Prime Esperienze
2 Infanzia Parte 2 – Salato e Amaro
18.06.2025 |
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"La fretta è cattiva consigliera ed infatti, infilandomelo tutto in una volta fino in fondo, ebbi un conato di vomito e gli occhi presero a lacrimarmi..."
E senza aspettare la sua risposta cominciai dapprima a baciare la punta e dopo due o tre colpi di lingua sulla cappella me lo infilai in boccaLe avventure con Marco ormai si stavano accumulando. Ci vedevamo un paio di volte a settimana, durante il pomeriggio per studiare, giocare e ovviamente masturbarci. La mattina a scuola la passavamo come se nulla fosse. Lui intanto iniziava a fare conoscenze e nuove amicizie e quindi spesso ci trovavamo a discutere all’interno di qualche gruppetto. Ma era nel dopo scuola che i nostri cazzi erano finalmente liberi di indurirsi e spruzzare tutta la loro passione. Ancora ricordo quando un giorno Marco venne sulla mia schiena, dato che, stando in piedi, lui si segava e da dietro continuava a masturbarmi. Quella volta provai la sensazione di un liquido che non mi apparteneva, qualcosa che provenisse dalle viscere di qualcuno che non fossi io; tuttavia, egli non fu l’unica persona con cui entrai in “contatto”.
Cominciamo come sempre dall’inizio. Lui si chiamava Diego e come marco frequentava la mia stessa classe alle medie. Era un po' più alto di me, capelli biondi tendenti al marrone, sempre disordinati ma che comunque gli donavano, occhi di un colore misto grigio e verde, senza barba a differenza di me e quindi molto glabro. Ancora, naso leggermente a patata, una bocca con delle labbra carnose di un pigmento rossastro, fisico asciutto (che ritenevo quella volta di gran lunga migliore del mio), culetto tondo seppur non sodo e cazzo che tutto sommato era rispettabile. Lato A e B completamente senza peli e questo suscitava in me il piacere di guardare un corpo maschile nudo. Avevamo fatto l’asilo insieme, per poi separarci alle elementari e infine riunirci alle medie appunto. Fin dal primo giorno ci mettemmo subito di banco e quindi fu tra i primi con cui iniziai il mio percorso scolastico.
Un pomeriggio eravamo a giocare in camera mia ad un picchiaduro competitivo. Avendo due joystick giocammo insieme alla modalità PVP, quindi uno contro uno. Come dice il detto “la fortuna del principiante” Diego si dimostrava molto più tecnico e capace di me, il che mi portò a perdere diversi incontri. Poi, durante la scelta dei prossimi personaggi da usare optammo entrambi per la famosissima bionda e bellissima cyborg, protagonista delle più svariate fantasie di noi maschietti ed infatti durante il combattimento le porcate non si sprecavano
“Secondo me ha le labbra della fica gonfissime” dissi
“le tette invece sono a punta ahahahaha, chissà a pecora quanto gli si allarga il buco del culo”
Anche i nostri pisellini avevano qualcosa da dire, indurendosi e costringendoci a palparci da sopra il pantalone. Così, ormai “esperto palpeggiatore” appoggiai la mia mano sopra il suo pacco sentendone la consistenza
“Ti si è addrizzato”
“Senti chi parla...facciamo così, ogni volta che uno di noi due perde tocca l’altro, che ne dici?”
Io avendo già in corso giochini erotici con Marco (pur non confessandoglielo mai) accettai di buon grado. Il primo incontro lo vinsi io ma ero già piuttosto eccitato e preferii farmi infilare la mano dentro i pantaloni ma non a pelle
“Bello...dai toccalo più forte visto che hai perso di brutto”
“Per forza avevi un personaggio sbroccato, io una mezza sega, grazie al cazzo che vinci”.
Il secondo incontro lo vinse lui nonostante avessimo personaggi più o meno alla pari. Era il mio turno di pagare pegno ma lui mi prese la faccia e la spinse contro la sua virilità, a livello del cavallo
“Dai vieni che adesso te lo metto in faccia...ssssh si dai... muovi la faccia così, mi si sta scappellando”.
Ed a proposito di cappelle, la mia si stava inumidendo e sentivo la punta appiccicarsi al tessuto dei boxer. Il terzo ed ultimo round lo persi miseramente (riconobbi che era davvero più bravo di me) e quindi dovetti sottostare alla penitenza. Questa volta però preso dall’eccitazione si sfilò tuta e mutande, posizionandosi a pochi centimetri dalla mia faccia e con la cappella leggermente esposta. Sembrava non emanasse odori sgradevoli e anche la punta non luccicava di nessun eventuale liquido, a differenza della mia. Mi prese la testa e ruotando il bacino faceva sì che il cazzo strusciasse su tutto il mio viso, me lo sbatteva in faccia e cercava di spingere sulle labbra, nella speranza che lo prendessi dentro. Nel mentre, avevo infilato la mano nei boxer e presi a segarmi
“Mmmmh posso provare a infilarlo in bocca?”
E senza aspettare la sua risposta cominciai dapprima a baciare la punta e dopo due o tre colpi di lingua sulla cappella me lo infilai in bocca. La fretta è cattiva consigliera ed infatti, infilandomelo tutto in una volta fino in fondo, ebbi un conato di vomito e gli occhi presero a lacrimarmi. L’esperienza però non si rivelò delle migliori. La sensazione della pelle del prepuzio sulle pareti interne della mia bocca e la cappella in intimo contatto con la lingua non fu cosa gradita. Sentivo quella presenza estranea in bocca, con venature appena percettibili sotto la lingua ed il tutto mi disgustava e la posizione in ginocchio con il volto schiacciato contro il suo ventre mi fece perdere tutta la carica erotica. Il mio uccellino stava tornando al suo stato di riposo e neanche un minuto dopo lo sfilai facendo finta di niente
“È liscio, ha un sapore strano comunque...però non è male (mentendo spudoratamente). Prova tu con il mio”
Tolsi il resto dei vestiti e messomi a pancia in su allargai le gambe. Diego si posizionò tra di esse
“Ma è tutto bagnato” e se lo imboccò
“Mmmh...slurp...aaah mmmh”
Aprì la bocca solo per dire che era leggermente salato e se lo rinfilò. Capii da quel momento quanto fossero meravigliosi i pompini, non solo per il fatto che muoveva la lingua intorno alla cappella o facesse su e giù con la testa aspirando come se stesse succhiando da una cannuccia, ma perché il calore e l’umidità della sua bocca mia facevano impazzire. Lo sentivo ancora più duro e sussultava, regalandomi una sensazione di puro godimento
“Oddio sii che bellooo...dai...mmmmh, piano che sennò sborro”. Detto fatto e gli venni in bocca. Mezzo frastornato per l’eiaculazione mi accasciai sul pavimento. Solo dopo qualche istante compresi che non aveva sputato nulla dalla bocca. Sì, lui aveva ingoiato il mio seme, il mio sperma, la mia sborra. Questa cosa mi fece davvero ribrezzo, non concependo come una cosa del genere fosse possibile. Mi disgustava il pensiero che la mia sborra fosse defluita nella sua gola, ma lui concluse
“È amara”.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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