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trio

Quella sera al Pincio


di Only4youbsx_mo
27.08.2026    |    134    |    1 8.7
"“Impossibile!” ha detto Silvio, “Succhi troppo bene e hai il culo allenato!” Gino ha confermato..."
Devo dire che il cazzo mi ha sempre affascinato da quella sera, quando tornando a casa ero sul tram con il viso incollato al finestrino, siamo passati accanto ad un cantiere abbandonato, all’interno, poco illuminati, c’erano due ragazzi uno aveva i pantaloni abbassati e mostrava il cazzo all’altro. È stato un attimo ma quell’immagine mi aveva eccitato.
Da adolescente ho avuto diverse esperienze come, almeno penso, tutti quelli della mia età in quel quartiere. Tutte esperienze attive e la maggior parte consumate in macchina, solo con Silvio ho fatto sesso su un comodo letto, quello di casa sua quando non c’erano i genitori. Con lui ho cominciato a fare i pompini ma il mio culo rimaneva sempre vergine. Mi piaceva mettermi dentro tutto quello che somigliasse ad un cazzo ma uno vero non l’avevo mai provato.
Quella sera mi ero visto con una ragazza a piazza di Spagna, quando ci siamo lasciati, mi sono incamminato su per la salita che porta al Pincio, luogo d’incontri omosessuali. La mia intenzione era quella di farmi rimorchiare e tirare su qualche soldo. A metà strada si ferma una macchina con due ragazzi a bordo e mi chiedono se stavano andando bene per il Pincio visto che non erano di Roma. Mi hanno chiesto se volevo un passaggio ma ho risposto di no.
Arrivato in cima, mi sono preso un gelato, mentre ammiravo il panorama sotto di me, non mi ero accorto che si era avvicinato un ragazzo.
“Bella Roma!”
Certo che è bella gli ho risposto. Abbiamo parlato per un po’, mi ha detto di chiamarsi Silvio dopo di che mi ha invitato a bere qualcosa da lui. “Ma non sono solo. Ho un amico in macchina, si chiama Gino.”
Avevo capito subito che stava cercando di rimorchiarmi. Siamo arrivati in Piazza Farnese, la macchina si ferma davanti ad un portone. Un palazzo della Roma rinascimentale. Saliamo in casa. Roba da non crederci una casa stupenda.
“E’ di mio zio.” mi dice Silvio “Adesso si trova in vacanza non so dove, ci vengo io e Gino. Abitiamo vicino Ancona, a Roma ci veniamo spesso per divertirci. Ci piacciono i maschietti.”
“Prima facciamoci una sauna e una bella doccia.”
C’era anche la sauna in quell’appartamento. Era piena di oggetti antichi, ricordi di viaggi molto belli. Dovevano avere una barca di soldi gli zii.
Ci siamo spogliati completamente nudi, mi vergognavo delle dimensioni del mio cazzo confronto al loro. Quello di Silvio moscio era quasi grande come il mio dritto. Anche Gino aveva un cazzo notevole.
Dopo la sauna siamo andati in camera da letto, eravamo tutti profumati. Il letto era enorme, in ferro battuto, attaccate ai montanti c’erano delle manette. Mi sono sdraiato sul letto. Il cazzo di Silvio era diventato enorme e duro, ha cominciato ad accarezzarmi. Aveva preso il mi cazzo in mano e lo segava. Mi leccava la pancia, sentivo la sua lingua sfiorare la mia cappella e il mio cazzo scoppiava tanto era diventato duro. Mi succhiava le palle, mi leccava il culo. Ero eccitatissimo. Ha cominciato a farmi un pompino, lo prendeva tutto in bocca, non mi sembrava vero che riuscisse a prenderlo fino in fondo.
Gino si è avvicinato con il cazzo duro tra le mani e mi disse: “Succhiamelo, fammi sentire come sei bravo.” Non avevo preso in considerazione uno sviluppo del genere. In fondo lo avevo già preso in bocca da Silvio, sarebbe stata la stessa cosa con Gino. Ho aperto la bocca e l’ho cominciato a succhiare e mentre gli facevo il pompino mi diceva che ero bravo.
