Ti va' Simone?”
“Sì, certo!”
Gabriele prepara la canna, Massimo porta della vodka. Mi passano la canna, due tiri e la passo. Cazzarola se è buona, mi gira già la testa, sarà che è un po' che non fumo. Anche la vodka è buona.
“Andiamo in camera a divertirci!”
Massimo si alza e mi prende per mano, mi gira un po' la testa, anche Gabriele mi aiuta a salire le scale. Sono proprio fuori, mi butto sul letto, la camera gira intorno a me. Però, anche Gabriele non è messo male a fisico, ben piazzato, più basso di Massimo, anche il cazzo è più piccolo, non male, il suo potrebbe entrare. Ho due cazzi davanti la bocca, Massimo e Gabriele si baciano, li prendo in mano e li sego, comincio a succhiarne uno.
“Sa succhiare che è una meraviglia!”
“Le sai scegliere le tue troie.”
Li succhio, prima uno e poi l'altro, vedo cazzi da tutte le parti, sono veramente fatto.
“Girati Simone che ti faccio un massaggio!”
Mi giro, Massimo si siede sul mio sedere.
“Ti bendo gli occhi, così sarà più bello!”
Ho gli occhi bendati, mi spalma dell'olio sulla schiena, ha un buon odore. Comincia a massaggiarmi il petto, che mani fantastiche. Sono a bordo letto, qualcuno si avvicina e mi mette il cazzo in bocca, è Gabriele, lo succhio. Massimo mi massaggia il cazzo, sento le sue mani insinuarsi tra le cosce, mi infila un dito nel culo, scivola. Ha le mani unte dall'olio, il dito scivola bene, ne mette un'altro, scivolano e mi piace. È tutto buio, mi lascio andare e sento la sua mano allargarmi il culo, le sento spingere, mi piace. Gabriele mi tiene ferma la testa e spinge. fantastico cazzo il suo, si succhia bene. Le dita sono diventate tre.
“Massimo, i patti!”
“Dai, lasciati andare, sei la mia puttanella, ti pagherò bene!”
“Niente da fare capo, il culo no! Hai il cazzo troppo grosso per i miei gusti ed io non voglio soffrire, capito?”
“Gabriele, dammi una mano a convincerlo, sono nel cassetto.”
Gabriele si siede sopra di me, ho il suo cazzo in bocca, mette le ginocchia sulle mie braccia, sono bloccato non riesco a muovermi. Tira fuori dal cassetto delle manette, me le mette ai polsi e le attacca alla spalliera in ottone.
“Che cazzo fai?”
“Tranquillo Simone, vedrai che ti piacerà e molto!”
Qui si mette male cazzo. Prenderlo nel culo da Gabriele pure pure, ma il cazzo di Massimo è troppo grosso, quello mi sfonda, mi rompe. Un cazzo così non l'ho mai preso.
“Dai capo, per favore!”
“Stai zitta troietta, ti piacerà! Gabriele dammi una mano!”
Questi sono pericolosi! Mi fanno mettere alla pecorina, mettono dei cuscini sotto la pancia e mi ammanettano di nuovo alla spalliera. Sono bloccato. Massimo si avvicina, mi lubrifica il culo.
“Gabriele, preparalo!”
Il cazzo di Gabriele è più piccolo, mi viene dietro. Sento il suo cazzo spingere sul culo, lo allarga, fa un po' male ma è sopportabile, spinge, sento il culo che si allarga, si fa strada è dentro lo sento, spinge, mi sta inculando.
“Faccio male?”
“No, però fai piano!”
Cazzo se scivola bene, mi piace, è la misura giusta per me. Mi tiene fermi i fianchi e spinge, mi sta inculando meravigliosamente, che bello, scivola dentro!
“Ti piace troia?”
“Sicuro che mi piace, senti come scivola. Mi piace quando spingi fino in fondo, così!”
Mi sento come una troia ceduta ad un altro, mi piace sentirmi così. Massimo mi mette il cazzo davanti la mia bocca, l'apro, lo prendo dentro, spinge, succhio! Gabriele lo tira fuori e lo rimette dentro, è fantastico.
“Questa troia ha un culo che è una grotta. Ecco così, si.”
Gabriele lo tira fuori e mi sborra sulla schiena. Continuo a succhiarlo a Massimo.
“Certo che sei veramente una gran troia. Ne hai presi di cazzi, vero?”
“Ora prende anche il mio, vero Simone?”
“Massimo, per favore! È troppo grosso!”
“Vedrai che entra!”
“Per favore!”
Viene dietro di me, mi infila un dito nel culo, l'allarga, ci appoggia la cappella, spinge. La sento, fa fatica ad entrare, spinge, sento il culo che si allarga, lo sento, spinge, sì così, ecco è tutto dentro. Incredibile è tutto dentro, lo sento scivolare e spingere. Mi sta inculando.
“Troia, puttana, hai visto che è entrato e che ti piace? Sei un frocio, puttana, troia!”
Spinge, lo sento scivolare dentro, è il suo posto, cazzo se è bello, fantastico! Mi sego, è troppo bello! Continua ad incularmi. Spinge. Lo tira fuori, si sega, mi viene davanti al viso, apro la bocca, sborra, mi schizza in faccia, lo prendo, continua a sborrare, succhio, mando giù. Sono distrutto e domani si parte, sarà sicuramente un week end interessante.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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