Silvio succhiava divinamente, mi aveva infilato un dito nel culo e succhiava. Io avevo il cazzo di Gino in bocca e ci mettevo tutta l’esperienza fatta con Silvio. Mi piaceva sentirlo così duro, mi piaceva succhiarlo. Anche a lui piaceva molto il servizio che gli stavo facendo perché ha detto: “ Basta, così mi fai venire.” l’ha sfilato dalla bocca e si è sdraiato accanto a me. “Ora giochiamo. Facciamo tutto noi, tu non ti devi toccare per questo adesso ti mettiamo le manette.”
Ho lasciato fare, mi ha ammanettato mani e piedi. Quando mi sono accorto che le manette erano vere, beh era troppo tardi.
“Ora mettiti questo fazzoletto sugli occhi e lascia fare a noi.”
Mi hanno bendato, non vedevo niente, li sentivo parlare, ero immobilizzato. Non avevo previsto neppure questo! Cazzo ero bloccato, me ne rendevo conto solo in quel momento. Sentivo una lingua che leccava un mio capezzolo e una bocca che mordeva l’altro e mi faceva male poi ho sentito una cappella vicino la bocca, era grande. Ho cominciato a leccarla, l’ho presa in bocca facevo fatica ma l’ho presa. Ho cominciato a succhiarla mentre sentivo la lingua di Gino leccarmi dappertutto. Aveva le mie palle in bocca e le succhiava. Saltavo sul letto. Silvio mi scopava in bocca, a fatica, non riuscivo a prenderlo tutto ma mi piaceva.
Gino ha cominciato a farmi un pompino, sentivo la sua bocca chiudersi come una ventosa sulla mia cappella, era fantastico e intanto succhiavo il cazzo di Silvio. Ha smesso di succhiarmelo, si è alzato ed è tornato con del lubrificante. A quel punto ho capito in che situazione mi ero cacciato, volevano incularmi.
“Ora ti faremo divertire.” mi hanno detto mentre un dito mi lubrificava il culo, lo sentivo spingere, stuzzicarmi il buchino. Era la prima volta che un dito non mio scivolava nel culo, mi piaceva, cazzo se mi piaceva. Le dita sono diventate due e poi tre. “Hai un bel culetto allenato.” Mi stavano per inculare ed io non dicevo niente, ero lì passivo, lasciavo fare e mi sentivo sempre più eccitato. In fondo non sognavo un cazzo vero mentre m’infilavo nel culo di surrogati?
Ero ammanettato, con gli occhi bendati e un cazzo enorme in bocca. Gino continuava ad allargarmi il culo mettendoci più dita possibili, mi piaceva. A quel punto ero io che lo volevo dentro. L’ha capito da come mi muovevo e da come gemevo quando sentivo le sue dita dentro. Avevo le gambe larghe. Ho sentito la sua cappella spingere, cercare di farsi strada. Ho sentito il mio buco allargarsi e farla entrare. Ho sentito quel cazzo duro arrivare fino in fondo e le sue palle sbattere sul mio culo. In quel momento ero in paradiso, avevo un cazzo vero che mi stava inculando. Spingeva era fantastico, la realizzazione di un sogno, ero felice, ero stato appena sverginato e non avevo sentito niente. Avevo usato i surrogati giusti.
Avevo il cazzo che mi scoppiava tra le gambe e nessuno dei due lo toccava, mi sembrava di impazzire, era una tortura. Ero ammanettato, desideravo che qualcuno mi accarezzasse il cazzo ma niente. Gino continuava a incularmi chiamandomi frocio, troia, zoccola. Aveva ragione, cosa ero in quel momento se non la versione maschile di una troia o di una zoccola?
Mi sentivo così e mi piaceva sentirmi in quel modo, essere trattato in quel modo. Anche Silvio diceva che ero una gran bocchinara, che lo stavo succhiando divinamente ed io ci mettevo impegno a succhiarlo. Si era seduto sul mio petto e spingeva il cazzo nella mia bocca. Mi piaceva la sua cappella dura, ci giocavo con la lingua. Mi teneva ferma la testa, spingeva, spinto fino a quando la mia bocca non si è riempita di sborra. Era la prima volta che mi sborravano in bocca. Era strano sentirla in bocca, avevo sempre pensato che facesse schifo, invece. Ho mandato tutto giù, non potevo fare altro, Silvio non lo tirava fuori ed io succhiavo. Anche questo non l’avevo previsto!
“Ti è piaciuta la mia sborra?” non ho risposto, ero troppo concentrato sul cazzo di Gino che spingeva sempre più forte, lo sentivo scivolare dentro, spingere sempre più forte. L’ha sfilato e mi ha sborrato in faccia, la sentivo colare sul mio viso poi me l’ha infilato in bocca. “Succhia troia..” mi diceva, “Succhia tutto, bevi.”
Avevo in bocca ancora il sapore della sborra di Silvio
“Mi sono proprio divertito, hai un bel culo, accogliente. Da quanto tempo batti?” mi ha chiesto Gino. Quando gli ho detto che quella era la prima volta che vivevo un’esperienza simile non ci hanno creduto. “Impossibile!” ha detto Silvio, “Succhi troppo bene e hai il culo allenato!” Gino ha confermato.
Sono sempre ammanettato, lo faccio presente. Ammanettato e con un cazzo che scoppia tra le gambe.
“Ti faremo sborrare tranquillo.”
Ci siamo fatti una canna e bevuti due bottiglie di vino. Ero su di giri. Mi avevano tolto le manette, mi fanno mettere alla pecorina e mi ammanettano di nuovo. Silvio mi viene dietro. “Ora sentirai qualcosa che non hai sentito mai, farò dolcemente.” sento la sua cappella spingere sul culo, fa fatica ad entrare. “Tranquillo, rilassati ora entra. Ecco lo senti entra.”
Lo sento, sento il mio culo che si allarga sempre di più. Lo sento scivolare dentro di spinta, fa male, continua a spingere nonostante le mie proteste. “Godi troia!” mi diceva “Ti piace il mio cazzo, lo senti tutto vero? E’ un bel cazzo duro, tutto per te.”
Continuava a incularmi, il male era passato, mi piaceva sentirlo così, enorme che scivolava dentro il mio culo, era da sballo. Spingevo anche io, lo volevo sentire tutto. L’avevo dentro che spingeva e non riuscivo a crederlo. Non avrei ma pensato che fosse possibile avere un cazzo così grosso nel culo e invece mi stava inculando e mi piaceva da morire. Avevo il cazzo che mi scoppiava ma nessuno lo toccava. Ho supplicato Gino di accarezzarlo ma lui mi ha infilato il suo cazzo in bocca e mi ha detto di succhiarglielo, che ero una cagna in calore e che solo la sua sborra poteva spegnere la mia sete di cazzo.
L’ho pompato fino in fondo, fino a quando ho avuto la bocca piena, di sborra, l’ho succhiata tutta. Silvio mi ha tolto le manette avevo più libertà di movimento, ero sempre alla pecorina, l’ha rimesso dentro abbastanza facilmente. Me l’avevano aperto per bene. Silvio ha ripreso a incularmi, aveva una gran resistenza e ci metteva molto a venire. M’inculava sempre più forte, spingeva, ha cominciato a farmi una sega, è bastato il tocco della sua mano sulla cappella che ho sborrato mentre il suo cazzo continuava a scivolarmi dentro facendomi impazzire di piacere. L’ho sentito uscire fuori. “Girati!” mi ha detto, “Succhia tutta la mia sborra!” ho fatto appena in tempo a prenderlo in bocca che mi ha riempito, di sborra. "Succhia troia, succhia così, bevila tutta.” Succhiavo e mi piaceva.
“Abbiamo trovato il nostro divertimento romano, disposto a tutto, vero?” disse Silvio, non potevo rispondere di no, non ci riuscivo avevo il suo cazzo in bocca, poi come facevo a rinunciare a due cazzi come quelli. Sono diventato il loro divertimento preferito purtroppo non per molto.
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